Rosa

Per evidenti motivi di spazio tratteremo in maniera estremamente succinta questo genere di specie arbustive o sarmentose, talvolta rustiche altre delicate, vere regine dei giardini.

Alle numerose specie di ROSA esistenti devono aggiungersi le moltissime varietà e razze, ottenute da appassionati e ricercatori per ibridazione.

Pianta generalmente spinosa e decidua, ha foglie alterne, imparipennate, con margine dentato.

I fiori possono essere solitari o raggruppati in corimbi, più o meno grandi, a corolla semplice, semidoppia o doppia, con stupende colorazioni che toccano una gamma amplissima di colori e di sfumature: bianco, giallo, rosso, viola. Ornamentali, anche se in misura alquanto minore, sono pure i frutti, o cinorrodi, di colore rosso.

In giardino serve per formare alberelli, aiuole, bordure, gruppi isolati, siepi. Si utilizza pure per creare pergolati e ricoprire muri o tralicci.

Temperatura

Ci sono rose che dimostrano una buona resistenza al freddo altre, invece, sensibili alle basse temperature. Queste ultime andranno protette rincalzando con terra la pianta fino a un’altezza di circa 30 cm e, se necessario, impiegando ramaglia, letame o altro materiale.

Esistono spray che spruzzati sui rami garantiscono il mantenimento di una giusta umidità impedendo così ai venti di disseccare la pianta.

Luce

Preferiscono posizioni soleggiate.

Acqua

Annaffiare normalmente (attenzione ai ristagni), ma in maniera costante in fase di fioritura. Si eviti di bagnare le foglie per scongiurare lo sviluppo di malattie fungine. Rosa

Terreno

Genere adattabile, fatta eccezione per i suoli troppo calcarei o sciolti. Ideali sono quelli freschi, profondi, senza ristagni d’acqua, ben dotati di sostanza organica, di medio impasto. Dimostra una leggera preferenza per i terreni argillosi a reazione neutra o leggermente acida.

Impianto

In autunno o all’inizio della primavera, comunque lontano dai geli, a seconda delle specie.

Vediamo alcune norme da rispettare: la buca d’impianto (50-60 cm per altrettanti di diametro) va scavata almeno tre settimane prima della messa a dimora; sul fondo lascerete un cono di terra soffice che potrete mescolare con torba o altro fertilizzante.

Prima di disporre la pianta, occorre spuntare leggermente radici e rami, quindi immergere per un paio di ore le radici fino al colletto in un secchio contenente una miscela di acqua, terra e letame, così da facilitare la radicazione.

Si dispone la rosa nella buca, allargando le radici a raggera sul cono, evitando che vengano a contatto diretto con il concime.

La profondità di piantagione sarà regolata in base al nodo presente sul fusto e generatosi nel punto in cui la varietà gentile è stata innestata sul selvatico. Nei climi temperati il nodo sarà sistemato a livello del suolo o appena sopra, nei climi rigidi esso verrà interrato di qualche centimetro.

Collocata la pianta, se ne ricoprono le radici con la miscela di acqua, terra e letame utilizzata, quindi si completa con la terra asportata nello scavo della buca. Comprimere con i piedi la terra attorno al colletto e annaffiare abbondantemente.

Cure colturali

Una delle operazioni principali da effettura consiste nell’eliminazione dei polloni nati dal selvatico. Al proposito si deve intervenire quando il pollone è appena spuntato e non ha ancora lignificato, mettendo a nudo la radice e asportandolo perfettamente per impedire che ricacci.Rosa

Le rose sensibili al freddo vanno opportunamente protette. La concimazione è utile soprattutto quando si effettuano forti potature. L’asportazione dei fiori va fatta utilizzando forbici pulite.

In certi casi è vantaggioso eliminare i boccioli laterali di un gambo, fatta eccezione per quello apicale, per ottenere fiori più belli.

Potatura

Riducendo al minimo le indicazioni, ricordiamo che le rose fioriscono sulla vegetazione nuova dell’anno (rami di colore verde).

Cercheremo di lasciare meno legno vecchio possibile (rami di tre anni di colore nero), ribassandoli fino a qualche giovane inserzione inferiore, così come per i rami di due anni (colore verde brunastro).

Nel caso in cui la vecchia branca non avesse rami giovani, lo si sopprime completamente.

I rami giovani si potano poco sopra una gemma esterna, mantenendolo da due a otto gemme a seconda della specie e della varietà.

Tale potatura si effettua in genere a marzo e si anticipa a febbraio nelle zone più miti, mentre si posticipa ad aprile in quelle più fredde; s’addice agli ibridi di thea, agli ibridi rifiorenti, alle floribunda, alle grandiflora, ai rosai miniatura.

I rosai rinfiorenti subiranno un successivo intervento cesorio verde, da attuarsi al termine della fioritura primaverile, con il quale – oltre alla soppressione dei fiori appassiti e, talvolta, di parte delle foglie – si accorcia il fusto di 12-30 cm, potando sopra gemme ben formate, le quali daranno poi origine alla futura fioritura.

La potatura di formazione dei rosai a cespuglio consiste nel mantenere tre rami per pianta, accorciandoli a due-tre gemme se sono esili, o a cinque se più robusti. Una potatura di riforma può essere utile se la pianta tende a crescere eccessivamente: si potano i rami vecchi vicino a terra e si distribuiscono forti concimazioni per sollecitare l’emissione di nuovi getti.

Comunque, questa potatura andrà diluita nel corso di due-tre anni. I nuovi germogli andranno potati a due-tre gemme al termine dell’inverno successivo.Rosa

I rosai ad alberello vanno potati corti sul legno giovane a fine inverno e andranno mondati dai polloni che crescono sul fusto e sulle radici prima che lignifichino.

I rosai sarmentosi o rampicanti possono essere a forte o a debole vegetazione. I primi sono sovente ibridi di R. wichuraiana e recano fiori solo una volta l’anno in maggio-giugno, mentre i secondi sono rifiorenti. Quest’ultimi si potano come i rosai a cespuglio, con l’accorgimento di mantenere molto più lunghi i rami di un – anno (1 m) facendo in modo che la pianta formi una sufficiente intelaiatura per appoggiarsi ai sostegni prestabiliti.

Dopo questa prima fase si poteranno a marzo i rami laterali a due-tre gemme, rinnovando ogni tanto il legno vecchio.

I rosai sarmentosi a forte vegetazione emettono getti vigorosi, lunghi anche più di 2 m, nei quali la fioritura si avrà solo l’anno successivo su piccoli rametti laterali. Per questo nel primo anno non si interviene con tagli cesori, ma ci si limita a piegare i getti in inverno facendoli scorrere orizzontalmente lungo i sostegni.

L’anno successivo si avrà lo sviluppo dei rametti fioriferi i quali a fine inverno andranno potati rasi al ramo principale che, successivamente, emetterà nuovi getti vigorosi.

Il terzo anno aumenterà la fioritura, in quanto si formeranno due rametti fioriferi per ciascuno asportato. Dopo questa fioritura il ramo andrà eliminato in estate perché ormai vecchio.

Per i rosai sdraiati o tappezzanti si può ricorrere alla curvatura dei rami di un anno di età, dopo che sono stati cimati in inverno, volgendoli verso il basso e fissandoli al suolo mediante pioli. In tal modo avremo un’abbondante emissione di ramoscelli secondari fioriferi che tappezzeranno il giardino.

L’inverno successivo si poteranno all’inserzione con il ramo principale quelli che hanno fiorito; presso la curvatura spunteranno nuovi getti che piegheremo e legheremo come i precedenti.

Moltiplicazione

Per seme, talea, propaggine o innesto (gli ibridi). Le talee, con tallone o comuni, si effettuano in settembre-ottobre utilizzando getti laterali di un anno, forti e del diametro di 1 cm circa.

Avversita’

Il cancro si manifesta con zone brune necrotiche dapprima sui germogli e poi sugli steli.

L’oidio si mostra sottoforma di una muffa biancastra che invade germogli, boccioli e foglie disseccandoli e si sviluppa con favorevoli condizioni di umidità; si devono perciò evitare le posizioni poco soleggiate, l’umidità stagnante, gli impianti fitti.

La perono-spora attacca foglie e steli causando macchie bianche che in seguito ingialliscono; la ruggine colpisce la pagina inferiore della foglia con tacche rossastre causandone la caduta.

La macchia nera è una malattia molto diffusa: le foglie si coprono di macchie scure, quindi disseccano e cadono.

La rogna produce ingrossamenti nei tessuti, soprattutto in prossimità del colletto e delle radici. Può essere colpita anche da numerosi parassiti.