Avvelenamenti come non farli accadere

“Attenzione” , “Pericolo di morte”, “Tenere lontano dalla portata dei bambini”, “In caso di ingestione o contatto con gli occhi……consultare immediatamente un medico”, sono frasi entrate a far parte della nostra vita quotidiana, concetti che suonano come una sicura salvaguardia della salute. Una cosa è certa: se si accetta la definizione di veleno coniata nel XVI secolo da Paracelo, secondo cui tutte le sostanze sono veleni ed è solo la dose a determinare il processo di avvelenamento, ci si rende conto che forse, le “avvertenze” citate sopra, non sono poi così sufficienti a eliminare il problema. La realtà dei fatti è che i cosiddetti “Veleni”, sono delle sostanze alla nostra portata e di uso quotidiano, perciò moto più insidiose di quanto non si creda. Il processo definito avvelenamento richiede una certa quantità di sostanza nociva e una via di contatto adeguata. Parlando delle vie di contatto è necessario rendersi conto che sono diverse ad esempio: la cute, l’inalazione e soprattutto l’ingestione.

Con questa breve premessa, la conclusione alla quale giungiamo è seria: tanto il posto di lavoro, quanto il più “rassicurante” ambiente domestico, sono luoghi in cui la salute può essere messa seriamente in pericolo di intossicazione da comportamenti errati nell’uso di sostanze che non necessariamente incutono timore. Sono infatti i gesti quotidiani, semplici e banali, compiuti una quantità infinita di volte, che mettono a repentaglio la nostra preziosa salute. Facciamo alcuni esempi.

IL MODO DI GESTIRE LE SOSTANZE

Una delle notizie più sconvolgenti è quella tristemente comune di un bambino che, bevendo da una bottiglia di acqua, rimane intossicato. Ciò è dovuto ad una pratica diffusissima: il “travaso” di sostanze dal contenitore originale ad altro facilmente confondibile. Con l’obiettivo di prestare un prodotto perché molto efficace ad altri, la sostanza è finita in un contenitore “ingannevole”, creando così, anche se del tutto innocentemente, le condizioni adatte all’avvelenamento e cioè: una via di contatto (ingestione) e la dose adeguata all’avvelenamento (sorsata). Il tutto aggravato dalla difficoltà riguardo la diagnostica del problema e quindi la tempistica e l’adeguatezza delle cure da prestare all’intossicato, vista la difficoltà ad identificare il contenuto travasato nel contenitore inadeguato forse molto tempo prima.

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Lo stoccaggio inadeguato, in luoghi accessibili a tutti e senza adeguate segnalazioni, di prodotti pericolosi (diserbanti o disinfestanti) è un’ altra causa comune di avvelenamenti gravi. Problema prevenibile mettendo in opera le strategie necessarie per ridurre al minimo la possibilità di contatto di tali sostanze con le persone che frequentano i luoghi in questione.
Merita anche una certa attenzione il lavoro in un luogo pubblico, altamente frequentato, dove, la scelta di prodotti da usare deve tener conto di un parametro importante: a parità di efficacia è più sicuro scegliere prodotti con una bassa tossicità. Inoltre, in tali condizioni lavorative, l’informazione preventiva circa il lavoro svolto e il tipo di sostanza che si utilizzerà, sarà utile per ridurre al minimo il rischio di incidenti oltre che a rendere più agevole e pronto il compito agli eventuali soccorritori.

COME PROTEGGERSI

Troppo spesso gli avvelenamenti sono causati da disinformazione o da un falso senso di sicurezza dovuto alla pratica. E’ pensiero comune che le sostanze siano pericolose solo se ingerite, peggio ancora, c’è chi si convince che si  possa acquisire un certo grado di immunità dovuta all’uso prolungato di certe sostanze. Niente di più falso e fuorviante! Soprattutto in ambito lavorativo, gli avvelenamenti più frequenti sono dovuti non all’ingestione, ma all’’inalazione e al contatto cutaneo. L’uso dei dispositivi di protezione idonei e a norma è senza dubbio la prevenzione migliore.

E’ quindi indispensabile che l’operatore sia correttamente equipaggiato (guanti, maschera, tuta ecc.) in modo limitare, o magari evitare il contatto con le sostanze potenzialmente pericolose. Una norma pratica e preziosa in tal senso è anche il controllo accurato di tali dispositivi. Guanti bucati ad esempio, i non solo non proteggono ma anzi generano l’ ambiente ideale per l’ assorbimento della sostanza favorendo la macerazione della cute.
Le maschere con filtri devono essere sottoposte a controlli periodici con relativa sostituzione dei filtri come indicato dalla casa produttrice. Un filtro saturo non trattiene infatti più alcuna sostanza e non protegge adeguatamente. Il lavaggio degli indumenti venuti a contatto con i veleni deve avvenire separatamente da altri capi di abbigliamento per evitare di contaminare altra biancheria.
Se una tuta non impermeabile si bagna, deve essere rimossa quanto prima possibile e l’operatore deve fare una doccia accurata tenendo conto che , aspettare la fine del lavoro, significa prolungare il contatto con l’agente tossico con relativo assorbimento cutaneo.

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CONOSCERE LA SOSTANZA

I “Maniaci” dell’etichetta, forse non troppo simpatici in generale, in questo campo sono da definirsi saggi. Anche se tali etichette sono  piccole e poco attraenti,  fornisce la maggior parte delle informazioni necessarie per utilizzare il prodotto correttamente e in sicurezza per l’operatore e gli altri.

Principalmente si può  sull’etichetta la simbologia che ci fornisce una indicazione di massima sui pericoli legati all’utilizzazione della sostanza:
Tossico o molto Tossico: indica quelle sostanze o preparati che, per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea possono comportare rischi gravi per la salute, acuti o cronici, perfino la morte.
Nocivo: indica sostanze o preparati che, per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea possono comportare rischi per la salute.
Irritante: indica  sostanze e i preparati che non corrosivi, a contatto immediato prolungato o ripetuto con la pelle o le mucose, può provocare una reazione infiammatoria
Corrosivo: indica sostanze e i preparati che, a contatto con i tessuti vivi, possono esercitare su di essi una azione distruttiva

Sull’etichetta si trovano inoltre le modalità di diluizione, distribuzione, eventuale miscelazione ad altre sostanze, ecc.
”Leggere attentamente prima dell’uso” non è importante solo per preparati medici, è indispensabile per lavorare in sicurezza, evitando rischi inutili per la nostra salute, per chi ci sta intorno e per l’ambiente.

QUANDO PURTROPPO SUCCEDE…

Norme e comportamenti  fondamentali per gestire bene un’intossicazione e/o un avvelenamento:
Se l’intossicato è  privo di conoscenza o manifesta gravi sintomi chiamare il 118.

Cosa fare:
In caso di ingestione

  • Non somministrare latte o altre sostanze, non sono antidoti e possono facilitare l’assorbimento.
  • Non indurre il vomito.

In caso di inalazione

  • allontanarsi dalla fonte di esposizione. In ambienti contaminati si deve entrare con le adeguate protezioni per non  mettere a repentaglio la nostra sicurezza.
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In caso di contatto cutaneo:

  • rimuovere gli indumenti bagnati
  • lavarsi con abbonante acqua e sapone.

In caso di contatto oculare lavare per almeno 15-20 minuti l’occhio (palpebra aperta) con acqua.
Tenere a portata di mano la confezione dell’etichetta, eventualmente la scheda tecnica del prodotto.
Contattare il Centro Antiveleni.

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