Cimici: come eliminare le cimici verdi e le cimici asiatiche

Le cimici marroni e le cimici verdi sono insetti con il corpo dalla forma di scudo che, soprattutto durante i mesi invernali, popolano le nostre case. Sebbene sia innocue per l’uomo, la presenza delle cimici è certamente sgradita a causa dell’odore che rilasciano.

Conseguentemente alla diminuzione delle temperature, le cimici entrano in casa alla ricerca di riparo. In particolare, nei mesi di settembre ed ottobre, le cimici dall’esterno si spostano verso ambienti più caldi poiché sono sensibili alle basse temperature.

Poiché prediligono gli ambienti caldi ed umidi, spesso troviamo le cimici aggrappate sulla superficie dei panni stesi ad asciugare, sulle pareti esposte al sole, su tende e vetrate oppure vicino a fonti di luce.

Cimice verde

cimice verdeLa cimici verde, il cui nome scientifico è Nezara viridula, è diffusa in tutta Italia così come in gran parte dell’Europa.In linea generale, si può affermare che la cimici verde è diffusa in tutti gli ambienti con clima temperato. E’ una specie erbivora e per questo motivo le infestazioni di cimici verdi possono provocare danni alle coltivazioni.

Ghiotte di pomodoro, le cimici attaccano la pianta mordendo sia frutti che foglie e ne provocano conseguentemente la necrosi. Il pomodoro inoltre, così come gli altri frutti attaccati, viene contaminato con una sostanza emessa da alcune ghiandole, la quale conferisce all’ortaggio un sapore sgradevole. Nelle aziende agricole, dunque, un’infestazione di cimici può compromettere seriamente il profitto in quanto si rischia di non poter immettere tali prodotti nella filiera del mercato ortofrutticolo.

Allontanare la presenza di cimici con rimedi naturali e “fai da te” non è semplice. Senza dubbio, un buon deterrente contro la presenza di cimici in casa è rappresentato dall’installazione di zanzariere per infissi, che ne limitano l’ingresso all’interno dell’abitazione o dei locali.

Per eliminare la presenza è consigliabile procedere con una disinfestazione professionale, che viene effettuata attraverso l’irrorazione di un’apposita sostanza lungo il perimetro dell’area interessata.

Come riconoscere le cimici verdi

Le cimici verdi, così come quelle marroni, sono riconoscibili dal corpo a forma di scudo ed hanno occhi di color rosso. La femmina, di colore più scuro rispetto agli esemplari maschi, può deporre fino a 400 uova.

Caratteristica principale di questa specie di insetti (e proprio per questa che la presenza in casa risulta essere molto sgradevole) è quella di emettere una sostanza maleodorante nel caso in cui si senta minacciata.

Cimici asiatiche

cimici verde ed asiaticaLa cimici asiatica, conosciuta anche con il nome di cimice marrone o cimice marmorata, è una specie di insetto avvistato per la prima volta in Italia nel 2012, più esattamente a Modena.

Il nome scientifico della cimice asiatica è Halyomorpha halys e ha forma e caratteristiche comuni alla cimice verdi. A differenziarla da quest’ultima è il colore: la cimici ha il corpo di colore bruno e può presentare diverse sfumature che vanno dal bianco al grigio. Sul bordo esterno del corpo, presenta bande alternate bianche e scure.

Ciclo biologico della cimice asiatica

A differenza della cimice verde, che è una specie autoctona, la cimice asiatica vive più a lungo: un anno e mezzo circa. Inoltre il numero di uova che la femmina di cimice asiatica depone è maggiore; questa infatti può deporre fino a 500 uova l’anno e durante tutto l’arco di questo.

In Europa, inoltre, la cimice asiatica ha trovato le condizioni adatte per riprodursi e pertanto lo fa in maniera maggiore rispetto ai luoghi di origine. Anche se apparentemente può sembrare una contraddizione, il numero maggiore di esemplari è spiegato dal fatto che in Europa non sono presenti predatori naturali delle cimici marroni, presenti invece in Giappone, Cina e Taiwan, ossia nei luoghi di origine della specie.

Questi predatori, sebbene non si nutrano direttamente dell’esemplare adulto, si cibano delle uova di cimici, limitandone dunque la riproduzione. In Europa non vi sono predatori specializzati e sembrerebbe che le specie autoctone non siano in grado di riconoscere le uova di cimice asiatica, pertanto la specie può completare il suo ciclo di sviluppo senza problemi.

Veleno per topi: tipologie, efficacia, cosa fare in caso di intossicazione da veleno

Esistono diversi tipi di veleno per topi in commercio, per cui se hai deciso di eliminare gli sgraditi roditori dall’abitazione e dalle aree circostanti con questo rimedio anziché con le trappole, devi assolutamente conoscere le tipologie, l’efficacia e cosa fare in caso di intossicazione da veleno.

Veleno per topi: efficace ma tossico

veleno per topiSe la notte senti dei rumori strani e temi che la tua casa sia stata invasa dai topi, la prima cosa da fare è accertarsi della loro presenza controllando le tracce che normalmente questi infestanti lasciano dietro di sé.

Il primo segno inconfutabile che deve far scattare il campanello d’allarme è la presenza di escrementi, ma vi sono anche altri segnali cui prestare attenzione come rumori di graffi, derrate alimentari danneggiate e urina, che emana un inconfondibile odore di ammoniaca.

Solo dopo aver avuto la conferma dell’infestazione da parte di questi indesiderati commensali potrai iniziare a riflettere su quale sia la migliore strategia per liberarsene.

Se hai deciso di optare per il veleno per topi, che agisce sempre in modo efficace, è importante che tu conosca quali tipologie di topicidi esistono sul mercato e le corrette modalità di somministrazione.

I rodenticidi contengono infatti sostanze tossiche, alcune delle quali sono state persino bandite dalla nuova normativa della Comunità Europea in materia di biocidi. In genere, il veleno per topi venduto per uso privato è meno rischioso rispetto a quello usato dagli esperti in derattizzazione chimica. Questo perché alcuni prodotti sono talmente tossici che, se non erogati in modo corretto, possono mettere a repentaglio la salute dell’uomo e a farne le spese sono soprattutto bambini e animali domestici.

Tipologie di veleno per topi ed efficacia

I veleni per topi si dividono in topicidi acuti e topicidi cronici.

Veleni acuti

I rodentici acuti sono dei prodotti altamente letali capaci di provocare la morte dell’infestante intossicato in meno di 24 ore. Tra i principali veleni acuti registrati in Italia troviamo:

  • il fosfuro di zinco: è una polvere che colpisce lo stomaco, provocando la morte del roditore in pochi minuti, e per la quale non si conosce un antidoto;
  • l’ANTU: topicida che aumenta la permeabilità capillare dei polmoni, fino a provocare un edema polmonare. La morte sopravviene in meno di 4 ore. Può essere cancerogeno per l’uomo.
  • l’alfacloralosio: narcotico che agisce sul sistema nervoso della vittima, provocandone la morte per ipotermia.

Veleni cronici

I topicidi cronici sono dei veleni a lento rilascio i cui principi attivi funzionano come anticoagulanti. Questi prodotti inibiscono la produzione dell’epossido-reduttasi, un enzima necessario per la produzione della vitamina K, a sua volta legata alla coagulazione del sangue. Arrestando la coagulazione, queste sostanze provocano una serie di emorragie interne che portano, nel giro di 3/10 giorni, alla morte del roditore.

I principali anticoagulanti sono:

  • il brodificoum, prodotto ad elevata attività anticoagulante derivato dalle idrossicumarine. La sua ingestione provoca anche una forte disidratazione costringendo la preda intossicata a lasciare la tana alla ricerca di acqua.
  • il difenacou, veleno ad azione anticoagulante molto efficace e altamente pericoloso anche per uomo, cani e gatti. Si consiglia, per questo, di tenere a portata di mano la vitamina K che funziona come antidoto.

Lo svantaggio del veleno per topi è che, se ingerito in quantità non sufficienti a cagionare la morte del roditore, ingenera diffidenza, creando resistenza.

Cosa fare in caso di intossicazione da veleno per topi

Per prevenire ogni rischio di intossicazione, si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle istruzioni riportate sulle etichette dei topicidi e di indossare sempre un paio di guanti.

Da qualche anno sono presenti sul mercato dei veleni che contengono delle sostanze sgradite a cani e gatti e che, pertanto, non costituiscono un pericolo per i nostri quadrupedi. In alternativa, è possibile realizzare un veleno fai da te meno tossico, utilizzando il gesso e il latte lavorati fino ad ottenere delle palline da posizionare nei punti strategici. È un po’ meno efficace, ma almeno non causa problemi agli altri animali.

In caso di avvelenamento accidentale da rodenticida, è necessario indurre il vomito e chiamare immediatamente il 118.

Se ad aver ingerito il veleno fosse un animale, bisogna portarlo subito dal veterinario perché l’esito potrebbe essere nefasto. Se notiamo che il nostro amico a quattro zampe è debole, si muove a fatica, ha puntini ematici sulle gengive o vi è sangue nelle feci o nella saliva, è probabile che abbia assunto un anticoagulante. In questo caso, l’antidoto da somministrare è la vitamina K, che permetterà alle ferite di riemarginarsi, salvando così la vita all’animale.

Se temi di non essere abile nell’usare questo tipo di veleni, rivolgiti a noi di Imprendo.co e richiedi subito un preventivo gratuito.

Come eliminare le cimici marroni

Negli ultimi anni si è registrato un aumento dell’invasione delle cimici marroni, note anche come cimici asiatiche. Questa specie è proveniente dalla Cina e il loro nome scientifico è Halyomorpha halys.

Ormai sono numerose le città completamente invase da questo insetto, per questo motivo è fondamentale essere informati su come eliminare le cimici marroni e prendere tutte le precauzioni necessarie per tutelare le proprie abitazioni.

Cimici marroni: un pericolo per le agricolture

Di recente sono numerose le regioni del nord Italia ad aver subito una vera e propria invasione delle cimici. A tal proposito è stato lanciato un allarme da parte della Coldiretti poiché questa specie di insetto può provocare grossi danni all’agricoltura. Non solo, le cimici marroni si stanno rivelando un problema anche per i cittadini in quanto tantissime abitazioni sono state prese di mira.

Naturalmente non si tratta di una specie pericolosa per l’uomo, ma per quanto riguarda le colture si sta andando incontro a grossi disagi. In particolare le coltivazioni di kiwi, mele, pere ed uva corrono un grande rischio nel momento in cui si verifica un’invasione delle cimici marroni.

Questi insetti sono inoltre molto proliferi: tendono infatti a depositare le uova due volte all’anno generando circa 300 esemplari alla volta. Gli stessi agricoltori sono basiti per quanto riguarda queste invasioni in quanto non hanno mai visto miliardi di cimici devastare le piantagioni.

In aggiunta, con l’arrivo dell’inverno le cimici marroni tendono a cercare riparo all’interno della abitazioni, pertanto è indispensabile ricorrere ai giusti rimedi per allontanarle. Tuttavia risulta opportuno comprendere in primis quali sono le cause che spingono questa specie ad invadere le città e le case portando ad una vera e propria diffusione da cui è difficile liberarsene.

Cimici marroni: le cause dell’invasione

eliminare cimici marroniLe cimici marroni, perché invadono le abitazioni e cosa fare per tenerle lontane? La prima causa che spinge questa specie ad invadere le città è il clima. Il caldo torrido e le temperature sopra la media favoriscono la diffusione di insetti e parassiti, che sono dei veri e propri nemici per le colture. Il riscaldamento globale, infatti, causa dei danni ingenti per l’agricoltura portando conseguentemente la proliferazione di questi animali dannosi che vanno a deteriorare le piantagioni.

A tal proposito occorre prendere in considerazione che prima della diffusione delle cimici marroni, è stata la volta della xilella, un vero e proprio pericolo per gli ulivi mentre il punteruolo rosso ha portato numerosi disagi alle palme. Queste ultime specie di insetti sono giunte in enormi quantità sul territorio italiano negli ultimi anni e oltre a provocare disagi alle colture, portano numerosi problemi agli abitanti senza sottovalutare l’odore nauseante delle cimici che viene emanato nel momento in cui vengono schiacciate. Anche se le cimici non sono insetti pericolosi per l’essere umano, creano comunque dei disagi soprattutto se invadono le abitazioni.

Possono capitare dei periodi in cui in molte regioni sono davvero numerose e capita spesso di trovarsele all’interno della propria casa. Il calore delle abitazioni attira questi insetti, che sono in cerca di un rifugio per trascorrere la stagione invernale. Attraverso dei consigli specifici è comunque possibile prevenire l’invasione delle cimici marroni.

Come eliminare le cimici marroni

Eliminare le cimici marroni richiede degli importanti accorgimenti da adottare con cura per proteggere le proprie abitazioni da questi insetti. La prima cosa da fare è creare delle vere e proprie barriere fisiche. Ad esempio, nei campi è possibile sfruttare delle reti mentre un’ottima soluzione per le abitazioni sono sicuramente le zanzariere. In presenza di un camino, invece, è consigliabile avvolgere il comignolo con una rete. Particolare attenzione va posta lungo le crepe e le fessure che potrebbero rivelarsi una via di accesso per le cimici, per questo motivo è bene sigillarle con cura. Vi sono però alcune accortezze quotidiane da adottare onde evitare una possibile invasione: si consiglia di controllare accuratamente i panni stesi in balcone prima di riporli in casa, poiché su di essi questi insetti tendono ad attaccarsi.

Un rimedio efficace per eliminare le cimici marroni sono le piante di penta, la farina fossile oppure i bulbi d’aglio, che sono dei perfetti nemici di questa specie. Infine, un valido rimedio della nonna è quello di spruzzare acqua e aglio intorno le porte e le finestre in modo tale che gli insetti stiano alla larga.

Disinfestazioni topi: servizi di derattizzazione professionali

L’igiene in casa, negli spazi domestici, nei luoghi di lavoro e nelle attività commerciali rappresenta un passo fondamentale per vivere con tranquillità e svolgere tutte le attività quotidiane in totale comfort. La presenza di topi in casa rappresenta un grave pericolo che minaccia l’equilibrio sanitario, biologico e psicologico dei frequentatori l’abitazione; agire tempestivamente tramite un intervento di disinfestazioni topi consente di eliminare l’infestazione.

L’infestazione da topi o ratti, oltre a spaventare e creare disagio, minaccia la salute degli abitanti la casa. Essi infatti, stando a contatto con i rifiuti organici e gli escrementi, possono trasmettere pericolose malattie infettive, oltre a sporcare gli spazi domestici con gli escrementi.

Il controllo topi e dunque la successiva derattizzazione va svolto con accuratezza, attuando un intervento mirato che si avvale di rimedi efficaci e duraturi. Ditte specializzate nella disinfestazione topi svolgono un lavoro rapido e sicuro, al fine di salvaguardare la salute pubblica. Prima di approfondire le caratteristiche dell’intervento, occorre conoscere i comportamenti delle principali razze di topi, per pianificare in modo specifico una corretta derattizzazione.

Comportamenti e varie specie di topi

disinfestazioni topiI topi sono dotati di un elevato grado di adattabilità, essi negli spazi aperti creano tane nelle scarpate, negli argini, provocando anche frane e smottamenti. Indicatori ecologici per eccellenza, i ratti dimostrano che un ambiente non è dotato delle condizioni igieniche giuste. Infatti queste bestiole si rintanano laddove vi è degrado ambientale o nelle zone calde e umide sovente invase da polvere, come le soffitte, i garage, i sottotetti. In presenza di un’infestazione poi vi è un danno economico dovuto all’attività roditoria che spinge i topi a rosicchiare mobili, scatole di cartone, oggetti di plastica e fili elettrici, causando anche un corto circuito.

Il soggiorno forzato di queste bestiole abbiamo accennato che mette a repentaglio la salute di bambini e adulti. Ciò è dovuto alla trasmissione di agenti patogeni che avviene attraverso l’urina e gli escrementi che i topi depositano in giro per la casa. Milioni di palline di feci infette possono essere causa di attacchi di asma o infezioni pericolose, oltre al rischio di venire a contatto con pulci e zecche diffuse appunto dai ratti. É proprio dagli escrementi dei topi che è possibile riconoscere la specie di roditore che ha invaso la casa.

Gli addetti specializzati nella derattizzazione topi risalgono alla razza attraverso un monitoraggio accurato che indica l’evoluzione dell’infestazione. Solo allora si saprà con quale bestiola si ha a che fare, se con un topo domestico, un toporagno o un topo selvatico. Il primo è denominato Mus Domesticus, ha il pelo corto e lucente di un colore marroncino chiaro e orecchie e coda in grigio. Lungo 10 centimetri circa, questo topolino è frequentatore del focolare domestico, oltre che dei supermercati o le aziende agricole. Dal tramonto in poi esce allo scoperto per cercare il cibo e rosicchia tutto ciò che è a portata di denti. Il suo elevato tasso di riproduzione fa sì che esso sia molto resistente ai rodenticidi e ai veleni per topi.

Il toporagno o Soricidae è un piccolo mammifero imparentato con le talpe. Il muso è appuntito e lungo, il pelo è marrone-grigio e le sue zampe sono munite di cinque artigli anzichè quattro come gli altri roditori. La sua lunghezza giunge fino ai 17 cm ed è munito di un ottimo olfatto e udito. Il morso del toporagno è pericoloso, nelle specie d’acqua avviene una secrezione di liquido velenoso dalle ghiandole mascellari che causa arrossamento e dolore nell’uomo. Uscendo di notte alla ricerca di cibo, esso si nutre di insetti, vermi e semi.

L’Apodemus Sylvaticus invece è lungo 9 cm, ha un pelo bruno e zampe bianche. Le orecchie arrotondate sono grandi, gli occhi sono neri e le zampe posteriori sono più lunghe di quelle anteriori. Frequentatore delle siepi e delle legnaie, è tipico trovare il topo selvatico nelle zone rurali, negli ambienti vicino al mare e nelle pinete. Grande scavatore, esso crea dei tunnel che li porta a nidi abbandonati, utilizzati da quest’ultimi come tana. Nutrendosi di frutta, noci, funghi e semi, il topo selvatico ha come caratteristica una coda che può spezzarsi all’estremità, per sfuggire a un eventuale catturamento.

Derattizzazione professionale: ecco come si svolge

Quando il topo è dentro casa, occorre rivolgersi a imprese specializzate nelle derattizzazzioni e disinfestazioni topi, pronti a svolgere tutti i passaggi fondamentali per eliminare il problema alla radice e ripristinare l’igiene in casa. Topi e ratti sono diventati resistenti e capaci di adattarsi in qualsiasi ambiente urbano ed extraurbano, insediandosi nei solai, nelle cantine, nelle soffitte e prolificando pericolosamente. Ecco che le ditte di disinfestazioni topi iniziano una vera e propria lotta, intervenendo con sistemi sicuri, rapidi e non nocivi agli abitanti la casa.

Una corretta disinfestazione topi prevede, come primo passo, l’individuazione delle tracce che indicano la presenza dei roditori. Eventuali rosicchiature, la presenza di brandelli di carta o stoffa, indicheranno che lì è avvenuto il passaggio del topo. Tutti questi indizi porteranno all’individuazione delle tane, dove i topi nidificano dando vita a una vera e propria colonia di topini.

L’esame attento degli escrementi consente poi di individuare il tipo di topo presente in casa, facilitando e perfezionando la scelta dell’insetticida più adatto da applicare. Inoltre la lucidità, la forma e le dimensioni delle feci presenti negli spazi abitativi daranno preziose informazioni sul passaggio del roditore, individuando se è di vecchia data o recente.

Tutte le informazioni raccolte sull’infestazione saranno utilizzate dal nostro staff per pianificare disinfestazioni topi mirate, creando delle planimetrie degli ambienti da derattizzare, stanando i topi dai loro covi. Chiudere i punti di accesso, come fori delle pareti servirà a occludere il passaggio delle bestiole, sarà possibile applicare delle reti metalliche, sigillare i fori con del silicone o delle colle specifiche. Quando l’invasione è di una certa portata ed è grave occorre prediligere l’utilizzo di sostanze o strumenti idonei.

Trappole a scatto possono essere posizionate nei punti di passaggio dei topi, individuandone il percorso con le polveri traccianti atossiche. Quest’ultime infatti immortalano le impronte del passaggio del topo e permettono di individuare l’entità dell’infestazione, i camminamenti e i percorsi che i topi svolgono durante le ore notturne. Quando si procede all’applicazione dei rodenticidi, bisogna tener conto di scegliere prodotti specifici a basso impatto ambientale, che non provocano poi nessun fenomeno di assuefazione ai frequentatori dell’abitazione. I ratticidi utilizzati in ambito esterno sono scelti solo dopo un’accurata valutazione riguardante il rischio di accumulo nei comparti ambientali.

Prevenzione dalle infestazioni di topi

Un esame attento degli spazi aperti che circondano gli edifici permette di capire eventuali punti di attrazione dei topi, come i fossati, i corsi d’acqua, le discariche o le zone verdi abbandonate. La bonifica delle aree che circondano gli edifici o i luoghi di lavoro è fondamentale per tenere lontano i roditori ed evitare una reinfestazione. Essa si svolge con la sanificazione accurata degli ambienti, la pulizie delle fognature, dei tombini, il taglio delle siepi. Negli spazi interni poi occcorre igienizzare in modo approfondito le zone utilizzate quotidianamente, ottenendo la garanzia che i topi non ritornino a colonizzare le proprie abitazioni. Uno strumento di prevenzione topi è lo scacciatopi elettronico che funziona a ultrasuoni. Essi emettono onde ad alta frequenza fastidiosi per l’udito sottile dei roditori, capaci di allontanarli coprendo un raggio d’azione molto ampio. Una speciale pasta dissuadente per topi inoltre crea una barriera impercettibile che evita il passaggio del topo, non costituendo un prodotto tossico.

Disinfestazione mosche

La mosca, insetto appartenente alla famiglia dei Ditteri, se invade gli spazi domestici o i luoghi dove si svolge un’attività professionale, può arrecare notevole fastidio. Il suo volare continuo e fulmineo può essere interrotto dall’attrazione che essa prova per le derrate alimentari. Ecco che questo insetto frequentatore di cumuli di rifiuti o escrementi, adagiandosi sul cibo presente in cucina e nelle mense, può contaminarlo pericolosamente, diventando portatrice di pericolose malattie come la Salmonella o l’Escherichia Coli. In presenza di un’infestazione mosche è necessario organizzarsi repentinamente e affidarsi a imprese specializzate nella disinfestazione mosche che applicano gli interventi giusti per eliminare in modo durevole il problema.

Mosca domestica o mosca cavallina: quali sono i loro comportamenti?

disinfestazione moschePer attuare una lotta mirata è opportuno svolgere una corretta identificazione delle varie specie di mosche, capendone così le caratteristiche e i luoghi di riproduzione. Analizzando queste due varietà di mosche, potremo capirne il ciclo biologico che parte dalla creazione di un uovo, per poi generare la larva, la pupa e infine l’adulto.

La Musca Domestica è la mosca più comune che è presente ovunque vive l’uomo. Il suo torace grigio brunastro è dotato di quattro bande scure, le ali sono divaricate e l’apparato boccale succhiatore lambisce i cibi liquidi, avvolgendoli nella saliva. La femmina è molto prolifica, basti pensare che può deporre fino a 150 uova in piccoli gruppi, per proseguire a una distanza di circa 4 giorni, fino a raggiungere anche 1000 uova. La ovodeposizione avviene dove vi sono sostanze organiche in putrefazione, immondizie che possono nutrire le larve. Quest’ultime, per crescere in condizioni ottimali, hanno bisogno di un clima caldo così come le mosche adulte che durante le ore fresche della giornata, si rintanano sui fili, sugli oggetti pendenti dai soffitti.

La mosca cavallina è un insetto ematofogo il cui nome scientifico è Stomoxys Calcitrans, detta anche mosca delle stalle perchè frequenta questi luoghi. La mosca cavallina è più grande della mosca domestica ed è di colore marrone; la membrana che protegge il corpo è molto rigida quindi è difficilissimo schiacciarla. Il suo apparato boccale è predisposto per pungere e succhiare il sangue, sia umano che degli animali. Lame minutissime tagliano la pelle con un movimento a forbice, succhiando il sangue in modo aggressivo e feroce per deporre le uova, circa 20-30 nell’arco di 30 minuti. Le larve coprofaghe, nutrendosi degli escrementi o delle sostanze organiche che trovano in decomposizione, crescono e nel giro di 30 giorni diventano pupe.

Disinfestazione: come avviene la lotta contro le mosche?

Abbiamo appreso che le mosche prolificano laddove vi è la presenza di cumuli di immondizia, cassonetti di rifiuti maltenuti, sostanze fecali o letame di stalla. Ecco che sia in ambito urbano che rurale, in caso di un’infestazione da mosche, bisogna attuare un piano d’intervento che si avvalga prima dello studio delle zone infestate, individuando i focolai su cui va applicato il programma di lotta. Ditte specializzate nella disinfestazione mosche applicano tutte le strategie necessarie a bonificare le zone infestate, impiegando sofisticate attrezzature e prodotti abbattenti ecologici, non nocivi alla salute degli abitanti la casa.

Trattamenti per la disinfestazione mosche

L’applicazione casalinga di un insetticida presente in commercio non basta per difendersi dall’infestazione di questi spiacevoli insetti, fastidiosi e anti-igienici sia nelle abitazioni che nelle mense, negli ospedali, nei locali adibiti alla ristorazione. Ecco che rivolgendosi a specialisti del settore si otterrà una garanzia di qualità per eliminare il problema alla radice e in modo rapido e duraturo. Questi tecnici specializzati utilizzano sostanze abbattenti irrorate da mezzi meccanici all’avanguardia che agiscono su aree estese, in modo da svolgere un servizio di disinfestazione professionale.

I biocidi sono riconosciuti dal Ministero della Salute e a seconda dell’entità infestante, si distinguono in adulticidi per le mosche adulte e larvicidi per gli stadi larvali. In caso di infestazione particolarmente grave, la lotta alle mosche si svolge con l’irrorazione di estratto di piretro o acido borico sciolto in acqua, da emulsionare con le irroratrici sui muri delle abitazioni, nelle aree che circondano le stalle, i macelli e le pescherie. Negli interni, è possibile utilizzare metodi sicuri e non nocivi, come le strisce di colla attiramosche, trappole con attrattivi alimentari, barriere d’aria erogate da un condizionatore che va posizionato sulle aperture esterne dei locali.

Una prevenzione efficace dei luoghi in cui sono stati distrutti i focolai larvali mira a mantenere le aree pulite, evitando substrati idonei alla ovideposizione, tenendo puliti gli scarichi, le tubature, i cassonetti dei rifiuti ed evitando il ristagno di acqua.