LA CERTIFICAZIONE IGIENICA DELL’ALBERGO

Per prevenire le patologie, in generale, in ogni circostanza è bene evitare il più possibile gli eccessi, sia nel campo dell’alimentazione, sia in quello fisico e di qualsiasi altra attività e adottare particolare attenzione e adatte contromisure per gli ambienti ad alto uso promiscuo.

Le patologie provocate dalla trasmissione di microrganismi attraverso le superfici degli arredi e delle suppellettili costituiscono da sempre un problema rilevante: responsabili ne sono la polvere, i residui, i rifiuti che si creano e possono generare situazioni a rischio, proprio per la grande frequenza di contatti tra le persone e la grande movimentazione delle attrezzature.

Nonostante l’uso di nuove tecnologie per garantire la pulizia, il rischio di una diffusione di cariche batteriche negli ambienti rimane alto. L’albergo può essere a pieno titolo annoverato tra questi luoghi, poiché le attività che il cliente svolge generano tipi di sporco e si possono creare dei fattori di rischio igienico; infatti, in albergo si muovono e si alternano persone provenienti da ogni parte del mondo, che possono essere portatori delle più svariate patologie.

GLI ACCORGIMENTI E LE PRECAUZIONI

È in questa ottica che riteniamo si debba applicare, pur con le dovute variazioni, una norma che ricalchi i concetti dell’HACCP adottati per la lavorazione e la conservazione degli alimenti e le pulizie degli ambienti dove si svolgono le suddette operazioni. Allo stesso modo, i materiali destinati all’uso – come gli stessi prodotti di cortesia – devono essere conservati in magazzini utilizzando tutti gli accorgimenti per evitare il deposito della polvere o il contatto con elementi a rischio.

Tuttavia, il fattore più importante è determinato dalla pulizia degli ambienti e dall’igiene della persona che opera all’interno della camera (cameriera ai piani) e delle sale congressi (facchini). Il pulito conforme alle esigenze di un ambiente come l’albergo si ottiene operando su tre fronti, è perciò necessario:

  • determinare i punti critici dei vari ambienti e locali;
  • istruire il personale sulla corretta applicazione della prassi igienica, operativa e personale, dotandolo di un set operativo adeguato che sia nel contempo efficiente ed efficace;
  • condividere e partecipare alle attività di controllo.

QUALI SONO I PUNTI CRITICI

Per determinare i punti critici all’interno di un locale si può procedere in vari modi relativi a diversi profili: prima di tutto quello igienico, conseguentemente quello estetico e infine si può analizzare la funzionalità in relazione al buon funzionamento delle apparecchiature e dei servizi. In questa occasione ci occupiamo prevalentemente della determinazione dei punti critici rappresentati da oggetti e superfici – o parti di esse – che, per la promiscuità dei contatti, diventano veicoli di trasmissione batterica:

  • I bagni – Le esigenze igieniche, estetiche e funzionali dei bagni destinati al pubblico sono elevate, in virtù del fatto che può essere utilizzato sia dai clienti, sia dagli ospiti dei centri congressi, sia dai fornitori. Senza dimenticare anche l’immagine che può offrire dell’albergo una pulizia inadeguata, il disordine, il mancato funzionamento degli impianti o i prodotti di cortesia esauriti (saponi, deodoranti, asciugamani, carta igienica). Il locale in questione può rappresentare uno dei maggiori fattori a rischio per la salute degli ospiti e dello stesso operatore che deve provvedere alla pulizia. Per mantenere i livelli igienici, estetici e funzionali conformi alle attività fisiologiche che si svolgono all’intemo dei bagno (l’uso del water, i lavabi), sia per la formazione del calcare causato dai sali contenuti nell’acqua, sia per l’uso delle superfici con la possibilità che permangano residui che possono propagare batteri, occorre sempre avere attenzione alle maniglie delle porte, alla rubinetteria e tutte quelle superfici con cui facilmente le persone entrano a contatto.
  • Le parti comuni – La pulizia delle parti comuni interessa la hall, le scale, gli ascensori, la reception, le aree esterne adiacenti, e ha come obiettivo anche l’estetica, oltre che prevenire i rischi di natura igienica: l’albergo è un’azienda commerciale che vende spazi e servizi e le aree comuni sono soggette al giudizio di molti. Le parti comuni dell’albergo iniziano dalla porta d’ingresso, dove la maniglia rappresenta il primo punto critico. Poco più avanti, anche il piano del bancone della reception è da considerarsi un punto critico, poiché chiunque arrivavi si appoggia nell’atto dello sbrigare le pratiche di accoglienza. Nell’area riservata alla sosta e al relax, che il cliente utilizza per incontri, i piani d’appoggio, le poltrone e i divani rappresentano un punto critico estetico e igienico, e non è infrequente il caso di riscontrare residui (come briciole per esempio), lasciati dall’ospite che ha utilizzate quelle aree in precedenza.
  • Le sale – Data la loro destinazione d’uso, le sale hanno esigenze prevalentemente estetiche e funzionali, il rischio igienico non è trascurabile, infatti, è presumibile che sulle suppellettili e sulle superfici, a causa dell’intensità d’uso e varietà delle persone, vi sia la presenza di microrganismi.
  • Camera in partenza – Camera in fermata – Pur trattandosi dello stesso locale, la camera in partenza assume una dimensione diversa dal punto di vista dell’igiene rispetto a quella in fermata Il fattore a rischio per l’ospite è basato sul fatto che il precedente occupante poteva avere, durante il soggiorno, trasferito “suoi” microrganismi sulle diverse superfici, e in particolare su quelle a uso corrente che rappresentano un facile veicolo di trasmissione.

LA FORMAZIONE AL PERSONALE

L’istruzione del personale deve imperniarsi su tre temi: capire e condividere il motivo degli interventi; utilizzare le tecniche e il relativo uso degli attrezzi; peoccuparsi dell’igiene della persona e del rapporto con i clienti e i colleghi.

Tutto il personale addetto deve trovarsi in condizioni sanitarie idonee e comunque tali da non essere causa di contaminazione. In qualsiasi momento il personale deve potere dimostrare la propria idoneità mediante libretto sanitario, aggiornato in base ad apposite visite e analisi mediche, e che deve essere conservato presso la sede di lavoro. A tale scopo, l’operatore è tenuto a denunciare ai responsabili eventuali problematiche relative al proprio stato di salute, con particolare riferimento a malattie che possano essere causa di contagio.

Prima dell’inizio del rapporto di lavoro, il personale deve essere sottoposto a visita medica, così come ogni qualvolta se ne verifichi la necessità per cause clinico-epidemiologche (per esempio in seguito a malattie respiratorie, gastrointestinali, infettive, ferite e così via). Soltanto a seguito del parere positivo del medico, riportato nella documentazione da archiviare, potrà riprendere il lavoro.

LA CORRETTA TECNICA

Le tecniche di intervento devono fare riferimento alla corretta prassi igienica, per cui occorre evitare che le operazioni di pulizia nella realtà si trasformino in un elemento inquinante. La stessa igiene personale ha delle priorità e alcune regole semplici da rispettare, quale è per esempio il lavaggio delle mani prima di iniziare a pulire un locale, mantenere la divisa in buono stato, i capelli raccolti, le scarpe chiuse e così via.

Inoltre, è necessario collaborare e condividere le attività di controllo, che devono avere una base operativa rappresentata da schede che riportano le domande relative a ogni parte soggetto a controllo, e dove sarà riportato l’esito, mentre altri schemi più descrittivi saranno utilizzati per controllare gli aspetti comportamentali.

UN ESEMPIO

Nella scheda controllo del bagno per ogni parte in oggetto si porrà la domanda: – Come si presenta al tatto? – Come si presenta alla vista? – E come risponderebbe all’esame microbiologico? Stessa domanda verrà posta per le parti della camera che sono stati incluse nell’elenco dei punti critici. Dopo aver creato i presupposti di base con la presa di coscienza dei rischi igienici legati alle superfici e alle persone operanti, la legittimazione avviene attraverso: – un piano degli interventi l’applicazione delle corrette tecniche operative; – un set operativo adeguato alle esigenze.

UN’ORGANIZZAZIONE EFFICIENTE

Il piano degli interventi scandisce ogni giorno le operazioni da svolgere e nel contempo consente la gestione e il controllo degli imprevisti tipici dell’attività dell’albergo. Dal piano degli interventi sono esclusi tutti gli interventi a carattere straordinario e quelli specialistici che prevedono l’isolamento sia dello spazio che del locale. Per pianificare gli interventi in relazione alle esigenze, è necessario scomporre il locale in tre linee di produzione: tale metodo consente una programmazione articolata degli interventi sia quelli di natura igienica, estetica e funzionale:

  • Linea D’uso (rossa). È rappresentata da parti soggette a contatto o che facilitano il deposito dello sporco.
  • Linea Luce (gialla). È rappresentata dalle parti soggette a un minor contatto, generalmente situate in posizione verticale, fatto che non facilita il deposito dello sporco
  • Linea Ombra (blu). È rappresentata dalle parti più nascoste o protette.

Per ogni linea saranno fissate delle frequenze di intervento, che terranno conto dell’uso più o meno intenso dei locali e degli elementi a rischio. Le tecniche di intervento si suddividono in obbligatorie e quelle scelte in base alle situazioni.

Quelle obbligatorie appartengono a operazioni e gestualità che si devono non si devono o compiere, come:
I) evitare di trasportare acqua sporca;
2) evitare che i panni sporchi siano a contatto con altri componenti del set;
3) evitare che un panno venga usato per pulire altre superfici;
4) evitare inutili operazioni di lavaggio nel corso delle altre operazioni di pulizia;
5) evitare che i prodotti miscelati con acqua ristagnino e si deteriorino.

UNA PARTICOLARE ATTENZIONE

È necessario fare particolare attenzione alle tracce che rivelano possibili infestazioni (topi, blatte, pulci eccetera). Il cattivo odore proveniente dagli scarichi denuncia la presenza di batteri, occorre quindi versarvi un prodotto a base di cloro.

Nei controlli delle camere, verificare che le bottigliette nel frigobar non siano manomesse e riempite con liquidi diversi da quelli originali, onde evitare sgradevoli sorprese al cliente successivo. Ricordarsi che i movimenti rotatori sono di per sé faticosi e spesso inutili: praticarli solo per le operazioni strettamente necessarie che li richiedano (lucidare e così via).

Nei periodi di massima occupazione e rioccupazione immediata dell’albergo, il segreto per non commettere errori è quello di procedere speditamente nella prima fase del riassetto della camera, per poter svolgere le fasi conclusive senza concitazione.

Gli interventi richiedono un set operativo, che rappresenta un fattore ad alto rischio igienico, perché è sempre a contatto con lo sporco: lo stesso aspiratore utilizzato nelle camere deve essere potente, silenzioso e dotato di microfiltro per evitare che una parte aspiri la polvere, e dallo sfiatatoio fuoriescano microrganismi; pertanto richiede manutenzione e una pulizia mirata. I panni, poi, devono essere lavati a fondo ed eliminati dopo un certo numero di lavaggi, perché perdono la loro proprietà pulente, e divengono a loro volta pabulum per i batteri.