Falconeria contro i Piccioni

Danni e problematiche dei piccioni

Falco in voloI piccioni sono volatili estremamente dannosi per l’ambiente domestico: sono portatori di malattie; il loro guano è dannoso per la salute e corrosivo per i marmi e i cementi; la loro presenza connota l’area come poco curata.

Da sempre, si è fatto ricorso a diverse tecniche di allontanamento di questi fastidiosi uccelli: da quelle fai-da-te, che prevedono l’uso di palloncini, di vecchi cd e di superfici riflettenti sui balconi, a quelle più sofisticate e mirate, come le strutture apposite per impedire ai piccioni di posarsi sui cornicione, e le reti anti-piccione sui cortili e all’ingresso delle gallerie.

Tuttavia, essendo onnivori e prolifici, i piccioni rimangono un problema persistente e di difficile risoluzione, soprattutto per quanto riguarda la loro infestazione di zone molto ampie e poco frequentate, come aeroporti, impianti ittici, e colture agricole.

Questo è particolarmente grave in situazioni che hanno visto un esponenziale e rapido aumento del numero di piccioni in una determinata area, sia essa urbana o non urbana. Una tale crescita, oltre a problemi di natura estetica e pratica, può essere seriamente nociva per gli esseri umani, e porre in pericolo anche gli animali, domestici e non, che inabitano la zona.

Si hanno poi rischi di natura tecnica, non meno gravi: la contaminazione degli alimenti e degli elementi imballati tenuti all’aperto; il danno e il deterioramento di edifici, privati o pubblici che siano; l’ostruzione dei lavori da parte dei piccioni in grosse quantità (si pensi al serio problema costituito, per la sicurezza dei passeggeri, dagli stormi di piccioni che abitano negli aeroporti).

Il sistema Falko Plus

La soluzione più radicale può essere anche quella più insospettata ed originale: ricorrere ai naturali predatori dei piccioni, come si ricorre ai gatti per risolvere il problema dei topi. Il sistema Falko Plus fa proprio questo: si tratta di una tecnica di controllo di nascita piuttosto recente, e tanto semplice quanto geniale. Falko Plus infatti addestra i rapaci contro gli invadenti volativi; il sistema prende il nome dal falco, forse il più temibile fra i predatori naturali dei piccioni, che tuttavia non è l’unico tipo di uccello rapace ad essere utilizzato. Questa tecnica rientra quindi a buon diritto sotto la categoria degli apprezzati ‘dissuasori naturali’.

I falchi vengono allevati in cattività ed addestrati, tenuti secondo il rispetto delle norme vigenti circa il trattamento degli animali, e quindi senza alcuna crudeltà.

Il sistema Falkon Plus risponde a rigidi criteri, in primo luogo, a quelli dettati dalla natura: infatti rispetta completamente il ciclo biologico annuo degli animali. Questo le ha vinto il favore delle associazioni animaliste, che ne hanno approvato l’innovatività e il rispetto della natura e degli animali coinvolti.

La legge non consente l’eliminazione fisica, da parte di privati cittadini, di piccioni, ma ‘uso del sistema Falko Pluso, e quindi dei falchi addestrati, è soprattutto dissuasivo e di controllo; la legge (Decreto Legislativo 81/08, modificato poi dal Decreto legislativo 106/09) permette infatti di intervenire per il mantenimento degli ambienti in condizioni salubri, a favore della salute pubblica, e la normativa italiana si è aggiornata proprio per fare spazio a questo tipo di tecnica.

Il metodo Falko Plus ha conosciuto grande popolarità in Gran Bretagna e in Francia, dove è in uso, con successo, ormai da diversi decenni; risulta particolarmente efficace nello spaventare i piccioni e scioglierne gli assembramenti in maniera permanente.

L’articolazione delle fasi del sistema Falko Plus

In poco tempo, sarà possibile godersi uno spazio libero di piccioni, senza ricorrere a metodi brutali o a scelte anti-estetiche. Chi si occupa dei falchi è un falconiere professionista, che conosce gli animali e le loro necessità, legate anche alla loro storia personale, oltre che alle differenze specie-specifiche. Il falconiere si occupa del programma dall’inizio alla fine, attraverso le sue quattro diverse fasi:

  1. Fase di sopralluogo, dove il falconiere esplora l’area da disinfestare e prende visione del tipo di infestazione che vi è presente.
  2. Pianificazione delle fasi di attuazione del sistema Falkon Plus, e stesura del preventivo.
  3. Scelta della specie di falco che meglio risponderà alle variabili della situazione. Per la disinfestazione di zone esterne, sono preferibili falchi ad alto volo (il girafalchi, il falco lanare, il falco sacro, il falco pellegrino). Falchi a basso volo (la specie harris, per esempio) sono consigliabili invece per le zone più ristrette ed interne. Il falconiere valuterà anche il numero di rapaci necessario per coprire l’area: zone di metratura medio-grande possono richiedere l’intervento di 3 o 4 falchi nella stessa operazione.
  4. Messa in opera del sistema Falko Plus, che si articola lungo due fasi differenti: l’operazione d’urto, in prima battuta: di solito, questa prima fase avviene durante le ore crepuscolari, quando gli uccelli molesti sono più vulnerabili a questo genere di operazione. In seconda battuta, si ha l’operazione di mantenimento, che assicura che la zona rimanga disinfestata.

Guano dei Piccioni

Piccioni ed inquinamento ambientale

piccioni in piazzaI piccioni ed, in particolar modo, l’enorme quantità di guano che essi rilasciano costituiscono un elevato fattore di rischio per la salute pubblica. L’elemento che contribuisce notevolmente ad elevare i fattori di rischio risiedono proprio nel comportamento sociale dell’animale.
In effetti se si osserva la dimensione delle popolazioni di colombi urbani, ed ancor più il rateo di crescita, ci si rende subito conto che è una specie volatile altamente infestante.
L‘inquinamento biologico prodotto da questi volatili degrada in modo particolare le strutture architettoniche costituendo, allo stesso tempo, la base di condizioni igienico-sanitarie che compromettono la salute dei cittadini. I centri storici e le strutture architettoniche dei primi anni del 900 costituiscono l’habitat ideale che ne incentiva la proliferazione.
Difatti sono proprio i centri storici ad essere bersaglio privilegiato delle deiezioni prodotte dai colombi urbani.

Fattori che contribuiscono alla formazione dell’habitat naturale perfetto e principali danni alla salute pubblica

La realizzazione di questo habitat favorevole è da attribuire alla presenza di sottotetti, cornicioni a sbalzo, e facciate arricchite da insenature e decorazioni varie che offrono riparo e possibilità di nidificazione di ingenti colonie.
Altro elemento che incentiva l’incremento delle colonie e la conseguente stazionarietà è direttamente connessa al microclima molto favorevole (in Italia) ed, in aggiunta, l’enorme facilità di procacciare cibo (che in molti casi è offerto dai cittadini stessi). I danni prodotti dal guano dei piccioni sono molteplici.
In primo luogo, come ben noto, nel guano dei colombi urbani risiede una elevata componente acida. L’acidità del guano, con il concorso del tempo e dei fattori climatici, erode la materia alterando in modo definitivo preziose opere architettoniche che costituiscono un patrimonio culturale di un’intera collettività.
In secondo luogo, e sempre a carico delle strutture, il guano intasa grondaie e canali destinati al deflusso delle acque dai palazzi. L’intasamento di questi comporta accumulo di acqua sui tetti o nei locali con conseguenti infiltrazioni che danneggiano fisicamente la struttura arrivando, persino, a generare crolli e cedimenti.
In aggiunta si evidenzia che il ristagno d’acqua contribuisce a rendere umidi gli ambienti di vita interni compromettendo la salute di chi vi abita. In terzo luogo l’accumulo di deiezioni crea pessime condizioni igieniche.
Difatti appartamenti, scuole, ed ospedali divengono luoghi rischiosi da frequentare perché l’accumulo di guano diviene terreno fertile per la proliferazione di miceti patogeni e parassiti, inoltre, la presenza di animali morti (colombi) attira altre specie urbane altamente infestanti come i ratti che comportano, in modo decisivo, un ulteriore caduta delle condizioni igienico-sanitarie.
A fronte di tali inconvenienti appare chiaro che diviene dovere di tutti intraprendere azioni rivolte al contenimento della proliferazione di questa specie. Esistono diversi approcci metodologici a tale problematica che possono essere intrapresi dal singolo individuo o dall’intera collettività.

Tecniche di contenimento della proliferazione di colombi urbani

Le tecniche per l’allontanamento dei piccioni da determinate aree, o quanto meno, nella limitazione della proliferazione sono diverse. Il generale quando si attua una disinfestazione di volatili si procede con un approccio integrato ossia mediante diverse tecniche. La dissuasione è una delle tecniche più ricorrenti e può essere adoperata con diverse modalità.
Dissuadere significa, appunto, condizionare il comportamento del volatile in modo forzato. Per condizionare il comportamento dei piccioni si ricorre a stumenti meccanici, elettronici e acustici (questi ultimi sono poco utilizzati per via della quiete pubblica).
Per quanto riguarda gli strumenti meccanici si pone un accento sull’utilizzo di spilloni che impediscono al piccione di sostare su travi o strutture sporgenti come: sistemi di illuminazione o videosorveglianza. Come esempio di sistema elettronico è usuale ricorrere a binari (o reti) attraversati da corrente elettrica a bassa tenzione che, senza costituire pericolo per l’uomo, impediscono ai piccioni di bivaccare sui cornicioni.
Per quanto concerne i dissuasori acustici è possibile ricorrere a megafoni che riproducono il verso dei rapaci. Questa tecnica, molto efficace, è comune in aeroporti e strutture aziendali poste in aree non urbane. Poco utilizzata, invece, nei centri urbani in quanto mina la tranquillità dei vicini. In conclusione va aggiunto che tutte le opere di disinfestazione vanno accompagnate da interventi di disinfezione per abbattere la carica batterica e parassitaria delle aree incrostate di guano.
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Zecche dei Piccioni

zecche dei piccioni

Esemplare di zecca

I piccioni selvatici vivono in quasi tutte le grandi città del mondo.

L’alimentazione dei piccioni proviene, volontariamente o accidentalmente, dagli esseri umani e ha permesso l’accumulo di grandi popolazioni che possono causare una serie di problemi, in primo luogo la formazione di incrostazioni di edifici e monumenti a causa dei loro escrementi.

La guana degli uccelli selvatici, inoltre, rappresenta una fonte ben nota di microrganismi patogeni che possono causare infezioni nell’uomo. Ancora più pericolosi per l’uomo sono, però, gli ectoparassiti dei piccioni selvatici, tra i quali si trovano l’acaro rosso del sangue, Dermanyssus gallinae e la zecca del piccione, Argas reflexus, entrambi i quali possono migrare negli spazi di vita umani quando perdono i loro ospiti naturali oppure quando la loro numerosità aumenta.

I morsi dell’acaro rosso del sangue sono irritanti ma innocui, mentre la zecca del piccione può causare gravi problemi di salute alle persone che vengono punte.

Biologia, morfologia e diffusione della zecca

L’Argas reflexus appartiene alla famiglia delle Argasidae. Si tratta di uno specifico parassita succhiasangue dei piccioni presente in varie parti d’Europa e del Medio Oriente che, in determinate circostanze, invade le abitazioni umane e morde le persone come ospiti sostituti quando i piccioni non sono disponibili.

L‘Argas Reflexus è un parassita definito molle, per l’assenza dello scudo dorsale chitinoso presente invece in altri animali della stessa famiglia. Questo parassita, pur assomigliando alla zecca dei cani, si distingue morfologicamente per il corpo appiattito, delimitato da un bordo finemente striato, e privo di occhi. Dal punto di vista della distribuzione geografica, si tratta di una specie endofila ben adattata agli ambienti urbanizzati e, in Italia, è presente in quasi tutte le regioni, con una minore concentrazione in quelle più meridionali.

Problemi igienico-sanitari e per la salute umana generati dall’Argas Reflexus

La puntura dell’Argas Reflexus può provocare nell’uomo lesioni eritemato-papulose, con importanti manifestazioni respiratorie, gastrointestinali e cardiocircolatorie. Dopo punture ripetute, l’Argas reflexus, può procurare lo sviluppo di allergie IgE-mediate (di tipo I), che in situazioni estreme possono portare a sintomi potenzialmente letali di shock anafilattico nell’essere umano.

La zecca del piccione Argas reflexus è, infatti, un insetto patogeno-trasmissibile che abita sui piccioni ma che può anche attaccare gli esseri umani causando reazioni locali e sistemiche. I morsi della zecca da piccione causano non solo irritazioni della pelle, ma anche la trasmissione di tossine che vengono immesse nel sangue dell’ospite mediante la puntura e, per questi motivi, l’interesse sanitario nei confronti di questo parassita sta notevolmente crescendo.

Come intervenire contro la zecca del piccione

Le zecche A. reflexus sono attive durante la notte e trascorrono il giorno nascosti in fessure e crepe dei nidi di piccione. Pertanto, nidi di piccioni adulti e fessure delle pareti di edifici con il tetto a due falde, dove i piccioni vivono nelle immediate vicinanze degli esseri umani, sono i luoghi più a rischio di infestazione. L’artropode ectoparassita Argas reflexus è un acaro presente sui piccioni con un elevata capacità di resistenza e di sopravvivenza e ciò rende molto complessa l’azione di controllo.

Esso, infatti, è in grado di rimanere in vita anche a digiuno per circa sette anni. Per questo motivo, è necessario ripetere i trattamenti con periodicità, onde evitare che permangano residui di uova in grado di schiudersi. Nel caso di infestazioni parassitarie degli esseri umani, bisognerà intervenire in primo luogo attraverso la prevenzione: la fonte deve essere rimossa impedendo ai piccioni ulteriori accoppiamenti e disinfestando gli ambienti diventati siti di riproduzione del piccione.

E’ importante, in primo luogo, eliminare i siti di nidificazione dei piccioni per ridurne il numero ed attuare strategie per impedire che la zona si ripopoli, utilizzando mezzi fisici o chimici oggi a disposizione. Strategie di controllo della popolazione di zecche Argas Reflexus dipendono in larga misura dalla bonifica del guano dei piccioni, che va rimosso con cautela per evitare la dispersione nell’aria di spore e batteri pericolosi per l’uomo.

La ricerca dell’acaro è influenzata da numerosi fattori, come il fototropismo (durante il giorno l’acaro può nascondersi dietro quadri, sotto i cuscini o nelle crepe di un muro), la temperatura (la zecca, infatti, è attiva solo durante la stagione più calda) e i periodi di nidificazione dei piccioni. La disinfestazione mirata della zecca del piccione consiste nel disinfettare le zone colonizzate, cercando di eliminare l’acaro adulto e, soprattutto, le sue uova. Al fine di ridurre il rischio derivante dagli agenti patogeni di cui questa pericolosa zecca è portatrice, è bene procedere con tempestività alla sua definitiva eliminazione, intervenendo con attrezzature specialistiche e personale qualificato.

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Dissuasori e Repellenti per Piccioni

piccioni in piazza san marcoI piccioni sono un disagio che, soprattutto negli ambienti urbani, non ha ancora trovato una soluzione allontanamento volatili efficace e radicale a livello di intervento pubblico.

I piccioni, oltre che per il rumore, sono particolarmente fastidiosi per il guano che depositano sulle superfici e che può giungere a rovinarle, corrodendo metalli, cemento e marmi; nidificando quasi ovunque e prolificando velocemente, i piccioni sono noti per essere portatori di malattie, oltre che di parassiti come pulci e pidocchi; inoltre, il guano secco depositato sui condizionatori può risultare nocivo per gli esseri umani.

Per legge, è vietato eliminare fisicamente questi volatili; tuttavia, per i cittadini privati che vogliano prendersi cura personalmente del problema, igienico-sanitario ed anche estetico, costituito dai piccioni, vi sono diverse flessibili soluzioni.

E’ opportuno chiarire subito che buste di plastica o palloncini mossi dal vento, oggetti luccicanti e vari tipi di spaventapasseri non possono dissuadere a lungo i piccioni, che ben presto si abituano a questi elementi e li riconoscono come innocui; è necessario un intervento più deciso, ma non necessariamente più esoso.

In linea generale, si distinguono due filoni di strumenti per la lotta ai piccioni: i dissuasori e i repellenti.

I dissuasori elettrici

Vi è una grande varietà di dissuasori disponibile al pubblico, in grado di soddisfare le esigenze particolari dell’utente.

I dissuasori elettrici a contatto sono dei dispositivi costituiti da una piccola centralina elettrica, che fornisce una tensione elettrica, a voltaggio molto basso, distribuita su due fili di acciaio. La bassa scarica elettrica impedisce ai piccioni di posarsi o nidificare; di costi contenuti, questi dissuasori possono venire posizionare su cornicioni, sottotetti e balconi con facilità.

Sempre nella categoria dei dissuasori elettrici vanno posti i dissuasori sonici, che emettono suoni in grado di spaventare e allontanare gli uccelli molesti. Nonostante siano potenti ed estremamente efficaci, i suoni che emettono sono udibili all’orecchio umano; sono quindi consigliabili per le zone periferiche, ma costituiscono una fonte di problemi in zone urbane o densamente abitate.

Per chi abita in città, quindi, una scelta più saggia potrebbero essere i dissuasori ad ultrasuoni: piccoli e compatti, i suoni che vengono emessi da questi apparecchi si trovano a una frequenza non cogliibile dall’orecchio umano: i piccioni ne sono infastiditi e disorientati. Gli ultrasuoni hanno un campo d’azione che va dai 12 ai 15 metri, oltre i quali il rumore emesso si disperde nell’aria, e non è più sufficiente a disturbare i piccioni. Sono ideali per i centri abitati, ma anche per i grandi edifici che richiedono un particolare silenzio (ospedali e chiese, per esempio). Nonostante non siano pericolosi per la salute dell’uomo, è opportuno posizionarli ad un altezza superiore a quella dell’uomo medio.

Esistono anche dissuasori sonici personalizzati, che possono essere customizzati sulle esigenze del cliente. Vi sono infine anche dissuasori sonici che emettono, oltre agli ultrasuoni, dei flash luminosi ad intervalli non pre-determinati, di modo da spaventare i piccioni.

I dissuasori meccanici

Un’altra tipologia di dissuasori, che non richiede un collegamento a una rete elettrica o l’uso di batterie, sono i dissuasori meccanici. Si tratta di strutture poco ingombranti; i più diffusi sono strutture in spilli di acciaio o di rame (ma esistono anche di plastica e dalle punte arrotondate, che assicurano che l’animale non si ferisca), resistenti alle intemperie metereologiche. La loro forma a V è pensata appositamente per impedire ai piccioni di atterrare su balconi, sottotetti, cornicioni, grondaie, esercitando così un’azione preventiva in maniera costante. Il loro montaggio richiede l’intervento di uno specialista, che possa accedere in sicurezza alla zona da adeguare. Nonostante siano molto efficaci se le spine sono disposte in maniera ravvicinata, possono essere considerati anti-estetici.

Un altro dissuasore meccanico per i piccioni è quello a rete: una rete di maglie di fili è sufficiente per impedire ai piccioni di accomodarsi sui tetti e permette di proteggere permanentemente cortili, campanili, balconi e gallerie dalla loro intromissione. La rete è abbastanza sottile da essere pressoché invisibile per gli esseri umani.

I repellenti per piccioni

I dissuasori con materiale repellenti si compongono di sostanze chimiche, solitamente vendute sotto forma di spray, che permettono di allontanare i piccioni senza modificare la struttura dell’edificio in maniera sostanziale; sono molto economici e si possono reperire in qualsiasi negozio di anti-parassitari. Pratici e comodi da utilizzare, richiedono però un’applicazione frequente, e sussiste una certa possibilità che i piccioni vi si adeguino.

Più permanenti sono quei repellenti che consistono in paste viscose da spalmare lungo le superfici che i piccioni preferiscono frequentare: le rendono scivolose e poco adatte all’atterraggio, e il loro effetto può durare fino a 12 mesi.

Rimedi fai-da-te

Esistono anche rimedi naturali e casalinghi contro i piccioni. Come si è visto, palloncini e superfici riflettenti non possono spaventare a lungo i piccioni; ma una soluzione più efficace si può escogitare sapendo che questi volativi mal sopportano le spezie dal sapore o dall’odore pungente, come il peperoncino, la cannella e il pepe. Macinare e spargere queste spezie sui balconi solitamente induce i piccioni ad involarsi molto rapidamente; il procedimento è sicuramente economico, ma deve essere ripetuto dopo ogni giornata di pioggia o di vento.

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Infestazione di Piccioni: Rischi per la Salute

CONOSCERE I PICCIONI

Comportamento dei piccioni

 

Piccioni nel parco

I piccioni, colombi urbani, rappresentano un inquinamento biologico.

Con le loro deiezioni provocano danni alle strutture, ai monumenti, e alla salute delle persone.

Amano i centri storici, ove possono vivere e proliferare. Si annidano principalmente:

  • nei sottotetti;
  • nei cornicioni;
  • nei solai;
  • tra le facciate dei più antichi palazzi.

Prediligono la città per la moltitudine d’interstizi, perché non rischiano incontri con altri predatori e trovano il cibo con un’estrema facilità. Non devono competere fra loro per aggiudicarsi un nido, visto quanti ne offre la città, e il microclima li aggrada.

La combinazione di questi fattori, ambientali e urbanistici, porta a covate multiple nel corso dell’anno, tanto da manifestarsi una vera infestazione da piccioni in alcune zone.

L’area nella quale si muovono in gruppo è definita “home-range”, e può arrivare fino a 15.000 mq. Di solito si tratta di piazze, e il loro comportamento è da considerarsi di tipo gregario.

Caratteristiche

I piccioni maturi raggiungono un peso di circa 400 grammi, hanno piumaggi variabili, secondo la zona urbana d’insediamento e covata. La vita media è di 2,4 fino a un massimo di 3 anni, muoiono giovani nel 40% dei casi.

Per un piccione, il periodo riproduttivo può giungere anche a 9 covate durante il corso dell’anno, e si tratta di almeno 2 uova per ogni covata. Scelgono orifizi e cavità senza grandi protezioni e dopo 17 giorni iniziano a schiudersi le uova.

La fase di nutrizione dei loro piccoli dura da 20 a 30 giorni, prima con il loro stesso latte, e successivamente con delle granaglie che provvedono ad ammorbidire. La maturità sessuale del piccione viene raggiunta dopo 6 mesi dalla nascita.

Che cosa mangiano?

La dieta del piccione è uno dei motivi per i quali s’insedia nelle nostre città. Il loro fabbisogno quotidiano è di circa 70-90 gr d’acqua e solo 30 gr di cibo, prevalentemente cibo vegetariano.

Cereali, legumose, germogli e granaglie, ma non disdegnano altre fonti di nutrimento se le trovano, come pane e pasta. E purtroppo nei centri abitati non hanno grandi difficoltà a reperire ciò di cui necessitano, nè in forma diretta da chi glielo fornisce, nè in forma indiretta grazie a scarti, rifiuti vari, cassonetti e balconi o giardini non spazzati.

Ricordiamo, invece, che esistono precise normative che vietano di fornire volontariamente nutrimento ai piccioni, e impongono alle Forze competenti d’intervenire per la tutela dell’ambiente, del patrimonio storico-urbano e soprattutto per la salute dei cittadini.

RISCHI DA UN’INFESTAZIONE DI PICCIONI

Danni alle cose

I piccioni lasciano cumuli di escrementi, detti guani, pertanto arrecano grande sporcizia nell’ambiente in cui vivono.

Imbrattano e sporcano tutto: marciapiedi, auto parcheggiate, facciate, monumenti, balconi e complementi d’arredo nei giardini, nonché panni stesi e altro.

Senza contare che a lungo andare, il peso dei loro escrementi che grava sui solai a volte arriva anche a 10 cm. Se questi solai non sono agibili e non si possono pulire sistematicamente rischiano il crollo per non sopportazione del carico.

Danni alle persone

A preoccupare maggiormente quando un centro urbano vive un’infestazione di piccioni sono i rischi per la salute.

Il piccione è portatore di almeno 60 malattie attualmente conosciute dal Sistema Sanitario Nazionale.

Si contraggono attraverso i loro escrementi (guani), e alcune di queste sono letali e contagiose, sia per l’uomo, sia per i nostri animali domestici.

É possibile entrare in contatto con le loro deiezioni anche non direttamente, ma attraverso il vento, i ventilatori e altro che possa trasportare le polveri infette.

Può esserci una contaminazione di utensili da cucina, di biancheria, di alimenti, e di tutto ciò che raggiungono e poi entra in contatto con le persone. Le più comuni malattie scatenate dal piccione sono:

  • Ornitosi;
  • Aspergillosi;
  • Tubercolosi;
  • Criptococcosi;
  • Candidosi;
  • Clamidosi.

Queste sono le più pericolose, ma ve ne sono molte altre derivanti anche dai loroectoparassiti e acari che causano infestazioni di edifici e abitazioni. I rischi per la salute, i problemi sanitari e igienici sono davvero molti.

DISINFESTAZIONE PICCIONI

Quando si è di fronte a una vera infestazione di piccioni i rischi per la salute sono troppi. Laddove falliscono gli eventuali metodi per allontanarli o i sistemi di dissuasione, bisogna rivolgersi a una ditta specializzata. La disinfestazione dai piccioni parte sempre da una disinfezione e rigenerazione dell’ambiente.
Questa procedura dev’essere mirata e richiede mezzi e conoscenze tecniche.

Come avviene la disinfestazione

La ditta provvederà a ripristinare l’igiene ambientale attraverso una capillare rimozione dello strato di guano creatosi. Occorre un particolare aspiratore mirato a trattenere le polveri che altrimenti si libererebbero nell’aria contribuendo alla contaminazione tramite agenti patogeni dei piccioni. Senza questi mezzi, la disinfestazione delle superfici sarebbe comunque rischiosa per la salute, pertanto è sconsigliato il “fai da te”.

Serve particolare attenzione anche a zecche, acari e pulci derivanti dall’infestazione di piccioni, per eseguire una disinfezione efficace e ridurre il rischio di nuovi annidamenti.

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