Ciavardello

Il legno del Ciavardello, di colore rosso-bruno scuro con alburno più chiaro, è molto pesante, duro e compatto; è ricercato per lavori di tornio e di ebanisteria.
I frutti sono ricercati dagli uccelli e sono pure eduli.

Il Ciavardello è un albero di terza grandezza, alto sino a 15 (22) m, o arbusto, con rami bruno-grigi, lucidi e un po’ angolosi, formanti una corona ampia e appiattita; corteccia ornata da lenticelle chiare ellittiche.

Foglie alterne, semplici, lungamente picciolate (2-5 cm) e ornate da stipole lineari (12 mm) peloso-ghiandolose, a lamina ovato-lobata (7-12 [15] x 5-8 [10] cm), subcordata alla base, con 3-4 paia di lobi profondi e acuti, irregolarmente dentati ai margini, e lobo terminale acuminato, peloso da giovane, verde e glabra sulle due pagine in età, con 3-5 paia di nervature secondarie rilevate, volgenti al rosso-sanguigno in autunno.

Fiori ermafroditi, in corimbo ramoso ampio ed eretto; calice peloso a lacinie triangolari caduche; corolla a petali subrotondi o obovati, bianchi e senza unghia; stami lunghi come i petali, ad antere gialle; stili 2, connati sin quasi a metà.

Il frutto del Ciavardello è un pomo obovato o subgloboso (5-15 mm in diametro), di colore giallo-rossastro punteggiato, bruno a maturità e di sapore acidulo; endocarpo membranoso con 4 semi trigoni rosso-bruni. Fiorisce in maggio-giugno.

Il Ciavardello ha un areale che si estende dall’Europa centro-meridionale al Caucaso, all’Asia minore e all’Africa minore; in Italia si trova in tutta la penisola e le isole, dal piano sino a 1000 m, e vive sporadico nei boschi di latifoglie dei piani basale e montano, negli arbusteti, sulle pendici detritiche e tra le rupi con predilezione per le stazioni solatìe e per i terreni calcarei.