Indroduzione

La potatura e l’innesto sono indubbiamente lavori da specialisti, la cui tecnica applicativa si acquisisce con l’esperienza, ma che non può prescindere da nozioni teoriche che riguardano le caratteristiche di struttura e di comportamento delle piante. La potatura e l’innesto richiedono, per la loro esecuzione, la conoscenza di una terminologia specifica, che occorre assimilare per poter seguire le indicazioni relative ai singoli interventi.

Anche a livello familiare non è più oggi ammissibile il dilettantismo: l’applicazione delle tecniche più razionali e aggiornate, proprie della grande coltura, non può che dare risultati soddisfacenti.

Una pianta lasciata a se stessa, oltre a essere ingombrante e antiestetica, è destinata a concludere prematuramente la sua modesta carriera produttiva. Alberelli ben allevati e allineati secondo gli schemi dei frutteti industriali possono fungere da recinzione al giardino, delimitare un prato, incorniciare porte, dare fioriture che eguagliano e spesso superano quelle di piante ornamentali vere e proprie. Le piante si acquistano in genere già innestate, ma può essere interessante e gratificante indurre un selvatico o una specie comune a produrre frutti e fiori pregiati; e ancora, in uno spazio esiguo, ottenere più varietà da un sinolo soggetto.

Fare esperimenti su qualche ramo e poi, in caso di successo, estendere l’innesto all’intera pianta, può risultare appassionante ed economicamente valido. Non va inoltre dimenticato che con l’innesto si recuperano piante vecchie e danneggiate, si riforniscono di nuove radici soggetti in difficoltà, si impiantano interi rami in sostituzione di quelli morti.

Una volta gettate le basi della potatura e dell’innesto, prenderemo in considerazione le singole specie da frutto, ciascuna delle quali richiede alcune modifiche della tecnica fondamentale e particolari accorgimenti, in rapporto alle caratteristiche di struttura e di comportamento. Riserviamo una breve trattazione alle piante ornamentali, mettendo in evidenza i punti essenziali che riguardano le diverse finalità per cui vengono coltivate.

Ci soffermiamo sulle diverse categorie delle specie da fiore, in particolare su quelle che, oltre a essere le più diffuse nei giardini, richiedono interventi di potatura impegnativi. Con il medesimo criterio passeremo in rassegna quelle piante ornamentali per cui l’innesto costituisce una pratica abituale.

SCOPI ED EFFETTI DELLA POTATURA

La potatura comprende una serie di operazioni, che vanno dalla semplice incisione al taglio completo di fusti, rami o porzioni di essi, allo scopo di provocare in una pianta determinate reazioni e di conseguire pertanto scopi diversi.

SCOPI DELLA POTATURA

  • Distribuire il piu regolarmente possibile i rami, in modo da sfruttare in maniera ottimale lo spazio e il sole, ottenendo fioriture regolari e frutti di pezzatura e colore uniformi.
  • Contenere e ridimensionare lo sviluppo della chioma, ritardando l’invecchiamento della pianta e l’allontamento delle nuove ramificazioni dall’asse centrale.
  • Frenare il vigore vegetativo, che è inversamente proporzionale alla fioritura, e quindi anche alla produzione di frutta, per quanto riguarda il suo inizio e la sua entità.
  • Conseguire una produzione precoce, abbondante, qualitativamente apprezzabile, scaglionata negli anni e prolungata nel tempo.
  • Allevare la chioma secondo una "forma" prestabilita, atta a sfruttare al massimo le potenzialità produttive di una specie o varietà, in rapporto alle condizioni ambientali.

EFFETTI DELLA POTATURA

Le diverse operazioni di potatura risultano necessarie, utili o controindicate, a seconda della categoria delle piante ornamentali o da frutta e in rapporto alla funzione a esse richiesta.

Nell’ambito di una stessa categoria, inoltre, ogni specie reagisce in modo "individuale" agli interventi cesori, per cui richiede una tecnica di potatura appropriata. Poichè tuttavia le piante in genere sottostanno a leggi biologiche fondamentali, trattiamo ora in forma introduttiva degli effetti della potatura e delle norme relative alla sua applicazione razionale, riservandoci di scendere in particolari nei capitoli appositi.

La dominanza apicale

Quando si recide o si incide un ramo, la gemma prossima al taglio si risveglia ed emette un germoglio; tale reazione si spiega con la soppressione o il semplice indebolimento della gemma apicale, situata all’estremità, che esercitava sulla sottostante un’influenza negativa, impedendone o ritardandone lo sviluppo. La dominanza apicale è poco marcata nelle specie che ramificano spontaneamente, secondo un portamento arbustivo, mentre è elevata in quelle che, crescendo, tendono a spogliarsi nella parte inferiore, assumendo l’aspetto di un albero. Il fenomeno si riscontra non solo sul fusto principale, ma anche sulle ramificazioni secondarie di ogni ordine; pertanto, recidendo l’estremità delle nuove branche via via che si sviluppano, si ottiene l’infoltimento e l’espansione della chioma.

                                                                                      Potature e Innesti

La soppressione o il semplice indebolimento della gemma apicale permette il risveglio delle gemme sottostanti

REGOLE GENERALI PER UNA CORRETTA POTATURA

Il taglio deve essere eseguito con arnesi perfettamente affilati e adatti alla consistenza e al diametro del ramo: appositi coltellini per i tessuti teneri, erbacei o carnosi, forbici di varia misura e seghetti a denti più o meno fini per i tessuti semilegnosi o lignificati. E’ necessario che la recisione avvenga con facilità, senza provocare schiacciamenti, slabbrature, scheggiature: la superficie di taglio deve essere netta.

Potature e Innesti

La recisione di un ramo va eseguita con tecnica corretta; le superfici di taglio con diametro superiore ai 2-3 cm vanno protette con l’apposito mastice; le specie resinose non richiedono alcuna applicazione, mentre le drupacee producono spesso, in corrispondenza dei tessuti incisi, della "gommosi" sulla quale si insediano muffe e batteri. Si deve recidere in modo da ottenere lo sviluppo del nuovo germoglio nella direzione desiderata, scegliendo opportunamente la posizione della gemma. Si taglia secondo una superficie inclinata, in direzione opposta al punto di inserzione della gemma, immediatamente sopra questa, ma non troppo vicino, per non provocare lesioni al tessuto di cui fa parte, alle quali fa seguito lo sviluppo di germogli e di rami deformi. Tagliando a distanza da una gemma, o nel tratto compreso tra due gemme, rimane un moncherino che, non possedendo alcun elemento in grado di evolversi, secca o marcisce, dopo aver inutilmente assorbito nutrimento.

LE GEMME: DISTINZIONE IN BASE ALLE CARATTERISTICHE

Per ottenere dalla potatura gli effetti desiderati, nonchè per poter seguire le indicazioni via via suggerite per le diverse specie, e indispensabile saper riconoscere i tipi di gemme presenti sulle piante, la loro distribuzione e le possibilità di trasformazione. Potature e InnestiCasella di testo: Tipi di gemme

GEMME MISTE

Hanno caratteristiche intermedie tra le precedenti, e danno origine a rami e fiori.

Potature e InnestiPotature e Innesti

Le gemme miste danno origine sia a foglie che a fiori e a rami a loro volta "misti".

Distribuzione e localizzazione delle gemme

Le gemme sono situate in modo vario, ma piuttosto regolare, ed è pertanto possibile distinguerle con notevole precisione.

GEMMA APICALE

E’ posta all’estremità di un ramo.

GEMMA LATERALE

Si trova lungo un ramo, in corrispondenza dei nodi, anelli rigonfiati già rilevabili allo stadio di germoglio e ben visibili con la lignificazione (non sempre però i nodi portano gemme). A seconda della posizione che occupano sui rametti, le gemme prendono denominazioni diverse: apicale, laterale, ascellare, terminale

Potature e Innesti

 

GEMMA TERMINALE

E’ una gemma laterale che viene a trovarsi all’apice, in seguito alla recisione di quest’ultimo.

GEMMA ASCELLARE

Si trova all’ascella di una foglia o di un germoglio, sopra il loro punto di inserzione. Grado di sviluppo delle gemme Su una pianta e anche su uno stesso ramo sono presenti contemporaneamente gemme a diverso stadio di sviluppo.

GEMMA PRONTA

Si sviluppa nell’anno stesso in cui si è formata e da origine a un ramo cosiddetto "anticipato", sul quale si può intervenire con la potatura nella stagione stessa o nell’inverno successivo.

GEMMA DORMIENTE, O QUIESCENTE O IBERNANTE

E’ di recente formazione e destinata a evolversi in germoglio 1’anno successivo, alla ripresa vegetativa; se stimolata con la potatura o con l’innesto prima della quiescenza definitiva (luglio-agosto), può evolversi subito e dare origine, come le gemme pronte, a rami anticipati.

GEMMA LATENTE

Può rimanere indifferenziata anche per anni e risvegliarsi in seguito a uno stimolo, come il taglio del rametto sovrastante o interventi similari. Le gemme dormienti, latenti e avventizie possono venire indotte al risveglio mediante interventi di potatura o tecniche alternative

GEMMA AVVENTIZIA

Situata in un punto insolito sul fusto o sui rami, può risultare utile per ottenere lo sviluppo di un germoglio nella posizione e nella direzione desiderate.

Differenziazione delle gemme

Sui germogli di nuova formazione sono presenti inizialmente gemme neutre che in seguito, quando il rametto ha raggiunto una lunghezza di circa 20 cm, si evolvono, trasformandosi alcune in gemme a legno, altre in gemme a fiore o miste.

 

Casella di testo:Potature e InnestiCasella di testo: n Distinzione dei rami in base alle gemme a, cui sono forniti

Nelle specie sempreverdi la differenziazione avviene in tempi più brevi, iniziando in gennaio-febbraio per concludersi entro 3-4 mesi. L’epoca di differenziazione di una gemma neutra in gemma a legno, a fiore o mista e variabile e dipende, oltre che dalla specie e dalla varietà, dalle condizioni ambientali e dallo stato nutritivo della pianta; importanza di prim’ordine riveste la potatura. Nei rami giovani, vigorosi, verticali (succhioni), vi sono in genere soltanto gemme a legno (vedremo come intervenire con la potatura, per stimolare la formazione di gemme a fiore).

RAMI: DISTINZIONE IN BASE ALLE CARATTERISTICHE DELLE GEMME PORTATE

Rami a legno portano soltanto gemme a legno e ne sono compresi vari tipi.

POLLONI

Rami vigorosi, che sorgono dalle radici o dal piede del tronco. I polloni sono rami vigorosi che sorgono dalle radici o dal piede del tronco e vanno eliminati o utilizzati per la moltiplicazione della pianta

Casella di testo: IPotature e Innesti

 

Potature e Innesti

Sopra e a destra: i succhioni, getti verticali inseriti sul tronco e sui rami, sono in genere forniti di sole gemme a legno; la potatura può indurli a produrre rami a frutto

Potature e InnestiPotature e Innesti

SUCCHIONI

Rami vigorosi, verticali, con internodi lunghi, inseriti sul tronco e sulle branche; originano in genere da gemme avventizie o da gemme latenti e portano soltanto gemme a legno.

DARDI

Formazioni brevi e tozze, che si evolvono (anche due-tre anni dopo) portando gemme a fiore (lamburde, mazzetti di maggio). I dardi sono tozzi rametti destinati a evolversi in gemme a fiore (lamburde, mazzetti di maggio) Rami a frutto portano soltanto gemme a fiore e vi sono compresi i seguenti.

LAMBURDE

Tipiche delle pomacee, sono formazioni brevi con gemma apicale mista; derivano da ingrossamento ed evoluzione della gemma apicale dei dardi.

BORSE

Tipiche delle pomacee, sono formazioni brevi derivate dall’ingrossamento del rametto che porta il fiore, e si trovano in seguito alla base del picciolo del frutto.

MAZZETTI DI MAGGIO

Tipici delle drupacee, sono formazioni brevi, fornite di gemme a fiore laterali e di gemma a legno apicale; derivano dalla differenziazione di una gemma dei dardi. Potature e InnestiPotature e Innesti   Casella di testo:Casella di testo:

ZAMPE DI GALLINA

Tipiche del Pero, risultano da un insieme di borse e di gemme a fiore. Rami misti portano sia gemme a legno che gemme a fiore e miste.

TIPI PARTICOLARI: – BRINDILLI

Sono esili rametti le cui gemme a legno si differenziano in gemme a fiore. Nelle drupacee portano gemme a fiore alla base e gemme a legno all”apice. Nelle pomacee portano gemme a legno alla base e gemme miste all’apice; in seguito quelle a legno si evolvono in dardi e lamburde. I rami misti portano sia gemme a legno che gemme a fiore.

Per poter attuare la potatura, in particolare quella di allevamento, è indispensabile conoscere l’esatta denominazione dei vari elementi che costituiscono la struttura di una pianta.

LE PARTI DA CUI E’ FORMATA UNA PIANTA

Scheletro: è costituito dal tronco e dai rami principali (branche).

Tronco: fusto lignificato, compreso tra ilcolletto, punto in cui sono inserite le radici, e la biforcazione dei rami; è detto anche asse centrale.

Pedale o piede: porzione del tronco prossima al colletto, cioè appena sopra il livello del terreno.

Branche primarie: rami direttamente inseriti sul tronco.

Branche secondarie (o sottobranche): rami inseriti sulle branche primarie.

Branche terziarie: rami inseriti sulle branche secondarie. A seconda della distanza dall’inserzione di quella portante, le varie branche vengono dette di 1 °, di 2° o di 3° ordine, e così via.

Branchette fruttifere o di sfruttamento: rametti giovani, inseriti sulle varie branche (vengono rinnovati con la potatura ai fini produttivi).

Parte dorsale (di un rametto): parte rivolta verso il terreno.

Parte ventrale (di un rametto): parte rivolta verso l’alto.

Freccia: prolungamento di un ramo oppure dell’asse centrale, particolarmente evidente alla ripresa vegetativa, per l’evoluzione della gemma apicale.

Palco: insieme delle branche inserite alla medesima altezza.

L’impalcatura viene detta: bassa: inserzione del primo palco a 30-60 cm dal suolo;

Casella di testo:Casella di testo: —	media o a mezzo vento: inser¬zione del primo palco a 80-120 cm dal suolo;  —	alta o a pieno vento: inserzio¬ne del porno'palco a 150-180 cm dal suolo.

Frecce (prolungamenti dei rami) the vanno eliminate con la potatura invernale
Innesto al posto di un rametto morto, per costituire l’impalcatura bassa prevista

LA POTATURA E LE STAGIONI

Scegliendo opportunamente il periodo dell’anno in cui attuare gli interventi di potatura, si può regolare in misura determinante il comportamento delle piante in genere, a seconda della funzione a esse richiesta.

POTATURA INVERNALE O "POTATURA SECCA"

Si esegue durante la fase di riposo vegetativo della pianta e ha un’influenza positiva sulla formazione dell’impalcatura negli alberi giovani, sul rinnovo della chioma in quelli adulti e in quelli vecchi, sulla differenziazione di numerose gemme a fiore. L’asportazione totale di un ramo in fase di riposo alleggerisce la chioma, mentre il suo raccorciamento la infoltisce. In linea di massima, si può intervenire durante l’intero arco della stasi vegetativa, ma il momento più adatto va stabilito in base alle condizioni climatiche: nei climi miti conviene potare in pieno inverno, in quelli rigidi, invece, appena le foglie sono cadute. Gli interventi eseguiti in prossimità del risveglio primaverile hanno un’azione di stimolo più marcata e più rapida, non sempre desiderabile ove sussista il rischio di gelate tardive, che provocano l’aborto delle gemme, annullando la fioritura e la produzione dell’annata.

 Potature

LE VARIE TECNICHE DI POTATURA

Cimatura

E’ un intervento di "potatura verde" e consiste nell’asportazione della porzione apicale dei giovani rametti, quando sono lunghi 20-30 cm, al fine di favorire l’emissione di ramificazioni laterali, su cui si differenziano in seguito gemme a fiore; si ottengono "rami anticipati" con gemme ibernanti, destinate a evolversi l’anno successivo; la cimatura è molto utile per la formazione della chioma.

Potature

Scacchiatura

E’ un’operazione di "potatura verde" che consiste nella sistematica eliminazione dei germogli, lunghi almassimo 10 cm, che sorgono alla ripresa vegetativa sul tronco e sui rami e che, in seguito, si trasformano in succhioni (rami verticali privi di gemme a fiore); si conservano, accorciandoli più tardi opportunamente, solo quelli eventualmente necessari per formare la chioma; l’operazione si esegue infatti in particolare durante la fase di allevamento di una pianta. Con la scacchiatura si eliminano i germogli che sorgono al di sotto del punto di innesto o sulle branche, in direzione verticale

Potature

Potature

Casella di testo: n 31 n
La speronatura, con la quale si elimina un ramo quasi alla base, è un’operazione utile al diradamento

Spollonatura

Eliminazione dei germogli e dei rami che sorgono dalle radici o dal piede del tronco e che indeboliscono la pianta.

Capitozzatura

Eliminazione di tutta la chioma, allo scopo di ringiovanire una pianta, provocando l’emissione di nuove ramificazioni, sulle quali si interviene in seguito con le norme abituali.

Diradamento

E’ un intervento di potatura secca, consistente nell’asportare i rami dalla base; si esegue su piante giovani e vigorose, per ridurne e alleggerirne la chioma.

Taglio di ritorno

E’ un intervento di "potatura verde", che ha lo scopo di contenere lo sviluppo delle piante; si applica sui rami di 2 o più anni, recidendo la cosiddetta "freccia", prolungamento vigoroso dell’asse principale oppure delle branche secondarie, subito al di sopra di un germoglio laterale.

Casella di testo: Cc s la =or

Nel mettere a dimora una pianta, è necessario talvolta ridurre l’apparato radicale oppure la chioma, allo scopo di equilibrare le due parti

Mondatura o rimonda

Consiste nell’asportazione di rami deboli, secchi o irrimediabilmente danneggiati da malattie o intemperia.

Potatura di trapianto

Consiste nel ridurre le radici oppure la chioma, all’atto della messa a dimora di una pianta, allo scopo di equilibrare le due parti; si recidono con un taglio netto anche le radici spezzate o comunque non valide.

TERMINOLOGIA PRATICA RELATIVA ALLA POTATURA

Potatura corta: il ramo viene raccorciato a poche gemme.

PotaturePotaturePotature

Potatura lunga: il ramo viene solo spuntato.

Potatura povera: si riduce notevolmente il numero delle gemme.

Potatura ricca: tecnica che conserva alla pianta abbondanti gemme.

Potatura a tutta cima: tecnica consistente nel risparmiare il prolungamento (ovverossia la cosiddetta "freccia") degli elementi che costituiscono lo scheletro della pianta (asse centrale e branche).

Alternative alla Potatura

Gli effetti della potatura vengono ottenuti mediante alcuni interventi particolari, la cui applicazione viene suggerita da specifiche condizioni delle piante, in rapporto alle varie specie, alla stagione, all’eta, alla funzione, alle caratteristiche della pianta e della sua chioma. Sono operazioni che hanno lo scopo di rallentare la salita della linfa verso l’apice dei rami vigorosi, contrastando la "dominanza apicale" e concentrando il nutrimento a favore delle gemme sottostanti. Facendo perno sul suo punto di inserzione, il ramo va spostato non oltre la linea orizzontale con I’inclinazione, mentre va portato decisamente verso i basso con la piegatura; in entrambi i casi si ottiene lo sviluppo di germogli basali. Con la curvatura, il ramo viene piegato ad arco verso il basso e si ottiene così il risveglio di gemme basali, di gemme nel tratto mediano (alla sommità della curva) e di gemme a frutto nella porzione estrema. La scelta della tecnica appropriata dipende dall’elasticità, e quindi dal diametro e dall’età del ramo, e inoltre dalla specie. In genere si applica l’inclinazione al Ciliegio, la curvatura al Melo, la piegatura al Pesco.

TECNICHE ALTERNATIVE E SOSTITUTIVE DELLA POTATURA

Potature e Innesti Curvatura di un succhione Potature e Innesti Il taglio si pratica alla base che si desidera piegare

INTAGLIO

Si pratica alla base di un ramo grosso che si desidera inclinare o piegare, per evitare che si spezzi; si incide nella parte dorsale, per la metà del diametro, e si porta verso il basso; le labbra della ferita, grazie al peso del ramo stesso, combaciano, e la saldatura avviene spontaneamente. Per una pronta cicatrizzazione, l’operazione si esegue quando la pianta è in piena attività vegetativa.

INTACCATURA O "TAGLIO DEL CAPORALE"

Consiste nel praticare un taglio a V capovolta sopra la gemma che si desidera far sviluppare; intaccando il legno, si mette a disposizione della gemme una maggiore quantità di linfa nutritiva ascendente.

Potature e Innesti

II "taglio del caporale" favorisce il risveglio della gemma sottostante

INCISIONE

Consiste in un taglio eseguito sotto a una gemma e che interessa la sola corteccia, allo scopo di interrompere il flusso della linfa discendente.

Potature e Innesti

L’incisione, eseguita sotto a una gemma, interrompe il flusso della linfa e interessa solo la corteccia, stimolando l’evoluzione in germoglio

DECORTICAZIONE ANULARE

Sul tronco, o sui rami, si asporta un anello di corteccia alto circa 5 mm, allo scopo di rallentare lo sviluppo vegetativo (con l’arresto della linfa discendente) e stimolare la fioritura e la fruttificazione; si esegue quando le piante sono "in succo" e il distacco della corteccia è facile.

TORSIONE

Intervento consistente nella flessione e parziale rotazione dei rami vigorosi, in modo da ostacolare parzialmente la circolazione della linfa nutritiva; è utile nelle giovani piante da frutto, che hanno un’eccessiva vegetazione, allo scopo di indebolirle, inducendole a fruttificare.

DIRADAMENTO DEI FIORI E DEI FRUTTICINI

La decorticazione anulare interrompe per qualche tempo la discesa della linfa, che rimane a disposizione delle porzioni superiori della pianta. Il diradamento dei frutti in fase di sviluppo ne favorisce la pezzatura e la maturazione, e contrasta l’alternanza di produzione Potature e Innesti

Si esegue per evitare la "cascola" caduta dei fiori e dei frutti in fiore

Negli alberi vecchi si verifica spesso una straordinaria fioritura che va ridotta al minimo o addirittura soppressa, per non forzare la pianta e per favorirne il rinnovo vegetativo. Molte specie, non sottoposte a diradamento, vanno soggette alla "alternanza di produzione", caratterizzata dal susseguirsi di un anno di "carica" (produzione abbondante) e uno di "scarica" (produzione nulla o quasi).