Gli Enti di erogazione di energia forniscono il loro sevizio sul territorio attraverso una rete di distribuzione elettrica realizzata e/o gestita da Loro stessi ed il contatore elettrico corrisponde al punto di consegna dell’elettricità all’utente che ne fa uso. Da esso l’ELETTRICISTA predispone i cavidotti che arrivano al quadro elettrico in cui ci sono i vari interruttori di protezione, sezionamento e/o di manovra che sono a monte delle linee interne dell’utente gestite dal quadro elettrico generale.

In Europa e quindi in Italia, l’energia è fornita a 230 volt e 400 volt. Per le unità abitative (utenza domestica, professionale, associazioni, circoli, etc) in tensione di 230 volt (cosiddetta vecchia corrente a 220) chiamata anche monofase perchè fornita da due conduttori (fili): fase e neutro. Per le attività del settore dell’industria (artigianato, scuole, culto, uffici, magazzini, etc) la corrente può essere fornita a 400 volt di tensione (cosiddetta vecchia corrente a 380) chiamata anche trifase perchè fornita da quattro conduttori (fili): tre fasi ed un neutro.

L’energia elettrica ha un costo di produzione pertanto il contatore elettrico, fornito dall’Ente erogatore è uno strumento di misurazione dei consumi ed in base all’applicazione delle tariffe regolamentate dall’Autorità dell’energia si stabiliscono i costi (la bolletta) dell’utente. Il contatore elettrico viene fornito, per concedere una prestabilita quantità di energia, tramite un contratto, che per una normale utenza domestica generalmente corrisponde a 3Kwh (la potenza massima di energia fornita e/o disponibile per tre ore) ed è anche detto contatore elettrico monofase. Quando il contatore elettrico serve per fornire energia elettrica ad attività di carattere industriale è chiamato trifase. 

Quali sono i problemi derivanti dal contatore elettrico? Quali sono le soluzioni ai problemi?

Il problema principale che deriva dal contatore elettrico è quello che potrebbe disattivarsi automaticamente "staccarsi" perchè esso funziona anche come limitatore. Naturalmente questo è un problema che non necessita l’intervento dell’ELETTRICISTA, nè di controllo a vista ma semplicemente usando buon senso. Infatti una volta fatto il contratto con l’Ente fornitore di servizio (per esempio nel caso di uso domestico di 3Kwh), l’utente deve fare uso di energia (consumare o assorbire corrente) rimanendo nei limiti contrattuali.

Potrebbe succedere altrimenti che se gli elettrodomestici funzionano tutti insieme e l’assorbimento di energia è superiore del 10% i termini contrattuali, il contatore elettrico scatta. Con l’introduzione del contatore elettrico di tipo elettronico al posto di quello elettromeccanico (nel caso di contratto per uso domestico di 3Kwh) le Associazioni dei consumatori hanno fatto un accordo che prevede la possibilità da parte dell’utente di assorbire fino a 4Kw per circa tre ore ed il contatore elettrico scatta solo se l’assorbimento di corrente supera i 4 Kw per due minuti.

Si rammenta che il contatore elettrico non è uno strumento di protezione o di sicurezza, non si deve manomettere e/o alterarne il normale funzionamento costituisce un reato.