Muratura strutture in cemento armato

Le fondamenta strutturalmente costituiscono l’elemento principale di una costruzione, dato che hanno la funzione di sorreggere e distribuire il carico dell’edificio sul terreno; le più diffuse nella nostra epoca sono realizzate in cemento armato, che però non è visto di buon occhio nell’architettura bioecologica, che tende a eliminarlo laddove sia possibile e comunque a ridurne l’impiego.

A sostegno di tale orientamento viene anzitutto avanzata una considerazione a proposito del processo produttivo del cemento. È infatti risaputo che, durante la cottura in altoforno, al calcare e alle argille sono aggiunte sostanze di vario tipo, per esempio ceneri provenienti da filtri industriali, scorie radioattive o additivi polimerici che hanno la funzione di ritardare la presa e facilitare la lavorabilità del calcestruzzo, ridurne le possibili fessurazioni dovute al forte ritiro in fase di essiccazione, permetterne l’utilizzo anche in presenza di basse temperature.

Gli additivi che vengono utilizzati sono tra l’altro destinati a favorire l’avvio di un lento ma inesorabile processo di degradazione delle opere realizzate, che può condurre alla messa a nudo delle armature metalliche che così rapidamente arrugginiscono causando distacchi di parti di calcestruzzo e progressivo indebolimento strutturale. I manufatti di calcestruzzo sono inoltre fortemente igroscopici e hanno bassissime capacità isolanti, così che si è costretti a intervenire con rimedi e coibentazioni che prevedono la realizzazione di seconde pareti e rivestimenti “a cappotto”, non solo a livello delle fondazioni.

Non viene sottovalutato nemmeno un altro inconveniente: la trasmissione dei rumori attraverso i telai metallici strutturali, a proposito dei quali l’architettura bioecologica solleva un altro problema. Il concetto di permeabilità/traspirabilità che sta alla base della scelta dei materiali da impiegare viene, infatti, esteso a tutte le componenti naturali e tra queste, non ultimo, vi è il campo elettrico naturale terrestre.

Poiché le strutture in ferro e l’acciaio nel cemento armato costituiscono una gabbia di Faraday, che, notoriamente, se non è prevista un’adeguata messa a terra delle armature, annulla il campo elettrico al suo interno, ciò non consente alle cariche elettriche atmosferiche di penetrare all’interno del fabbricato. Secondo i risultati di varie ricerche questo fatto determina la mancanza dei supporti fondamentali nell’organizzazione del funzionamento cellulare, con conseguenti possibili squilibri organici, tanto che si parla di “situazione di stress cellulare”.

La non penetrazione delle cariche elettriche atmosferiche all’interno dell’edificio genera un’eccessiva concentrazione di ioni positivi nei locali d’abitazione, il che contribuisce alla creazione di un microclima sfavorevole. In virtù delle loro proprietà ferromagnetiche, infine, le armature possono contribuire a perturbare sensibilmente i campi magnetici naturali, il che può essere verificato semplicemente avvicinando una bussola a una massa ferrosa. Le armature metalliche delle strutture di cemento modificherebbero inoltre la trama di quel “reticolo di Hartmann” di cui si è parlato, così che, a quanto pare, si verifica il suo sdoppiamento con una saturazione dello spazio da parte dei nodi del reticolo, determinando un restringimento delle zone neutre.

Per quanto riguarda la realizzazione delle fondazioni, l’architettura bioecologica suggerisce, se possibile, di confezionare il calcestruzzo in cantiere, onde evitare la possibile additivazione negli impianti di betonaggio. Consiglia inoltre l’accurata messa a terra delle armature. Raccomanda anche di evitare la formazione di anelli continui intorno al fabbricato e ai singoli locali, interrompendo la continuità dei ferri d’armatura dei cordoli, e di non eccedere nell’utilizzo del calcestruzzo armato. Consiglia inoltre di impiegare, in sostituzione del normale acciaio al carbonio, delle barre di acciaio austenitico, un acciaio che avendo proprietà paramagnetiche anziché ferromagnetiche, annulla il fenomeno delle correnti indotte ed evita le distorsioni del magnetismo naturale.