TRIS D’ASSI: BONAMAIN, BONAGRIP, BONACLEAN

Grazie all’acquisizione delle proprietà tecnico-intellettuali e dell’utilizzo dei marchi appartenenti all’azienda inglese, Grip – finalmente diventata Bonasystems Italia -, ha rivoluzionato il mercato con un’innovazione nel campo della chimica: Bonagrip, Bonaclean, Bonamain: tre prodotti che, senza compromettere l’estetica, costituiscono un vero e proprio sistema pratico, veloce ed infallibile per rendere le superfici “anti-scivolo” aumentandone l’igiene.

Guardando più attentamente le proposte di questa azienda possiamo apprezzarne di più la duttilità d’uso e la validità. Primo fra tutti, sono prodotti a base d’acqua, adatti quindi a quasi tutti gli ambienti,  studiati scientificamente per trovare applicazioni specifiche e per risolvere problemi specifici essendo inoltre biodegradabili.

Fra gli altri altri aspetti positivi spiccano la facilità e praticità d’uso, la conformità norme di Salute e Sicurezza del Regno Unito, dell’ Europa, degli Stati Uniti e dell’Australia, e l’esperienza acquisita in 15 anni di attività nel settore.

AL TOP DEI PRODOTTI “ANTISCIVOLO”

Bonagrip è un prodotto anti-scivolo per pavimenti ormai estesamente conosciuto nel settore, in grado di ridurre gli incidenti sia in condizioni di asciutto che di bagnato.

Si tratta di una soluzione colloidale a base d’acqua, che diventa parte del sub-strato non alterando assolutamente l’aspetto della superficie trattata. E’ un fluido ad azione veloce il cui  trattamento trova applicazione sia a superfici in prima posa o preesistenti. Una volta utilizzato, l’applicazione di una pressione crea una reazione che evita l’effetto acquaplaning e permette alla pressione di andare in contatto con il fondo sicuro.
Il trattamento crea proprietà antiscivolo aderenti agli standard europei sulla sicurezza.

Antiscivolo Bonaclean

LA PULIZIA PROFONDA DI MURI E PAVIMENTI

Bonaclean è un prodotto altamente innovativo e specializzato nella pulizia profonda di muri e pavimenti, capace di ripristinare completamente le condizioni originali di pavimenti con superfici dure. Di facile utilizzo (nessuna precauzione speciale presso le piscine, a differenza di prodotti simili), è efficace su ogni superficie dura interna o esterna. Bonaclean è stato pensato e progettato per risolvere una grande varietà di problemi costosi e difficili, come ad esempio la rimozione di smalti e vernici, risultando di grande efficacia anche nella rimozione del calcio.

LA MANUTENZIONE QUOTIDIANA

Infine Bonamain, prodotto ideale per la manutenzione quotidiana di superfici trattate con Bonagrip. Permette una pulitura profonda delle superfici dei pavimenti e aumenta il livello di resistenza allo scivolo.

DETERGENTI: TRA RICERCA AVANZATA E DISCOUNT

Il problema della “caccia al prezzo” continua ad esistere anche se si raccolgono alcuni segnali positivi. Confrontandoci con le industrie, abbiamo capito che il substrato su cui proliferano le politiche discount è l’elevata arretratezza culturale degli utilizzatori finali e dei responsabili acquisti. Un’arretratezza che fa proliferare aziende di basso profilo dannose per il mercato, che non permette lo sviluppo delle vendite di prodotti concentrati e superconcentrati per ridurre i costi di trasporto e di imballaggio, ma che soprattutto non capisce l’esigenza di tutto il mercato di orientarsi verso politiche più ecologiche, efficaci e – in ultima analisi – anche economiche.

“La caccia al prezzo c’è sempre stata – ci ricorda Sergio Antoniuzzi, presidente di Icefor e memoria storica del mercato -. Esisteva già dal 1960, quando è iniziata la chimica e continua tuttora. Le aziende improvvisate sono sempre proliferate, tante sono sparite, alcune stanno nascendo adesso perché pensano sia semplice e banale fare i prodotti.

Miscelare un cocktail di componenti chimici, aggiungere essenze profumate e il gioco è fatto. Vige in questo settore una continuità di confusione. Si vedono aziende che spesso vendono a piccoli commercianti prodotti con etichette fantascientifiche, ma si tratta di prodotti carichi di sostanze alcaline o di acidi forti perché, su certi clienti disinformati, fa subito effetto l’aggressività sullo sporco dimenticando il vero processo di detergenza, che consiste nella bagnabilità delle superfici, l’emulsione dello sporco ma, cosa ancor più importante, senza intaccare le superfici”.

“Per quanto ci riguarda ritengo che il mercato nell’ultimo anno si sia stabilizzato rispetto a qualche tempo fa, ma si è stabilizzato su una fascia di prodotti a più basso prezzo rispetto a prima” sentenzia ironico Gianni Pierbon, amministratore delegato di Interchem Italia. “In effetti anche noi – spiega Igli Turini, presidente di Unira – non possiamo dire che la situazione sia molto migliorata sul fronte della battaglia dei prezzi”. “Sicuramente il fottore prezzo è ancora oggi molto importante – conferma l’ufficio marketing di Donai -,fino a diventare un fattore determinante per un torget particolare di clientela che ancora oggi fa del fattore prezzo la conditio sine qua non per la scelta del fornitore.

Solitamente si tratta di piccole realtà, orientate su prodotti di limitata qualità e che non offrono particolari servizi al cliente, oppure strutture rivolte alla fornitura di enti e appalti pubblici. Ma anche negli altri casi è comunque un fattore molto sentito, in qualsiasi trattativa. Va inoltre sottolineato che l’effetto euro – che ha portato a delle speculazioni in diversi settori – non ha influito sui nostri listini, che sono stati prima convertiti e poi adeguati negli anni a seguire con la stessa incidenza di aumento applicata prima dell’euro”.

IL PEGGIOR CLIENTE? LO STATO

Nella precedente risposta di Donai ma anche di altre aziende, colpisce il pessimo approccio utilizzato per la selezione dei prodotti destinati alle pubbliche amministrazioni.Tanto da essere spesso accomunato alle esigenze delle “piccole realtà, orientate su prodotti di limitata qualità e che non offrono particolari servizi al cliente”.

Ma non dovrebbe essere una funzione statale quella di promuovere la qualificazione dei mercati e di premiare gli investimenti in ricerca e sviluppo e in soluzioni ecologiche, così tanto richieste dagli stessi governi? Senza contare la qualità del pulito che viene offerto ai “clienti” delle pubbliche amministrazioni: i degenti degli ospedali, gli anziani delle case di riposo, i bimbi delle mense scolastiche. E infine alla salute degli stessi addetti agli interventi di pulizia. “La ricerca del prezzo è una tendenza ancora in atto, soprattutto per forniture e appalti di enti pubblici dove la valutazione viene fatta esclusivamente sui prezzi, che generalmente devono essere inferiori all’anno precedente – spiega Claudio Lavarini, direttore commerciale di Marka -. Difficilmente si riesce a far valutare il rapporto qualità/prezzo”.

“Per quanto riguarda gli interventi routinari e generici, in particolare derivanti da gare d’appalto – conferma Eugenio Giusti, direttore generale di Geal -, risulta ancora in atto la tendenza al ribasso sui prodotti, assommata alla despecializzazione e al ribasso sulla manodopera (extracomunitari). Purtroppo, soprattutto nelle gare d’appalto, il parametro fondamentale è e rimane il prezzo dell’opera e quasi mai la qualità dell’intervento. Perciò viene meno in partenza la ricerca dell’efficienza nell’operazione e quindi della qualità del prodotto detergente. Quando invece il parametro è la qualità o meglio la specificità della prestazione, allora il prezzo del detergente non ha, né può avere, questa ridicola incidenza”.

QUALCOSA STA CAMBIANDO

Fra i tanti manager che ho intervistato non mancano opinioni più improntate alla ricerca delle soluzioni, che riscontrano dei segnali di cambiamento, “Spesso capita di confrontarsi con dealer che, nonostante i nostri sforzi nell’evidenziare i vantaggi del prodotto di alta qualità, optino per un detergente a basso costo – afferma Stefano Cassanelli, responsabile commerciale di Italchim -. Purtroppo finché ci sarà domanda di prodotti economici, ci sarà la relativa offerta.

Ma il mercato si sta stabilizzando e oggi ogni dealer è in grado di proporre dal prodotto economico al super concentrato. L’interesse dei nostri clienti si sta orientando verso i prodotti di alta qualità in grado di ottenere ottimi risultati su più di superfici e su diversi tipi di sporco. Su nostro suggerimento, i dealer stanno cominciando a gestire meno prodotti ma più efficaci e polivalenti: un modo per semplificare la gestione del magazzino e ridurre l’impegno del personale, spesso confuso da una infinita gamma di prodotti, a volte inutili in quanto molto simili tra loro”.

“I prodotti di primo prezzo hanno sempre una quota importante nello scenario professionale – spiega Riccardo Carpanese, marketing manager di Sutter Professional -: crediamo in un’inversione di tendenza nel breve termine quando da un lato le aziende di marca, depositarie del know how, abbasseranno la pressione promozionale puntando su altre leve di marketing, e dall’altro lato una serie di variabili si comporranno dando vita a uno scenario del Mercato Professionale i cui vagiti sono già in atto.

Come la tendenza delle aziende di marca, anche attraverso canali istituzionali, all’educazione dei consumatori finali, facendosi portatori di istanze fondamentali come la sicurezza (che metterà fuori mercato diversi produttori) e la concentrazione della distribuzione, fortemente correlata all’aumento di quota dei prodotti di marca, sull’esempio di paesi più evoluti come l’Inghilterra e la Germania”.

FORMAZIONE: L’IMPEGNO DELLE INDUSTRIE

Nonostante le condizioni generali non siano di grande sostegno, le industrie del settore continuano a investire sia nella ricerca di nuovi prodotti sia nella formazione a favore di tutti gli attori della filiera del pulito. Proprio la formazione e la comunicazione appaiono come l’esigenza più urgente per promuovere una “culturalizzazione” di massa in tema di “pulito”.

“L’efficacia e la qualità dei nostri prodotti è ormai un dato acquisito – spiega Luca Cocconi di Arco Chimica -. Quello che invece non è ancora acquisto è rappresentato dal loro corretto impiego in base alle necessità dei clienti cui si lega una efficace metodologia di pulizia. Ecco perché insieme alla ricerca di prodotti qualitativamente superiori abbiamo investito tantissimo in formazione diretta sia ai capi cantiere sia agli addetti delle imprese di pulizia. Nell’ultimo anno abbiamo incontrato oltre 1.800 persone nei nostri corsi direzionali e presso i singoli cantieri. Questo elemento è sicuramente centrale e vincente se si vogliono ottenere risultati di miglioramento e risparmio nei costi di gestione dell’azienda”.

“Negli ultimi mesi Firma, per conoscere le maggiori difficoltà applicative del settore, ha effettuato scrupolose ricerche sui cantieri delle imprese di pulizia, al fine di poter apportare ulteriori migliorie ai sistemi attualmenTe in uso, sia nella scelta del detergente che nel corretto utilizzo dei più idonei sistemi di pulizia – dice Francesco Accorsi di Firma -. Nonostante un alto livello di efficacia, Firma non si stanca mai di effettuare interventi di Ricerca e Sviluppo per i propri formulati.

Oltre a implementare costantemente l’efficacia dei prodotto in termini di rapporto qualità/prezzo, ci siamo posti l’obiettivo, non secondario, della costante riduzione dei rischi per gli operatori e della riduzione dell’impatto ambientale del prodotto in uso. Tale attività è stata condotta anche attraverso una costante formazione degli operatori, al fine di portarli a piena conoscenza delle prestazioni dei prodotti utilizzati, per un migliore rendimento del detergente, per la sicurezza degli operatori stessi e per la riduzione degli impatti verso l’ambiente. La nostra azienda è infatti convinta che solo attraverso questo percorso si possa giungere a una concreta riduzione dei costi all’uso: prodotto adeguato, giusta concentrazione, ottimizzazione delle tecniche e dei metodi di lavoro, riduzione degli infortuni sul lavoro e minimizzazione della quantità di rifiuti prodotti.”

“La formazione è indispensabile all’idoneo utilizzo – afferma Stefano Cassanelli di Italchim -. Spesso alcuni prodotti di ottima qualità, con concentrazioni di materia attiva molto elevate, non vengono percepiti come più vantaggiosi, se non utilizzati correttamente. Siamo convinti che la formula vincente, in grado di creare piena soddisfazione da parte degli utilizzatori, sia data da un prodotto di buona qualità, con un prezzo competitivo, accompagnato dal servizio dato dall’in formotore tecnico in grado di trasmettere a colui che andrà a utilizzare il prodotto, i corretti modi di utilizzo, per ottenere da ogni formulato reali vantaggi durante il proprio lavoro”.

Certo sarebbe opportuno che anche gli altri attori del mercato, oltre alle industrie, si impegnassero allo stesso modo per formare gli addetti alle pulizie. Le stesse imprese e i dealer. Solo un’attività coordinata tra tutte le forze potrà dare dei risultati concreti. “Buzil è stata la prima negli anni Settanta a fornire i primi prodotti concentrati in bustina. Il concetto era talmente semplice, che tutti ci abbiamo creduto: ma è stato un disastro perchè gli utenti, le imprese di pulizia, non comprendevano il valore dei vantaggi – spiega Renato Lodetti, titolare di Lodetti, azienda milanese che distribuisce in esclusiva in Italia ì prodotti Buzii tedeschi -. Non è cambiato molto da allora: le imprese investono dappertutto tranne che nella formazione del personale addetto alle pulizie. Noi, come altri produttori, facciamo corsi di formazione per migliorare la professionalità degli operatori, ma l’elevato turn over di questi lavoratori vanifica gran parte dei nostri sforzi”.

DOVE VA LA RICERCA?

Nonostante il mercato proponga già formulati di alta qualità (altamente specifici, multiuso ecc.) con confezioni molto differenti fra loro (concentrati, monodose ecc.) che spesso non sono ancora ben comprese dall’utenza, i laboratori che si occupano di ricerca nelle industrie continuano a fare passi in avanti. Come vedremo dalle prossime dichiarazioni, la ricerca viene indirizzata in varie direzioni: non ci si limita al detergente, ma si lavora anche sui dosatori e sull’ecosostenibìlìtà delle produzioni.

“La nostra azienda – ci spiega Vincenzo Cama, direttore di Kemika Italia – è molto impegnata nello studio dei sistemi di dosaggio, di erogazione e di applicazione dei prodotti. Nel rendere più efficaci e semplici questi sistemi si può avere un reale risparmio. È in questo modo, infatti, che il ruolo dei veri concentrati può essere messo in evidenza. Per quanto concerne la nostra azienda nel 2005, rispetto al 2004, le vendite dei concentrati è aumentata”. ”Donai – ci spiegano dall’ufficio marketing – sta investendo nello studio dei prodotti solidi, dei superconcentrati in crema compattata, da utilizzare con particolari dispositivi di dosaggio. Abbiamo già iniziato con successo la commercializzazione dei primi due prodotti solidi, per il lavaggio automatico e manuale delle stoviglie, e stiamo continuando la ricerca con altri formulati per altri impieghi”.

“Data la crescente domanda di nuovi formulati e nuovi tipi di prodotto, e data l’importanza strategica di questa funzione per un’azienda di produzione, Polychim investe mediamente l’8- 10% del proprio fatturato in ricerca e sviluppo – afferma Dario Re di Polychim -. Il laboratorio inoltre tiene costantemente monitorati i rendimenti dei prodotti già esistenti, andando a implementarli quando necessario.

Abbiamo un’offerta completa: alcuni, come i concentrati, i superconcentrati e i polivalenti, sono già presenti nella nostra produzione da qualche anno e hanno raccolto risultati incoraggianti. I monodose invece sono allo studio, data la sempre maggior richiesta proveniente dai nostri clienti, attirati dalla facilità d’uso e dalla rapidità di diluizione dei sacchetti monodose”. “L’investimento in ricerca – dice Gianni Pierbon, amministratore delegato di Interchem Italia – è completamente rivolto alla messa a punto di prodotti più efficaci, con minore impatto ambientale (non solo dal punto di vista formulistico, ma anche dell’imballo destinato a diventare un rifiuto) che possano far risparmiare tempo agli operatori. Credo che nessuna azienda seria investa nella ricerca di prodotti economici: al massimo potrà fare una politica di prezzi aggressiva sui suoi prodotti di qualità”.

QUALE DETERGENTE PER IL FUTURO?

Non c’è che l’imbarazzo della scelta: concentrati, super concentrati, monodose, polivalenti, schifezze da quattro centesimi. Ma dove andrà il mercato? Quali saranno i prodotti del futuro?

“I prodotti superconcentrati sono sempre e comunque prioritari per un’industria chimica – spiega l’ufficio marketing di Donai -, poiché l’obiettivo dei ricercatori è quello di creare prodotti utilizzando materie prime nuove che consentano di creare formulati sempre più efficaci, che consentano un corretto risultato di pulizia con l’impiego di quantità di prodotto sempre maggiori. Oltre ad essere una prerogativa di chi fa ricerca, i prodotti superconcentrati hanno indiscussi vantaggi commerciali, visto che consentono di abbattere le spese imballaggio, stoccaggio e trasporto, oltre all’evidente vantaggio ecologico visto il minor impiego di plastica e cartone”. “Per incontrare le esigenze della nostra clientela – afferma Valerio Zanoni, responsabile produzione e controllo qualità di Chemical Line Italiana -, puntiamo sui prodotti polivalenti e concentrati. Inoltre negli ultimi anni abbiamo creato prodotti altamente qualitativi per la pulizia e il trattamento di marmi, pietre ecc.”

“Ecolab ha un ventaglio amplissimo di soluzioni – ci spiegano dalla il Marketing Professional Product Division di Ecolab -: dai prodotti pronto uso ai superconcentrati. L’innovazione, il rispetto dell’ambiente, dalla scelta accurata delle materie prime allo sviluppo di confezioni, imballi innovativi ed ecocompatibili sono al centro dell’attenzione. Formulati esclusivi, sviluppati dopo anni di ricerca e prove sul campo, hanno consentito, ad esempio, di realizzare dei prodotti solidi senz’acqua o liquidi superconcentrati straordinariamente performanti. Le loro confezioni facilmente riciclabili garantiscono inoltre una drastica riduzione di tutti i trasporti, prevengono gli sprechi ed eliminano i problemi di smaltimento.

I sistemi di dosaggio dei prodotti superconcentrati di Ecolab, come ad esempio il sistema Oasis Pro, consentono di preventivare i costi d’uso, riducendo drasticamente gli sprechi mantenendo, contemporaneamente, uno standard qualitativo elevatissimo”. “Come tutte le migliori aziende anche la nostra è in grado di offrire ai clienti prodotti superconcentrati, monodose, polivalenti – afferma Luca Cocconi di Arco Chimica -. Riteniamo però essenziale studiare un diverso sistema di distribuzione ed erogazione del prodotto soprattutto nei cantieri con un elevato consumo, dove sono possibili maggiori sprechi. È un progetto che stiamo valutando e pensiamo di poterlo presentare al Pulire 2007”.

“Da sempre abbiamo prodotto formulati fortemente concentrati – conferma Sergio Antoniuzzi di Icefor -. Dal 1990 abbiamo proposto al mercato i superconcentrati della Linea Unico ma il loro diffondersi è sempre faticoso in quanto si tratta di prodotti che vanno utilizzati con appositi diluitori di soluzione e le soluzioni non sempre rispondono alle esigenze delle operazioni di pulizia giornaliere. Già nel 1980 Icefor vendeva prodotti monodose ma anche questi non hanno avuto sviluppo. La nostra azienda intende sviluppare prodotti concentrati mirati alle precise esigenze di igiene per i vari ambienti e superfici, confidando sulla professionalità dell’utilizzatore affinché possa a sua volta concentrare la forza chimica in base al Cerchio di Sinner. Questo è ciò che chiede il vero professionista perché, giornalmente, le condizioni di operatività sono variabili”. “La nostra azienda – spiega Franco Persano, direttore commerciale di Kiehl Italia – è stata una dei pionieri nel settore dei detergenti concentrati e dei monodose: li produciamo da oltre 20 anni. È il nostro core business e sempre di più puntiamo su questi prodotti per restare leader in Europa”.

“Nella nostra gamma esistono già prodotti superconcentrati confezionati in flaconi giustodose che coprono gran parte delle esigenze – afferma Claudio Lavarini di Marka -, l’utilizzo di questi prodotti, se impiegati secondo le dosi consigliate, è l’unico modo per ridurre il costo del prodotto in uso senza rinunciare alla qualità, purtroppo non esiste ancora la mentalità per questa tipologia di prodotti, che comunque riteniamo sia una delle strade da percorrere.

“I prodotti concentrati in flacone Easy Dose (flacone autodosante) sono il fiore all’occhiello della nostra linea detergenti – dice Riccardo Carpanese di Sutter Professional -. Il nostro impegno è di educare il cliente finale al loro impiego attraverso metodologie di utilizzo sempre più semplici, comunicando meglio il concetto del costo in uso e customizzando la nostra offerta verso le diverse tipologie di consumatore”. “Werner & Mertz – ci spiegano dall’ufficio marketing – investe ogni anno una percentuale crescente del proprio fatturato per continuare a sviluppare prodotti e sistemi che sempre meglio rispondano alle esigenze di economicità e performance dei clienti. Oggi l’azienda punta soprattutto su Prestige, il sistema che produce “pronti all’uso” direttamente sul cantiere e annulla così i costi più invisibili come quelli di stoccaggio e magazzino. Werner & Mertz dispone già da anni di concentrati dalle altissime performance. La novità del 2006 però consiste nella creazione all’interno dell’azienda di un dipartimento Training & Field Support capace di supportare il cliente nell’installazione e nella manutenzione dei sistemi di dosaggio: l’unico vero modo per consentire il corretto uso del prodotto con conseguente risparmio sui costi”.

AZIENDE CHE OFFRONO DETERGENTI

Generalmente le aziende offrono i seguenti detergenti:

  • detergenti disincrostanti anticalcare
  • detergenti neutri
  • detergenti alcalini
  • detergenti per superfici dure
  • detergenti sanitari e bagno
  • detergenti per cucina
  • detergenti lavaggio tessuti
  • detergenti lavaggio stoviglie
  • detergenti lavaggio frutta e verdura
  • detergenti per vetri
  • detergenti per metalli
  • detergenti per forni e friggitrici
  • detergenti per legno
  • detergenti per pietre naturali
  • pulitori e protettivi per cotto e marmo
  • detergenti per moquette
  • detergenti per carrozze ferroviarie
  • detersivi
  • prodotti multiuso
  • detersolventi
  • elimina macchie
  • disgorganti per scarichi
  • prodotti antiscivolo
  • prodotti antischiuma
  • prodotti antistatici
  • prodotti per spray cleaning

Lo studio dei piani di pulizia

Nell’industria alimentare la pulizia e l’igiene sono concetti fondamentali e imprescindibili per una corretta gestione sanitaria e per poter garantire la salubrità dei prodotti.

Le “armi” (procedure operative, trattamenti tecnologici ecc.) per garantire l’assetto sanitario della produzione e dei prodotti lavorati, non sempre esistono e non sempre sono efficaci ed efficienti.

Un esempio evidente è rappresentato dalla lavorazione delle carni fresche, dove le uniche “armi” a disposizione delle Aziende sono il mantenimento della catena del freddo per limitare la proliferazione batterica e la gestione dell’igiene del personale, delle attrezzature e dell’ambiente in generale per limitare la contaminazione batterica e chimica.

E’ proprio sull’igiene delle attrezzature e degli ambienti di lavorazione che dobbiamo porre tutta la nostra attenzione, soprattutto perché è fondamentale lavorare in ambienti controllati e puliti.

Prima di affrontare questo difficile argomento è doveroso precisare quanto segue:

  • Le operazioni di lavaggio dell’industria alimentare prevedono due importanti azioni: la detergenza (azione chimica atta a sciogliere le sostanze organiche) e la disinfezione (azione chimica atta ad eliminare i contaminanti microbiologici); l’unione di queste fasi la chiameremo sanificazione.
  • Il concetto di pulizia prevede l’assenza di residui di lavorazione ma soprattutto l’assenza di batteri con particolare riferimento a quelli patogeni (es. listeria, salmonella ecc).

IDENFICAZIONE DELLE SUPERFICI E DELLE MODALITÀ DI INTERVENTO

Le operazioni di lavaggio devono essere incentrate su ambiente di lavoro e attrezzature, coi riferimento a queste ultime possiamo effettuare un’ulteriore distinzione: le superfici a contatto diretto con il prodotto e quelle no.

Tutto ciò premesso quando ci accingiamo ad effettuare una pianificazione ed una programmazione di lavaggio dobbiamo, in fase preliminare identificare:

  • Tipologia di lavorazione (macello, salumificio ecc).
  • Tipologia di sporco (residui di lavorazioni grasso, carne, sangue ecc.).
  • Le aree di lavorazione
  • La tipologia delle attrezzature utilizzate (su perfici aperte, macchine chiuse, nastri in tela – a tapparella, ispezionabili, macchine smonta bili ecc.)
  • La composizione delle superfici da lavare (acciaio, teflon, mattonelle, rivestimenti di panelli ecc.)
  • La lavabilità delle attrezzature (superfici liscie presenza di angoli, possibili anidamenti d sporco)
  • Impianto idrico (per quantità, pressione e temperatura dell’acqua)
  • Tempi a disposizione per effettuare l’intervento (tempo a disposizione, orari di intervento)

    Per poter identificare correttamente le frequenze e le tipologie d’intervento, al fine di mantenere una struttura sempre conforme nel suo stato igienico bisogna tenere conto di tutte le superfici:

  • pareti altezza uomo
  • pareti tutta altezza (interruttori, davanzali, quadri elettrici, maniglie, ecc)
  • pavimenti (pozzetti di scarico, canaline di scarico, caditoie, ecc.)
  • soffitti (anemostati, luci, plafoniere, teli per il raffredamento, catenaria sopraelevata o guidovie, ecc.)
  • macchinari (ispezionabili e non, motori delle celle di raffredamento, nastri trasportatori, tavoli, ecc.

In base alle diverse tipologie di superfici e riguardo al tipo di sporco e della loro esposizione a sporcarsi le frequenze si distinguono in due principali categorie temporali, le ordinarie e le periodiche.

Le prime comprendono la sanificazione post-produzione ed hanno una frequenza che varia dalla giornaliera alla settimanale, le seconde sulle superfici non a diretto contatto con le fasi produttive hanno una frequenza dalla mensile all’annuale.

Le operazioni di sanificazione ordinarie devono coincidere con le esigenze della lavorazione (devono in pratica essere effettuate dopo ogni turno di lavorazione) e comprendono le superfici di lavorazione, le attrezzature, i pavimenti e le pareti ad altezza uomo (si considera con questa definizione un’altezza di circa 160/170 cm).

Le fasi di una procedura di pulizia ordinaria corretta post produzione sono principalmente:

  • Raccolta dello sporco grossolano (sia organico che non)
  • Eliminazione dello sporco grossolano (sia organico che non)
  • Detersione
  • Risciacquo
  • Disinfezione
  • Risciacquo

Le fasi di pulizia periodica comprendono anche operazioni quali:

  • Deragnatura
  • Spolveratura
  • Decalcificazione, ecc.

SCELTA DEL SISTEMA OPERATIVO E DEI PRODOTTI DA UTILIZZARE

Durante lo studio degli ambienti, delle superfici, del tipo di sporco, della frequenza è indispensabile individuare, per le singole e specifiche operazioni di lavaggio:

  • Detergenti da utilizzare e loro utilizzo (percentuale di diluizione, tempo di contatto)
  • Disinfettanti da utilizzare e loro utilizzo (percentuale di diluizione, tempo di contatto)
  • Attrezzature da utilizzare (miscelatori per le diluizioni, erogatori, impianti ad alta pressione, spingi acqua, scope, lavasciuga ecc)

In relazione a questi punti si può determinare:

  • Numero di persone da impiegare
  • Tempo d’intervento

La scelta dei prodotti per la detersione e la disinfezione è strettamente correlata al tipo e alla quantità di sporco (quindi al tipo di lavorazione macello, sezionamento, salumificio, confezionamento ecc), al tipo di superfici (acciaio, teflon, plastica ecc) ed alla tipologia d’attrezzatura (nastri trasportatori a nastro, a tapparella, ispezionabili; macchinari ispezionabili, parti smontabili ecc).

Una volta identificati i prodotti è necessario determinarne la concentrazione ed i tempi di contatto necessari a garantire un’adeguata efficacia dell’utilizzo.

Per ottimizzare i nostri interventi e rendere completa la nostra analisi, dobbiamo conoscere le caratteristiche dell’impianto idrico:

  • Possibilità di utilizzare acqua fredda e calda
  • Autonomia di pressioni e temperatura
  • Temperatura dell’acqua
  • Pressione dell’impianto
  • Caratteristiche dell’acqua utilizzata
  • Ubicazione delle eventuali calate dell’alta pressione
  • Copertura dell’ambiente con il sistema ad alta pressione.

REDAZIONE DEL PIANO DI PULIZIA E SANIFICAZIONE

Con l’ausilio di una planimetria riportante il layout produttivo, è possibile redigere la pianificazione dei lavori da effettuare.

Tale piano dovrà comprendere anche le schede tecniche e di sicurezza dei prodotti e riporterà le seguenti informazioni:
1. identificazione area / fase di produzione (area dissanguamento, eviscerazione, sezionamento ecc)
2. identificazione attrezzatura (macchinari, utensili, pavimenti pareti altezza uomo – tutta altezza ecc)
3. identificazioni operazioni (sgrossatura, detersione, risciacquo ecc)
4. frequenza
5. identificazione prodotti utilizzati e loro gestione (concentrazione, tempi di contatto ecc)
6. modalità / sistema utilizzato ( impianti alta/pressione, acqua calda / fredda, sistema di diluizione prodotti, sistemi di erogazione prodotti ecc)

Una volta effettuata l’analisi e redatto il piano è necessario applicarlo e definire opportune procedure di addestramento / affiancamento degli operatori che dovranno effettuare i lavori.

In seguito all’applicazione è necessario validare l’efficacia e l’efficienza del piano.

VALIDAZIONE PIANO

Una volta effettuata la pianificazione e l’esecuzione è necessario validare il piano, in altre parole verificare l’efficacia e l’efficienza delle operazioni e del lavoro svolto.

Per poter validare un processo è opportuno definire cosa vogliamo dal servizio, quali sono i parametri standard (di conformità) che volgiamo ottenere e quali strumenti utilizzeranno per misurarli.

In relazione ad un piano di sanificazione i parametri si suddividono in due categorie, quelli “visibili” senza strumenti e quelli non visibili. I primi sono sostanzialmente:

  • odore
  • vista
  • tatto

i secondi di carattere microbiologico:

  • quantificazione carica batterica totale
  • presenza di patogeni
  • altri indicatori biologici di pulizia

e chimico:

  • assenza di residui dei prodotti utilizzati La determinazione dei valori di conformità non è difficile, per i parametri “visibili” e chimici dobbiamo verificarne l’assenza (assenza di residui della lavorazione, di unto sulle superfici, di odori legali a prodotti chimici o di deterioramento delle derrate lavorate ecc), per quelli di carattere microbiologico la legislatura (es. Reg CE 471/2001, Reg CE 2073/2005) e la bibliografia ci aiutano a trovare i corretti ed adeguati indicatori ed i relativi parametri di riferimento.

La Validazione assicura, a condizione di una corretta applicazione delle operazioni pianificate, l’ottenimento dei risultati attesi dal processo.

In altre parole si sancisce che la pianificazione e la conseguente messa in opera assicura il raggiungimento degli obbiettivi prefissati.

MONITORAGGI E VERIFICHE

Dopo la validazione del piano che assicura l’efficacia e l’efficienza delle operazioni bisogna condurre dei monitoraggi e verifiche al fine di assicurare la sua costante applicazione e conformità.

Le procedure di pulizia e sanificazione sono comunemente chiamate SSOP, esse prevedono un monitoraggio almeno giornaliero e rappresentano una condizione necessaria per le attività alimentari.

Le operazioni produttive devono necessariamente iniziare con i locali e le attrezzature lavate e sanificate.

Al fine di garantire e valutare il risultato delle operazioni di pulizia il monitoraggio deve essere eseguito in fase preoperativa, ovvero prima dell’inizio delle operazioni produttive.

Il monitoraggio può prevedere una registrazi¬ne anche in fase operativa al fine di accertare l’andamento della lavorazione e la conformità degli ambienti e delle attrezzature.

L’esecuzione del monitoraggio deve quindi considerare aspetti oggettivi e misurabili, a tal fine gli operatori devono necessariamente affidarsi a vista, tatto ed olfatto.

Una scheda di monitoraggio pre-operativa ed operativa deve sempre indicare:

  • data di esecuzione
  • fase (pre-operativa od operativa)
  • identificare superfici monitorate
  • identificare stato delle pulizie C conforme NC non conforme (a questo punto si può anche identificare un valore di ALLERTA o sufficiente)
  • descrivere le unità di misura (gli indicatori)
  • Firma dell’operatore che effettua il monitoraggio

Le fasi di verifica “ambientale” prevedono l’utilizzo delle ricerche analitiche che si possono effettuare con tamponi ambientali standard o con le spugne (modello USA).

Le frequenze ed i parametri da ricercare sono sostanzialmente decisi dall’autocontrollo aziendale tranne che in alcuni casi dove esistono delle normative di riferimento precise.

Alcuni parametri che possono essere utili per verificare l’efficace e l’efficienza delle pulizie sulle superficie sanificate sono:

  • CBT
  • Salmonella
  • Listeria
  • Enterobatteriacee
  • Coliformi
  • Stafilococchi
  • Residui chimici
  • Ecc.

REDAZIONE PROCEDURA SSOP

Dopo la validazione del piano di pulizia, l’identificazione dei metodi di monitoraggio e verifica, bisogna scrivere un’apposita procedura che descriva in modo organico tutto il lavoro descritto:
1. SCOPO E APPLICABILITÀ
2. RIFERIMENTI
3. RESPONSABILITÀ
4. MODALITÀ OPERATIVE
4.1 GENERALITÀ
4.2 SEQUENZE OPERATIVE
4.2.1 ATTIVITÀ DI PULIZIA SVOLTO DA PERSONALE INTERNO / ESTERNO
4.2.2 ATTIVITÀ DI PULIZIA E DISINFEZIONE DELLE ATTREZZATURE DOPO LA MANUTENZIONE
4.2.3 MODALITÀ DI MONITORAGGIO
4.3 AZIONI CORRETTIVE E PREVENTIVE
4.4 ATTIVITÀ DI VERIFICA

CONCLUSIONI

Una corretta gestione del processo di pulizia e sanificazione affiancata ad un’adeguata formazione ed informazione del personale è garanzia per un corretto svolgimento delle operazioni di produzione in ambiente igienicamente confoiine e controllato.

Svolgere le attività di trasformazione alimentare un ambienti sanificati e gestiti è una garanzia per il consumatore finale ma sopratutto un dovere per l’operatore alimentare.

MANUTENZIONE DELLA MOQUETTE

PERCHÉ LE PAVIMENTAZIONI TESSILI MANTENGANO NEL TEMPO LE LORO QUALITÀ E I LORO PREGI, È NECESSARIO CHE SIANO TRATTATE CON ACCORGIMENTI E CURE APPROPRIATE

Per mantenere le qualità della moquette nel tempo è necessario svolgere una serie di trattamenti di manutenzione. La sua qualità di morbidezza e piacevolezza, oltre che di isolamento, è strettamente legata alla sua pulizia. Quali sono i tipi di sporco che attaccano questo tipo di pavimentazione e come si può intervenire?

IL NEMICO: LO SPORCO

Lo sporco che si riscontra sulla superficie delle moquette si può presenta con caratteristiche diverse:

  • elementi solidi: si tratta per la maggior parte di granelli di polvere, di terriccio, di sabbia o di argilla, che vanno a depositarsi dalla suola delle scarpe sulla parte superficiale della moquette, ma che si possono insinuare poco per volta nello spessore della felpa. Si può riscontrare anche la presenza di peli d’animale, filacci, che tendono a impigliarsi e a volte sono di difficile rimozione;
  • particelle disperse nell’atmosfera: provengono dall’inquinamento atmosferico e possono essere rappresentate da particelle grasse alle quali aderiscono particelle più fini, il risultato sarà una perdita di brillantezza dei colori;
  • macchie: rappresentano un grande problema, in quanto la macchia tende a penetrare in profondità a seconda del tipo di prodotto versato, e le suole delle scarpe accrescono questa penetrazione e ne peggiorano l’aspetto. Se non si provvede immediatamente a trattare la macchia che si è formata, il danno è quasi sempre irreversibile.

GLI INTERVENTI

Spolveratura

L’eliminazione della polvere ha lo scopo di rimuovere le particelle solide dalla superficie della moquette man mano che si depositano, e quindi impedire che la polvere che si è depositata possa diventare un potente abrasivo per la superficie della stessa. La spolveratura deve essere eseguita con accuratezza e regolarità: quotidianamente, almeno per i locali maggiormente trafficati.

Anche se viene frequentemente utilizzato l’aspirapolvere, l’attrezzatura comunemente impiegata per quest’operazione è il battitappeto.

Lavaggio

Quando lo sporco si è annidato in profondità nelle fibre e ha nel contempo sporcato la parte superiore delle fibre, occorre intervenire con una pulizia di fondo con detergenti appropriati con diverse tecniche.

  • Shampoing (schiuma a secco)Questo tipo di lavaggio è ritenuto ancora oggi il miglior sistema di pulizia della mOquette. Si deve eseguire a intervalli regolari, prima che la superficie sia troppo sporca. Si esegue con una monospazzola e un particolare detergente che forma una schiuma con bollicine molto piccole e con un basso contenuto di umidità (2-5%), schiuma che tiene in superficie lo sporco e che tende in poco tempo a essiccarsi.

    La schiuma essiccata che congloba lo sporco, viene rimossa con facilità, lasciando praticamente il pavimento quasi asciutto. Questo processo si basa sulla combinazione dell’efficacia del detergente e dell’azione meccanica della spazzola che rimuove lo sporco più tenace e annidato in profondità; con la shamponatura, le fibre vengono trattate a fondo e si esegue nel contempo una pettinatura della parte superficiale della moquette, ravvivandone i colori.

    Il detergente impiegato per questo tipo di lavaggio è assolutamente neutro: è composto da un insieme di sostanze tensioattive ad alto effetto emulsionante nei confronti dei grassi in abbinamentoa sostanze poliacriliche che facilitano l’essicazione della schiuma prodotta. Questa tipologia di detergenti incorporano sempre delle sostanze antistatiche per eliminare i fastidiosi inconvenienti dovuti all’elettrostaticità, soprattutto nei locali riscaldati con impianti a circolazione d’aria;

  • Iniezione ed estrazione.Questa tecnica si basa sulle proprietà detergenti del prodotto impiegato, che viene spruzzato da un contenitore sulla moquette ad una pressione variabile da 2 a 35 bar, quindi immediatamente aspirato e inviato a un secondo contenitore di raccolta. La soluzione lavante, che può essere utilizzata anche a caldo, viene immessa forzatamente all’interno delle fibre della moquette; nel medesimo momento si opera una potente aspirazione in grado di estrarre la soluzione detergente sporca lasciando la moquette pulita e virtualmente asciutta.

    L’efficacia del lavaggio è funzione della pressione di uscita della soluzione detergente: la maggior parte delle attrezzature utilizzate hanno una pressione di esercizio compresa fra 4 e 10 bar; alcune arrivano a 20-25 bar.

    I detergenti che s’impiegano per questo tipo di lavaggio non devono fare assolutamente schiuma, altrimenti la lavamoquette non potrebbe funzionare: il contenitore di raccolta della soluzione detergente si riempirebbe subito di schiuma.

    Sul mercato sono presenti alcune tipologie di detergenti: neutri (si usano sulle moquette di lana o con colori particolarmente delicati, in presenza di tipi di sporco polveroso), e sono i più adatti ad essere impiegati per una pulizia di manutenzione; debolmente alcalini (sono normalmente dei detersolventi che non contengono alcali liberi – soda e potassa caustica – e che sono utilizzati su moquette di tipo sintetico molto trafficate e con sporchi consistenti), presentano, in genere, oltre che un buon potere detergente, un discreto potere smacchiante; olcalini, contenenti potassa caustica (contengono percentuali del 10-15% di potassa caustica con solventi organici non clorurati e tensioattivi), sono adatti al lavaggio a fondo di moquette sintetiche, con colori resistenti e particolarmente sporche vengono impiegati nelle pulizie straordinarie.

SMACCHIATURA

La regola fondamentale quando si è in presenza di una macchia, è quella di intervenire subito o quanto meno il più rapidamente possibile. Prima di procedere a una smacchiatura occorre verificare la solidità dei colori, trattando un angolo nascosto; dopo l’applicazione del prodotto smacchiante, lo si lascia agire per il tempo necessario, quindi lo si asporta con uno strofinaccio pulito e asciutto, e quindi si lascia asciugare (senza camminare sulla parte trattata!).

I prodotti più utilizzati per la smacchiatura sono quelli della categoria detersolventi neutri, impiegati tal quali mediante spruzzatura sulla macchia; per le operazioni più gravose e per asportare macchie di grasso o unto, si impiegano anche smacchiatori debolmente alcalini, contenenti sostanze tensioattive e grandi quantità di solventi organici; è necessario fare molta attenzione alla resistenza dei colori.

PARLIAMO DI GRES PORCELLANATO

MATERIALE RESISTENTE, COMPATTO E CON BASSO ASSORBIMENTO IDRICO, IL GRÈS PORCELLANATO RICHIEDE TUTTAVIA ACCORGIMENTI PER MANTENERE NEL TEMPO LE SUE QUALITÀ E LA SUA BELLEZZA.

Il gres porcellanato è un materiale ceramico artificiale a base di argille, normalmente privo di smalti di copertura, durissimo, compatto e con assorbimento idrico molto basso: resta il più duraturo e meno vulnerabile rivestimento lapideo artificiale e ottimo sostituto dei lapidei naturali (marmi, graniti, pietre) per la facilità di gestione e per il costo più contenuti.

I tipi di sporco più comunemente rilevabili sul grès porcellanato grezzo è un lento ingrigimento diffuso e/o localizzato, secondo la finitura della superficie a vista della piastrella, difficilmente asportabile con i comuni detergenti. Sul grès porcellanato lucidato, invece, si possono trovare macchie e alonature perimetrali, soprattutto a seguito dell’impiego di biacche intensamente pigmentate per il riempimento delle fughe, difficilmente asportabili con detergenti acidi convenzionali; macchie organiche connesse con il tipo di ambiente in cui è collocato il pavimento: caffè, vino, verdure, sostanze grasse.

Nei saloni per auto è frequente l’impronta lasciata dai battistrada di pneumatici nuovi, anche queste macchie non sempre sono asportabili con i comuni detergenti; tracce di impronte e opacizzazioni dopo la pulizia quotidiana o frequente.

LA PULIZIA

Per il grès porcellanato grezzo un normale detergente per superfici dure è spesso insufficiente allo scopo, perché non riesce a penetrare attraverso i microscopici orifizi e a emulsionare tutto lo sporco. E’ quindi necessario che il detergente sia sinergizzato da un solvente che lo veicoli nelle minuscole porosità e ne potenzi l’emulsionamento, così da asportare la causa dell’ombreggiatura grigiastra.

Inoltre, fra le componenti dello sporco che causa l’ingrigimento vi sono anche particelle di polvere e calcare, che occorre trattare con un principio attivo di natura acida che le distrugga reattivamente. Pertanto, per la pulizia dell’ingrigimento e l’igienizzazione di questo materiale così duro e compatto è bene utilizzare frequentemente detergenti sinterizzati con opportuni solventi e igienizzanti, e saltuariamente detergenti complessi con funzione mista – solvente e acida – ben bilanciata, ad azione mirata.

GRES PORCELLANATO LEVIGATO

Il grès porcellanato levigato o lucidato è il risultato di un processo di abrasione dell’originale grès porcellanato grezzo, con il quale è stata asportata la parte più compatta della crosta superficiale, formatasi per fusione alle alte temperature di cottura delle terre di composizione, rendendo così la mattonella liscia, lucida e riflettente. Con questo processo di abrasione si allargano le microporosità del grès porcellanato, provocando così, in superficie, orifizi più larghi attraverso cui è possibile la penetrazione di molecole e particelle che macchiano la piastrella.

Con analoga dinamica di formazione e aggancio, si creano le macchie organiche che nascono in ambienti domestici. Di fatto però il grés porcellanato lucidato, più macchiabile perché più vulnerabile, allo stesso tempo è anche più “proteggibile” di quello grezzo, proprio perché negli orifizi più larghi creati dalla lucidatura si possono far penetrare efficaci trattamenti protettivi, che impediranno poi l’ingresso delle sostanze macchianti o comunque il loro aggancio, consentendone l’efficace asportazione con detergenti speciali a funzione solvente-acida.

Queste “sostanze-barriera” devono però essere inattaccabili e soprattutto utilizzate al momento opportuno. In questo senso un’efficace protezione può essere fatta anche in cantiere dopo la posa, ma prima della boiaccatura, e ripetuta dopo puliture straordinarie. Perciò, mai come in questo caso vale la regola “meglio prevenire che curare”, impiegando i già citati “protettivi-barriera”, chiamati anche “protettivi-sacrificali”. Questi, infatti, vanno utilizzati prima della boiaccatura per permettere poi la facile e integrale asportazione delle eventuali sostanze colorate penetrate e per ridurre la sporcabilità successiva, così da facilitare la pulizia mediante la manutenzione ordinaria.

METODI DI PULITURA

Per quanto concerne la manutenzione di fondo e quella conservativa è necessario impiegare un prodotto specifico e un corretto sistema di pulizia. A questo proposito è consigliabile l’utilizzo di buon detergente alcalino con pH 13-14 che abbia le seguenti caratteristiche: elevato potere bagnante; elevato potere distaccante dello sporco; elevato potere sospensivante; bassa quantità di schiuma; assenza di residuo untuoso.

Per quanto riguarda l’equipaggiamento è a tutti noto che l’efficienza dell’azione meccanica e dell’aspirazione sono condizioni indispensabili per una efficace azione pulente, quindi con l’impiego di una lavasciuga occorre controllare con attenzione l’efficienza dell’aspirazione e lo stato d’usura dello squeegee, mentre nel caso di utilizzo di una monospazzola è importante abbinare sempre un buon aspiralquidi.

I migliori risultati si ottengono utilizzando dischi, meglio se morbidi o preferibilmente quelli in microfbra. Il disco in microfibra svolge prevalentemente due funzioni: svolge un’azione meccanica in profondità, che coadiuva l’azione chimica e favorisce la completa estrazione della soluzione lavante e dello sporco. Per ottenere il massimo risultato e non ridurre l’efficacia del disco in microfibra è sempre consigliabile non bagnare eccessivamente la superficie.

COME PROCEDERE

La procedura da seguire è relativamente semplice:

  • distribuire con un atomizzatore in modo uniforme sul pavimento il prodotto impregnante e non filmogeno;
  • lasciare asciugare bene;
  • passare con la monospazzola munita in lana d’acciaio o altro disco, tipo il verde, per asportare eventuali residui di prodotto non penetrati nelle porosità.

La migliore delle prevenzioni resta comunque sempre il corretto sistema di pulizia giornaliera con dischi in microfibra, asciugatura con aspirazione e un detergente specifico senza residuo a basse diluizioni.