Come Catturare un Topo: Metodi Professionali di Cattura e Derattizzazione

come catturare un topo

Come Catturare un Topo?

La presenza di un piccolo topolino in casa potrebbe anche passare inosservata, se non fosse che distrugge tutto quello che può mangiare: e un topo può davvero “mangiare” di tutto, non solo le nostre scorte alimentari di cui si ciba, ma anche cavi elettrici e imbottiture, carta, plastica, legno e qualsiasi tipo di cellulosa su cui si “fa i denti“. Inoltre, questo muride roditore nasce con forti abitudini gregarie, e allora, il topo in casa potrebbe presto trasformarsi in un’intera colonia che mangia, evacua, scava tane, prolifica, marca il territorio con l’urina e il grasso del proprio pelo e tutto questo sotto il nostro tetto o quello della nostra attività.

Meglio correre ai ripari non appena si ha sentore della presenza di un topo, ovvero se si trovano escrementi o oggetti rosicchiati, perché questo roditore ha una vita notturna che gli permette di passare inosservato. Ma, come catturare un topo? Esistono diversi metodi e trappole che si differenziano principalmente per il trattamento che riservano all’ospite sgradito.

Come Catturare un Topo Senza Ucciderlo?

Se si decide di liberarsi del topo senza ucciderlo, e quindi lo si vuole catturare vivo, per poi liberarlo in aperta campagna, esistono gabbie apposite, da usare con un’esca. Inutile dire che in questo caso bisogna armarsi di pazienza, il topo non è stupido, e occorre predisporre un’ ambientazione ad hoc. Innanzi tutto bisogna cercare di circoscrivere il luogo in cui si muove il mus domesticus ed eliminare qualsiasi cibo alternativo all’esca che lasceremo nella trappola.

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Nel sigillare le porte dell’ambiente in cui lo isoleremo dovremo considerare che, per la sua struttura fisica, il topo riesce a passare attraverso fessure molto piccole, come può essere lo spazio sotto le porte. Una volta isolato in una stanza, il topo ci metterà un po’ di tempo a entrare nella gabbia attirato dall’esca (burro di arachidi, noccioline o formaggio) ma l’innesco della trappola si chiuderà al suo ingresso, e il topo non potrà più uscire e si potrà scegliere un luogo dove liberarlo.

Se invece non vogliamo correre il rischio che il topolino ritrovi la strada di casa, il modo più indolore e rapido tra i metodi professionali di cattura e derattizzazione, è costituito dalle cosiddette “caramelle velenose“, da lasciare negli angoli (al riparo da animali domestici) o opportunamente chiuse in scatole dotate di fori per consentire l’ingresso del topo. Le caramelle contengono un rodenticida ad azione anticoagulante. I moderni rodenticidi contengono anche sostanze che stordiscono il topo e alleviano gli effetti dell’emorragia interna innescata dal veleno.

Molte volte si predispongono i mezzi per liberarsi del topo in casa senza aver visto l’animale. La visualizzazione fisica invece è molto importante perché consente di capire con che tipo di topo si ha a che fare (topo domestico? topo dei tetti? ratto?). Non tutte le specie di topi infatti hanno le stesse abitudini e sapere con quale abbiamo a che fare ci consente di scegliere il giusto rodenticida (rapido o a effetto ritardato?) e le modalità specifiche per somministrarlo. Nel caso in cui, invece, si opti per la gabbia, conoscere le dimensioni del topo ci aiuterà nella scelta di una trappola congrua.

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