REGOLAMENTO COMUNALE SUI RIFIUTI URBANI

Il nuovo Regolamento Comunale sulla gestione dei rifiuti urbani (Del. 105 in vigore dal Maggio 2005) è un insieme di norme utili a salvaguardare il decoro di Roma e a garantire una corretta gestione dei rifiuti.

Quei comportamenti già sperimentati quotidianamente da centinaia di migliaia di famiglie romane diventano ora un insieme di regole che stabiliscono un impegno di civiltà per tutti i cittadini.

Tra le maggiori novità del Regolamento Comunale per la gestione dei rifiuti, vi è l’obbligo per tutti i cittadini di effettuare correttamente la raccolta differenziata, separando in casa i materiali riciclabili (carta, plastica, vetro, metalli, ecc.) e depositandoli negli appositi cassonetti.

Inoltre, per garantire il decoro della città è vietato lasciare i rifiuti fuori dai contenitori e per assicurarne la funzionalità è vietato imbrattare o danneggiare i cassonetti.

Di seguito sono elencate le norme principali contenute nel regolamento.

LE NORME PRINCIPALI

Raccolta differenziata

Tutti i materiali riciclabili devono essere raccolti in modo differenziato e depositati negli appositi contenitori. Solo se il contenitore per la raccolta differenziata più vicino è a oltre 500 metri dall’ingresso della propria abitazione o proprietà, si potrà usare il cassonetto verde.

Sanzioni: dai 50 ai 300 euro per chi non svolge correttamente la raccolta differenziata.

Mai fuori dal contenitore

È vietato abbandonare qualsiasi rifiuto fuori dai contenitori. Se il cassonetto dovesse essere pieno si dovrà utilizzare quello vuoto dello stesso colore più vicino. Per risparmiare spazio e garantire igiene e sicurezza, inoltre, è necessario ridurre di volume i rifiuti prima di introdurli nel sacchetto e chiudere bene la busta. I rifiuti indifferenziati vanno gettati preferibilmente in orario serale.

Sanzioni: dai 25 ai 619 euro a seconda del tipo di materiale abbandonato fuori dai cassonetti.

Pulizia delle strade

Per mantenere pulita la città è necessario utilizzare correttamente i cestini porta rifiuti, evitando di danneggiarli o di introdurvi rifiuti voluminosi.

Durante la pulizia meccanizzata delle strade i cittadini dovranno rispettare il divieto di sosta nei giorni prestabiliti per permettere di pulire il bordo della strada.

Posizionamento dei cassonetti

I luoghi in cui sono posizionati i cassonetti sono stati scelti da AMA in accordo con i Municipi, secondo uno specifico piano che prevede modifiche solo sulla base di motivazioni adeguate.

Nei prossimi mesi è prevista la sostituzio ne di migliaia di cassonetti.

É comunque vietato spostare il contenitore per parcheggiare o per qualsiasi altro motivo.

Sanzioni: dai 50 ai 300 euro per chi sposta i cassonetti.

Cassonetti accessibili

Raccogliere i rifiuti è più semplice se i contenitori sono accessibili ai cittadini e ai mezzi AMA. Per questo è vietato parcheggiare davanti o a ridosso dei cassonetti. Bloccare gli sportelli con cassette o altri oggetti danneggia il cassonetto ed è una delle prime cause di malfunzionamento. L’affissione di adesivi e manifesti, così come qualsiasi tipo di scritta o danno all’estetica del contenitore non sono permessi.

Sanzioni: dai 50 ai 300 curo per chi intralcia, danneggia o imbratta i cassonetti.

Rifiuti ingombranti e calcinacci

L’abbandono dei rifiuti ingombranti e dei calcinacci vicino ai cassonetti o in altre zone della città è vietato ed è il primo passo per la nascita delle discariche abusive.

Sanzioni: dai 103 a 619 euro per chi abbandona rifiuti ingombranti o calcinacci.

Discariche abusive

I rifiuti abbandonati devono essere rimossi dal proprietario o dal concessionario dell’area in cui si trovano. Per le aree di uso pubblico, come strade, aree verdi, ecc, la rimozione è a carico di chi si occupa della loro manutenzione (Comune o altri soggetti pubblici e privati). Se i responsabili dell’area non dovessero provvedere alla rimozione dei rifiuti, l’Amministrazione Comunale potrà intervenire e si rivarrà sui responsabili per i costi di bonifica.

Deiezioni canine

Le deiezioni canine danneggiano fortemente il decoro urbano e la pulizia delle strade. I proprietari dei cani devono sempre avere con sé appositi sacchetti adatti a raccogliere gli escrementi.

Sanzioni. dai 50 ai 300 euro per chi conduce il cane senza sacchetti o lascia la strada sporca.

CASSONETTI BIANCHI PER CARTA, CARTONCINO E CARTONE

Gli 11 mila cassonetti e campane bianche sono destinati alla raccolta differenziata dei materiali cartacei. La carta e il cartone raccolti da AMA saranno poi consegnati alle cartiere che aderiscono al consorzio COMIECO che garantisce il riciclo e la produzione di nuova carta, cartone e cartoncino.

COSA INSERIRE

  • Imballaggi in carta, cartone e cartoncino di varie dimensioni
  • Scatole, scatoloni, ecc.
  • Giornali, riviste, quaderni, ecc.
  • Depliant, volantini, ecc.
  • Cartoni per bevande

COSA NON INSERIRE

  • Rifiuti non cartacei
  • Carta o cartone sporchi di cibo o di altre sostanze
  • Carta oleata e plastificata
  • Piatti e bicchieri plastificati
  • Buste o sacchetti di plastica

COME INSERIRE LA CARTA NEI CASSONETTI BIANCHI

  • Piegare e spezzare i cartoni
  • Inserire la carta senza eventuali sacchetti di plastica
  • Non lasciare la carta fuori dal cassonetto: se è pieno cercarne uno vuoto nelle vicinanze

CASSONETTI BLU PER VETRO, PLASTICA E METALLI

Nei circa 11 mila cassonetti e campane blu della raccolta multimateriale possono essere inseriti i contenitori in vetro, plastica e piccoli imballaggi in metallo (alluminio e banda stagnata). Dopo la raccolta, AMA si occupa della separazione delle singole tipologie di materiali e della consegna agli impianti di riciclo.

COSA INSERIRE

  • Bottiglie, vasetti e barattoli di vetro
  • Bottiglie, flaconi e vasetti di plastica
  • Lattine per bevande
  • Vaschette e fogli in alluminio
  • Scatolame di metallo per alimenti
  • Tappi a vite e a corona di metallo
  • Bombolette spray
  • Gusci e barre di polistirolo

COSA NON INSERIRE

  • Ceramica e porcellana
  • Lampadine e lampade al neon
  • Piatti bicchieri e posate di plastica
  • Contenitori per solventi e vernici etichettati T e/o F
  • Oggetti in plastica, metallo o vetro, diversi dai contenitori (giocattoli, apparecchiature elettriche, lastre di vetro, ecc).

COME INSERIRE I MATERIALI NEI CASSONETTI BLU

  • Vuotare del tutto le bottiglie
  • Sciacquare i flaconi e i contenitori per eliminare i residui di cibo
  • Ridurre il volume dei rifiuti
  • Non lasciare i materiali fuori dal cassonetto se è pieno cercarne uno vuoto nelle vicinanze

CASSONETTI VERDI PER I RIFIUTI NON RICICLABILI

Negli oltre 44 mila cassonetti verdi presenti a Roma devono essere depositati solo i rifiuti che non possono essere riciclati. AMA si occuperà poi della raccolta quotidiana e del corretto smaltimento dei rifiuti raccolti. I sacchetti non vanno mai lasciati fuori dal contenitore.

COSA NON INSERIRE

  • Materiali destinati alla raccolta differenziata (vetro, plastica, carta, ecc.)
  • Materiali impropri o pericolosi (ceneri, carboni accesi, ecc.)
  • Sostanze liquide
  • Calcinacci o pneumatici
  • Rifiuti ingombranti
  • Contenitori di sostanze tossiche

COME INSERIRE I MATERIALI NEI CASSONETTI VERDI

  • Ridurre il volume dei rifiuti
  • Raccogliere i rifiuti in un sacchetto ben chiuso
  • Depositare i sacchetti preferibilmente nelle ore serali
  • Non lasciare i sacchetti fuori dal cassonetto: se è pieno cercarne uno vuoto nelle vicinanze

LE ALTRE RACCOLTE DIFFERENZIATE

Pile scariche

Depositare le pile scariche negli appositi contenitori presenti presso le sedi dei Municipi, le scuole elementari e medie, le sedi di zona AMA e numerosi negozi di articoli elettronici.

Farmaci scaduti

Depositare i farmaci scaduti negli appositi contenitori presenti presso le farmacie, le ASL e le sedi di zona AMA. Non bisogna depositare farmaci citotossici o citostatici.

Indumenti usati e accessori di abbigliamento

Depositare gli indumenti e gli accessori negli appositi contenitori stradali presenti in tutti i Municipi.

Consumabili da stampa

Cartucce di toner, nastri di stampanti, unità tamburo per fotocopiatrici, ecc. devono essere consegnati presso le Isole Ecologiche, i Centri di Raccolta o le sedi Ama.

Batterie al piombo

Le batterie al piombo per l’avviamento di auto, moto e camion devono essere smaltite dall’officina che effettua la sostituzione. In caso di riparazioni fai-da-te, devono essere consegnate presso le Isole Ecologiche, i Centri di Raccolta o le sedi Ama.

Neon e termometri

I termometri rotti contenenti mercurio e le lampade al neon devono essere consegnati presso le Isole Ecologiche o i Centri di Raccolta.

PARTICOLARI MODALITÀ DI RACCOLTA DEI RIFIUTI

Raccolta porta a porta

La particolare struttura urbanistica e architettonica della città di Roma impedisce di posizionare i normali cassonetti in alcune zone. Per questo AMA ha sviluppato uno specifico servizio di raccolta “porta a porta” dei rifiuti. La raccolta “porta a porta” è attualmente attiva nel Centro Storico, a Trastevere e nelle zone di Piazza Indipendenza e del Viminale.

In tali zone i cittadini debbono lasciare i rifiuti all’interno del condominio nei modi e secondo gli orari comunicati da AMA.

Compostaggio domestico

I rifiuti organici possono essere riciclati direttamente in giardino e permettono di produrre compost, un concime naturale adatto a vasi, orti e prati. AMA consegna gratuitamente la compostiera a chi effettua il compostaggio domestico e applica una riduzione del 30% sulla parte variabile della Tariffa Rifiuti.

Per avere diritto alla riduzione occorre avere un giardino di almeno 25 metri quadri per ogni componente il nucleo familiare. Le nuove richieste possono essere inviate ad AMA dal 1° ottobre al 30 novembre di ogni anno.

Rifiuti ingombranti

I rifiuti ingombranti (mobili vecchi, materassi, elettrodomestici, apparati elettronici, ecc.) non possono essere abbandonati accanto ai cassonetti o in altri luoghi della città. Per questo AMA ha messo a disposizione dei cittadini vari modi per liberarsi in tutta comodità dei rifiuti ingombranti:

  • Consegnarli gratuitamente presso un’Isola Ecologica o un Centro di Raccolta AMA (per maggiori dettagli vedere le pagine successive)
  • Consegnarli gratuitamente durante le “Domeniche di raccolta straordinaria dei rifiuti ingombranti” che AMA e il TGR Lazio organizzano nel corso dell’anno. (Per maggiori informazioni è possibile chiamare il Numero Verde AMA 800.867035 o consultare il sito internet www.amaroma.it)
  • Richiedere il servizio di ritiro a domicilio a pagamento dei rifiuti ingombranti “Riciclacasa”. Il servizio viene svolto per appuntamento dal lunedì al sabato (eccetto festività) dalle ore 9.00 alle 18.00. I prezzi dipendono dalla quantità di rifiuti da smaltire e dal tipo di ritiro: al piano d’abitazione o al livello stradale.

ISOLE ECOLOGICHE E CENTRI DI RACCOLTA

Le Isole Ecologiche e i Centri di Raccolta sono strutture AMA rivolte ai cittadini che debbono liberarsi di alcune particolari tipologie di rifiuti, come:

  • Ingombranti
  • Elettrodomestici per il freddo
  • Apparati elettronici
  • Inerti e calcinacci (piccole quantità)
  • Metalli
  • Legno
  • Carta e cartone
  • Consumabili da stampa
  • Batterie al piombo
  • Lampade al neon e termometri
  • Pile esauste E
  • Farmaci scaduti
  • Sfalci e potature

Inoltre è da poco attivo il nuovo servizio di raccolta differenziata dei contenitori vuoti di sostanze pericolose quali, per esempio, solventi e vernici.

L’ingresso alle Isole Ecologiche e ai Centri di Raccolta è consentito ai soli privati alla guida di veicoli di peso complessivo inferiore ai 35 quintali e non per conto terzi.

DEIEZIONI CANINE

Ogni giorno a Roma circolano più di 200.000 cani. Il “migliore amico dell’uomo”, oltre a essere fonte di infinite gioie, può anche causare non pochi disagi alla nostra città. I suoi escrementi, infatti, se depositati in luoghi non idonei provocano, non solo degrado, ma il rischio di inconvenienti più seri, anche sanitari. E chi ne fa le spese sono i cittadini, principalmente le fasce più deboli, bambini, anziani, non vedenti.

Per questo il regolamento sui rifiuti prevede delle norme semplici che permetteranno di mantenere pulite le strade della città.

E’ vietato lasciare che il proprio cane sporchi il suolo pubblico o le aree di uso pubblico.

È obbligatorio:

  • Portare con sé sacchetti o buste di plastica impermeabili e richiudibili adatte a raccogliere gli escrementi del proprio cane
  • Raccogliere immediatamente gli escrementi con il sacchetto
  • Depositare il sacchetto in un cassonetto verde o in un cestino gettacarte.

ZANZARA TIGRE

La zanzara tigre (il cui nome scientifico è Aedes albopictus) punge di giorno e, sebbene non trasmetta alcuna malattia, le sue punture sono particolarmente fastidiose. Per svilupparsi le larve hanno bisogno di contenitori pieni d’acqua.

Parallelamente agli interventi di disinfestazione pianificati dall’Amministrazione Comunale, i cittadini possono fare molto per evitare il diffondersi della zanzara tigre, seguendo questi semplici consigli:

  • Evitare la formazione di piccole raccolte d’acqua, rimuovendo contenitori tipo barattoli, annaffiatoi e soprattutto sottovasi, che permettono lo sviluppo delle larve di zanzara
  • Coprire con teli di plastica, avendo cura di non creare avvallamenti, o con zanzariere, contenitori non rimuovibili come vasche, bidoni, fusti d’irrigazione
  • Dove non è possibile eliminare i contenitori, si possono utilizzare speciali insetticidi
  • Tenere ben rasata l’erba dei giardini privati e condominiali ed eliminare le sterpaglie
  • Immettere pesci rossi (Carassius auratus), che si nutrono delle larve di zanzara, nelle vasche dei giardini privati
  • Diffondere questi consigli tra i vicini e i conoscenti.

RICICLAGGIO DEI BENI DUREVOLI

DESCRIZIONE DELLE FASI DI RICEZIONE, CATALOGAZIONE, STOCCAGGIO E MESSA IN SICUREZZA DEI BENI DUREVOLI “BIANCHI” (FRIGORIFERI, LAVATRICI ECC.) E “BRUNI” (TV, COMPUTER ECC.). DESCRIZIONE DELL’IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RICICLAGGIO DEI FRIGORIFERI DISMESSI:

Al momento dell’entrata nell’impianto, i frigoriferi vengono scaricati nell’area di stoccaggio appositamente predisposta, antistante la zona di triturazione, per una prima catalogazione consistente in:
1. suddivisione tra i beni che hanno il circuito refrigerante integro, che vengono avviati alla rulliera di aspirazione del gas, e quelli che invece presentano rotture e sono privi di gas, che vengono avviati alla rulliera di disassemblaggio per l’asportazione del compressore, delle giunzioni e delle eventuali parti in vetro;
2. suddivisione per tipologia (domestici, industriali);
3. suddivisione per tipo di gas refrigerante (R12, R22, R134A ecc.);

La movimentazione dei frigoriferi dismessi richiede particolari forme di protezione onde evitare che venga compromessa l’operazione di recupero dei componenti ed il rilascio nell’atmosfera dei gas refrigeranti (CFC dai circuiti refrigeranti) o degli oli. Pertanto le operazioni di scarico vengono effettuate con l’ausilio di carrelli elevatori dotati di pinze a pressione variabile in grado di movimentare i frigoriferi senza compromettere il circuito di refrigerazione.

Successivamente si possono distinguere le seguenti fasi:

A) FASE DI PREPARAZIONE DEI FRIGORIFERI:

I frigoriferi con il circuito refrigerante integro, a gruppi di 5/10, vengono posti sopra una rulliera in maniera tale che uno dei due tubi del compressore riposti sul retro si trovi nella parte più bassa. In questo tubo viene applicata una pinza di estrazione che aspira tramite una pompa il contenuto del compressore e del tubo di refrigerazione; un manometro controlla questo ciclo di aspirazione.

Il materiale estratto viene stoccato in un serbatoio della capacità di circa 40 litri dove per mezzo di un sistema di riscaldamento si separa l’olio dal gas. Il gas si aspira e si stocca in bombole particolari, l’olio raccolto per gravità si stocca in un contenitore.

B) FASE DI TRITURAZIONE E SEPARAZIONE DEI MATERIALI DI RISULTA (Impianto di triturazione della TPA TRITURATORI SRL) :

I frigoriferi svuotati del compressore, delle giunzioni e delle eventuali parti in vetro, nella quantità di circa 20 pezzi/ora, vengono posti su un nastro trasportatore a tapparelle metalliche e convogliati alla prima fase di triturazione.

Questa prima fase di triturazione e riduzione volumetrica è composta da 2 trituratori:

  • il primo trituratore è un bi-albero con lame di spessore 50mm, qui il frigorifero viene fatto a fette della larghezza di circa 50mm e della lunghezza di circa 230mm.
  • il secondo trituratore è un quadrialbero (mod. SG 1300) completo di lamiera forata; in questa fase di triturazione il frigorifero viene ridotto totalmente alla pezzatura variabile da 20 a 30mm.

B1) SEPARAZIONE DEL FERRO :

In questa fase tutto il materiale triturato viene trasportato da sotto le macchine verso l’esterno per mezzo di un nastro trasportatore vibrante in acciaio inox. Sopra il nastro, nella parte terminale, è posizionata una calamita (mod. Overbelt) che ha la funzione di attrarre tutto il materiale ferroso per poi riporlo sopra un nastro trasportatore che scarica il materiale in un cassone.

Il materiale restante (plastica, rame, alluminio, poliuretano) viene incanalato dal nastro trasportatore alla fase di separazione del rame e dell’alluminio.

B2) SEPARAZIONE DEL RAME E DELL’ALLUMINIO:

Il materiale passa dal nastro di estrazione ad una canala vibrante che lo conduce ad un separatore a correnti parassite, il quale, grazie ai vari campi magnetici in gioco, permette di estrarre rame ed alluminio, che vengono stoccati in un cassone di raccolta, mentre il resto procede alla fase di polverizzazione.

B3) MACINAZIONE E POLVERIZZAZIONE :

Il materiale rimanente, plastica e poliuretano, viene ridotto ulteriormente tramite un mulino del tipo tradizionale per plastiche con una pezzatura finale variabile da 10mm a l2mm. Una coclea di trasporto porta il materiale non estratto dal separatore a correnti parassite al mulino insonorizzato, la cui estrazione è costituita da un’ulteriore coclea che condurrà la polvere creatasi al separatore rotante per la fase di depolarizzazione.

B4) DEPOLVERIZZAZIONE:

Questa fase ha lo scopo di separare il poliuretano dalla plastica ed inviarlo al silos di stoccaggio, dove da qui, poi, tramite una coclea viene calcolata una pressa bricchettatrice. Il processo avviene prendendo il materiale dal mulino e trasportandolo al separatore rotante, dove, sfruttando un giro particolare d’aria, si riesce a separare la plastica (più pesante) dal poliuretano (più leggero).

Inoltre per garantire una migliore estrazione del poliuretano, l’impianto viene dotato di molteplici prese di aspirazione, sparse nei punti chiave e che conducono tutte al silos di raccolta e scarico in bricchettatrice.

C) ASPIRAZIONE DEI GAS

L’impianto della TPA Trituratori Srl può essere suddiviso principalmente in due momenti: il primo quello di triturazione-polverizzazione ed il secondo quello di recupero del gas e del poliuretano.

In questo secondo momento si va a trattare l’aria ed i gas R11 e Pentano (e tracce di R12 ed ammoniaca) aspirandoli nei vari punti all’interno dell’impianto stesso ossia nella piramide di triturazione, a valle dei pulitori rotanti, a valle del silos di raccolta del poliuretano ed a valle del pistone di compressione della bricchettatrice.

Il processo prevede che tutta l’aria inquinata venga fatta passare all’interno di torri di condensazione criogeniche in modo che avvenga la condensazione dei freon contenuti; l’aria trattata (ora pulita) viene ricondotta nell’impianto di triturazione, mentre i gas condensati vengono stoccati in un serbatoio

DESCRIZIONE DEL TRATTAMENTO DELLE LAVATRICI, LAVASTOVIGLIE, CUCINE ECC.

Al momento dell’entrata nell’impianto, gli elettrodomestici vengono scaricati nell’area di stoccaggio appositamente predisposta antistante la rulliera di disassemblaggio.

Le operazioni per la messa in sicurezza prevedono:

  • l’asportazione di parti mobili (pesi in cemento, motori, cavi elettrici, cestello, pompe, ecc.)
  • la rimozione dei condensatori con o senza PCB (policlorobifenili).

I policlorobifenili (PCBs), eventualmente contenuti nei condensatori (in quantità che variano tra 30 e 90 grammi per ciascuna unità), devono essere separati e raccolti per essere avviati ai centri specializzati di trattamento.

Il piombo, noto per le sue proprietà (buona lavorabilità, resistenza alla corrosione e alla erosione, costi contenuti), si può trovare nei rivestimenti plastici (PVC) dei cavi elettrici. I componenti contenenti piombo devono essere separati prima di qualsiasi trattamento.

Pertanto, riguardo alle modalità operative, bisognerà verificare che durante la messa in sicurezza delle apparecchiature tutte le componenti ambientalmente critiche siano state avviate al relativo settore di stoccaggio.

Le operazioni finali consistono nella frantumazione della carcassa con separazione di metalli ferrosi e non, plastiche e materiali a contenuto energetico.

DESCRIZIONE DEL TRATTAMENTO DEI TELEVISORI , DEI COMPUTERS E DI ALTRE APPARECCHIATURE ELETTRONICHE.

Al momento dell’entrata nell’impianto, i televisori , i computers e le altre apparecchiature elettroniche (videoregistratori, stampanti, fotocopiatrici, telefoni cellulari, piccoli elettrodomestici, ecc.) vengono scaricati nell’area di stoccaggio appositamente predisposta, antistante la rulliera di disassemblaggio.

Si procede suddividendo i televisori ed i monitors dei computer dalle altre apparecchiature elettroniche poiché contengono il tubo catodico che necessita di un trattamento particolare a causa della presenza di polveri fluorescenti.

TRATTAMENTO DEI TELEVISORI E DEI MONITOR DEI COMPUTERS

I televisori ed i monitor vengono disassemblati sulla rulliera. Le parti recuperabili quali plastica o legno della carcassa esterna, alluminio dalla fascia di tenuta dello schermo, metalli ferrosi e non, cavi elettrici e schede, vengono stoccati in appositi contenitori ed avviati al recupero; i componenti pericolosi come i condensatori, vengono stoccati e poi avviati allo smaltimento ed il tubo catodico viene trattato in un impianto idoneo come di seguito descritto.

IMPIANTO DI TRATTAMENTO DEI TUBI CATODICI

L’impianto di trattamento dei tubi catodici della TPA Srl viene utilizzato per la separazione degli schermi in due parti: il vetro frontale e la parte posteriore del tubo catodico. Questa separazione ha due scopi principali:

  • la pulizia del vetro frontale;
  • il recupero delle polveri fluorescenti.

Descrizione dell’impianto.

L’impianto può essere previsto per il lavoro con una singola postazione di lavoro (1 schermo alla volta) oppure con due postazioni di lavoro contemporaneo (2 schermi alla volta).

Dopo la separazione dalla carcassa esterna, i video vengono forati al fine di eliminare il “sottovuoto” e far cadere le polveri sullo schermo frontale. A questo punto i video vengono posizionati sull’impianto GWC per effettuare il trattamento e separazione.

I video vengono posizionati su degli appositi sostegni, ad altezza regolabile, ove avviene il trattamento. Si posiziona, attorno allo schermo, il filo di taglio, costruito in una particolare lega, il quale provvede ad una separazione termica dello schermo. Durante la fase di taglio l’area di posizionamento dello schermo è zona chiusa e l’aria è completamente aspirata al fine di catturare le eventuali polveri disperse durante il taglio.

Da questa separazione si ottengono due parti, di cui:

  • “vetro bianco” derivante dallo schermo anteriore e contenenti ancora polveri fluorescenti;
  • “vetro nero” con attaccato il tubo catodico purificato e pronto per l’accantonamento nell’apposito contenitore.

Il “vetro bianco” viene spostato in un’ulteriore spazio di lavorazione per la purificazione delle polveri fluorescenti. Durante la fase di pulizia si potrà procedere al taglio di un nuovo schermo in quanto la postazione di taglio è libera.

La purificazione del vetro bianco avviene tramite l’aspirazione con apposito aspiratore delle polveri di fosforo. La polvere viene raccolta su un contenitore a filtri e smaltita successivamente. Il vetro, perfettamente aspirato, viene accantonato nell’apposito contenitore e rivenduto come vetro puro.

TRATTAMENTO DELLE APPARECCHIATURE ELETTRONICHE

Le apparecchiature elettroniche quali componenti dei computers (tastiere, case, casse ecc.), stampanti, fotocopiatrici, videoregistratori, videogames, , telefoni cellulari, piccoli elettrodomestici (ferri da stiro, aspirapolvere, phon, radioline ecc.) ecc. vengono disassemblate manualmente da personale appositamente preparato: si procede con l’asportazione delle parti recuperabili quali cavi, plastiche, legno, metalli ferrosi e non, schede, toner e cartucce ecc. che vengono stoccate in contenitori appositi ed avviati al recupero; le parti non recuperabili quali pile, accumulatori, condensatori ecc. vengono stoccate ed avviate allo smaltimento presso centri specializzati.

I RIFIUTI IN DISCARICA

La data del 16 luglio 2005 avrebbe dovuto segnare il passaggio dal vecchio al nuovo “regime” per quanto concerne i criteri di conferimento dei rifiuti in discarica previsti dal Decreto ministeriale del 13 marzo 2003.

Con il D.L. 115/05 e la successiva legge di conversione, tale scadenza è stata rimandata al 31 dicembre 2005, ad eccezione dei rifiuti di amianto cemento.

Con il decreto ministeriale del 3 agosto 2005, pubblicato nella G.U. n. 201 del 30 agosto 2005, vengono quindi fissati i nuovi comportamenti per conferire i rifiuti in discarica dal prossimo anno.

Solo rifiuti “doc” in discarica a partire dal 2006, così stabilisce il decreto del Ministero dell’Ambiente. Rifiuti inerti, pericolosi e non pericolosi dovranno essere sottoposti preventivamente a rigidi controlli con metodi di campionamento e analisi e ricevere una “caratterizzazione di base” seguita dalla successiva “verifica di conformità” e solo dopo aver superato il vaglio preventivo e aver ottenuto il lasciapassare per la discarica potranno essere gettati via senza il pericolo di incorrere in multe salate. Queste scelte sono in conformità a quanto previsto dalla Decisione del 2003/33/Ce del Consiglio del 19 dicembre 2002.

LA REALTA’ ODIERNA

Attualmente la situazione è la seguente: fino al 31 dicembre 2005 sarà possibile conferire rifiuti nelle discariche già esistenti alla data del I ° marzo 2003, osservando le disposizioni della delibera del Comitato interministeriale 27 luglio 1948 ovvero, in alternativa, conformandosi alle regole e procedure di cui al D. M. 3 agosto 2005.

A partire dal I ° gennaio 2006, la scelta non sarà più possibile e per il conferimento dei rifiuti in discarica dovranno essere osservate le disposizioni dettate dal nuovo regolamento.

LE NOVITA’

Senza entrare in dettaglio nella nuova normativa, segnaliamo che una delle novità di maggior rilievo contenute nel D.M. 3 agosto 2005 è rappresentata dall’introduzione delle sottocategorie di discariche per rifiuti non pericolosi.

In particolare, l’Art. 7 stabilisce che le autorità competenti possono autorizzare discariche per rifiuti non pericolosi:
a) per rifiuti inorganici a basso contenuto organico o biodegradabile;
b) per rifiuti in gran parte organici da suddividersi in discariche considerate bioreattori con recupero di biogas e discariche per rifiuti organici pretrattati;
c) per rifiuti misti non pericolosi con elevato contenuto sia di rifiuti organici o biodegradabili, sia di rifiuti inorganici con recupero di biogas.

Sempre l’Art 7 indica che i criteri di ammissibilità per le sottocategorie vengono individuati dalle autorità territorialmente competenti e stabiliti caso per caso, tenendo conto della valutazione di rischio con riguardo alle emissioni della discarica e dell’idoneità del sito e prevedendo deroghe per specifici parametri. A titolo esemplificativo vengono indicati come derogabili i parametri DOC, TOC e TDS.

Il terzo comma dell’Art 7 prevede ancora che le autorità competenti possono autorizzare monodiscariche per rifiuti non pericolosi derivanti da operazioni di messa in sicurezza d’emergenza e da operazioni di bonifica dei siti inquinati ai sensi del. D.M. 25 ottobre 1999 N.471.

CAMPIONAMENTO E ANALISI DEI RIFIUTI

L’allegato 3 del D.M. entra nel merito di come e di chi deve eseguire il campionamento e l’analisi dei rifiuti.

Infatti, il documento precisa che queste operazioni devono essere effettuate da persone e istituzioni indipendenti e qualificate: i laboratori devono possedere una comprovata esperienza nel campionamento e analisi dei rifiuti e un efficace sistema di controllo della qualità.

Il campionamento e le determinazioni analitiche possono anche essere effettuate dai produttori di rifiuti o dai gestori qualora essi abbiano un appropriato sistema di controllo della qualità, compreso un controllo periodico indipendente.

LE CLASSIFICAZIONI – CARATTERISTICHE DI BASE

Serve a determinare l’ammissibilità di ciascuna tipologia di rifiuti da conferire in discarica.

Quest’attività, a carico del produttore di rifiuti, va compiuta nel rispetto delle nuove specifiche prescrizioni dettate3 agosto 2005 e, quanto alla frequenza, va effettuata in corrispondenza del primo conferimento (vale a dire prima di conferire il rifiuto in discarica ovvero, se è stato sottoposto a trattamenti, dopo l’ultimo trattamento effettuato) e andrà poi ripetuta a ogni variazione significativa del processo produttivo e comunque – altra novità introdotta dal D.M. – almeno una volta all’anno.

Sulla base di quanto chiarito dal punto 3 dell’allegato I , la caratterizzazione di base presuppone necessariamente (salve le specifiche esclusioni previste dal DM.) un accertamento analitico dei rifiuti che sarà diverso a seconda che si tratti di (a) rifiuti regolarmente generati nel corso dello stesso processo produttivo ovvero (b) di rifiuti non generati regolarmente; i primi a loro volta si distinguono in (a) rifiuti che derivano dallo stesso processo e dallo stesso impianto e (a.2) rifiuti derivanti dallo stesso processo ma da impianti diversi.

RIFIUTI DA STOCCAGGIO

L’allegato I punto 3 precisa che – pur potendo in astratto individuare uno stesso impianto – i rifiuti che provengono da impianti che effettuano lo stoccaggio e la miscelazione di rifiuti (da stazioni di trasferimento o da flussi misti di diversi impianti di raccolta) in considerazione delle caratteristiche estremamente variabili in essi presenti, debbono essere considerati come rifiuti di tipologia (b), vale a dire non generati regolarmente.

RESPONSABILITA’ NELLE INFORMAZIONI

Nel nuovo D.M. trova conferma la responsabilità sulla correttezza delle informazioni necessarie per effettuare la caratterizzazione posta a carico del produttore dei rifiuti o, qualora egli non sia determinabile, del gestore della discarica.

Una volta effettuata la caratterizzazione, per stabilire se i rifiuti possiedono effettivamente le caratteristiche della relativa categoria e se soddisfano i criteri di ammissibilità,toccherà questa volta al gestore procedere a una (prima) verifica di conformità, attività già prevista dall’abrogato D.M. 13 marzo 2003, ma che risulta oggi arricchita e meglio coordinata, anche quanto alla frequenza, con la caratterizzazione di base; ai sensi del punto 3 dell’allegato I , le determinazioni analitiche necessarie ai fini della caratterizzazione devono sempre comprendere quelle necessarie per compiere la verifica di conformità.

La seconda verifica che compete al gestore al fine dell’ammissione del rifiuto in discarica è la verifica in loco (non prevista dall’abrogato D.M.); si tratta di un’ispezione che va compiuta su ogni carico di rifiuti prima e dopo lo scarico. Deve essere accompagnata dal controllo della documentazione che attesta la conformità del rifiuto ai criteri di ammissibilità secondo le modalità previste dall’articolo 11, comma 3 del DLGS 36/2003 e da un prelevamento di campioni da eseguire con la cadenza stabilità dall’Autorità competente.

RIFIUTI SANITARI

I rifiuti sanitari, sia allo stato solido, sia allo stato liquido, possono presentare delle caratteristiche di pericolo per i potenziali soggetti esposti, per la presenza di agenti biologici e/o chimici.

Al fine di limitare al massimo questi fattori di rischio, che implicano anche ricadute economiche per l’Ente (premi INAIL, costi organizzativi, cali di efficienza, ecc.), occorre che vi sia una precisa conoscenza delle procedure organizzative tese alla minimizzazione dei rischi stessi.

Pertanto, nell’organizzazione del lavoro all’interno delle varie strutture, si deve tenere conto anche della “problematica rifiuti” (considerata alla stregua di un macroprocesso che interessa trasversalmente tutta l’organizzazione sanitaria), al fine di realizzare un servizio che, adottando pratiche standardizzate per la manipolazione e la corretta gestione dei rifiuti sanitari e non, garantisca sempre il rispetto della sicurezza operativa, minimizzi l’impatto ambientale dello smaltimento e massimizzi le potenzialità di recupero.

ELEMENTI DEL MACROPROCESSO

Input

A titolo esemplificativo si possono indicare: obblighi derivanti da disposti normativi e regolamentari, in primis, il D.P.R. 15 luglio 2003 n. 254 “Regolamento recante disciplina della gestione dei rifiuti sanitari a norma dell’art. 24 della legge 31 luglio 2002 n. 179”, che, abrogando il decreto 26 giugno 2000 n. 219, “Regolamento recante la disciplina per la gestione dei rifiuti sanitari ai sensi dell’articolo 45 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, l’articolo 45 del D. Lgs. 5 febbraio 1997 n. 22 disciplinante i rifiuti sanitari e l’articolo 2, comma 1 bis, della legge 16 novembre 2001 n. 405, disciplina ex novo la materia dei rifiuti sanitari, introducendo anche importanti novità in tema di contenimento dei costi (Articolo 4 Gestione dei rifiuti sanitari, dei rifiuti da esumazione ed estumulazione e dei rifiuti provenienti da altre attività cimiteriali) Comma 4 (ai fini della semplificazione delle procedure e del contenimento della spesa sanitaria, per favorire lo smaltimento dei rifiuti sanitari sterilizzati in impianti di termodistruzione con recupero energetico e per assicurare il servizio di gestione dei rifiuti sanitari alle migliori condizioni di mercato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano possono stipulare accordi di programma tra loro, con le strutture sanitarie e i medici convenzionati con le stesse e con soggetti privati interessati) e Comma 5 (Le Regioni, secondo criteri concordati tra lo stato e le regioni ai sensi del decreto legislativo 281/97, istituiscono sistemi di monitoraggio e di analisi dei costi e della congruità dei medesimi relativamente alla gestione e allo smaltimento dei rifiuti sanitari e trasmettono; annualmente, anche in forma informatica, al fine della loro elaborazione, i dati risultanti da dette attività all’Osservatorio Nazionale sui Rifiuti che, successivamente, li comunica ai Ministeri dell’ambiente e della tutela del territorio e della Salute.

Il sistema di monitoraggio, istituito dalle regioni, può stabilire gli obiettivi minimi di recupero dei rifiuti prodotti che le strutture sanitarie sono tenute a raggiungere);

  • procedure, tecniche, attrezzature diagnostico terapeutiche che generano le diverse tipologie di rifiuti sanitari, diversificati per i rischi che la loro gestione implica (es. rischio infettivo, biologico, chimico, ecc.) e conseguentemente per le modalità di gestione e smaltimento.

A tal proposito è da ricordare, ad esempio, che il 1 luglio 2003, è stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale delle Regione Trentino Alto Adige, la delibera della Giunta Provinciale di Trento, contenente i criteri per la verifica del possesso dei requisiti minimi (strutturali, tecnologici ed organizzativi) che tutte le strutture trentine (pubbliche e private) devono possedere, per poter esercitare attività sanitarie e sociosanitarie.
Le nuove norme rendono operativo anche in Trentino, il duplice livello di autorizzazione previsto dal D. Lgs. 19 giugno 1999, n. 229:
– autorizzazione alla realizzazione;
– autorizzazione all’esercizio.
La pubblicazione sul BUR, fa scattare precisi adempimenti, tra i quali la presentazione, da parte di tutte le strutture già in esercizio, di una nuova domanda di autorizzazione che attesti il possesso dei requisiti minimi attualmente vigenti ed un eventuale programma di adeguamento per raggiungere quei requisiti minimi non ancora posseduti.
L’allegato al “Regolamento di esecuzione di cui all’art. 43 comma 2, della Legge Provinciale 23 febbraio 1988 n. 3, al punto 2. “Requisiti minimi strutturali e tecnologici generali”, espressamente prevede che, tra l’altro, tutti i presidi debbano essere in possesso dei requisiti previsti dalle vigenti leggi in materia di smaltimento rifiuti.
L’aver definito una Procedura Generale” che definisce le modalità di gestione dei rifiuti prodotti da ciascuna Unità Operativa e Servizio dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari della Provincia Autonoma di Trento e che ha come scopo di uniformare e standardizzare le modalità di raccolta e confezionamento dei rifiuti nei punti di produzione, nonché di definire le modalità di rimozione, trasporto e conferimento degli stessi ai luoghi di deposito temporaneo, costituisce indubbiamente adempimento del requisito richiesto dal dettato normativo;

  • le risorse a disposizione in termini di spazi, personale, formazione per la gestione delle varie fasi, che determinano i quantitativi di rifiuti che possono essere trattati (ad es. ampiezza della raccolta differenziata).

Output

Si possono ottenere risultati, in termini:

  • di rispetto del dettato normativo e regolamentare, con conseguente mancata erogazione di sanzioni amministrative e/o penali;
  • di uniformità della raccolta dei rifiuti all’interno delle strutture aziendali;
  • di sicurezza igienica, sia per gli operatori del Servizio Sanitario (effettuare la raccolta differenziata all’atto della produzione, al fine di evitare successive manipolazioni che potrebbero costituire un pericolo per gli operatori), sia, in generale, per l’intera popolazione e l’ambiente (attraverso un corretto smaltimento/riciclo dei rifiuti e la diminuzione della produzione dei rifiuti, con particolare riferimento a quelli pericolosi per rischio infettivo);
  • economici, dovuti all’ottimizzazione dei costi di smaltimento in relazione al tipo di rifiuto smaltito (ad es. implementazione della raccolta differenziata; riduzione della tassa/tariffa per la raccolta dei rifiuti urbani);
  • ecc.

Outcome

Possono essere individuati due aspetti che concorrono a determinare un miglioramento di salute nella popolazione derivante da una corretta gestione dei rifiuti sanitari:

  • la diminuzione dell’inquinamento e dell’impatto ambientale causato dai rifiuti ospedalieri;
  • la salvaguardia della sicurezza della popolazione (prevenzione Infezioni Ospedaliere) e degli operatori sanitari (prevenzione Rischio Biologico), nei confronti del potenziale rischio di contrarre malattie infettive. Riguardo a questi ultimi aspetti, infatti, si deve sottolineare che:
    – la prevenzione delle Infezioni Ospedaliere (I.O.), si ottiene anche dalla corretta gestione e movimentazione dei rifiuti sanitari, in quanto i rifiuti ospedalieri sono caratterizzati da una notevole presenza di microrganismi opportunisti e/o antibiotico resistenti, capaci di proliferare abbondantemente nel supporto di rifiuti, di contaminare l’ambiente e di trasferire la loro resistenza alla flora batterica nosocomiale.
    La selezione di specie batteriche insensibili agli antibiotici, è un fattore di grave rischio per la salute dei pazienti ricoverati, in particolare in ospedali tecnologicamente avanzati, dove la diffusione delle tecniche diagnostiche e terapeutiche invasive contribuisce notevolmente ad aumentare l’incidenza delle Infezioni Ospedaliere;
    – in letteratura, l’unica modalità certamente dimostrata di trasmissione al personale sanitario, di virus ed altri patogeni per il tramite dei rifiuti ospedalieri, consiste nell’esposizione accidentale ad aghi e taglienti. La percentuale di incidenti che si verificano nella fase di smaltimento non è trascurabile (3% rilevati presso l’Ospedale S. Chiara di Trento). Risulta, quindi, fondamentale, promuovere il corretto utilizzo di contenitori per lo smaltimento di aghi e taglienti e l’adozione di comportamenti che prevengono tali incidenti.

ATTORI DEL MACROPROCESSO

Clienti

Personale delle U.O. / Servizi

È indubbio che il ruolo centrale, svolto all’interno del Processo, è quello di Cliente, anche se interviene in quello di Partner.

Il Personale delle U.O. / Servizi è, infatti, il destinatario “primario” del servizio di gestione e smaltimento dei rifiuti sanitari, in quanto una corretta gestione del rifiuto prodotto, va a incidere direttamente sull’ attività del personale, sotto il profilo della sicurezza sia igienica, sia del luogo di lavoro.

Ove volessimo dare un’interpretazione “estensiva” del concetto di Cliente, si potrebbero considerare anche i degenti come destinatari “cointeressati o secondari”.

Parti interessate (Stakeholders)

Se ne possono individuare due:
1. La Collettività che gravita nell’ambito territoriale dell’Azienda Sanitaria/Ospedaliera, interessata sotto il profilo sia della sicurezza igienico sanitaria, sia del rispetto della tutela ambientale;
2. La Provincia Autonoma di Trento (o la Regione in generale), interessata sia sotto il profilo economico, quale finanziatrice dell’attività dell’Azienda Sanitaria/Ospedaliera (e quindi ad una gestione efficiente ed efficace delle risorse fornite), sia sotto il profilo della programmazione economica e più in generale della definizione della politica di gestione del territorio (nel caso specifico la massa di rifiuti, sanitari e non, derivanti dall’attività dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari, incide nella programmazione a breve medio termine della gestione delle discariche e sul dimensionamento del “progettando” inceneritore).

Partnership

Partner interni (Partnership interna)

1. Nell’ambito dell’organizzazione dell’A.P.S.S., è stato costituito un Gruppo di Lavoro permanente incaricato di coordinare le varie competenze e responsabilità connesse alla gestione dei rifiuti da parte delle strutture aziendali, in quanto l’applicazione della Legge Provinciale istitutiva e del Regolamento interno dell’A.P.S.S. comporta l’attribuzione a diverse articolazioni aziendali (Direzione Cura e Riabilitazione; Direzione Approvvigionamenti, Servizi Generali e Tecnici; Direzione Igiene e Sanità Pubblica; Direzioni Mediche di Presidio) di competenze e responsabilità nell’ambito della gestione delle problematiche relative alla produzione, deposito e smaltimento dei rifiuti, da parte delle varie strutture aziendali. Al fine di coordinare le competenze e responsabilità e di rendere più efficaci, tempestivi e mirati gli interventi sulle strutture di cui sopra, al Gruppo di lavoro sono stati affidati i seguenti compiti:

  • esaminare ed interpretare la normativa vigente in materia di rifiuti e le eventuali modifiche e/o integrazioni della stessa;
  • elaborare linee guida e protocolli applicabili presso le strutture aziendali;
  • effettuare periodiche verifiche in ordine alla corretta applicazione degli adempimenti previsti dalla normativa o dalle linee guida;
  • fornire consulenza e supporto nella predisposizione del Capitolato Speciale d’Appalto, di dichiarazioni e/o certificazioni da parte delle varie Direzioni dell’A.P.S.S. (es. compilazione formulari, registri, M.U.D.).

2. Personale delle D.O. di Degenza / Servizi All’interno del Processo, svolge il ruolo di Partner e di Cliente. Nello specifico, svolge il ruolo di Partner, in quanto partecipa alla fase iniziale del Processo: quella che va dalla produzione del rifiuto al conferimento negli appositi contenitori.

Partner esterni

1. (Partnership contrattuale) Ditte appaltatrici servizi pulizia / sanificazione e raccolta / smaltimento rifiuti sanitari.
Sono quelle che intervengono “materialmente” nel Processo. I rispettivi contratti di appalto, prevedono, infatti, a carico della Ditta appaltatrice del servizio di pulizia e sanificazione, la consegna ai piani dei contenitori riciclabili per Rifiuti Ospedalieri, la raccolta differenziata dei vari tipi di rifiuti ed il trasporto ai punti di stoccaggio, mentre a carico della Ditta appaltatrice del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti sanitari, restano il ritiro, trasporto, conferimento e smaltimento dei rifiuti speciali pericolosi e non, nonché la messa a disposizione di tutti i contenitori riciclabili.
2. (Partnership professionale) Professionisti di A.S.L/A.O., Enti che intervengono nel campo ambientale (es. Agenzia Provinciale Protezione Ambiente per la Provincia di Trento / Agenzia Regionale Protezione Ambiente nelle altre Regioni) e Associazioni Professionali (ad es. Associazione Triveneta Economi e Provveditori), attraverso lo scambio di informazioni, incontri, ecc.

Proprietario del Processo

“L’orientamento decisamente prevalente del giudice di legittimità è nel senso che ai fini della distinzione della responsabilità penale nella U.S.L., al Direttore Sanitario spetta la vigilanza igienico sanitaria, nonché l’organizzazione tecnico sanitaria; al presidente della stessa compete il controllo su tutta l’organizzazione amministrativa e gestionale.

I compiti del Direttore Sanitario sono stati così precisati: il controllo della regolare consegna dei rifiuti ospedalieri nei contenitori prescritti si estende fino al momento dell’effettivo allontanamento dall’area della struttura. Quali che siano le dimensioni del nosocomio e le disponibilità dell’organico, il Direttore Sanitario è responsabile dello scrupoloso controllo di tutto l’iter di raccolta, sterilizzazione, sistemazione nei contenitori, consegna fino all’ allontanamento dall’area di competenza ad opera delle ditte incaricate dello smaltimento, onde evitare operazioni improprie e dispersioni pericolose per la salute e l’ambiente.

Ne consegue che, anche se nell’ambito dell’U.S.L., al Direttore Generale è conferita ex legge, la legale rappresentanza dell’ente ed il predetto, in virtù dell’ampiezza dei suoi compiti di governo dell’azienda, risponde della gestione complessiva della stessa, tuttavia in virtù dell’attribuzione al Direttore Sanitario della direzione dei servizi sanitari a fini organizzativi e igienico sanitari, tra i quali sono ricompresi anche quelli relativi alla gestione dei rifiuti e, più in generale delle immissioni ambientali all’interno della struttura, quest’ultimo, in linea generale, risponde del corretto adempimento degli obblighi ambientali”.

Visto, inoltre, il combinato disposto del D. Lgs. 22/97, del D.P.R. 254/2003 e del D.P.R. 128/69, in base al quale sul Direttore o Responsabile Sanitario della struttura in cui si producono i rifiuti speciali pericolosi e non, ricadono responsabilità civili e/o penali, per mancata o non corretta osservanza delle prescrizioni riguardo a:

  • sorveglianza e rispetto delle disposizioni di cui al D.P.R. 254/2003 “Regolamento recante disciplina della gestione dei rifiuti sanitari a norma dell’art. 24 della legge 31 luglio 2002 n. 179” fermo restando quanto previsto dagli articoli 10 e 51 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, con l’osservanza degli obblighi derivanti dalle disposizioni vigenti in materia di prevenzione incendi;
  • promozione, direzione e coordinamento di tutte le attività atte ad assicurare le indispensabili condizioni igieniche dell’Ospedale al quale è preposto (art. 5 D.P.R. 27/03/ 1969 n. 128), si può affermare che il Proprietario del Processo di gestione e smaltimento dei rifiuti sanitari, è identificabile nella figura del Direttore o Responsabile Sanitario della struttura in cui si producono i rifiuti.

Ciò significa che il Direttore o Responsabile Sanitario, secondo la normativa inerente alle sue funzioni, provvede ad organizzare, regolamentare e controllare, di fatto, le attività di raccolta e smaltimento dei rifiuti, anche mediante l’utilizzo di altre figure professionali che entrano in tale processo.

Tale attività può esplicarsi in diversi modi, ad esempio, mediante:

  • l’emanazione di direttive, ordini di servizio, ecc.
  • l’organizzazione di corsi di aggiornamento rivolti al personale coinvolto nel processo,
  • la delega di funzioni,
  • le attività di vigilanza e controllo sulle funzioni delegate, la definizione di competenze,
  • la definizione di protocolli generali e specifici.

RIDUZIONE DEI COSTI E CONCLUSIONI

La riduzione della spesa è un obbligo stabilito per legge, nonché un obbligo morale. Come si può raggiungere questo obiettivo? Una delle possibili soluzioni, può essere quella di considerare l’intera “problematica rifiuti” alla stregua di un macro processo che interessa trasversalmente tutta l’organizzazione sanitaria.

Attraverso l’analisi organizzativa della propria struttura (anche in questo caso, infatti, non esistono soluzioni universalmente valide), devono essere individuati gli attori e, soprattutto, il proprietario del processo, “regista e motore” dell’intero processo. Compito fondamentale del proprietario del processo (eventualmente coadiuvato, in base alla complessità organizzativa della struttura, da un Gruppo di Lavoro multi disciplinare), al fine del raggiungimento dell’obiettivo, è quello di attivare una partnership forte con le tre componenti sopra indicate.

L’output atteso sarà una riduzione dei costi che, sia pur vista sotto vari profili (ad es.: della razionalizzazione dell’organizzazione interna, della prevenzione e sicurezza degli operatori e degli ambienti di lavoro, dell’impatto ambientale e conseguentemente degli aspetti epidemiologici che possono riguardare la popolazione residente, della programmazione urbanistica, ecc.), avrà anche conseguenze economiche, immediate e non, sia per mancata sopravvenienza di nuovi costi (ad es. aumento premi INAIL, spesa per sostituzione personale od ore straordinarie, spesa farmaceutica derivante da infortuni a personale), sia per la riduzione della spesa di smaltimento, derivante dalla diminuzione dei rifiuti prodotti.