Topo Domestico Mus Musculus

Il topolino domestico (mus musculus), conosciuto anche come topo comune o topolino delle case, è un piccolo roditore che appartiene alla famiglia delle Muridi. Dotata di una grande capacità di adattamento, questa specie è in grado di vivere anche in spazi molto ridotti e di riprodursi con grande facilità: per questo, essa infesta di frequente gli ambienti domestici, nei quali trova la possibilità di crearsi un nascondiglio e di nutrirsi.

Diffuso soprattutto nelle aree urbane e suburbane, il topo domestico può annidarsi nelle intercapedini, sotto gli armadi, alla base degli elettrodomestici da cucina e negli angoli appartati; oltre alle case, può scegliere di infestare le cantine e i garage particolarmente ingombri. In generale, il topo comune cerca di creare la sua tana nei luoghi più prossimi al cibo, come la cucina e la dispensa.

La presenza di un topo fra le pareti domestiche non è soltanto una fonte di danni e rosure per mobili, tappezzerie e fili elettrici, ma rappresenta soprattutto un grave pericolo per la salute. Tramite gli escrementi, le urine e la saliva, infatti, il topolino domestico è fonte di contaminazione per derrate alimentari e superfici, attraverso le quali può trasmettere varie tipologie di infezioni.

Il topolino domestico: caratteristiche fisiche

L’esemplare adulto di topo comune misura circa venti centimetri e può pesare fra i dieci e i venticinque grammi. Il colore del manto varia dal bruno-grigiastro al nero e riveste tutto il corpo ad eccezione delle orecchie, delle zampe, del muso e della coda: queste parti sono prive di pelo ed hanno una colorazione rosata. Il cranio è di forma allungata; al tronco sono attaccate due paia di zampette con dita munite di artigli (4 negli arti anteriori e 5 negli arti posteriori).

La coda è ricoperta da scaglie cornee e aiuta il topo a tenersi in equilibrio, soprattutto durante i salti. Olfatto e udito sono sensi particolarmente sviluppati; gli occhi sono conformati appositamente per la visione notturna. Le vibrisse sul muso svolgono una funzione tattile e di rilevazione: grazie ad esse il topo può rendersi conto delle reali dimensioni del luogo in cui si trova.

Il topolino domestico: habitat, alimentazione e comportamento

Diffuso in tutto il mondo, il mus musculus predilige gli ambienti frequentati dall’uomo dove gli è più facile reperire il cibo. Resistente a qualsiasi clima e a qualsiasi condizione ambientale, èmolto più diffuso nei centri urbani che nelle zone rurali, dove può essere facilmente catturato dagli animali predatori. Il topo comune è attivo soprattutto nelle ore notturne e riposa nella sua tana durante il giorno.

Può creare nascondigli in ogni tipo di anfratto, rivestendo poi la tana con pezzi di carta, stoffa o corda. La sua alimentazione è molto varia: il topolino domestico, infatti, è onnivoro e non di rado coprofago. Solitamente preferisce nutrirsi di verdure e cereali; in caso di necessità può anche cibarsi di carne e formaggio. Il suo organismo necessita di bere solo raramente, in quanto assorbe dai cibi l’acqua di cui ha bisogno.

Il periodo riproduttivo copre l’intero arco dell’anno: dopo una gravidanza di tre settimane, le femmine partoriscono un numero variabile di cuccioli (da tre a quattordici). Lo sviluppo è rapido: dopo un mese, i nuovi nati sono già in grado di riprodursi. Allo stato naturale, il topo comune non supera l’anno di età; questa aspettativa di vita, però, può accrescersi fino a tre anni per gli esemplari che dimorano nei luoghi al sicuro dai predatori, come una casa o un garage.

Le malattie trasmesse dal topolino domestico

Attraverso l’urina, gli escrementi e la saliva, il topo può veicolare numerosi patogeni e trasmettere diversi tipi di malattie. Fra le più comuni patologie trasmesse dal topolino domestico ci sono il Tifo, la Salmonella, la sindrome polmonare Hantavirus e il Colera.

Riconoscere e combattere un’infestazione da topolino domestico

In casa, la presenza di un singolo topo o di una vera e propria colonia è rilevabile da alcuni indizi particolari: cigolii e rumore di graffi sotto i pavimenti e dietro le pareti; piccoli escrementi scuri sui piani di lavoro della cucina o altre superfici; graffi e rosure sui mobili; piccoli residui di carta, fibre di stoffa o trucioli di legno.

Vicino alle aree infestate, inoltre, è possibile percepire un pungente odore di ammoniaca. La migliore soluzione per debellare l’infestazione in modo efficace e risolutivo è ricorrere ad un intervento di derattizzazione professionale basato sull’utilizzo di trappole collanti, trappole a cattura multipla ed esche con veleno topicida, in grado di eliminare i roditori nel pieno rispetto della salute dell’ambiente e delle persone.