IL TRATTAMENTO ANTISCIVOLO

L’attrito, come sanno bene gli studenti di fisica, è una forza non conservativa, cioè è una forza che dissipa energia nelle sue varie forme. L’attrito, pur essendo vissuto come un fenomeno negativo perché è quella forza che ci fa consumare energia, nella realtà è un fattore molto importante. Senza attrito, ad esempio, le nostre automobili non riuscirebbero a rimanere su strada, gli aerei non avrebbero portanza, e così via. Dal punto di vista fisico si parla di attrito statico e di attrito dinamico.

Il primo rappresenta la forza che si deve vincere per mettere in movimento un corpo, l’altro è la forza minima che serve per mantenerlo in movimento. L’attrito statico è sempre superiore all’attrito dinamico, ed è inoltre quello che dobbiamo prendere in considerazione quando si parla di scivolosità delle superfici. In laboratorio il coefficiente di attrito statico si determina appoggiando un corpo su un piano inclinato e misurando l’angolo di inclinazione, con il quale il corpo si mette in movimento. Il coefficiente di attrito statico corrisponde alla tangente trigonometrica dell’angolo di inclinazione.

Si comprende, da questa formula che il coefficiente d’attrito è un numero puro, cioè un fattore adimensionale che non ha una unità di misura. Nella pratica quotidiana il dinamometro ci permette di calcolare il coefficiente di attrito statico. Dopo aver appoggiato il dinamometro, sulla superficie, si applica una tensione al cavo che si collega allo strumento e quando il blocco si muove, la lancetta esprime il coefficiente di attrito statico che si è dovuto vincere per mettere in movimento il corpo. Altra cosa importante: il coefficiente di attrito diminuisce in presenza di acqua e su superfici bagnate.

PERCHE’ SI SCIVOLA

Cerchiamo adesso di capire a cosa corrisponde nella realtà l’angolo di inclinazione e il coefficiente di attrito; in buona sostanza quali sono le condizioni che portano le persone a cadere.

L’angolo di inclinazione corrisponde, con buona approssimazione, all’angolo che si forma tra la gamba destra e la sinistra quando siamo in movimento. Studiando l’andamento dei valore della tangente dell’angolo di inclinazione si nota che il valore di tg di 0° è zero; con l’aumentare dell’angolo aumenta anche il valore della tangente. (tab I )

Questo significa che se siamo su una superficie e scivoliamo anche se siamo fermi, l’angolo tra le nostre anche misurerà 0°, il coefficiente di attrito sarà ugualmente 0, pertanto siamo su una superficie estremamente scivolosa, come nel caso di una pista di ghiaccio o di un pavimento con una soluzione decerante.

Alcune ricerche eseguite negli Stati Uniti hanno rilevato che l’angolo che si forma tra le anche nella normale deambulazione non supera statisticamente i 27°. Questo significa che difficilmente, quando camminiamo, divarichiamo le gambe con angoli superiori a 27°. Sempre negli USA è stata messa a punto una normativa che definisce i criteri con i quali stabilire quando le pavimentazioni sono scivolose e quindi non sicure per il traffico pedonale. La norma ASTM D 2047-93 stabilisce che le pavimentazioni si definiscono sicure quando superano i valori indicati nella tabella sottostante in condizioni bagnate.

I TEMPI

In commercio sono disponibili diversi sistemi per rendere le superfici sicure. Tutti producono un irruvidimento pur differendo tra loro sul modo in cui ottenere una superficie più scabra. Esistono fondamentalmente tre modi per rendere la superficie più ruvida:
1) applicazione di prodotti che si attaccano alla superficie (strisce ruvide e colloidi);
2) composti che aggrediscono lo smalto silicatico (nel caso di piastrelle ceramiche) come l’acido fluoridrico;
3) sistemi che utilizzano reazioni chimiche che impoveriscono lo smalto superficiale.

PREPARAZIONE DEL PRODOTTO ANTISCIVOLO

Quando si esegue un trattamento antiscivolo è molto importante tenere in considerazione il fattore tempo: se devo trattare un piatto doccia oppure un bordo piscina, il tempo di reazione è molto importante.

Nel caso del piatto doccia posso anche utilizzare un prodotto con tempi di reazione molto brevi, cioè intorno ai 30 minuti. Ma quando devo trattare superfici molto vaste, come un bordo piscina, è più importante utilizzare un prodotto a lungo tempo di reazione per avere la possibilità di ottenere un risultato omogeneo su tutta la superficie.

I METODI DI TRATTAMENTO

Il trattamento vero e proprio deve essere sempre preceduto da una operazione di pulizia di fondo della superficie che può essere eseguita con un prodotto disincrostante acido. Questo lavaggio serve a rimuovere la polvere, lo sporco e le incrostazioni dal pavimento e a permettere un contatto diretto tra prodotto antiscivolo e superficie.

Il prodotto da trattamento si irrora direttamente sulla superficie per mezzo di un atomizzatore e si lascia agire per un tempo sufficiente ad ottenere il grado di attrito considerato sicuro. In questa fase il lavoro degli operatori è quello di mantenere la superficie costantemente e uniformemente bagnata per ottenere un risultato omogeneo e uniforme.

Dopo essersi accertati del grado di attrito raggiunto, si neutralizza il prodotto da trattamento con un opportuno neutralizzante applicato sempre per irrorazione e si risciacqua la superficie accuratamente. Alla fine si controllano a campione sulla pavimentazione i valori di attrito statico ottenuti utilizzando lo Slipmeter. Si può anche redigere una relazione con i valori rilevati prima e dopo il trattamento da consegnare al nostro cliente.

PER CONCLUDERE

In Italia non esiste una normativa che definisca puntualmente quando una superficie si può definire sicura; è comunque vigente la Legge 626/94 che all’art. 33 recita che i pavimenti devono essere (genericamente) antisdrucciolevoli. Tuttavia la domanda di pavimenti con proprietà antiscivolo è in continua crescita. Questa richiesta è associata anche al generale e favorevole andamento delle vendite di piastrelle di gres porcellanato che stanno conquistando quote di mercato a scapito di altri materiali.

Inoltre i processi produttivi sono orientati a produrre piastrelle con una vetrificazione della superficie molto spinta e quindi molto più scivolosa. Il trattamento antiscivolo è richiesto in tutte quelle zone ad alto traffico in presenza di superfici bagnate. Caso classico appunto il bordo piscina, ma anche spogliatoi, mense, palestre, centri commerciali. Come si comprende le occasioni non mancano. Il settore è completamente nuovo per l’Italia e i competitori sul mercato sono ancora molto pochi.

Tutto questo rappresenta una forte opportunità per le imprese di servizi e per gli imprenditori che sanno seguire e fiutare i trend di mercato favorevoli.