Impianto idraulico l’acqua vista da vicino

Quanta acqua c’è sul nostro pianeta? Si pensa che, in tutto, sulla Terra, vi siano 1,5 miliardi di km3 di acqua, di cui il 97% è costituito da acqua salata (oceani e mari), e il restante 3% da acqua dolce, concentrata in ghiacciai e falde sotterranee.

Quanta acqua consumiamo?

II 73% dell’acqua viene usata per irrigare i campi, il 21 % per alimentare l’industria e il 6% per le esigenze domestiche. Nel nostro Paese il consumo si aggira sugli 80 metri cubici l’anno per persona, equivalenti a 220 litri giornalieri. Dei 220 litri d’acqua potabile utilizzati quotidianamente da ogni persona, solo pochi vengono usati per scopi alimentari: ne vengono infatti bevuti solo 3 litri, mentre gli altri vengono usati di volta in volta per lo scarico del WC (10 litri ogni volta che scarichiamo), per i lavandini, per le lavatrici, per le lavastoviglie e per le vasche da bagno.

La durezza dell’acqua

L’unità di misura più comune della durezza dell’acqua è il grado francese (F°). 1 F° corrisponde a 10 milligrammi di carbonato di calcio per litro d’acqua.

La nostra normale acqua potabile, in media, ha dei valori di durezza tra i 15 e i 25 gradi francesi. In passato, per "durezza" si intendeva la capacità di un’acqua di far precipitare i saponi. Secondo l’attuale convenzione per durezza dell’acqua si intende il contenuto di sali, in particolare bicarbonati di calcio, bicarbonati di magnesio e solfati di calcio.

I bicarbonati di calcio e magnesio, a temperatura ambiente, si sciolgono in acqua ma, ad alte temperature, precipitano causando incrostazioni. Ecco spiegato il bianco che si nota in fondo alle pentole. La durezza dovuta a questi sali di calcio e magnesio si dice temporanea, perché è eliminabile tramite l’ebollizione.

La durezza causata invece dagli altri sali, eliminabile solo attraverso processi di addolcimento con speciali filtri, si dice permanente. La somma di questi due elementi è la durezza totale.

Una piccola annotazione sulla presenza del calcio nell’acqua: non è vero che il calcio contenuto nell’acqua potabile utilizzata per cucinare può causare danni perché provoca la calcolosi renale: anzi, di solito non assumiamo abbastanza calcio, tant’è che i ricercatori lo indicano come uno dei pochi minerali che valga la pena integrare con 0,5 grammi al giorno, soprattutto per la prevenzione dell’osteoporosi.

Dieci litri di normale acqua forniscono mezzo grammo di calcio.

IL CALCARE

L’acqua che scorre nelle falde sotterranee entra in contatto con strati di minerali come calcio e magnesio, che formano il cosiddetto calcare. Visto che la quantità del calcare nel sottosuolo cambia da zona a zona, vi sono acque con un minor o maggior contenuto di calcare.

Il calcare è il massimo responsabile delle incrostazioni che si formano nelle tubature e negli impianti dove scorre l’acqua, in particolare quella riscaldata. Le incrostazioni calcaree che si notano sul fondo delle pentole sono il risultato del successivo depositarsi dei sali in seguito all’evaporazione dell’acqua.

Il fenomeno è tanto più frequente e intenso, quanto maggiore è la durezza dell’acqua. Le acque ricche di calcio, per effetto della temperatura, provocano un progressivo accumulo di carbonati di calcio che si depositano sulle superfici di contatto. Questo fenomeno comporta un notevole danno: spesso infatti siamo costretti a pagare grosse somme di denaro per far riparare gli impianti idrici e gli elettrodomestici.

L’accumulo di calcare ci costringe anche a consumare più energia per il riscaldamento: si pensa che un elettrodomestico "aggredito" dal calcare consumi il 30% di energia in più e subisca un precoce invecchiamento. Un altro inconveniente legato all’eccessiva concentrazione di calcio e magnesio nell’acqua è quello di ostacolare l’azione dei saponi e dei detersivi, provocandone un eccessivo consumo e l’inefficacia. In particolare per la pulizia corretta della pelle.

Pertanto è inutile acquistare costosi saponi, detergenti e ottime creme se poi l’acqua non è adatta per una buona pulizia: avremo come risultato di inquinare maggiormente l’ambiente e di maltrattare inutilmente la nostra pelle.

ELIMINARE IL CALCARE

Per l’eliminazione del calcare dall’impianto idrico di casa è necessario installare, subito dopo il contatore, un efficace dispositivo addolcitore. Quelli chimici hanno la forma di un barilotto scoperchiabile e contengono una serie di filtri attraverso cui scorre l’acqua: nel passaggio avvengono le reazioni che fanno depositare i sali calcarei.

Periodicamente, secondo le indicazioni del costruttore, si apre il barilotto e si sostituiscono i filtri. Questi apparecchi sono presenti in quasi tutti gli impianti delle macchine per caffè espresso da bar. Esistono anche altri tipi di addolcitori, con differenti principi fisici di funzionamento. Attenzione: considerati i costi piuttosto elevati, è bene interpellare una seria azienda specializzata per verificare i benefici, la durata e i costi di manutenzione. I piccoli dispositivi da innestare sui rubinetti non sono efficaci e infatti non vengono mai proposti dalle aziende più note.

RIDURRE I CONSUMI

Ridurre i consumi di acqua è un’esigenza sempre più sentita, non solo da un punto di vista economico, ma anche dal punto di vista della salvaguardia ambientale.

  • Non dimenticare i rubinetti aperti.
  • Apporre ai rubinetti un frangiflutto in modo da arricchire d’aria il getto d’acqua; ciò consente a una famiglia di tre persone di risparmiare sino a 6000 litri d’acqua all’anno.
  • Fare la doccia invece che il bagno in vasca. Si risparmiano 1200 litri d’acqua all’anno.
  • Fare aggiustare in fretta le perdite dell’impianto interno. Un rubinetto che gocciola al ritmo di 90 gocce al minuto spreca 2000 litri d’acqua all’anno.
  • Non utilizzare troppi prodotti chimici per la pulizia della casa. Per disinfettare e lucidare bastano acqua ‘ e un po’ di aceto, oppure bicarbonato.
  • Per risolvere il problema del calcare senza usare additivi chimici, altamente inquinanti, installare sistemi ecologici anticalcare e battericidi delle acque, a funzionamento fisico elettromagnetico, che non alterano la composizione dell’acqua e in più permettono un risparmio dei consumi energetici e una minore manutenzione degli elettrodomestici.
  • Non usare il WC come discarica di sostanze tossiche (vernici, lacche, prodotti chimici, sigarette, solventi) altrimenti si riduce la funzionalità del sistema fognario.
  • Annaffiare l’orto con acqua piovana raccolta precedentemente e i fiori e le piante in vaso con acqua già usata per lavare verdura e frutta; in questo modo si possono recuperare 6000 litri d’acqua all’anno.
  • Far funzionare la lavatrice o la lavastoviglie a pieno carico; si ottiene così un risparmio pari a 10.000 litri d’acqua all’anno per famiglia.
  • Lavare i piatti subito dopo i pasti, togliere lo sporco più grosso, condire la pasta nel tegame ancora caldo senza sporcare un’altra terrina.
  • Utilizzare l’acqua di cottura della pasta per lavare piatti e stoviglie; quest’acqua ha un forte potere sgrassante e consente così di risparmiare sia sull’acqua sia sui detersivi.
  • Chiudere il rubinetto mentre si lavano i denti: questo permette di risparmiare fino a 4500 litri l’anno per una famiglia di tre persone.
  • Usare per lo scarico del WC un sistema a rubinetto o a manovella al posto di quello a sciacquone; ogni famiglia risparmia così circa 25.000 litri l’anno.