Città e topi

Il titolo indica con chiarezza due argomenti che apparentemente possono sembrare definiti, ma se li osserviamo con l’occhio esercitato del naturalista-ecologo ci rendiamo conto che nascondono complessità di cui è necessario tenere conto se si vuole progettare bene il lavoro di bonifica murina urbana.

UN SISTEMA COMPLESSO

La città è un sistema complesso che possiamo suddividere in due grandi sottosistemi: le aree di pertinenza pubblica e quelle di pertinenza privata.

Nel contesto pubblico possiamo indicare gli edifici scolastici, gli ospedali, gli uffici e, entrando negli spazi aperti, i parchi, le strade e la rete idrica e la fognatura, senza contare i canili e, in questi ultimi tempi, il diffondersi dei gattili.

Nel contesto privato l’elenco potrebbe comprendere tutti gli edifici ad uso abitativo, le industrie (in particolare quelle alimentari), gli esercizi commerciali e di ristorazione, gli sporting club ecc. Inoltre ogni sottosistema può essere suddiviso a sua volta, ad esempio, in spazi aperti e spazi confinati.

Se osserviamo più da vicino ad esempio le scuole, vediamo che le problematiche si intrecciano perché coesiste la linea alimentare, vedi refettorio, la rete fognaria e L’area verde di pertinenza, e non può logicamente essere trascurata l’interazione con l’ambiente circostante, né con il tipo di utenza.

Continuando la nostra disamina, vediamo che le fognature possono essere definite le “autostrade” dei nostri ratti (il Rattus norvegicus viene infatti appellato il Ratto delle fogne), attraverso di esse i vari nuclei familiari si spostano dalle loro tane, non facili da identificare, verso i punti di approvvigionamento. Non a caso si nota una forte presenza murina nelle aree circostanti i ristoranti.

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Quindi dalla fogna ai punti di alimentazione i ratti da dove passano? Ed ecco che all’attento osservatore, soprattutto nelle ore crepuscolari, emergono dalle bocche di lupo ombre furtive che rapidamente appaiono e scompaiono secondo camminamenti sempre uguali.

MEGLIO PREVENIRE

Cosa fare o cosa si dovrebbe fare per contenere il fenomeno dei ratti urbani? Diamo per scontato che la corretta gestione dei rifiuti sia la variabile più importante, ma siamo anche consapevoli che il nostro dire rimane un’istanza di principio, di fatto il fenomeno delle discariche abusive e degli alimenti abbandonati nei giardini pubblici è in allarmante aumento e noi “derattizzatori” ne dobbiamo prendere atto e intervenire con “terapie” d’urto in attesa che le cose cambino.

L’elenco riportato è tutt’altro che completo e i dati sono l’insieme della mia esperienza diretta, delle informazioni verbali di alcuni derattizzatori e della poca letteratura disponibile. Per le specie indicate si vedano le schede bioetologiche allegate. In conclusione posso affermare che i roditori si distribuiscono nel contesto urbano a macchia di leopardo e di conseguenza i piani di lotta devono prima individuare le aree da trattare e successivamente intervenire in modo da attenuare la consistenza numerica delle singole colonie, quindi l’approccio metodologico deve, nella maggior parte dei casi, essere “razionalmente localizzato”.

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Città e topi
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Qual'è il rapporto della popolazione murina nelle nostre città? Ecco spiegato il rapporto topi e città.
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