La formazione di un massetto di calcestruzzo può essere realizzato dal MURATORE per la regolarizzazione e la compattazione di una superficie debole e/o scomposta (terreno scarificato, vespaio di materiale arido inerte). Potrebbe essere utile per la formazione di un percorso, per avere una superficie piana e relativamente pulita come un’area di stoccaggio. Altrimenti potrebbe essere impiegato per il piano di calpestio di una zona rurale con finiture allo stato grezzo (piazzale, fienile, box, cantina, etc).

Quando il MURATORE realizza un massetto di questo tipo applica un buon dosaggio di cemento (almeno ql 2.5/mc) e predispone anche una rete elettrosaldata per distribuire meglio i carichi, scongiurare eventuali lesioni e/o dissesti del massetto. Un massetto di calcestruzzo (cls) potrebbe essere anche la soluzione definitiva su cui realizzare successivamente opere di sostegno verticali (fondazione, recinzione, muro, divisorio, etc).

Un massetto di calcestruzzo che invece funge solo da sottofondo viene coperto da altri strati di finitura e probabilmente incorpora canalizzazioni, tubazioni e/o funge anche da strato isolante se realizzato con materiale espanso.

Un massetto può essere realizzato dal MURATORE anche in cls magro, cioè con una percentuale di cemento non superiore a ql 1,50 di cemento per mc di aggregati (ghiaia e sabbia) e con la giusta proporzione d’acqua, quando al di sopra di esso si sovrappone un altro strato di massetto come supporto per le finiture (pavimento tradizionale rigido, legno parquet, oppure linoleum, pvc, etc).

L’ormai collaudato massetto di finitura che risulterà essere il supporto a regola d’arte di un pavimento, deve essere eseguito e posto in opera con specifici materiali, tradizionale tecnica e deve possedere in ultimo precise caratteristiche. I materiali da usare sono il cemento come legante (tipo 3,25) e selezionata sabbia di fiume. Questi due prodotti miscelati a secco per due volte, se il lavoro è eseguito a mano dal MURATORE piastrellista, in ragione di ql 2,00 di cemento per 1 mc di sabbia devono poi essere umidificati in modo omogeneo non permettendo che rimangano delle quantità di sabbia e cemento asciutte ed altresì evitando emorragie di acqua (effetto bleeding).

Dopo aver realizzato precise livellazioni negli ambienti in cui realizzare il massetto di finitura, il prodotto preparato come anzidetto viene posato in opera con tecnica di stesura tramite staggia (regolo di alluminio) e contemporaneamente lisciato e "compattato" in superficie con frattazzatura. Il risultato finale, con spessore minimo di cm ≥4 deve essere una superficie dura, liscia, anche se con eventuale pendenza in compluvio e/o in displuvio deve essere piana, senza sgretolature e fessurazioni.

Se il massetto ed il sovrastante pavimento dovesse essere esteso per una superficie molto ampia, potrebbe essere necessario durante la realizzazione dello stesso, inserire dei giunti di dilatazione. In linea di massima il MURATORE piastrellista dopo aver generato il massetto di finitura, prima di operare per la successiva applicazione del pavimento deve attendere la condizione accettabile di maturazione del massetto.

Nel caso di posa con sistema ad incollaggio di un pavimento di materiale rigido tipo ceramica, cotto, "marmi", giacchè questi hanno maggiore tollerabilità rispetto all’umidità, il massetto può avere un valore eccezionalmente anche più del 3%. Maggiore attenzione si deve prestare quando il pavimento non è rigido ed è sintetico tipo linoleum, pvc, in quanto non traspirante e dunque i valori di umidità del massetto devono rientrare tra il 2% ed il 3% massimo con assenza di eventuali risalite di umido.

Lo stesso discorso vale per il FALEGNAME parquettista il quale avrà sempre premura di assicurarsi della stabilità del massetto e della sua completa essiccazione (valore umidità ≤2%) prima di mettere in opera un pavimento di legno parquet. Tra gli strumenti più adatti per la rilevazione del valore di umidità nei massetti c’è l’igrometro a carburo il quale porta alla conoscenza dell’acqua presente grazie alla misurazione della pressione dell’acetilene che si sviluppa dalla reazione tra il carburo di calcio e l’acqua stessa.

Il MURATORE per evitare probabili risalite di umido dagli strati inferiori del massetto che nel caso del parquet potrebbero creare seri e gravi danni, può precauzionalmente, prima di realizzare il massetto di finitura, creare una barriera impermeabilizzante con guaina bituplastica, polietilene o materiali simili.

Lo sviluppo tecnologico ha permesso di avere a disposizione sul mercato moderno svariati prodotti premiscelati a secco. Questi prodotti sostanzialmente a base di cemento e sabbia con aggiunta di additivi chimici sono utili quando si devono conseguire tempi di esecuzione lavori molto brevi grazie alla loro capacità di rapida essiccazione.

Ulteriore peculiarità di codesti premiscelati, grazie a particolari leganti e aggregati, è la loro capacità termoisolante. La posa in opera di un pavimento da parte del MURATORE piastrellista si può anche effettuare su massetto detto "a fresco con spolvero" il quale sistema è simile al precedente fatta eccezione per l’attesa dell’indurimento del massetto. Infatti prima che questo avvenga, appena terminata la livellazione con la staggia, il MURATORE piastrellista sparge sulla superficie del massetto di sabbia e cemento tirato in piano ancora umido, uno strato omogeneo di polvere di cemento (massimo spessore circa 3mm). Dopo aver preso accurati riferimenti (linee rette e/o ortogonali) man mano procede adagiando anche il pavimento.