La presa è il dispositivo che tramite il circuito formato da due conduttori, se essa è monofase, rende disponibile la corrente per un eventuale utilizzatore. La presa infatti così come siamo abituati ad osservarla presenta a vista tre "feritoie"-"buchi", di cui due all’estremità (conduttori fase e/o neutro del circuito), una al centro (conduttore di terra) e questi alloggiamenti in gergo sono anche chiamati "femmina". Dall’unione delle due "feritoie"-"buchi", tramite una spina, in pratica si chiude il circuito il quale si "estende", si "prolunga" attraverso l’utilizzatore quando esso si attiva. L’ELETTRICISTA può installare la presa incassata nel muro dopo che si è realizzata una apposita canalizzazione sotto traccia e predisposta una scatola per il suo alloggiamento oppure esternamente tramite canalina e scatola fissate sovrapposte alle pareti.

La spina come sopra indicato è il punto estremo di un utilizzatore che in sostanza funziona come un interruttore perchè quando si inserisce nella presa (per questo in gergo la spina funge da maschio) connette il circuito e lo attiva a favore del funzionamento dell’utilizzatore; quando si estrae apre il circuito e disattiva il flusso di energia elettrica nonchè l’utilizzatore. Per la sua funzionalità anche nella spina necessariamente ci sono i tre conduttori (estensione del circuito) due collegati ai pirulini esterni (fase e/o neutro), il terzo al pirulino centrale corrispondente al conduttore di terra.

Le tipologie di presa e spina con le relative caratteristiche tecniche possono essere elencate così come di seguito:

  • Tipo "1" da 10 A 
  • Tipo "2" da 16 A
  • Tipo "3" da 10 A e 16 A (bipasso)
  • Tipo "4" da 10 A e 16 A (schuko)
  • Tipo "5" Industriale 

Considerato che una presa è "terminale" ad un circuito elettrico, che la spina è il mezzo che porta energia ad un utilizzatore e che a monte ci sono dei conduttori e un interruttore di sezionamento e protezione, tutti questi componenti dell’impianto elettrico devono essere proporzionati e quindi l’ELETTRICISTA li assembla nel rispetto della normativa tecnica e di sicurezza vigente. Il "numero" con la lettera "A" fa riferimento al grado di protezione che ha l’interruttore in virtù dell’uso massimo di corrente che si fa con il circuito da esso protetto. Infatti la lettera "A" è il simbolo che rappresenta l’unità di misura dell’intensità di corrente (Ampere). Quando il circuito è protetto da un interruttore da 10 ampere significa che può resistere fino all’uso di corrente con potenza massima di circa 2000 watt. Quando il circuito è protetto da un interruttore da 16 ampere significa che può resistere fino all’uso di corrente con potenza massima di circa 3500 watt.

Quando abbiamo una presa del Tipo "1" da 10 A essa è alimentata da conduttori da 1,50mmq, protetta da un interruttore da 10 ampere e ad essa non si può collegare una spina da 10 ampere che attiva un utilizzatore con una potenza oltre i 2000 watt (per esempio tramite degli adattatori) altrimenti il circuito va in sovraccarico e per prolungato uso anche in corto.

Quando abbiamo una presa del Tipo "2" da 16 A essa è alimentata da conduttori da 2,50mmq, protetta da un interruttore da 16 ampere e ad essa si può collegare una spina da 16 ampere che attiva un utilizzatore con una potenza oltre i 2000 watt e fino a 3500 watt ma non oltre altrimenti il circuito va in sovraccarico.

Quando abbiamo una presa del Tipo "3" da 16 A (bipasso) essa è alimentata da conduttori da 2,50mmq, protetta da un interruttore da 16 ampere e ad essa si può collegare sia una spina da 10 ampere sia da 16 ampere.

Quando abbiamo una presa del Tipo "4" (schuko), denominata anche "tedesca" le sue caratteristiche tecniche sono simili al Tipo "2" con la differenza che la presa è sprovvista di "foro"-"buco" centrale perchè i contatti per la terra sono esterni e posti a lato dove si connette la spina. Per inserire una spina classica "italiana" nella presa di tipo tedesca (schuko) potrebbe essere necessario un adattatore ed è così anche se si dovesse utilizzare una spina tipo tedesca (schuko) per una presa "italiana".  

Quando abbiamo una presa del Tipo "5" Industriale non siamo più nelle circostanze di un ambiente "domestico" e/o di abitazione, questa è un tipo di presa speciale utilizzata per condizioni più estreme come potrebbe esserlo quella industriale e/o di cantiere (sono particolarmente distinguibili dal loro colore azzurro). Essa è progettata per sopportare azioni meccaniche di un certo tipo, per resistere agli agenti atmosferici e di aggressività chimica così da garantire standards di sicurezza nel rispetto delle normative. La spina è conformata al sistema di aggancio della presa ed eccezionalmente altre spine si possono collegare solo tramite adattatori speciali.

In questo ambito c’è anche la presa e spina industriale trifase per gli utilizzatori che vanno a corrente a 400 volt (sono particolarmente distinguibili dal loro colore rosso). La presa e spina industriale trifase, può avere tre fasi + un neutro e la terra (3P+N+T) oppure tre fasi + la terra (3P+T) in base alle macchine che avviano con o senza il conduttore neutro.

Quali sono i problemi derivanti dalla presa e spina? Quali sono le soluzioni ai problemi?

La presa più che la spina può essere fonte di pericolo (scossa elettrica) se si dovesse introdurre in uno delle "feritoie"-"buchi" corrispondente alla fase un oggetto di metallo. Per scongiurare questa eventualità, soprattutto se in casa ci possono essere dei bambini, l’ELETTRICISTA può installare delle prese che all’interno delle "feritoie"-"buchi" hanno un’asola elastica di chiusura che permette la connessione elettrica solo se si inserisce una spina compatibile.

La presa può essere un punto debole se si dovesse sovraccaricare con più utilizzatori tramite gli adattatori. E’ vero che gli adattatori possono favorire l’uso di alcuni elettrodomestici contemporaneamente ma l’eccessivo assorbimento e la "moltiplicazione di contatti" (maschio-femmina) che si formano creano instabilità nei contatti, conseguente riscaldamento per effetto joule dei componenti (presa-adattatore-spine) l’usura delle parti isolanti degli stessi e conseguente corto circuito. 

La spina invece potrebbe creare inconvenienti se fosse ad esempio del Tipo "1" da 10 A al servizio di un potente utilizzatore (stufa, scaldabagno, forno, etc) in questo caso l’ELETTRICISTA deve sostituirla con il Tipo "2" da 16 A immediatamente, altrimenti potrebbe fondersi per l’eccessiva potenza di assorbimento dell’utilizzatore.