CHI INQUINA PAGA

La normativa contenuta nella Parte VI del D.Lgs, n. 152/2006 (art 174 Trattato CE) e l’applicazione della responsabilità civile per danno ambientale (art. 18 Legge n. 349/1986) richiedono alle imprese un nuovo approccio e soprattutto una nuova mentalità nell’affrontare il problema. Si tratta quindi di approntare un diversa operatività gestionale, perché le aziende devono essere in grado di mettere in atto tutte le azioni possibili sul piano scientifico, tecnico, economico e giuridico – per prevenire il danno ambientale e, nel caso in cui si verificasse, affrontarlo e gestirlo con competenza, in linea con ciò che afferma la nuova disciplina.

QUALI SONO GLI OBBLIGHI

Che cosa deve fare allora un’impresa? Vi sono tre approcci diversi, nei tre differenti casi, che comprendono la valutazione di un potenziale rischio, il caso di un rischio – accertato con gli strumenti a disposizione – prossimo ad accadere, e quando l’evento si è verificato.

Innanzitutto, nel momento in cui si prevedono pericoli per la salute umana e l’ambiente (anche se si tratta solo di “potenziali” pericoli), l’azienda è tenuta a informare “senza indugio” le autorità locali e il Prefetto, anche se non è stata ancora provata scientificamente la certezza del rischio.

Qualora vi sia invece una minaccia imminente di danno ambientale, cioè “il rischio sufficientemente probabile che stia per verificarsi uno specifico danno ambientale”, un rischio valutato tecnicamente e scientificamente, entro 24 ore (e a proprie spese), l’impresa, dopo avere informato gli enti territoriali e il Prefetto, deve adottare misure di prevenzione e sicurezza; l’omissione della comunicazione comporta una sanzione dai 1000 ai 3000 euro per ogni giorno di ritardo.

Se il danno ambientale si è gia verificato, l’azienda deve (sempre a proprie spese) adottare tutte le iniziative per controllare, circoscrivere ed eliminare il danno. Allo stesso tempo, devono sottoporre al Ministero dell’Ambiente le possibilità di riparazione e di ripristino (secondo l’Allegato 3, ParteVI, D.Lgs. 152/2006).

UN APPROCCIO DIVERSO

È un impegno non da poco, quello che viene richiesto alle aziende, e significa affrontare il tema del rischio e dell’eventuale danno ambientale considerando globalmente le competenze, sia nell’attuare tutte le possibili misure di prevenzione, sia per una tempestiva gestione del danno, quando venga a manifestarsi e, quindi, nella sua “riparazione”.

Tutto ciò presuppone di essere in possesso degli strumenti adatti – tecnico scientifici – uniti a un’adeguata preparazione amministrativa gestionale. Si tratta cioè di creare e diffondere la cultura del “crisis management” che, come sempre quando si parla di “cultura”, significa aprirsi a un orizzonte più ampio, acquisire nuove conoscenze e capacità, affrontare nuove responsabilità con rinnovata consapevolezza. In aiuto possono anche venire i Sistemi di gestione Ambientale (Iso 140001 ed EMAS), che rappresentano uno strumento ideale per integrare gli aspetti relativi alla gestione del rischio ambientale, per quanto riguarda il controllo dei rischi ambientali e la sostituzione di un sistema organizzato di controllo e gestione integrativo.

PREVENZIONE E CONTROLLO

Se, come è ovvio, il rischio non può essere eliminato dalle imprese umane, tuttavia si può limitare ed è possibile attuare misure di prevenzione e di controllo che possano evitare il verificarsi di eventi sfavorevoli, ma, nel caso questi accadessero, limitare i danni e correre ai ripari in maniera efficace e tempestiva: per questo è necessario che l’impresa attivi le proprie risorse e utilizzi adeguatamente gli strumenti a sua disposizione, in una logica di prevenzione.

La valutazione tecnica del rischio consente di identificare, in un processo, le attività che presentano la maggiore probabilità di produrre un danno ambientale e misurarlo; la valutazione gestionale è importante nell’identificare e verificare le modalità operative in cui si svolgono le attività che possono presentare un rischio ambientale, identificare i possibili miglioramenti, mettere in atto gli idonei sistemi di controllo.

ASSICURARSI: UN IMPEGNO E UN AIUTO

Avere una valutazione economica precisa e accurata di ciò che possono venire a costare all’azienda i danni ambientali connessi al rischio a cui è esposta l’impresa è il primo passo necessario, a cui segue il confronto di questi con i costi necessari per la prevenzione ed eventualmente valutare come e in quale misura ricorrere agli strumenti assicurativi a disposizione degli operatori del settore. Infatti, il mercato assicurativo offre la possibilità di ampliare la copertura, e la normativa (art, 14, direttiva 2004/35/CE) lo richiede specificatamente: in questo caso, cioè considerando l’impegno con un’assicurazione, le risorse economiche che l’impresa deve prevedere a accantonare per ripristinare le conseguenze dei danni ambientali si riducono in maniera sensibile.

In conclusione, gli strumenti per un’adeguata gestione del danno ambientale nella sua più ampia accezione – dalla prevenzione al controllo alla gestione degli effetti – ci sono, le valutazioni economiche sono volte a considerare le soluzioni più aperte:tutto questo porta a richiedere alle aziende un management evoluto, non una strada preferenziale, ma una strada “obbligata” per meglio operare. Nei confronti propri e – dal piccolo al grande, con l’impegno di tutti – dell’intero pianeta.