CENTOPIEDI E MILLEPIEDI

Subphylum Myriapoda, questo termine derivante dal greco: myna = diecimila (o myrioi = moltissimi, secondo altri autori) e podos = piedi, è il nome scientifico di una serie di animaletti che non entrano di certo nell’immaginario popolare come esempi di bellezza, grazia o simpatia. E’ vero, l’uomo ha la tendenza ad esagerare, infatti, i miriapodi adulti, vanno da un minimo di 18 ad un massimo di 750 zampe, tuttavia vale la pena conoscere più da vicino questi animali così particolari.

I centopiedi e i millepiedi sono i nomi più comuni per rappresentare due delle classi più importanti in cui si dividono tali animali, rispettivamente Chilopodi e Diplopodi. Ciò che caratterizza queste specie è il possedere  corpo diviso in due parti: il capo e il tronco. Sul capo trovano posto un paio di antenne, gli ocelli (ovvero occhi semplici) e le appendici boccali. Il tronco risulta di forma allungata e diviso in segmenti, ciascuno dei quali possiede una coppia di zampe (centopiedi) o due coppie di zampe (millepiedi). Le zampe sono costituite da 5 articoli. I sessi sono separati e le femmine sono ovipare (tranne per qualche rara eccezione).

Alla schiusa delle uova i nuovi nati hanno un aspetto simile agli adulti e crescono progressivamente attraverso diverse mutazioni fino al raggiungimento dello stadio adulto che coincide con la maturità sessuale. Sono animali terrestri,  notturni e prediligono ambienti umidi e oscuri.

CENTOPIEDI (CHILPODI)

I chilopodi hanno il corpo depresso e la peculiarità più evidente è il possedere un solo paio di zampe per ciascuno dei segmenti del loro corpo. Il numero di zampe è variabile e va  da un minimo di 15 ad un massimo di 191 paia, e, cosa del tutto particolare, questo numero risulta essere sempre dispari, il motivo? Completamente sconosciuto. Le antenne sono filiformi e sensibilmente più lunghe di quelle dei millepiedi.

Le dimensioni dei centopiedi che abitano il nostro paese  da 3 mm a più di 200 mm.  Il loro habitat naturale è costituito prevalentemente da zone boscose e lungo le rive dei fiumi, sotto il fogliame, i sassi, le cortecce e i tronchi caduti, è anche trovarli in altri tipi di  habitat, compresi quelli antropizzati. Piani terra, sotterranei,  luoghi bui e umidi come lavatoi, bagni, cantine, legnaie, box riservano di frequente incontri con tali animaletti come pure serre, parchi e giardini.

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I chilopodi sono predatori, cos dimostrata chiaramente dal primo paio di zampe, quello più vicino al capo, che è evidentemente modificato per questa funzione. Tali appendici, chiamate forcipule, hanno una terminazione a forma di uncino e servono a inoculare il veleno nelle potenziali prede. Possono essere usate anche come arma i difesa.

Le specie presenti in Italia non risultano essere pericolose per l’uomo data la scarsa tossicità del loro veleno che ha infatti un effetto blando. In particolare  la Scolopendra, se disturbata,  può aggredire sia l’uomo che gli animali domestici. Generalmente l’inoculazione del suo veleno, non provoca sintomi di entità rilevante. I più comuni vanno da un possibile bruciore e arrossamento della zona colpita, ad un leggero gonfiore e possibile necrosi superficiale dei tessuti cutanei. In alcuni casi, si sono manifestati vomito, pulsazioni cardiache irregolari, stordimento, cefalea e panico. Sono anche possibili inoltre alcune reazioni allergiche in soggetti sensibili.

Altri esemplari comuni sono:

Scutigera coleoptrata, una specie molto comune, facile da incontrare  anche all’interno di edifici mentre va a caccia di insetti; le sue dimensioni raggiungono i 4 cm ed è dotata di 15 paia di  lunghe zampe piuttosto vistose. Le femmine hanno l’ultimo paio di zampe, molto più lungo delle altre. È una specie piuttosto schiva che reagisce scappando quando è disturbata; pertanto il suo morso è solitamente accidentale e, pur essendo doloroso, non produce effetti gravi, di solito  arrossamento della parte interessata, prurito ed a volte un leggero gonfiore.

Lithobius forficatus, molto diffuso in Europa, di colore castano rossastro, con 15 paia di zampe e lunga 2-3 cm. Anche questa specie è dotata di ghiandole velenifere, tuttavia  è da considerarsi pressoché  innocua. Il suo veleno infatti ha un effetto molto blando e comunque il suo morso è un evento rarissimo in quanto al minimo accenno di pericolo fugge rapidamente in cerca di un nascondiglio sicuro.

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Himantanum gobrielis, è la più grande specie che abita le nostre zone. È di color giallo arancione, può raggiungere la lunghezza di22 cm e possiede ben 177 paia di zampe. E’ facile da trovare lungo le coste del Mediterraneo, sotto sassi, muschio, corteccia. Trova un habitat adatto anche nelle abitazioni o comunque in edifici sotto e dentro i vasi da fiori, negli scantinati, nelle legnaie e in altre zone umide e oscure. È un predatore di insetti e lombrichi.

MILLEPIEDI (DIPLOPODI)

I diplopodi così come suggerisce il nome, (diplo= doppio – podos =piede) hanno due paia di zampe per segmento corporeo, unica eccezione sono i primi 3-4 segmenti. I millepiedi detengono il record nel regno animale per il numero di zampe ed il primatista mondiale risulta Il lacme plenipes dell’ordine Siphonophorida. Vive in California ed ha 750 zampe. La maggior parte dei millepiedi comunque ha  “solamente” 200 piedi.

La lunghezza dei millepiedi in Italia varia da un minimo di 10 ad un massimo di circa 50 mm. Il corpo può essere di tre forme convesso, cilindrico o depresso. Il sistema di difesa di tali animali consiste nel arrotolarsi a spirale ed emettere grazie a specifiche ghiandole una secrezione repellente o tossica. Le antenne sono più corte rispetto a quelle dei centopiedi.

I millepiedi si nutrono di detriti vegetali. Prediligono ambienti umidi e ricchi di humus pertanto si trovano comunemente sotto il fogliame, nel terreno al di sotto di pietre e tronchi, nel legname marcio. Si sono registrate a volte delle vere e proprie “esplosioni demografiche” di millepiedi. Ad esempio in Giappone, Francia Germania e Ungheria vi sono state vere e proprie invasioni di millepiedi al punto da dover bloccare persino la circolazione ferroviaria. I millepiedi che abitano le nostre zone non risultano pericolosi per l’uomo, lo sono invece per le piante, possono infatti provocare danni alle radici di piante ornamentali in parchi, giardini o in vaso.

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La loro  penetrazione negli edifici può avvenire sia direttamente, quando sono alla ricerca di un microclima adatto alla loro sopravvivenza, sia indirettamente tramite l’introduzione materiale già infestato come terriccio, pacciame (corteccia di pino) piante in vaso o legname da ardere. Sono animali relativamente longevi, possono arrivare a volte  oltre i sette anni di età.

I millepiedi più comuni sono:

Glomeridae, con un corpo corto convesso e cilindrico diviso in 11-12 segmenti. Facili da scambiare con i porcellini di terra dato che si richiudono a palla per difendersi dai predatori ed altri pericoli.

Gli Julidae hanno una struttura che li rende adatti a scavare e penetrare nel terreno infatti hanno un corpo  lungo (con almeno 40 segmenti) cilindrico e con le zampe  molto corte e potenti. Toccati si difendono arrotolandosi su se stessi a spirale ed emettendo un liquido giallastro nauseabondo. Il loro sviluppo avviene nel terreno dei giardini e possono  penetrare nei piani bassi o nei sotterranei delle abitazioni. Anche l’introduzione di materiale infestato può causare la loro presenza indesiderata.

Iulide Ommotoiulus morelleti, originario della penisola iberica e stato introdotto accidentalmente anche in Australia. Fortunatamente non ancora presente in Italia, è spesso causa di infestazioni per la sua particolare fototropia che attrae numerosi esemplari negli edifici illuminati.

I Polidesmidae hanno un corpo piatto, di solito con 20 segmenti. Anch’essi possono, con le stesse metodiche degli altri millepiedi penetrare negli edifici.