Raccordo a 5 vieOltre ai tubi in materiale sintetico del tipo Geberit, è possibile utilizzare i tubi rigidi fabbricati in PVC (cloruro di polivinile).

I tubi in PVC possono essere uniti tra loro mediante giunti a compressione, manicotti con saldatura a solvente oppure giunti ad anello; per le condutture dell’acqua fredda le giunzioni a solvente sono l’ideale, mentre per le tubazioni di scarico e di fognatura i tre metodi sono spesso utilizzati contemporaneamente.

I giunti a compressione sono utilizzati per sifoni e saldature a solvente per tubi di scarico di piccolo diametro; i giunti anulari sono utilizzati per scarichi e tubi di scolo di grande diametro. I giunti a compressione per il PVC sono uguali a quelli utilizzati per i tubi in rame, sono fabbricati in PVC e contengono un anello di gomma al posto dell’oliva di rame dolce.

Giunti con saldatura a solvente

Dopo aver tagliato le due estremità dei tubi da collegare, e aver eliminato con una lima le sbavature, si strofinano con carta vetrata le superfici esterne dei tubi e la parte interna del manicotto di giunzione, per rendere ruvida l’area su cui sarà applicato il solvente.

Si passa quindi uno straccio bagnato nell’alcool per togliere la polvere di carteggiatura e per eliminare l’eventuale grasso.
A questo punto si applica con un pennello l’apposito solvente avendo cura di coprire in modo uniforme sia le estremità dei tubi sia l’interno del manicotto: infine si introducono i due tubi da unire nel manicotto, spingendo a fondo e ruotandoli leggermente.

Si tiene fermo il tutto per 20 secondi in modo da consentire al solvente di fondere insieme tubi e manicotto. Dopo 3 minuti la saldatura è completata in modo irreversibile: per sicurezza è conveniente utilizzare la giunzione dopo 24 ore.

Non usare giunzioni con manicotti a solvente per le tubature dell’acqua calda.

Giunti anulari

Permettono di effettuare giunzioni anche nelle tubazioni per l’acqua calda, poiché consentono
di assorbire le dilatazioni termiche. Il giunto anulare è formato da un manicotto in PVC simile per metà a quelli “a solvente”; per l’altra metà è invece un poco più lungo e contiene un anello di gomma resistente al calore e alle sostanze corrosive. Giunto

Dopo aver fissato la metà più corta del manicotto su uno dei due tubi da collegare, si smussa con una lima, o meglio con una raspa, l’estremità del secondo tubo per un tratto di 10 centimetri. Si introduce questa estremità a fondo nel manicotto e si segna con un pennarello la lunghezza della parte infilata.

Si estrae quindi il tubo, si traccia una seconda linea a 10 millimetri da quella segnata precedentemente (verso l’estremità da introdurre) e dopo aver inserito nel manicotto lo specifico anello in gomma, si unge con paraffina e si infila il tubo, spingendolo soltanto fino al punto indicato dalla seconda linea di pennarello: in tal modo rimarrà all’interno del giunto uno spazio libero di 10 mm, così da assorbire le dilatazioni dovute alla temperatura dell’acqua calda.

Le misure dei manicotti reperibili in commercio non sono molto precise, ma l’eventuale gioco tra i giunti e le estremità filettate dei tubi può essere eliminato facilmente, interponendo del nastro di teflon® oppure un po’ di canapa impregnata di mastice sigillante. In questo modo vengono eliminate le eventuali perdite d’acqua.

GUARNIRE UNA FILETTATURA

GuarnizioneEsistono due prodotti principali per guarnire una filettatura: la canapa, associata a una pasta detta “pasta verde”, o il nastro di teflon®.
Per fare una guarnizione bisogna sapere distinguere una filettatura destra da una sinistra.

La filettatura è sinistra quando si avvita verso sinistra, ossia in senso antiorario. Al contrario si dice destra quando si avvita in senso orario (sono proprio queste le più diffuse).

GUARNIRE IN CANAPA

Bisogna sfilare dalla matassa della canapa la quantità sufficiente per effettuare la guarnizione e iniziare ad avvolgerla, dall’inizio della filettatura, nello stesso verso di quest’ultima, sovrapponendola e mantenendola in tiro, fino all’estremo opposto della filettatura stessa. Dopo avere posto la canapa, bisogna spalmare in modo uniforme la pasta verde su tutta la guarnizione. L’operazione è così terminata.

GUARNIRE IN TEFLON®

Il teflon® è un materiale plastico con ottime caratteristiche di resistenza meccanica ed è un isolante termico ed elettrico. Per l’uso idraulico lo si trova in commercio sotto forma di nastro sottile avvolto in piccoli rotoli. Come nella guarnitura precedente, si comincia ad avvolgere il teflon® dall’inizio della filettatura e nel verso della stessa. Sovrapporre più passate di teflon® e avanzare con gradualità, fino a giungere al termine della filettatura. La quantità di teflon® necessaria cambia in base al diametro del tubo.

GIUNTI PER TUBI
IN ACCIAIO INOSSINABILE

Esistono in commercio anche giunti a compressione in acciaio inossidabile per il collegamento di tubi fabbricati con lo stesso materiale. Si montano nello stesso modo descritto per i tubi in rame, con la sola differenza che, in questo caso, occorre serrare i dadi a cappello con maggior forza per ottenere una perfetta chiusura stagna.

TUBAZIONI GELATE

Manicotto

Quando una casa non è abitata durante l’inverno, è opportuno scaricare, attraverso l’apposita valvola, l’impianto idraulico così da evitare che l’acqua contenuta nei tubi possa gelare e, aumentando di volume, danneggi le tubature, il boiler o la stessa caldaia.

Per svuotare l’impianto si chiude la valvola generale d’intercettazione, posta subito dopo il contatore dell’acqua.
Si svuota quindi l’impianto aprendo il rubinetto di scarico (la valvola di scarico) posto dopo la saracinesca di intercettazione: per accelerare l’operazione basta aprire un rubinetto della cucina o del bagno.

Se durante l’inverno la casa è abitata saltuariamente è possibile evitare l’operazione di svuotamento: in questo caso, quando si prevede un periodo di gelo intenso, è sufficiente aprire un poco i rubinetti e lasciarli sgocciolare.

Quando l’acqua scorre, anche se di poco, non ha il tempo di ghiacciare nelle tubazioni. Può tuttavia capitare che l’acqua ghiacci in qualche parte delle tubazioni maggiormente esposte al freddo, di solito quelle non murate.

Bisogna provvedere tempestivamente a scaldare il tubo gelato: con i tubi in ferro si può adoperare un normale saldatore a butano, passando oculatamente la fiamma lungo la tubazione laddove si è formato il ghiaccio. In alternativa si applica al tubo uno straccio spugnoso sopra il quale si versa acqua bollente a più riprese. Anche un asciugacapelli è utile, ma il riscaldamento del tubo in questo caso è sensibilmente più lento.

In tutti questi casi è bene cominciare a riscaldare il tubo partendo dal punto più vicino al rubinetto, allontanandosi quindi nella direzione del tubo; per verificare lo scongelamento si apre il rubinetto più vicino alla zona gelata.