Lampada a incandescenza

Sono le più utilizzate nelle nostre case. Sfruttano l’effetto Joule: un filamento di tungsteno è riscaldato dal passaggio della corrente elettrica fino a diventare incandescente. L’accensione è immediata e non sono richieste apparecchiature ausiliarie per l’accensione. La resa dei colori è ottima (IRC=100). Purtroppo hanno una bassa efficienza luminosa (8-15 lumen/W) e una vita limitata (1.000 ore), inferiore a quella di altri tipi di lampada. Variazioni nella tensione di alimentazione si riflettono sensibilmente sul flusso luminoso.

Lampade alogene

Sono anch’esse lampade a incandescenza e quindi sfruttano lo stesso principio delle lampade normali.
All’interno del bulbo, piccole quantità di uno speciale sale danno luogo a un processo che rallenta notevolmente il consumo del filamento. Infatti il sale fa ricadere sul filamento le particelle di tungsteno volatilizzato (sublimato) che compongono il filamento stesso. Alogeno significa infatti generatore di sale.
Anche le lampade alogene hanno accensione immediata, non richiedono apparecchiature ausiliarie e hanno un’ottima resa dei colori (IRC=100). Hanno inoltre un’efficienza luminosa superiore alle normali lampade a incandescenza (16-25 lumen/W) e una vita doppia (2.000 ore), ma per contro hanno un costo decisamente più elevato, una maggiore temperatura di funzionamento e sono più delicate.

Lampade fluorescenti

Queste lampade fanno parte della categoria delle lampade a scarica nel gas. Per accendersi hanno bisogno di una tensione di innesco che si produce grazie allo starter (un elevatore di tensione) e quindi di un dispositivo che limiti la corrente di funzionamento, ovvero del reattore. La loro efficienza luminosa è più alta di quella delle lampade a incandescenza (40-90 lumen/W) e la durata può arrivare alle 10.000 ore. Purtroppo hanno bisogno di apparecchiature ausiliarie (starter e reattore) per accendersi, hanno grandi dimensioni e non si possono usare con regolatori di luce.
La durata risente del numero di accensioni e le basse temperature possono ridurne sensibilmente l’efficienza.

Lampade fluorescenti compatte

In questo tipo di lampade le apparecchiature ausiliarie per l’accensione, di tipo elettronico, fanno parte integrante della lampada stessa, che può essere quindi avvitata a un portalampada di tipo Edison, come una normale lampada a incandescenza.
L’efficienza luminosa e la durata sono simili a quelle delle lampade fluorescenti normali, però le dimensioni sono nettamente inferiori: il tubo in vetro infatti non è lineare, bensì ripiegato più volte su se stesso.
La loro durata risente del numero di accensioni e sono particolarmente adatte nei luoghi dove devono rimanere in funzione ininterrottamente per lungo tempo. Non possono essere usate con regolatori di luce.

Altri tipi di lampade

Vi sono altre lampade generalmente non impiegate in casa, ma vantaggiose negli impianti industriali e nei laboratori.

Lampade a vapori di mercurio

Sono utilizzate per illuminare grandi edifici di tipo industriale. Hanno bisogno di un apposito alimentatore e tempi di accensione di 4-5 minuti. Efficienza luminosa 30-60 lumen/W e durata 10.000 ore.

Lampade a vapori di sodio

Hanno bisogno di uno speciale alimentatore e di un dispositivo accenditore. Hanno un’efficienza luminosa pari a 65-125 lumen/W e una durata di 10.000 ore. Esistono però nuovi tipi di lampade al sodio che non hanno bisogno dell’accenditore.

Lampade a induzione

Con un’efficienza luminosa di 65 lumen/W hanno una durata di 60.000 ore.

INDICE DI RESA CROMATICA

Un oggetto che non emette luce propria appare di un certo colore perché riflette quelle determinate radiazioni luminose tipiche di quel colore. Risulta ovvio che tali radiazioni devono essere presenti nell’emissione luminosa della lampada per poter essere riflesse. Per una buona illuminazione devono essere presenti tutte le lunghezze d’onda della luce visibile. Perle lampade esiste l’indice di resa cromatica (MQ che assume un valore massimo pari a 100. Un IRC = 85-100 indica un’ottima resa cromatica. Questa è buona tra 70 e 85 e discreta tra 50 e 70.

ATTENZIONE!

Il bulbo delle lampade alogene non deve essere toccato con mani nude, perché le piccole tracce di grasso lasciate sul vetro della lampada innescano un processo di devetrificazione che può facilmente causare la rottura del bulbo della lampada. Pertanto, quando dobbiamo sostituire una lampadina alogena, ricordiamoci di maneggiarla o con un paio di guanti oppure con un pezzo di tela: sembra una precauzione da poco ma permette di risparmiare tantissimo sulla durata della lampada. Ricordiamoci anche di non toccare mai una lampada alogena se non dopo che si è raffreddata a dovere: scotta terribilmente.