Carrubo

Il Carrubo è un albero di terza grandezza, alto sino a 15 (20) m, sempreverde, a tronco tozzo e irregolare con rami sparsi e corona ampia e densa; corteccia bruno-rossiccia, fessurata.

Foglie permanenti, coriacee, alterne, ornate alla base da stipole piccole e caduche, paripennate, con 3-5 paia di foglioline brevemente picciolate, ovato-rotondate (sino a 6 x 5 cm), interissime ai margini, spesso smarginate all’apice, di colore verde-scuro, lucide e glabre di sopra, glaucescenti e bruno-rossastre di sotto.

Fiori molto piccoli, unisessuali, dioici o poligami in racemi brevi ascellari nascenti sul legno vecchio e anche sul tronco (caulifloria), calice peloso con 5 denti caduchi, corolla nulla, stami 5 liberi.

Carrubo

Il frutto del Carrubo è un grosso legume (10-15 [20] x 2-3 cm) coriaceo e pendulo, appiattito, a suture ingrossate, indeiscente, di colore bruno-violaceo e contenente 10-16 semi ovoideo-compressi, bruno-lucenti, entro un mesocarpo polposo e zuccherino.
Fiorisce dal maggio sino all’autunno.

Il Carrubo, originario dei paesi mediterranei orientali e dell’Asia minore, si è esteso con la coltivazione a tutti i paesi del Mediterraneo nell’orizzonte climaxico delle sclerofille sempreverdi caratterizzandone con l’Olivo la fascia più calda dell’Oleo-Ceratonieto.

Specie lucivaga e termofila, predilige i terreni calcarei litoranei e le stazioni asciutte di pendio, innalzandosi sino a un massimo di 600 m. Si coltiva largamente per i suoi frutti utilizzati come foraggio per i cavalli e commestibili, nonché come albero ornamentale e di ombra nei parchi, nei giardini e nelle alberature stradali.

I semi del Carrubo si usano per la preparazione degli appretti nell’industria tessile. Il legno, differenziato in alburno di colore chiaro e durame roseo-bruno ma con anelli poco distinti, è duro e compatto; si impiega generalmente nella fabbricazione di attrezzi agricoli e in lavori di carradore; in linea subordinata per lavori di tornio e intarsio.