I FUNGHI

I funghi, come gli altri parassiti non sono visibili se non al microscopio, sono i responsabili delle malattie crittogamiche. Essi si collocano su vegetali vivi o morti, e ne assimilano la linfa e le sostanze organiche grazie a dei filamenti chiamati “ ife” ; si possono riprodurre in ambedue i modi: asessuale e sessuale. Non si muovono autonomamente, generalmente la diffusione delle spore avviene grazie al trasporto involontario da parte dell’uomo. Le spore possono resistere e rimanere inattive nel terreno o incubare nella pianta ospite  per molto tempo senza presentare sintomi visibili (i funghi che assimilano sostanze organiche dalla pianta sono detti endofiti  e sono dettisaprofiti i funghi che assimilano sostanze organiche sul terreno) inoltre, le spore sono resistenti al freddo ed all’assenza di acqua, ma appena le condizioni ambientali e in modo particolare, l’umidità, la scarsa circolazione o l’aria fredda lo permettono, si sviluppano provocando danni notevoli alle colture.

I funghi penetrano attraverso ferite naturali o provocate, si insinuano sia dal tronco che dalle radici, e gli enzimi prodotti dalla digestione di sostanze organiche provocano malattie come:

  • Necrosi
  • Marciume secco
  • Marciume umido

PRINCIPALI MALATTIE CRITTOGAMICHE

Oidio

E’ il termine comune usato per indicare diverse malattie più conosciute come: MANNA, NEBBIA O MAL BIANCO provocate da funghi della famiglia delle “erysiphaceae”; questi funghi possono colpire una gran varietà di piante: il pesco, la quercia, le composite  (calendula, lattuga, astro, carciofo e crisantemo),le curbitacee (zucca, zucchino, cocomero, melone e cetriolo) la vite, la rosa, il melo, la fragola, la begonia e la clematide e gran parte delle graminacee. I sintomi si manifestano con una caratteristica polvere bianca o feltro che rimane all’esterno , mentre con gli austori il fungo parassita  penetra nei tessuti della pianta. Lo sviluppo è favorito da un umidità che va dal 60-80% accompagnata da temperature pari a 20-25°, è in estate infatti, che si riscontrano le maggiori infestazioni da oidio.I danni provocati dal  mal bianco sono: appassimento dei germogli, fiori che si seccano, deformazione rigonfiamenti e perforazioni delle foglie, rallentamento della crescita come nel caso delle querce, mentre nel caso della vite si può arrivare alla perdita completa della pianta.

Lotta e prevenzione: la lotta può essere fatta anche quando la pianta è già infetta grazie al fatto che il feltro che costituisce il corpo del fungo, rimane all’esterno e può quindi essere neutralizzato con prodotti come lo zolfo, potente fungicida considerato fra i prodotti di lotta biologica, da usare nel periodo che va da marzo ad ottobre. E’ una sostanza caustica per alcune specie che se usata in dosi superiori a quelle consigliate può bruciare la pianta stessa, in sostituzione, per queste piante si possono trovare in commercio altri prodotti che sono a base di karathane.

Un altro prodotto contro le malattie crittogamiche è l’equiseto, è un prodotto naturale che viene usato e preparato come decotto.

Inoltre, per i meno esperti, la chimica ha messo a disposizione dei preparati a base di miclobutalin.

Per quanto riguarda i sistemi di lotta colturali preventivi, sono sconsigliati terreni ricchi di azoto, l’uso di terreno di campo se non dopo aver effettuato una disinfezione con vapore a 90° per un tempo non inferiore ai 20 minuti. Preventivamente si possono eseguire disinfezioni dei locali di coltura, dei semenzai, del terriccio usato oltre a mantenere una buona ventilazione e un adeguato drenaggio del terreno.

Marciumi

Sono causati da funghi e comunemente si trovano e si sviluppano nei semenzali, e nelle talee, si trovano nel terreno e colpiscono primariamente la parte delle radici della pianta, quella a contatto col terreno, mentre nelle parti aeree, la pianta non manifesta alcun sintomo visibile. Il pericolo maggiore dei marciumi si ha quando si sviluppano nei semenzali giovani, in questo caso la malattia è incurabile, pertanto come prevenzione si usano prodotti sistemici: ipodione  o propamocarb.

Il marciume, radicale e del colletto, ha origine da funghi diversi tra loro ma con sintomatologie simili se non uguali:  ammollimento e arrossamento dei tessuti del colletto verso le radici fino al collasso della pianta, arresto della crescita, ingiallimento delle foglie o del fusto.

In genere questa specie di funghi colpisce piante ornamentali, rosai e peonie. Quando la pianta viene colpita dal marciume emana un odore forte di fungo. Quando compaiono i sintomi sulla parte aerea della pianta, non è più possibile salvarla, ma deve essere abbattuta ed estirpate le radici, dopodichè deve essere disinfettato anche il terreno creando un solco di almeno 50cm di profondità intorno all’area dove cresceva la pianta isolando così il fungo, in modo da salvaguardare le piante circostanti.

Marciume da Phytophthora: il fungo responsabile  di questa malattia è il Phytophthora cactorum e si trova nei terricci e si diffonde tramite l’uomo e l’acqua e anche animali come nematodi; non è una malattia molto frequente, ma provoca gravi danni e soprattutto si sviluppa nei semenzali e attacca le piante attraverso ferite alle radici più in superficie e ferite del colletto.
I danni o sintomi: per le parti aeree della pianta, perdita di colore, ingiallimento e imbrunimento, afflosciamento e infine disseccamento come se la pianta soffrisse di mancanza d’acqua; al colletto e alle radici compare un marciume gommoso e molle che si diffonde in modo rapido.
La lotta consiste nell’eliminazione delle piante infette col fuoco, disinfezione del terreno, controllo dell’umidità del terreno, controllo delle ferite del colletto e se necessario, uso di prodotti sistemici.

Marciume da armillaria: marciume radicale fibroso la cui origine deriva dal fungo  armillaria mellea la cui malattia si distingue dal marciume da phitophthora  dalla mancanza di gommosità e dal forte odore di fungo che emana.
La lotta è la stessa che per il marciume da phitophthora.

Fumaggineantennaria, cladosporum, capnodium . I responsabili di questa malattia sono funghi saprofiti si sviluppano sulle secrezioni zuccherine causate da alterazioni fisiologiche o da punture di insetti formando una polvere nera. Si sviluppano indipendentemente su  tutte le parti aeree della pianta, foglie, fusto e  rami, sui quali aderiscono e producono la polvere nerastra che assomiglia appunto alla fuliggine.
I danni: la fumaggine non è un fungo che provoca danni irreparabili alle piante, ma, la polvere, che diventa come una crosta, rimane in superficie impedendo o riducendo agli organi preposti, la fotosintesi, cosi come lo scambio di ossigeno e anidride carbonica.
La condizione favorevole allo sviluppo delle fumaggini è dato dall’elevata umidità ambientale.
Le piante colpite sono numerose come il ciliegio, in modo particolare le specie appartenenti alla fam. Citrus come mandarino ed arancio e altre; le piante della specie Impatiens di cui oleandro e olivo
La lotta: essendo funghi saprofiti, si manifestano e si sviluppano dalle melate fisiologiche e quelle lasciate dal passaggio di afidi, per cui la prima lotta è preventiva e consiste nell’eliminazione di questi insetti che li alimentano e dei fattori che causano la melata fisiologica. Mentre, per quanto riguarda le soluzioni colturali, dato che questi funghi non penetrano nei tessuti della pianta, per togliere la polvere nera e la melata dai rami e dalle foglie che ne sono ricoperti, possono essere usate o una soluzione di zolfo ramato e uno spazzolino bagnato in questa soluzione, oppure, più semplicemente, una soluzione di acqua e sapone per piatti o sapone solido.

Marciume del colletto e delle radici o da rizottiosi:  rhizoctonia violacea  è un fungo saprofita, l’agente patogeno a causare questa malattia, esso vive nel terreno nei tessuti morti, e penetra nella pianta dalle radici.
I danni o sintomi che il marciume da rhizoctonia provoca nella pianta sono: dapprima un marciume delle radici e della base del colletto i quali si ricoprono di un feltro violaceo, poi, proseguendo verso le parti aeree, si può notare, quando ancora la malattia è allo stadio iniziale, un aspetto teso e lucido e successivamente si decolorano e alla fine si seccano.
Le piante soggette a questa malattia sono numerose, ma le più colpite sono la carota, la bietola da orto, l’asparago, il pisello odoroso.
La lotta è soprattutto colturale e preventiva: disinfezione del terreno con fumiganti o  con vapore, rimozione completa delle piante infette e loro residui. E’ inoltre essenziale togliere ogni possibile ristagno di acqua e modificare l’acidità del terreno, caratteristiche queste, che sono causa principale di sviluppo del fungo e dei danni notevoli che provoca. Infine, evitare il susseguirsi di coltivazioni sullo stesso terreno o terreni molto vicini, di piante soggette a marciume da rizottiosi.

Ruggine: vengono designate con questo termine varie malattie causate da funghi i cui sintomi sono gli stessi. Il nome deriva dalle caratteristiche pustole contenenti le spore dei funghi, di colore giallo o rosso che compaiono sulla parte posteriore delle foglie e degli steli, disposte spesso in modo concentrico o in modo casuale. I funghi che causano queste malattie sono di due specie: eteroicheautoiche. Le prime, le specie eteroiche, sono  agenti patogeni  che si sviluppano su una sola pianta ospite, ma hanno bisogno, per completare il loro ciclo biologico, di un secondo ospite che diventa purtroppo una pericolosa fonte di infezione, ad esempio LA RUGGINE VESCICOLOSA DEL PINO completa il suo ciclo biologico su piante di ribes che possono diventare fonte di infezione per i pini circostanti, fino ad una distanza di 1500m.  La seconda  specie,  autoiche,  sono gli agenti patogeni che si sviluppano e completano il loro ciclo biologico su un unico ospite.
I danni che le ruggini provocano sono per lo più dovuti alla grande perdita di acqua che le ferite aperte dai funghi sul tegumento provocano. Questa malattia in genere non porta la pianta alla morte ma a un lento deperimento, inoltre, una produttività minore delle piante da frutto, sviluppo vegetativo ridotto, defogliazione , deformazione, nanismo, ipertrofie, ingrossamenti.
Le piantecolpite ornamentali e da frutto sono numerose, citandone alcune: rosa, pesco, susino, garofano, clematide, fagiolo, graminacee e in modo particolare il frumento, asparago, lampone, artemisia, campanule, calendula. Un fungo che appartiene al genere Albugo, è la causa della ruggine bianca delle crocifere, delle composite.
La lotta preventiva consiste in trattamenti fungicidi a carattere biologico ( decotto a base di equiseto) o chimico a base di mancozebe. Un buon risultato è stato riscontrato con trattamenti a base di rame e di zinco tra i quali zineb, ziran e maneb.

Peronospora: vengono designate con questo termine varie malattie causate da funghi la cui caratteristica comune è quella di penetrare e crescere all’interno delle foglie e altri organi verdi. L’infezione passa attraverso gli stomi e i tubercoli e la contaminazione è favorita dall’acqua piovana, ma anche calore e umidità contribuiscono alla diffusione della peronospora, infatti il fungo rimane tra i residui di tubercoli e vegetazione e in primavera, con le piogge e l’aumento della temperatura inizia il suo ciclo vegetativo sulle piante.
I danni provocati da questi funghi sono notevoli: sulle foglie si formano delle macchie di colore bruno, mentre posteriormente, dagli stomi, il fungo sparge dei filamenti bianchi come lanugine dove le spore si formano e si diffondono. Quindi, foglie, steli, tubercoli e frutti a seconda del tipo dei pianta colpita, marciscono.
Le piante colpite sono sia fruttifere, orticole e floricole, ma soprattutto: cipolla, bietola, lattuga, spinacio, pisello, melanzana, pomodoro, patata, tabacco, bocca di leone e crocifere.
La lotta è basata su metodi di prevenzione in quanto i trattamenti curativi risultano quasi inefficaci: la lotta inizia con la  distruzione dei residui delle colture precedenti, uso di concimi ricchi di potassio e azoto e uso di sementi sane; per la disinfezione i prodotti più efficaci contro questi funghi sono sempre quelli a base di rame e zineb ( prodotti acuprici).

Muffa grigia (Botrytis cinerea): malattia molto diffusa provocata da un fungo polifago, che può comportarsi sia da parassita che da saprofita. Il fungo come saprofita, si moltiplica sia nei detriti di piante e tessuti morti da cui si sviluppano le infezioni maggiori, favorite da calore e umidità superiore all’80% . Primariamente la muffa grigia colpisce le succulente e i semenzali, e le coltivazioni in serre caratterizzate da un’alta percentuale di umidità e dove non vi è ricambio d’aria. L’attacco è facilitato dalla presenza di lesione dell’epidermide causate da grandine, dalle tignole, dall’oidio. In alcune piante da frutto come il pero e il melo la muffa grigia può generare dei tumori sui rami colpendo i piccoli frutti che anche durante la conservazione in frigorifero può svilupparsi dando origine a delle aree tondeggianti che diventano scure e molli e in poco tempo si ricoprono di muffa grigia.
I danni maggiori si riscontrano sui germogli, sui fiori e sui frutti dove il fungo forma una lanuginosa muffa grigia che contiene le spore. La malattia inizialmente si riconosce dalle macchioline di colore verde scuro cerchiate di giallo che si formano sulle foglie e sui fusti, e che diventano sempre più scure fino alla marcescenza, mentre sul terreno infetto si forma una muffa a tela di ragno detta “ MALATTIA DELLA TELA” che attacca le piante e provoca la moria dei semenzali. La malattia della tela può colpire anche le coltivazioni sotto vetro di piante da orto.
Le piante colpite sono un numero enorme sia tra quelle coltivate che quelle spontanee, e su gran parte delle piante da frutto tra le quali la vite viene colpita in modo particolare sui germogli e sui grappoli; gravi danni  si riscontrano su fragole, carote, piselli, pelargoni, ciclamini, garofani. Su piante da frutto come il pero e il melo la muffa grigia può dare origine a piccoli tumori sui rami e sui frutti con formazione di piccole aree di marciume secco che, durante la conservazione in frigorifero possono far marcire i frutti.
Lotta: la lotta è preventiva e primariamente rivolta alle tignole e all’oidio che provocano le ferite che favoriscono la contaminazione del fungo. Inoltre la prevenzione è data dalla  distanza da una pianta all’altra e dal concimazioni adatte, fertilizzanti a base di roccia, corteccia di pino;  la poltiglia bordolese che si è dimostrata efficace nella lotta contro la peronospora riducendo gli attacchi della muffa grigia o Botrytis cinerea.
Altro rimedio onde evitare la diffusione del fungo è il tempestivo intervento sulle piante contaminate che devono essere estirpate e bruciate.
I rimedi chimici a base di fungicidi, sono i soli che possono contrastare la muffa grigia a livello preventivo.

Muffa bianca ( scierotinia sierotiorum ) si riconosce dalle macchie oleose che si formano sulle foglie, colpisce qualsiasi pianta. Inizia con l’ingiallimento delle foglie dalla parte apicale, e il conseguente disseccamento completo. Allo stesso tempo la pianta viene ricoperta da uno strato biancastro cosparso di corpi scuri, gli sclerozi, grazie ai quali il fungo rimane attivo anche per anni nel terreno.
Danni:  le piante che vengono attaccate se non sono curate in tempo marciscono.
Le condizioni favorevoli per lo sviluppo del fungo della muffa bianca sono i terreni leggeri e molto umidi associati ad un clima freddo, pertanto lo sviluppo avviene maggiormente durante le stagioni primaverili e autunnali.
Lotta  preventiva inizia evitando di ripetere le coltivazioni nei terreni già precedentemente infettati, evitare un eccessivo uso di concimi ricchi di sostanze organiche, applicare preventivamente dei fungicidi.

Cancro: trattasi di alterazioni che si formano sul colletto, sui rami degli alberi e consistono in rigonfiamenti, tumefazioni, fessurazioni, screpolature. In genere sono la conseguenza di attacchi da parte di funghi di vaio tipo. Più gravi sono le alterazioni provocate da batteri comeCorynebacterium fascians e l’agrobacterium tumefaciens.
I danni i rami su cui si forma il cancro vengono circondati e la parte di rami che si trovano oltre la parte colpita si seccano.
Le piante colpite sono diverse: da frutto come pero e melo (nectria galligena), castagno (endothia parasitica). Piante forestali come querce, pioppo, frassino, faggio e inoltre dei rami della rosa (coniothyirum rosarum c. werndorffiae )sui quali compaiono delle macchie giallo brune contornate di rosso. Anche la rogna dell’olivo è considerata un cancro causato da batteri.
La lotta è innanzitutto preventiva con trattamenti che consistono in irrorazioni di prodotti anticrittogamici in modo particolare dopo eventi atmosferici o di altra natura che possono aver provocato ferite sulla corteccia delle piante, e al termine del periodo di crescita della pianta.
Eliminare preventivamente i rami con alterazioni sospette, e trattare le ferite e i tagli coprendoli con mastici specifici.
I rimedi, colturali, quando la malattia è già comparsa è l’eliminazione mediante raschiatura del cancro e della parte di legno malata bruciandola.
I rimedi chimici consistono nell’applicare un fungicida che sia a base di rame e, come detto precedentemente, coprire la piaga con il mastice specifico.

Malattia del corallo: si tratta sempre di funghi che si sviluppano sulle parti legnose, compaiono quindi dei cancri sui rami che successivamente disseccano e in seguito si formano dei granuli rossi sulle parti ammalate.
i rimedi culturali e meccanici consistono nell’ asportazione del cancro e del legno malato ed eliminarlo bruciandolo.
I rimedi chimici  consistono nell’applicare fungicidi a base di rame.