Tarme dei vestiti: come eliminarle?

Tarme dei vestiti: ecco come eliminarle e proteggere i tuoi capi

La bella stagione riporta ogni anno il dilemma su come eliminare le tarme dei vestiti. La primavera, infatti può essere spietata in vari modi. Il caldo può influire sulla tua forma fisica e accentuare la caduta dei capelli, i pollini possono provocare fastidiosi raffreddori. Ma quando le temperature iniziano a salire, in cima alla lista c’è sempre la proliferazione delle tarme e l’inevitabile piaga dello sfarfallamento che minaccia i tuoi migliori capi d’abbigliamento.

Le larve di Tinea Pellionella, nome scientifico delle tarme dei panni, trovano nei tuoi armadi il loro campo da gioco. I loro assalti sono noti fin dai tempi biblici, tanto da fare dire ad Isaia: ” Ecco(…) come una veste si logorano tutti, la tignola li divora”. Le tarme hanno buon gusto: il delizioso cachemire è il loro piatto preferito, seguito da una miriade di fibre naturali tra cui seta, lana, cotone, pelli e pellicce. Come difendere i tuoi capi firmati più trend? Ecco alcuni consigli che ti aiuteranno a sbarazzarti dei temibili insetti e a proteggere il tuo guardaroba.

Come riconoscere le tarme

tarma dei vestitiI tessuti danneggiati da questi parassiti sono consumati dalle piccole larve bianche e presentano fori di varia dimensione, filamenti sottili di seta e palline fecali sulla superficie. Le tarme sono distruttive durante la fase larvale. I “mugnai” invece sono completamente innocui. Gli insetti adulti infatti non mangiano i tessuti, ma la loro presenza significa che sono già state deposte, o stanno per esserlo, uova che produrranno larve mangia-tessuto. Quindi, se vedi in giro le piccole farfalline con le ali giallo dorato dalla lucentezza satinata e peli rossastri sulla testa stai in allerta. Quello che rende riconoscibilissima questa farfalla è il modo tipico con cui ripiega le ali lungo la schiena.

Le tarme sono lunghe circa 6 mm e nel corso dei suoi 3 mesi di vita possono deporre fino a 300 uova. Queste hanno una forma ovale, sono color avorio e si schiudono solo quando trovano le giuste condizioni di umidità e temperatura, il che spesso rende difficile debellarle completamente. Alla schiusa le larve, piccoli bruchi color crema, vivono 50 giorni prima di trasformarsi in pupa e per tutto questo tempo non faranno altro che nutrirsi della maglieria alla loro portata e filare la seta del bozzolo che le vedrà mettere le ali e ricominciare il ciclo.

Disinfestazione tarme

Molti rimedi contro le tarme dei vestiti riguardano la prevenzione. La difesa da questi parassiti prevede l’areazione regolare dei locali per non creare zone di umidità, il controllo periodico del retro dei mobili, sigillare gli indumenti che non vengono usati e conservare correttamente tutti gli altri.

Quando invece hai già in atto un’infestazione, che riguarda anche tappezzeria, moquette e tende, rivolgersi a ditte specializzate nella disinfestazione tarme è certamente il metodo più sicuro per eliminare definitamente la presenza di tarme, nonché delle larve.

È lecito utilizzare qualche cubetto di canfora negli scomparti più alti del guardaroba con i capi che si indossano raramente ma occorre avere cura di tenerli all’aria per qualche giorno prima di indossarli, perché il tessuto tende a trattenere l’odore di questi cristalli. Tuttavia la canfora e la naftalina sono sostanze chimiche tossiche e vanno utilizzate con molta cautela. Quando è necessario intervenire con una pulizia profonda e una fumigazione con questi repellenti rivolgiti solo a personale esperto.

Infestazione di tarme dei vestiti: ecco cosa fare

Quando le tarme dei vestiti si vedono svolazzare nell’aria, sicuramente hanno già depositato le loro uova negli angoli oscuri e caldi. Rimuovi ogni cosa dal tuo armadio e passa su tutte le superfici un panno imbevuto di detersivo per eliminare le larve. Fai bene attenzione agli angoli e al soffitto. Lava tutti i vestiti. Congela tutto ciò che puoi perché le temperature sotto lo zero uccidono le larve. Gli indumenti chiusi in sacchetti di plastica vanno tenuti nella cella freezer per 48 ore. Anche se non ti è agevole seguire questa procedura, con l’approssimarsi dell’estate, prendi la buona abitudine di conservare le maglie invernali nei sacchetti con chiusura a zip e rifornisci i cassetti di strisce antitarme. Sono inodore e uccidono sia le uova che le larve.

Tra i prodotti antitarme che puoi utilizzare ci sono anche i bastoncini di legno di cedro. Per gli abiti invece, potresti investire in grucce di cedro. Costano un po’ ma le tarme non ne sopportano l’essenza, che va rinnovata scartavetrando minimamente il legno di tanto in tanto, ma in questo modo potrai sicuramente proteggere i tuoi capispalla. Anche lavanda, altre erbe profumate, e oli essenziali possono dissuadere le tarme dall’entrare nel tuo guardaroba. Perché questi profumi abbiano l’effetto desiderato devono però essere molto concentrati, vanno utilizzati quindi dentro i contenitori per abiti, il cui coperchio deve essere sempre rigorosamente chiuso. Ricorda che la polvere attira le tarme, cerca quindi di tenere sempre il contenuto degli armadi al riparo e non riporvi mai abiti non perfettamente puliti. Non conservare, ma liberati degli indumenti che non utilizzi più. Ispeziona qualsiasi oggetto in tessuto rimasto inutilizzato per lungo tempo.

Quanto costa una disinfestazione da blatte?

Quanto costa una disinfestazione da blatte? Anche note con il nome di scarafaggi, le blatte sono insetti dell’ordine dei Blattoidei, che comprende più di 4000 specie diffuse ovunque nel mondo. Purtroppo tendono a riprodursi velocemente, caratteristica che aumenta il rischio di fastidiose infestazioni. Se in alcuni casi, di minore gravità, è possibile intervenire con il fai da te ricorrendo a insetticidi e rimedi naturali, altre volte è indispensabile avvalersi di professionisti del settore. Un’infestazione da blatte non trattata adeguatamente può infatti ripresentarsi in modo più acuto, specialmente durante le stagioni calde. Ma quanto costa una disinfestazione da scarafaggi e quando è da preferire ai metodi fai da te?

Disinfestazione blatte: professionale o fai da te?

Una disinfestazione professionale da blatte va preferita al fai da te nei casi in cui la presenza di questi insetti sia consistente. Come accorgersene? Verificando, per esempio, se fuoriescono durante le ore del giorno: in quanto insetti lucifughi non amano la luce e tendono a rimanere nascosti, a meno che non ve ne siano troppi. La disinfestazione da scarafaggi professionale permette non solo di eliminarli in modo mirato ma anche di prevenire eventuali infestazioni future adottando apposite tecniche.

Ciò nonostante, adottare alcuni comportamenti preventivi nella vita di ogni giorno è senz’altro utile per limitare la loro proliferazione. Per esempio è opportuno non lasciare residui di cibo in cucina e conservare eventuali alimenti ben sigillati. Anche la spazzatura va rimossa quotidianamente mentre gli ambienti vanno accuratamente puliti e mantenuti asciutti, l’acqua infatti attira questi insetti.

Tuttavia è bene sapere che le blatte riescono a sopravvivere anche in luoghi non particolarmente sporchi visto che si nutrono di piccole quantità di materia organica. Sempre a scopo preventivo sigillate le potenziali vie d’accesso collocando in queste aree prodotti per la disinfestazione da blatte inclusi, se li preferite, repellenti naturali contro gli scarafaggi, in modo da allontanarli.

Le malattie trasmesse dalle blatte

blattaLe blatte sono pericolose per la salute? Non lo sono in modo diretto, perlomeno nella maggioranza dei casi, tuttavia possono fungere da veicolo per microrganismi patogeni e vari parassiti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha sottolineato infatti che gli scarafaggi “svolgono un ruolo complementare nella diffusione di alcune malattie”. Inoltre possono danneggiare derrate alimentari contaminandole con escrementi e frammenti di scarafaggi morti.

Per quanto riguarda le malattie, le blatte possono trasmettere la Salmonella, batterio associato alla comparsa di salmonellosi, che provoca sintomi somiglianti all’intossicazione alimentare. Ma anche campilobatteriosi, infezione dovuta al batterio Campylobacter, spesso presente sulla superficie delle blatte americane e delle blatte orientalis. E ancora listeriosi, grave infezione causata dal batterio Listeria monocytogenes, con cui generalmente si entra in contatto consumando cibi e bevande contaminati. E la lista delle malattie non si esaurisce qui: anche gastroenterite, dissenteria, asma e vari tipi di allergie possono dipendere dalle blatte. E’ chiaro quindi quanto sia importante evitare infestazioni di questi insetti che possono pregiudicare seriamente la salute degli abitanti e persino degli animali domestici.

Quanto costa una disinfestazione da blatte

I costi della disinfestazione da blatte professionale dipendono da una serie di fattori. Innanzitutto comprendono, oltre alla disinfestazione in se stessa, un sopralluogo ispettivo per verificare il grado di infestazione, le aree più colpite e le azioni preventive migliori da adottare. I professionisti del settore sanno riconoscere velocemente eventuali infestazioni prestando caso a tracce normalmente invisibili a chi non è del mestiere. Sulla base delle tipologie di blatte individuate creano esche apposite, prendendo in considerazione le caratteristiche peculiari di ciascuna specie. Un lavoro certosino che richiede tempo e molta esperienza.

Senza contare che gli interventi professionali devono necessariamente utilizzare formulati non pericolosi per la salute dell’uomo e degli animali, privilegiando attrezzature che permettano di erogare in modo controllato gli insetticidi. Va poi considerata chiaramente l’estensione dell’area da trattare perché il costo della disinfestazione da blatte per un appartamento piccolo sarà inferiore rispetto ai prezzi di una struttura più estesa. In linea di massima i costi vanno da una cinquantina di euro, per le infestazioni di minore entità, alle migliaia di euro, per i casi più gravi. Le disinfestazioni da blatte possono essere eseguite durante tutto l’anno ma è bene tenere presente che nelle stagioni più calde, gli scarafaggi tendono a riprodursi di più e sono anche più attivi.

Blattes

DÉSINFESTATION ET CONTROL CAFARDS OU BLATTES

Les infestations des blattes ou plus communément cafards sont très fréquents puisque leur abitat naturel se trouve juste dans notres habitations, dans les industries, dans les aliments, dans les tuyauteries et dans les égouts.

Les blattes vivent dans les interstices, égouts, dans les tuyaux, derrière les éviers et les électroménagers comme machines à laver et lave-vaisselle surtout en présence de pertes d’eau, en habitations humides, dans les caves et en villes portuaires.

Dans le monde entier existent a peu près 3.500 espèces de blattes connues, de celles-ci, dans notre pays, ils en existent environ 400.

Les blattes qui infestent nos maisons, le plus connues sont:

  • Blattella allemand (Cancrelat gris): grâce à les pussières, particularitè des pattes qui permettent à ce type de Cancrelat de grimper sur quelconque mur vertical, même si lisse, il vive et prolifère en milieux de haut pourcentage d’humidité (lave-vaisselle, macchine pour le café, fourneaux, bouilloires etc) omnivore, il préfère l’obscurité et les surfaces poreuses comme papier et bois. La vie de cette espèce de cafard a une durée de 20 a 30 semaines; la femme de cette espèce dépose pendant sa vie de 4 à 8 oothèques que renferment, chacune, environ 40 oeufs qui s’ouvrent après de 15-20 jours. Soit le mâle que la femme sont doués d’ailes et ils peuvent voler.
  • Supella longipalpa (ou Cancrelat des meubles): omnivore, très semblable au Cancrelat gris, mais moins infestant à cause de la période plus longue nécessaire pour le développement sexuel et de la plus grande facilité de dessiccation des oothèques qui contiennent les oeufs, dû au milieu qui préfère cette espèce qui est fondamentalement chaud et peu d’humide, la femme dépose dans sa vie environ 14 oothèques qui contiennent de14 a 18 oeufs. Les zones où peuvent nicher ces cancrelats sont donc à une hauteur moyen-haute, entre étagères, tableaux, sources de chaleur comme téléviseurs ou moteurs d’électroménagers, où ils déposent et collent les oothèques. Ils ont douè d’ailes mais seulement le mâle est apte à voler si dérangé.
  • Cancrelat orientalis (cafard commun): c’est le cancrelat le plus commun que nous trouvons dans nos maisons, de couleur marron foncè. Est une espèce de blatte qui aime les milieux très humides, spécialement si sont voisins à sources d’eau ma contrairement à autres espèces il aime les milieux frais donc ils prolifèrent et nous leur trouvons dans les tuyauteries d’ègouts, caves très fraiches et humides, tuyauteries d’eau ou égouts d’éviers de lesquels entrent souvent dans nos maisons, humidificateurs. Aussi cette espèce est omnivore mais très vorace, en manque de nourriture ils se nourrissent de leurs mêmes oothèques. Une femme produit 8 oothèques environ de 12-20 oeufs et sexuellement elles ont un développement lent.
  • Periplaneta américain: et l’espèce de Cancrelat moins commun mais très prolifère et infestante, de dimensions plus grands, il peut atteindre les 4 cms, il a ailes plus développée mais qu’il utilise rarement. Cette espèce aussi préfère milieux humides et sombres, ports et ville de mer, sous-sol, tuyauteries des égouts, tuyaux de bains, cuisines, dépôts de denrées alimentaires et liquides fermentées. La femme de ce grand Cancrelat américain dépose de 12 a 14 oothèques contenants environ 14 oeufs qui s’épanouissent après 2 mois et les nymphes atteignent la maturité sexuelle après 6 mois. La prolifération de cette espèce de Cancrelat peut être arrêtée par le froid des mois de hiver.

NUISIBLES POUR L’HOMME ET LES ANIMAUX

Grâce au corps plat et bas, les cancrelats peuvent pénétrer en chaque petite fente, passer à travers tuyauteries submergées, conduites et canalette d’installations électriques, de chauffage et refroidissement e egouts d’eau, ils sont très rapides, en outre, a cause des pattes très larges, ils sont insecte grégaires donc où il y en a un nous en trouvons sûrement d’autres. Pour tels motifs résulte très dificil isoler complètement les milieux des cancrelats, en plus ils sont véhicules d’infections e micro-organisme pathogène (choléra,tuberculose, salmonelle) aussi ils peuvent passer des milieux très polluants aux milieux où vivent les hommes et les animaux. Avec leurs excréments les cancrelats peuvent polluer petits et grands dépôts d’aliments en relâchant odeurs désagréables surtout en présence d’infestations élevées.

PRÉVENTION

Comme nous avons vu, soit le Cancrelat orientalis, le cafard commun, que le Cancrelat américain, penetrent dans notres maisons à travers les ègouts en particulier s’il s’agit de structures vieilles avec des installations qui ont subi réparations, donc il est réaliste de penser qu’aussi les installations des égouts urbains soient déjà colonisées par les blattes.

Il est donc utile, pour la prévention d’infestations de cancrelats dans le milieu dans lequel nous vivons et nous déroulons notre activitè, controler les points critiques: tuyauteries, bouches d’ègouts, décollements de planchers et carreaux, revêtements, murs, contreplafonds et separè en placoplâtre, tuyau d’écoulement etc.

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Classificacao ratazanas e ratos

ESPÉCIES MENCIONADAS

Ante de falar dos Ratos e Ratazanas poderia ser interessante nos ocuparmos um pouco sobre a ordem dos roedores.

A este grande grupo de animais pertencem numerosas famílias que em comum possuem uma particular mandíbula formada por dois incisivos afiados como formões, que crescem em continuação. Neste aspecto são muito parecidos com os “primos” lagomorphos (lebres e coelhos), os quais porém possuem também um segundo par de incisivos muitos pequenos.

Coisa curiosa é a tendência a criar problemas seja como for, é suficiente pensar aos desastres que aconteceram na Austrália depois da introdução e a volta ao estado selvagem dos coelhos. Entre os roedores enumeramos os esquilos, (como curiosidades, lembramos da existência na Finlândia de espécies “voadoras”: Pteromys volans); as marmotas (moradoras dos Alpes por volta dos 2.000 m. de cota); os castores (é o maior roedor da Europa, agora confinado nas vales dos rios Elba e Ródano, foi suplantado em algumas áreas pelo seu primo canadense); o irascível porco-espinho ( é o maior representante da espécie “rodentia” na Itália, munido de espinhos fortes e usualmente, se incomodado ou atacado, “engrena a marcha ré” e corre para trás para fincar os espinhos na pele do inimigo); a nútria (chamado também de ratão d’água ou caxingui (Brasil) e “Castorinho” na Europa) há origem sul-americana e foi introduzido nos criadouros como animal de peliça (alguns exemplares fugiram e voltaram ao estado selvagem criando assim colônias bastantes numerosas); os ratos de campo (glis glis) (os quais começam agora causar alguns danos nos sótãos das nossas casas e aos pinheiros mansos que produzem pinhões ); os hamster (moradores das florestas de coníferas e das tundras do norte da Europa); as arvicolas; os ratinhos do campo; os camundongos e as ratazanas dos esgotos e dos telhados; espécies que iremos analisar um pouco mais a fundo por evidentes razões.

ARVICOLAS

Pertencem à família dos Cricetidae (subfamília Micromys). Algumas espécies de arvicolas podem causar danos notáveis aos cultivos agrícolas, florestais e à horticultura. Temos o exemplo da arvicola do campo para as cultivações de maçãs no Trentino (norte da Itália) e a arvicola do Savi (Microtus savii, popular: surci cardunaru) que causou danos aos cultivos de alcachofras e outros cultivos de valor.

Estes roedores tem hábitos hipogínicos, isso quer dizer que escavam galerias bastante superficiais e raramente se arriscam em excursões na superfície, deste tipo de comportamento precisa tomar em conta quando devemos programar um combate que seja eficaz.

Em alguns casos resultou útil proceder com práticas agrícolas (lavoura freqüente e superficial do terreno, uso de herbicida e/ou desinfestações de multi-ação) de modo a tornar difícil a colonização destes pequenos animais. Em outras situações foi suficiente uma distribuição espalhada de iscas ativadas por antecoagulantes de baixa toxicidade. O importante nessas circunstâncias é verificar que os lugares tratados sejam inacessíveis às pessoas, em particular às crianças, e animais que não sejam os alvos.

Nas situações mais difíceis pode-se cavar pequenos fossos profundos pouco mais que uns 20 cm aonde se colocam os pontos de iscas. Precisa ter uma particular atenção em cobrir novamente os fossos com palha, entulhos ou grama.

O rato selvagem está em condição de se adaptar à inúmeros ambientes como o bosque, as áreas cultivadas, os armazéns, aonde disputa o habitat ao mais “doméstico”camundongo.

RATOS E RATAZANAS

Os danos causados podem ser relevantes em modo especial, logo após a semeadura; portanto neste período e sendo presente uma infestação deste tipo, é bom intervir colocando nas áreas do perímetro ou próximo às Estradas e redes de irrigação, recipientes com iscas raticidas (com poder de choque (p.a.) de baixa toxicidade). As “manjedouras” deverão preservar as iscas pelas manipulações indesejadas, protegendo-as também das intempéries e naturalmente, impedindo a disponibilidade aos pássaros e outros animais.

A mesma família dos Ratos selvagens, MURIDAE, mas de maior interesse higiênico-sanitário, pertencem os camundongos ou Ratos (Mus musculus) e as Ratazanas (Ratos norvegicus e Rattus rattus).

RATINHO DOMÉSTICO

Roedor famoso, tanto que vêm chamado por todos os desinfetadores com a denominação dada a ele por Linneus. O Mus musculus é um sujeito infestante capaz de colonizar qualquer lugar, desde a máquina de lavar de nossas casas (aonde o seu instinto o protege dos riscos das partes móveis: é suficiente pensar ao cesto rodante da roupa durante a centrifuga!) aos centros de elaboração dos dados informatizados de alta tecnologia, aonde a possibilidade de uma infestação deles é considerada como uma verdadeira calamidade). Ainda mais freqüentemente o encontramos nos procedimento de produção agro-industrial aonde pode ser definido como uma presença endêmica, com manifestações epidêmicas alarmantes.

O “nosso” ratinho pode pesar até 30g, porém é um bom comedor: de três até 5gr ao dia (em proporção um homem de 70 Kg deveria comer de 7 até mais de 10 Kg de comida por dia), em compensação bebe pouco (de 1 até 2cm3 ao dia) e pode ficar sem água por longos períodos. Produz 1,2cc de urina por dia e 2g de fezes que espalha em pequenos “bolos”, estes vêem depositados com uma freqüência constante durante o período todo de sua atividade, que em geral acontece nas horas vespertinas e noturnas. Motivo disso é que também a sua alimentação é diluída no tempo em 10-15 rápidas refeições, de duzentos a quinhentos miligramas por refeição. Este último dado representa uma importante característica que é importante lembrar nos programas de combate: tendo a frente um experimentador assim poderoso precisa dispor de armas e técnicas de aplicação adequadas. Os dados bio-etológicos mais importantes são: duração da vida em cativeiro até quatro anos, expectativa de vida (em condições naturais) estimada em cerca de seis meses. Maturidade sexual no tempo de dois meses e meio do nascimento, gestação 20 dias assim como o desmame; número de ninhadas em um ano para cada fêmea 6-10 contando uns cinqüentas neonascidos!

As características destes murídeos podem-se sintetizar notando uma particular curiosidade atenuada pelo medo, contudo justificada, sem evidentes fenômenos de neofobia (fobia da novidade).

Além disso, apresentam performances excepcionais: conseguem pular até 30 cm, jogam-se sem algum dano de alturas superiores aos 2m, passam em buracos pouco maiores de um centímetro de diâmetro e são capazes de escalar qualquer superfície: como mini atletas funâmbulos.

Destas características altamente invasoras é necessário lembrar bem quando se fazem as avaliações de rat-proofing.

TÉCNICAS DE APLICAÇÃO

A luta aos ratinhos freqüentemente resolve-se com a vitória deles, seja porque estas entidades Infestantes são dotadas, como vimos antes, de características psicofísicas excepcionais, mas também porque possuem uma notável resistência fisiológica às substâncias mais comumente utilizadas como raticidas. Isso complica muito as intervenções de combate dado que em alguns casos são usadas iscas aonde o princípio ativo é especificadamente contra os Ratos, e pouco ou nada pode contra estes pequenos roedores.

A impostação do combate que (com raras exceções) atua-se em espaços confinados, baseia-se na avaliação geral do ambiente no qual entende-se agir. A área a ser tratadas deve ser dividida em: áreas infestadas e áreas com risco de infestação e é igualmente importante individuar a pressão da infestação, ou seja os caminhos de onde presumivelmente podem chegar os “colonizadores”de dentes afiados.

Uma vez monitorada a área de intervenção, vem escolhido o “modus operandi”, que em geral consiste em intervenções necessárias de manutenção-prevenção: lacrar as passagens, colocar em ativo redes e barreiras e ao mesmo tempo eliminar áreas de refúgio (esta fase pode ser feita como preliminar ou executada desde a colocação das iscas). Depois ter criado as condições para o posicionamento dos pontos de iscas, é necessário decidir a quantidade das mesmas e os lugares aonde serão colocadas. Cada ponto isca assim individuado será definido decidindo o tipo de isca a ser usada (base alimentar e poder de choque (p.a.), quantidade de isca e tipo de proteção mais adequada.

Em alguns casos particularmente difíceis pode ser útil efetuar um tratamento de pastagem (pré-baiting) usando placebo (isca não ativada com algum tipo de p.a); isso por avaliar a entidade da infestação, os costumes alimentares e/ou induzir o hábito à isca que depois iremos utilizar. Tipo uma prova geral, atraente na enunciação, freqüentemente mencionada na literatura específica, mas pouco usada na prática comum: como todas as possibilidades técnicas podem ser eficazes quando aplicadas aonde for realmente necessárias. Uma outra situação aonde é útil fazer uso da pastagem é quando se quer acostumar os ratinhos entre áreas de alimentação que pouco interagem com as atividades que acontecem nos lugares que queremos bonificar. Uma vez que são colocados os pontos de iscas estes devem ser renovados e adaptados segundo as exigências que se apresentam com o tempo.

Terminada a fase de bonifica é útil efetuar um acabamento de manutenção, obviamente quando torna-se necessário, mas é importante a checagem crítica desses Tratamentos. Depois disso não resta que planificar o calendário das intervenções com o objetivo de manter os resultados obtidos, melhorando-os, e consolidando ao mesmo tempo a prevenção do risco de uma nova infestação: com intervenções contra-invasão, com cuidadosas inspeções, com a avaliação dos fornecedores, e não último através do melhoramento dos nossos conhecimentos e competências sobre a descurada matéria da higiene ambiental.

Isto vale também no caso em que a intervenção seja direcionada para a avaliação de um serviço com contrato fechado; precisa lembrar que a Lei de segurança no trabalho refere-se ao risco higiênico e a necessidade de eliminar ou pelo menos reduzir ao mínimo os riscos de qualquer natureza, na origem. Falando profissionalmente, tudo isso deve ou deveria ser certificado em formulários que permitam de avaliar os resultados durante todas as fases da intervenção e por todo o período de tempo da duração deste calendário. Esta fase, comum a todas as intervenções de bonifica para qualquer tipo de praga será analisada mais para frente num capítulo a parte.

A RATAZANA PRETA DOS TELHADOS

Esta espécie chegou até nós desde a remota Mesopotâmia, provavelmente aproveitando do comércio marítimo realizado por trirremes do império romano.

Ele é seguramente a causa das mais devastadoras epidemias de peste nas épocas medievais e ainda hoje representa um potencial portador de inúmeras doenças contagiosas: salmonelose, febre aftosa do gado, adenoviroses, leptospirose, listeriose, rickettsiose, arborvirose, leishmaniose, verminose e mais ainda.

Mais ágil que a mais forte Ratazana dos esgotos, em geral coloniza os sótãos, as estruturas elevadas dos silos e freqüentemente as copas das árvores, preferindo os pinheiros marítimos (mansos) e as palmeiras. Os machos da espécie podem chegar aos 300/500 g de peso, o comprimento do corpo chega entre os 16-21 cm enquanto o rabo é mais comprido do que o corpo de uns dois centímetros. Tem orelhas longas e em geral quando são dobradas conseguem cobrir os olhos. São onívoros, preferindo as proteínas de origem vegetal e diariamente supera os 20gr comida seca e 20ml de água, mas o rato preto dos telhados pode ficar sem beber por mais dias. As fezes e as urinas são pouco inferiores as quantidades engolidas. A duração da vida em cativeiro pode chegar até seis anos, enquanto na natureza não supera o ano.

A maturidade sexual chega depois de dois meses e meio de vida, a gestação é de três semanas, o desmame depois de quatro. As ninhadas por cada fêmea num ano são entre seis e oito tendo em média 34 neonascidos.

Nesta espécie a neofobia é muito acentuada em modo especial naquelas povoações que se estabeleceram faz um tempo e portanto acostumadas ao lugar. As características psicofísicas o tornam habilidoso escalador (consegue subir no interior de tubos verticais com 10 cm de diâmetro e, portanto, pode aparecer na privada dos banheiros e logo depois desaparecer) bom saltador e um discreto nadador

TÉCNICAS DE APLICAÇÃO

Devendo combater o Rattus rattus precisa ter presente a neofobia desta espécie e portanto é melhor que seja adiado para depois da erradicação qualquer intervento de bonifica. Os Tratamentos vêm impostados com algumas analogias de métodos que já foram examinados no capítulo: Identificação dos lugares infestados e áreas de risco, assim como os possíveis caminhos de infestação.

Estes lugares são reconhecíveis devido à presença de oleosidade (betalanolina), fezes, objetos roídos, trilhas e tocas ou “ninhos”. Depois de localizar a infestação passa-se a posicionar os pontos de isca em número adequado, utilizando uma isca do tipo alimentar idônea. Também neste caso pode ser útil a técnica da pastagem com placebo.

O calendário dos Tratamentos em geral inclui intervenções de inspeção e de aplicações a cada mês e cuidadosas intervenções contra as invasões que sempre devem manter em conta a agilidade e as capacidades escaladoras desta espécie. Portanto, cuidados com tubulações, cabos, postes e com tudo aquilo que permita ao nosso funâmbulo rato de “acessar”, inclusas as paredes não perfeitamente lisas.

Também neste caso seria bom nas intervenções profissionais formalizar os dados relativos aos Tratamentos através de precisas e detalhadas certificações.

O RATO MARROM OU RATAZANA DOS ESGOTOS

Em pouco mais de um século, partindo das estepes russas, esta espécie conquistou a quase totalidade do planeta. De fato, na segunda metade do século XVIII, provavelmente devido a um fenômeno telúrico de grande dimensão, começa a imigração que em poucas dezenas de anos o levará a invadir a Europa e, em seguida através dos comércios chegara até nas Américas e também em todos os outros continentes.

Animal vigoroso e agressivo furta os espaços vitais ao Rattus rattus e toma em um breve lapso de tempo os habitat subterrâneos, em especial modo aqueles ligados com a rede hídrica ou de esgoto.

Os machos podem superar os 600g de peso e ter tamanho parecido com a Ratazana dos telhados, mas com o corpo mais atarracado, com o rabo mais curto do corpo e orelhas e olhos menores. Em laboratório pode viver até 7 anos, mas na natureza, sua expectativa de vida chega com dificuldade aos 10/11 meses. Sua maturidade sexual acontece entre os dois meses e meio e os três meses. A gestação supera de pouco as três semanas e o desmame quatro.

Uma fêmea em um ano pode produzir até 40 filhotes divididos em 4 a 5 ninhadas. A dieta sólida é omnívora, com uma certa preferência para proteínas animais e chega ao 10% do seu peso corpóreo com uma contribuição em quantidade hídrica pouco inferior; urina e fezes em proporção. As características psicofísicas sensórias indicam animais com olfato, paladar, tato e ouvido muito desenvolvidos; enquanto podem contar com uma visão bastante reduzida. São animais fortes, capazes de pular em altura quase 80cm e em distância (quando parados) 110/120cm e tendo impulso podem duplicar as performances; capazes de nadar otimamente em superfície e em apnéia, conseguem escavar galerias no terreno perfurando até muros de cimento fraco e metais tenros.

TÉCNICAS DE APLICAÇÃO

A maior parte de quanto foi dito sobre as precedentes espécies tem valor também para o rato marrom ou ratazana (vê a neofobia da Ratazana preta), portanto é bom deixar tudo como está, intervindo com o método de rat-proofing e Manutenção somente depois da fase de erradicação.

Para as intervenções de amplo respiro o procedimento deveria (se for o caso) seguir um andamento centrípeto, com barreiras sanitárias que possam impedir aos sujeitos isolados e alarmados de migrar em outros lugares, espalhando micro infestações capazes de se tornar comunidades independentes em curto prazo devido à grande capacidade reprodutiva da espécie.

Uma atenção particular deve-se pôr em proteger as iscas enquanto o habitat destes roedores coincide freqüentemente com aquele dos animais no-target e, em alguns casos também com aquele do homem.

PLANIFICAÇÃO E AGENDA DOS TRATAMENTOS

Um bom hábito é aquele de ater-se ao objetivo de eliminar o problema o mais rápido possível, na realidade não é coisa racional reduzir a infestação sem nunca chegar à resolver o problema de modo definitivo. Isso comporta em geral uma intervenção massiva a ser realizada em duas ou três fases. É agora que inicia a fase mais delicada, na nossa opinião, a mais importante: a conservação dos resultados. Porque esta fase é a mais difícil? Primeiramente porque quando acaba a fase emergencial de costume diminui a atenção ao problema e além disso porque os poucos exemplares que sobreviveram tendem a escapar às inspeções de rotina, exigindo portanto uma maior atenção nas inspeções.

TRATAMENTOS COMPLEMENTARES

Os Tratamentos complementares são de fundamental importância porque tem a finalidade de dificultar uma nova infestação e se tornam em projeções futuras como um tipo de “prevenção”. Os Tratamentos contra as invasões comportam a colocação de barreiras e redes testadas contra os ratos.

Nesta fase é muito importante analisar os métodos de fechamento (portas com células fotoelétricas, ou com fechaduras automáticas) conformes as exigências específicas, em modo particular no âmbito industrial ou hospitalar.

Por aquilo que concerne o território seria bom dar atenção à rede do esgoto, aos reservatórios, como aos criadouros. Este capítulo se colocaria bem num contexto de melhoramento do território ou de engenharia “higiênico-sanitária”.

FORMULÁRIOS – RELEVAMENTOS PLANIMÉTRICO

Este aspecto da bonifica murinas faz parte da gestão da informação. Os dados recolhidos em papel ou eletronicamente permitem de medir e avaliar os resultados, otimizando assim os futuros tratamentos. Parece natural a cada um de nós que, quando nos preparamos para um jogo de cartas devemos por em ordem as cartas segundo os esquemas adequados ao jogo: por exemplo, todos os ouros de um lado e bem ordenados desde aqueles com valor mais baixo até os mais altos. As possibilidades de ganhar baseiam-se também na facilidade que temos em controlar as cartas, e isso vem facilitado pelo fato de vê-las na nossa frente na sequência certa: a desordem tornaria mais fácil o erro.

Zecche

Diciamo che è una bella giornata ed insieme al proprio amico a quattro zampe preferito si è appena ritornati da una bella passeggiata. Mentre gli si toglie il guinzaglio, si nota una zecca. Non ci si può sbagliare e non riconoscere che questo sia la piccola sagoma ovale di questi fastidiosi artropodi.

PROTEGGERSI DALLE ZECCHE

La zecca è una delle creature più difficili da combattere perché non importa quanto duramente si provi a respingerle, di solito non si proteggere qualsiasi zona del corpo del tuo animale domestico (oppure del proprio corpo). Così basta controllare attentamente se stessi ed il proprio animale dopo ogni passeggiata, cosa che è ancora una saggia idea.

Durante i mesi estivi, quando fa caldo, si tende di solito ad indossare meno vestiti. Non ci piace uscire indossando degli stivali pesanti ed i nostri pantaloni tirati su e rivoltati dentro di sé e delle camicie con le maniche lunghe che sono aderenti intorno ai polsi ed al collo. Ma quello è l’abbigliamento necessario per difendersi dalle zecche. Un abbigliamento troppo largo offre un buon accesso al nostro corpo.

Alle zecche piace anche entrare in posti dove il proprio abbigliamento potrà offrire loro un buon nascondiglio. Alcuni dei loro posti preferiti sono le sommità degli stivali, l’interno delle camicie, e sotto l’elastico sbrillentato della propria biancheria intima. Sapendo questo, è una buon’idea controllare queste aree di frequente. Il proprio animale, ad ogni modo, non è così fortunato – qualsiasi parte del suo corpo è un bersaglio lecito per una zecca.

Se si trova una zecca sopra di sé o sopra il proprio animale, il sistema migliore per toglierla è quello di grattare la zecca con tessuto vicino alla pelle e scacciarlo. Non piegare. Applicare un unguento antibiotico a quel posto.

Con l’incremento della malattia dovuta al loietto marino, i repellenti contro le zecche stanno diventando molto popolari. Molti dei prodotti sul mercato adesso hanno dimostrato di funzionare abbastanza bene. Il DEET è un repellente molto conosciuto usato in piccole dosi, ma delle grosse dosi di questo composto possono provocare delle convulsioni negli animali e nei bambini, così bisogna fare molta attenzione, quando lo si usa.

Un repellente naturale e molto popolare è la citronella. (Sì, lo stesso composto che si usa contro le zanzare.) La citronella è stata usata in alcuni parasole, in questo modo questi prodotti daranno una protezione contro le zanzare e le zecche. Alcuni prodotti che contengono la citronella si vantano anche di proteggere contro le pulci.

L’eucalipto è un eccellente repellente contro le zecche, le pulci, ed altri insetti, e si può fare un eccellente repellente spray con l’eucalipto. Le zecche hanno una buona capacità di recupero, in questo caso bisogna fare un repellente un po’ più forte. Se fare il repellente da soli crea qualche problema, oppure se si vive in una zona dove non sono presenti gli alberi di eucalipto, si può acquistare l’olio di eucalipto nel proprio negozio di cibi naturali e diluirlo fino alla forza che si desidera. Ricordarsi che quando si usa questa soluzione alcuni cani, ed in particolar modo i gatti, non potrebbero apprezzare l’odore dell’eucalipto. Cominciare con una soluzione debole e andare avanti con una soluzione dall’odore più forte se necessario.

Le zecche sono state trovate da una parte all’altra degli Stati Uniti, e delle precauzioni dovrebbero essere prese nel proprio recinto in modo da tenere basso il numero delle pulci nelle zone dove c’è stata un’infestazione più pesante. Eliminare la vecchia, e morta boscaglia e tenere il proprio terreno annacquato e con l’erba tagliata è utile. Mettere delle trappole contro i topi e poi disponendole lungo tuta la propria proprietà ci aiuterà a tenere lontano uno degli ospiti preferiti della pulce e con buone speranze mandare da qualche altra parte il nutrimento della zecca.

LE PULCI TI POSSONO FARE AMMALARE?

Le zecche sono degli artropodi con otto zampe; non sono dei veri e propri insetti. (Ma chi si mette a sedere e conta il numero delle zampe che ha una zecca, quando se ne trova una sopra il proprio animale?)

Ci sono due famiglie di zecche negli Stati Uniti: le zecche dure (Ixodidae) e le zecche morbidi (Argasidae). Tutte quante sono dei parassiti ed attaccano i mammiferi, gli uccelli, ed i rettili. In aggiunta al fastidio di essere colpiti da una zecca, le punture possono anche essere abbastanza pericolose. Le pulci trasmettono delle malattie, compresa la febbre esantematica delle Montagne Rocciose, la malattia del loietto marino, la tularemia, la febbre bovina del Texas, agli esseri umani ed agli animali.

Le pulci sono delle creature piccole, circa della lunghezza di 3/16 di pollice. Di solito hanno un colore che va dal marrone scuro al grigio azzurrognolo. Una femmina ingozzata può raggiungere la lunghezza di ½ pollice o anche di più, ed una femmina di zecca può deporre dalle 4000 alle 7000 uova rotonde di colore marrone per terra dopo avere preso il nutrimento dall’animale che lo ha ospitato.

Quando le uova si schiudono (circa un mese dopo la deposizione), una piccola larva della dimensione di 1/40 pollice, si arrampicherà su fino alla fine dei fili d’erba e altre piante, in attesa di qualche animale di passaggio sopra cui arrampicarsi. Una volta a bordo, la larva si nutrirà opra l’animale (i topi dai piedi bianchi sono i preferiti dalle zecche a questo stadio) per circa dai due ai dodici giorni. In seguito la larva cade per terra, muta la propria pelle, e diventa una ninfa. La ninfa a questo punto andrà alla ricerca di un animale sopra cui stare. Dopo essersi nutrito dai tre ai dieci giorni sopra questo animale che lo ospita, la ninfa cade di nuovo per terra e subisce il suo cambiamento finale nella forma adulta. A questo punto l’adulto cerca te. È solo nella forma adulta che la pulce attacca l’uomo. Tutto il ciclo vitale di una pulce può durare dai due ai tre anni.

Nel caso si è abbastanza sfortunati da essere colpiti da una zecca, si dovrebbero conoscere alcuni dei sintomi di una seria malattia che potrebbero portare nella propria zona. Contattare il proprio medico se si ha anche solo uno di questi sintomi.

Malattia del loietto marino: bolle di colore rosso, brividi, febbre, affaticamento, simile ad artrite che fa irrigidire le articolazioni, e brutti mal di testa. Cercare un segno rosso alla vista del morso.

La febbre esantematica delle Montagne Rocciose: febbre ed una particolare eruzione cutanea di chiazze grigiastre oppure tendenti al marrone che di solito appaiono sopra le braccia, le gambe, ed il corpo dopo qualche giorno che comincia la febbre.