PARLIAMO DI GRES PORCELLANATO

MATERIALE RESISTENTE, COMPATTO E CON BASSO ASSORBIMENTO IDRICO, IL GRÈS PORCELLANATO RICHIEDE TUTTAVIA ACCORGIMENTI PER MANTENERE NEL TEMPO LE SUE QUALITÀ E LA SUA BELLEZZA.

Il gres porcellanato è un materiale ceramico artificiale a base di argille, normalmente privo di smalti di copertura, durissimo, compatto e con assorbimento idrico molto basso: resta il più duraturo e meno vulnerabile rivestimento lapideo artificiale e ottimo sostituto dei lapidei naturali (marmi, graniti, pietre) per la facilità di gestione e per il costo più contenuti.

I tipi di sporco più comunemente rilevabili sul grès porcellanato grezzo è un lento ingrigimento diffuso e/o localizzato, secondo la finitura della superficie a vista della piastrella, difficilmente asportabile con i comuni detergenti. Sul grès porcellanato lucidato, invece, si possono trovare macchie e alonature perimetrali, soprattutto a seguito dell’impiego di biacche intensamente pigmentate per il riempimento delle fughe, difficilmente asportabili con detergenti acidi convenzionali; macchie organiche connesse con il tipo di ambiente in cui è collocato il pavimento: caffè, vino, verdure, sostanze grasse.

Nei saloni per auto è frequente l’impronta lasciata dai battistrada di pneumatici nuovi, anche queste macchie non sempre sono asportabili con i comuni detergenti; tracce di impronte e opacizzazioni dopo la pulizia quotidiana o frequente.

LA PULIZIA

Per il grès porcellanato grezzo un normale detergente per superfici dure è spesso insufficiente allo scopo, perché non riesce a penetrare attraverso i microscopici orifizi e a emulsionare tutto lo sporco. E’ quindi necessario che il detergente sia sinergizzato da un solvente che lo veicoli nelle minuscole porosità e ne potenzi l’emulsionamento, così da asportare la causa dell’ombreggiatura grigiastra.

Inoltre, fra le componenti dello sporco che causa l’ingrigimento vi sono anche particelle di polvere e calcare, che occorre trattare con un principio attivo di natura acida che le distrugga reattivamente. Pertanto, per la pulizia dell’ingrigimento e l’igienizzazione di questo materiale così duro e compatto è bene utilizzare frequentemente detergenti sinterizzati con opportuni solventi e igienizzanti, e saltuariamente detergenti complessi con funzione mista – solvente e acida – ben bilanciata, ad azione mirata.

GRES PORCELLANATO LEVIGATO

Il grès porcellanato levigato o lucidato è il risultato di un processo di abrasione dell’originale grès porcellanato grezzo, con il quale è stata asportata la parte più compatta della crosta superficiale, formatasi per fusione alle alte temperature di cottura delle terre di composizione, rendendo così la mattonella liscia, lucida e riflettente. Con questo processo di abrasione si allargano le microporosità del grès porcellanato, provocando così, in superficie, orifizi più larghi attraverso cui è possibile la penetrazione di molecole e particelle che macchiano la piastrella.

Con analoga dinamica di formazione e aggancio, si creano le macchie organiche che nascono in ambienti domestici. Di fatto però il grés porcellanato lucidato, più macchiabile perché più vulnerabile, allo stesso tempo è anche più “proteggibile” di quello grezzo, proprio perché negli orifizi più larghi creati dalla lucidatura si possono far penetrare efficaci trattamenti protettivi, che impediranno poi l’ingresso delle sostanze macchianti o comunque il loro aggancio, consentendone l’efficace asportazione con detergenti speciali a funzione solvente-acida.

Queste “sostanze-barriera” devono però essere inattaccabili e soprattutto utilizzate al momento opportuno. In questo senso un’efficace protezione può essere fatta anche in cantiere dopo la posa, ma prima della boiaccatura, e ripetuta dopo puliture straordinarie. Perciò, mai come in questo caso vale la regola “meglio prevenire che curare”, impiegando i già citati “protettivi-barriera”, chiamati anche “protettivi-sacrificali”. Questi, infatti, vanno utilizzati prima della boiaccatura per permettere poi la facile e integrale asportazione delle eventuali sostanze colorate penetrate e per ridurre la sporcabilità successiva, così da facilitare la pulizia mediante la manutenzione ordinaria.

METODI DI PULITURA

Per quanto concerne la manutenzione di fondo e quella conservativa è necessario impiegare un prodotto specifico e un corretto sistema di pulizia. A questo proposito è consigliabile l’utilizzo di buon detergente alcalino con pH 13-14 che abbia le seguenti caratteristiche: elevato potere bagnante; elevato potere distaccante dello sporco; elevato potere sospensivante; bassa quantità di schiuma; assenza di residuo untuoso.

Per quanto riguarda l’equipaggiamento è a tutti noto che l’efficienza dell’azione meccanica e dell’aspirazione sono condizioni indispensabili per una efficace azione pulente, quindi con l’impiego di una lavasciuga occorre controllare con attenzione l’efficienza dell’aspirazione e lo stato d’usura dello squeegee, mentre nel caso di utilizzo di una monospazzola è importante abbinare sempre un buon aspiralquidi.

I migliori risultati si ottengono utilizzando dischi, meglio se morbidi o preferibilmente quelli in microfbra. Il disco in microfibra svolge prevalentemente due funzioni: svolge un’azione meccanica in profondità, che coadiuva l’azione chimica e favorisce la completa estrazione della soluzione lavante e dello sporco. Per ottenere il massimo risultato e non ridurre l’efficacia del disco in microfibra è sempre consigliabile non bagnare eccessivamente la superficie.

COME PROCEDERE

La procedura da seguire è relativamente semplice:

  • distribuire con un atomizzatore in modo uniforme sul pavimento il prodotto impregnante e non filmogeno;
  • lasciare asciugare bene;
  • passare con la monospazzola munita in lana d’acciaio o altro disco, tipo il verde, per asportare eventuali residui di prodotto non penetrati nelle porosità.

La migliore delle prevenzioni resta comunque sempre il corretto sistema di pulizia giornaliera con dischi in microfibra, asciugatura con aspirazione e un detergente specifico senza residuo a basse diluizioni.