Massaggio cardiaco

Il massaggio esterno del cuore tramite compressioni ritmiche sul torace va effettuato quando constatiamo, premendo con due dita ai lati del pomo di Adamo il collo dell’infortunato, l’assenza del battito cardiaco.

Le procedure da seguire sono le seguenti:

  • Applicare le due mani sovrapposte con il palmo rivolto verso il basso in corrispondenza della parte inferiore dello sterno.
  • Esercitare pressioni ritmiche energiche verticali appoggiando alle mani il peso del corpo e staccando ogni volta le mani dal torace per permettere a quest’ultimo di espandersi per elasticità.
  • Continuare al ritmo di 50-60 pressioni al minuto.

Il massaggio cardiaco deve essere sempre preceduto o abbinato alla respirazione artificiale con insufflazione orale. Pertanto, mentre un soccorritore pratica la respirazione con maschera oronasale, un secondo effettuerà contemporaneamente il massaggio cardiaco. Nel caso in cui il soccorritore sia solo, dovrà comportarsi così:

  • Iniziare con 5 massaggi al cuore, effettuare una insufflazione orale, riprendere con altri 5 massaggi, effettuare una insufflazione e così via.
  • Sospendere le operazioni di rianimazione soltanto quando l’infortunato avrà ripreso a respirare da solo e le pupille torneranno a restringersi: controllare se la respirazione spontanea si mantiene. In caso contrario continuare la terapia.
  • Non deve essere somministrato nessuno stimolante, se non prescritto dal medico. Ricordare nuovamente: la tempestività è essenziale!

Allontanare immediatamente dalla persona folgorata cavi e fili elettrici utilizzando un manico di scopa o altro materiale isolante.

RESPIRAZIONE ARTIFICIALE
CON MASCHERINA BOCCA-NASO (ORO-NASALE)

  • Posizionare l’infortunato sulla schiena e collocarsi a lato della sua testa.
  • Munirsi dell’apposita maschera oro-nasale e posizionare il “gruppo valvola” nel collo della maschera.
  • Piegare all’indietro il capo dell’infortunato (per aprire il passaggio dell’aria) ponendogli una mano sotto la nuca mentre con l’altra si fa leva sulla fronte.
  • Applicare la maschera coprendo il naso e la bocca dell’infortunato.
  • Dare due lente e profonde insufflazioni e osservare il sollevamento del torace. Quando il torace si solleva, praticare un ciclo regolare di 12-15 insufflazioni per minuto.

IN PRESENZA DI USTIONI

  • Iniziare subito la respirazione artificiale ed eventualmente il massaggio cardiaco.
  • Non rimuovere i vestiti bruciati e non rompere le vesciche.
  • Non applicare lozioni o pomate.
  • Ricoprire la parte ustionata con garza possibilmente sterile e asciutta.
  • Se l’infortunato non ha perso conoscenza ed è in grado di inghiottire, gli si possono dare per bocca 300 grammi di acqua (circa una scodella) nella quale siano stati disciolti un cucchiaio di bicarbonato e un cucchiaio di sale da cucina. Se l’infortunato vomita, cessare immediatamente la somministrazione del liquido.
  • Trasferire appena possibile l’infortunato in ospedale.

L’ALTA TENSIONE

Perché si utilizza l’alta tensione per trasportare l’energia elettrica fino alle nostre città, per poi passare alla bassa tensione che arriva nelle nostre abitazioni?

Abbiamo visto che la potenza elettrica dipende dal prodotto di due grandezze: la tensione V e la corrente I.
Semplificando la noiosa parte matematica, ammettiamo che la potenza (espressa in watt) che interessa un elettrodotto sia pari a:

P = V • 1

Nel caso si debbano trasportare 100 watt, si può scegliere tra diverse soluzioni come per esempio:

1 volt con 100 ampere 100 volt con 1 ampere

Se aumentiamo la tensione possiamo ridurre la corrente.

Poiché una corrente elevata crea grosse perdite dovute all’effetto Joule, e costringe a usare costosi cavi di grande sezione, è preferibile adottare la soluzione dell’alta tensione, con una bassa corrente.

CONSIGLI PER LA SICUREZZA

PENSARE SEMPRE AI BAMBINI

  • Coprire le prese con i copripresa di plastica.
  • Evitare di lasciare prolunghe sul pavimento.
  • Non lasciare sotto tensione le prolunghe.
  • Scollegare o spegnere sempre gli apparecchi che producono calore dopo averli utilizzati.
  • Fare in modo che i bambini imparino gradualmente a conoscere gli impianti, il loro uso e i rischi che comportano.

LAVORARE IN SICUREZZA

  • Disinserire sempre la spina di un apparecchio elettrico prima di ripararlo.
  • Togliere la corrente con l’interruttore generale prima di ogni intervento su un impianto interno.
  • Non perforare mai una parete senza sapere dove sono dislocati i cavi o le prese elettriche.
  • Non toccare i fili scoperti.
  • Non riparare le prolunghe con il nastro isolante.
  • Evitare di incastrare o schiacciare i cavi quando si spostano i mobili.
  • Non toccare mai un apparecchio elettrico stando con i piedi immersi nell’acqua (l’acqua aumenta la conducibilità elettrica del corpo umano).
  • Se si scoprono dei fili non isolati o si avverte un calore anomalo o una sensazione di formicolio al contatto di un apparecchio, o ancora uno sfrigolio, scollegare subito l’apparecchio.
  • Non lasciare mai una fonte di calore (radiatore mobile) vicino a una tenda o ai tessuti in genere.
  • Evitare di assentarsi dalla cucina mentre si sta cuocendo.
  • Non ostruire le griglie d’aerazione che lasciano fuoriuscire il calore prodotto da un apparecchio elettrico.
  • Non utilizzare mai dell’acqua per spegnere un incendio di origine elettrica.
  • Non tirare i cavi per scollegare gli apparecchi dalle prese.
  • Se in casa ci sono elementi difettosi, come interruttori rotti, fili scoperti o prese danneggiate, sostituirli immediatamente.

PRECAUZIONI IN GIARDINO

  • Non posizionare nessun attrezzo metallico alto (una scala, una canna da pesca, l’albero di un’imbarcazione o un ponteggio) nelle vicinanze di una linea elettrica.
  • Non far mai volare un aquilone in prossimità di linee elettriche.
  • Prima di utilizzare un apparecchio elettrico all’esterno, assicurarsi che il terreno non sia bagnato e che i cavi di collegamento siano in buono stato.

MANUTENZIONE DEGLI IMPIANTI

  • I rischi di cortocircuito aumentano con l’usura dei componenti.
  • Fare effettuare da un esperto un controllo dell’impianto almeno ogni vent’anni.

L’IMPIANTO DI TERRA

Possiamo osservare che tra i due fili (fase e neutro) di una presa e di una spina c’è normalmente un cavo di colore giallo-verde. Negli impianti domestici più recenti lo ritroviamo al centro di tutte le prese. Questo conduttore fa capo a un dispersore, solitamente un picchetto d’acciaio conficcato nel terreno, quindi a potenziale zero; questo è il circuito di terra. Il circuito di terra, quando è abbinato a un interruttore differenziale, forma un buon sistema di protezione contro le tensioni di contatto e le dispersioni elettriche.

Tale circuito ha lo scopo di scaricare a terra le eventuali correnti dovute alla presenza di tensione sulla superficie metallica degli elettrodomestici, causate da un guasto o da qualsiasi altro evento accidentale.

IL CONSIGLIO

È buona norma ispezionare una volta all’anno il cavo di terra nel punto in cui è fissato al palo dispersore. Il morsetto di collegamento potrebbe ossidarsi e col tempo corrodersi, rendendo inefficace l’impianto. La corrosione è dovuta a reazioni chimiche tra il rame del morsetto, il ferro del palo e i sali contenuti nel terreno.

IL FILO VERDE-GIALLO

In un impianto elettrico domestico ogni apparecchio elettrico è collegato al collettore principale di terra (al palo di terra) tramite l’apposito filo di colore verde-giallo. Nel caso un edificio fosse sprovvisto dell’impianto di terra, è necessario realizzarlo tempestivamente mediante i regolari pali dispersori. E tassativamente proibito utilizzare le tubazioni dell’acqua, del riscaldamento e del gas come dispersori di terra.

Una situazione pericolosa

Si manifesta quando si tocca un oggetto conduttore che normalmente si trova a potenziale zero, ma che per un’anomalia nel funzionamento si trova a potenziale diverso da zero. Per esempio, se cede l’isolante del circuito elettrico di una lavatrice l’intera parte metallica dell’elettrodomestico si potrebbe portare a 220 volt, con pericolo di folgorazione in caso di contatto.

La possibile soluzione

Ci si protegge collegando la lavatrice a un corpo che è costantemente a potenziale zero. Il corpo che ci garantisce un potenziale costantemente a zero è il nostro pianeta: la Terra. Collegando a terra le parti metalliche degli apparecchi elettrici, ci poniamo al sicuro da contatti con potenziali pericolosi.

Il collegamento di terra provoca, in caso di guasto, una circolazione di corrente dall’elettrodomestico verso terra.
Questa corrente viene avvertita dall’interruttore differenziale (salvavita) che scatta, eliminando la tensione da tutto l’impianto elettrico collegato. Normalmente le apparecchiature elettriche domestiche vengono collegate a terra tramite il foro centrale delle prese. Ma attenzione: si è sicuri solo se l’impianto di terra è esistente!