SUDDIVISIONE DELLE FIBRE TESSILI

Le caratteristiche che contraddistinguono un tessuto sono date dalla natura della fibra di cui è composto. Le fibre tessili si suddividono, a seconda dell’origine, in fibre animali, vegetali, sintetiche e artificiali. Distinguere e riconoscere la composizione di un tessuto è fondamentale ai fini di una manutenzione corretta; sulle etichette che vengono applicate al momento del confezionamento di un capo di abbigliamento o di arredamento, viene descritta in percentuali, la composizione del tessuto e il tipo di manutenzione adatta: lavaggio, smacchiatura e stiratura.

Le indicazioni riportate sulle etichette corrispondono al tipo di reazione della fibra ai diversi trattamenti meccanici (lavatrice, centrifuga, stiratura) e detergenti (detersivi, smacchianti, candeggio ecc.), seguirle attentamente significa allontanare il rischio di danneggiare in modo irreparabile il tessuto, sopratutto quando trattasi di capi importanti.

CLASSIFICA DELLE FIBRE

Sono fibre di origine animale la seta e la lana.

Sono fibre di origine vegetale il cotone, il lino, la viscosa, la juta, la canapa.

Sono di origine artificiali il rayon-viscosa e l’acetato.

Sono di origine sintetiche il nylon e il poliestere.

FIBRE TESSILI ANIMALI

LANA

Con questo nome generico, non si intende solo la lana derivante dalla lavorazione del vello di pecora, ma tutte quelle fibre ottenute dal vello di varie specie di animali, e le caratteristiche di queste fibre sono: protezione termica, protezione dall’umidità ciò significa che un capo in lana è una buona difesa dal freddo e dall’umidità.

  • lana d’angora: questa fibra si ottiene dal vello del coniglio d’angoraè molto delicata e data la sua limitata resistenza alla cucitura viene mischiata con la lana di pecora.
  • mohair: è invece ottenuta dalla lavorazione del vello della capra d’angora, ed è una fibra molto resistente.Questa particolare razza caprina ha origine in Turchia, ad Ankara da cui deriva anche il nome e dove è conosciuta da millenni. Attualmente viene allevata in Texas e in Sud Africa dove si trovano i migliori allevamenti
  • kid mohair: è la fibra di mohair più pregiata, si ottiene dal capretto d’angora.
  • cashmere: si ottiene dal vello della capra tibetana: viene allevata maggiormente in Cina, ma il cashmere più pregiato è allevato in Mongolia, la meno prestigiosa la troviamo in Iram. La peculiarità di questa lana è data dall’assenza di formazione di pilling  ossia gli antiestetici pallini di lana. Con la fibre di cashmere mischiate alle fibre di seta fine si ottiene un tessuto leggerissimo e morbido che unisce la capacità di assorbire il calore del corpo della lana alla freschezza della seta. Da questa unione di fibre ne conviene un tessuto adatto alla stagione estiva.
  • lambswol: lana molto pregiata in quanto si ottiene dal primo vello dell’agnello, la prima tosatura, infatti la fibra è ondulata, morbidissima, ma poco resistente.
  • vigogna: fibra molto rara e preziosa, si ottiene da un animale della specie dell’Alpaca, ma vive in alta montagna, tra i 4000- 4500 m. Il suo pelo è considerato il più fine al mondo, pregiato e costosissimo  per la sua rarità e impiegato per confezionare capi d’alta moda.
  • alpaca: è una fibra molto conosciuta nell’industria tessile e anche molto pregiata, anche se non allo stesso modo del mohair: si ottiene dal vello dell’alpaca, animale della famiglia dei camelidi, molto simile a una capra, gli allevamenti sono per lo più sugli altopiani andini, ma anche in Italia sta iniziando l’allevamento di questo animale, la cui lana è ampiamente usata per confezionare cappelli, giacche, pellicce, tappeti; si usa anche mischiata alla fibra di cotone.
  • pura lana vergine: questa dicitura insieme al simbolo del gomitolo sull’etichetta indica che la fibra è nuova, che deriva direttamente dalla tosatura dell’animale e che la composizione del tessuto è al 100% di lana nuova; quando manca questo simbolo la fibra, in genere, deriva da scarti industriali o da lana rigenerata.

Per la delicatezza della pura lana, sia per quanto riguarda la sua conservazione che per la sua manutenzione, per praticità, viene spesso mischiata ad altre fibre: la dicitura “misto lana” indica, pertanto un tessuto al 70% di lana, anche di diversa natura, più resistente sia al lavaggio che alla manutenzione e conservazione.

SETA

E’ una fibra di origine animale, che viene prodotta da un baco, il Bombix Mori che nella fase di trasformazione da larva a crisalide, costruisce il proprio bozzolo producendo un sottilissimo filamento viscoso dalle ghiandole. Questo filamento si solidifica a contatto con l’aria pur mantenendo comunque una certa elasticità. Per ottenere poi la fibra di seta è necessario, a differenza di altre fibre animali, uccidere l’animale che la produce; infatti nella lavorazione, il bozzolo viene prima essiccato e poi messo in acqua bollente e lasciato a macerare. Viene poi eseguita una ricerca manuale del capo, detta “scopinatura” e si ottiene cosi la seta greggia, che può essere trattata oppure utilizzata greggia.

La qualità della seta è data da vari fattori: grandezza del bozzolo e quindi lunghezza del filamento, metodo di allevamento, provenienza; la seta Tussah è infatti una seta di buona qualità, ma meno pregiata della seta del baco perchè ottenuta da insetti diversi, non d’allevamento, provenienti da Giappone, Cina, Africa e America.

FIBRE TESSILI VEGETALI

COTONE

E’ una fibra vegetale ricavata dalla maturazione dei fiori fecondati di una pianta della famiglia delle “ Malvacee “ il cui arbusto arriva a un’altezza di 40cm circa, con foglie e fiori gialli e rossi. Con la fecondazione del fiore inizia il processo di maturazione; il fiore perde i petali e si forma una capsula dove all’interno vi sono dai 5 agli 8 semi dai quali, a maturazione completa,si sviluppa il batuffolo bianco che fuoriesce quando la capsula si apre e dalla cui lavorazione si produce la fibra tessile. Le fasi di lavorazione dopo la raccolta sono:

  • la sgranatura che serve per staccare i semi dalla fibra
  • cardatura e pettinatura che servono per togliere le impurità.

Il cotone, è una pianta tropicale, le maggiori coltivazioni si trovano in Europa Orientale, Egitto, Sudan, Pakistan, Cina, India ed America.

Come per altre fibre tessili, ciò che rende pregiato a livello commerciale il filato è la lunghezza delle fibre ottenute. Le proprietà del tessuto di cotone sono: morbidezza, leggerezza, assorbenza, versatilità, ma non essendo molto elastico, come tessuto, tende a strapparsi e a sgualcirsi, mentre i colori, con i lavaggi e l’esposizione al sole scolorano più facilmente.

Il cotone è il tessuto naturale più diffuso nel mondo e anche il più antico dopo la lana e il lino; viene usato ampiamente nell’arredamento, per la biancheria della casa e nell’abbigliamento avendo, a differenza di altri tessuti naturali, un minor costo.

Filo di Scozia: viene chiamato così un tipo di tessuto per il quale vengono usate fibre di cotone finissime lavorate pettinate e torchiate al fine di ottenere questo particolare tessuto sottile, brillante e resistente.

CANAPA

Fibra vegetale che si ricava dal fusto di una pianta erbacea della famiglia delle “CANNABIS”, richiede un clima umido e temperato, viene coltivata maggiormente nell’Europa orientale. Il suo fusto può raggiungere i 6m di altezza e la lavorazione per ottenere la fibra di canapa segue lo stesso procedimento usato per il lino, ma con un risultato ben diverso, la fibra che si ottiene è molto ruvida e rustica, non adatta per l’abbigliamento ma piuttosto per tessuti d’arredamento

LINO

Fibra vegetale che si ottiene dal fusto di una pianta della famiglia delle “LINACEE “ la cui origine è in Egitto, la pianta raggiunge un’altezza che va dagli 80 ai 120cm, fa dei piccoli fiori che durano solo un giorno e che vanno dal bianco all’azzurro intenso e non ramifica molto.

Per ricavare la fibra tessile, la pianta viene estirpata dalla radice in modo che si possa ottenere il massimo della lunghezza, poi viene macerata in acqua per facilitare la stigliatura ossia, la separazione della parte legnosa dalla parte fibrosa, e infine si effettua la pettinatura per eliminare le impurità.

Le proprietà della fibra che si ottiene sono: lucentezza, resistenza, traspirabilità, assorbenza e inoltre è anallergica perché priva di peli, adatta per abbigliamento estivo ma anche per biancheria come asciugamani, strofinacci, tovaglie e lenzuola. E’ un tessuto che non teme i lavaggi che, contrariamente ad altre fibre, lo rendono più morbido e quindi particolarmente adatto per i capi estivi che possono essere lavati spesso senza il timore di rovinare tessuto e colori.  E’  una fibra tessile molto pregiata composta di cellulosa al 70%; Belgio, Francia e l’Olanda sono i paesi che vantano i migliori manufatti in lino, riconoscibili dal marchio di qualità “ MASTER OF LINEN”. Altri paesi come Russia, Cina, Europa Orientale, Paesi Baltici e Brasile coltivano il lino, ma non allo stesso livello di qualità dei produttori dell’Europa Occidentale.

Il lino viene mischiato spesso con altre fibre come lana, cotone, seta, viscosa e poliestere, ottenendo così tessuti di diverso spessore e consistenza.

JUTA

E’ una fibra vegetale coltivata perlopiù in Cina e India: le piante da cui si ricava appartengono alla famiglia delle “ TILIACEE “ per ricavare la fibra tessile vengono prima essiccate al sole, poi macerate e lavorate usando anche in questo caso, lo stesso metodo per ottenere la fibra del lino. Essendo un tessuto grezzo si possono tessere tappeti, tessuti per l’arredo e  la comune tela di sacco.

VISCOSA

E’ una fibra vegetale perché ottenuta dalla cellulosa pura, che, tramite la lavorazione viene resa liquida, fatta colare in apposite “filiere”, fatta raffreddare così da formare il filato di cellulosa pura. Da questa lavorazione ne risulta un filato di particolare leggerezza e lucentezza usato in percentuali rilevanti,  nella tessitura di molte stoffe.

FIBRE TESSILI ARTIFICIALI

Le fibre artificiali sono il prodotto della lavorazione di sostanze naturali trattate con sostanze chimiche, che non sono da confondere con le fibre sintetiche dalle quali si differenziano per caratteristiche come traspirabilità e minore accumulo di carica elettrica.

Le sostanze naturali usate sono: legno (fibre cellulosiche) mais e latte (fibre proteiche), alghe (fibre alginiche).

ACETATO: è una fibra cellulosica che viene sciolta in acido acetico da cui deriva il nome, dalla reazione viene prodotto un filamento continuo. Il filato che ne risulta è paragonato, per morbidezza, lucentezza di colori ed elasticità, alla seta, infatti è considerato come il Rayon, seta artificiale e, anche se non al pari della fibra naturale, ha una discreta traspirabilità e igroscopicità, ma è più resistente.

RAYON VISCOSA: fibra cellulosica che viene prima lavorata a cartone e poi fatta sciogliere e macerare in agenti chimici così da ottenere una sostanza vischiosa da cui si ottiene poi, un filato in forma di filo continuo oppure in forma di fiocco, a seconda dell’impiego che ne viene fatto del tessuto. Il Rayon viscosa è una fibra morbida e confortevole e dall’aspetto simile alla seta, viene impiegata sia per biancheria per la casa sia per biancheria intima, fodere e anche per tappeti.

FIBRE SINTETICHE

Le fibre sintetiche derivano interamente da sostanze chimiche derivate del petrolio, che vengono create direttamente in laboratorio, questo permette la realizzazione di tessuti in grado di rispondere a qualsiasi richiesta di mercato, sia tessile, industriale che spaziale.

Sono  fibre commercialmente più vantaggiose, di facile produzione anche in grandi quantità e in tempi brevi, e soprattutto a un costo più basso rispetto alle fibre naturali. Le proprietà di queste fibre sono notevoli: leggerezza, resistenza, flessibilità, elasticità, trattengono il calore, sono irrestringibili, non si stropicciano e si tingono facilmente

Le più conosciute e usate sono: il poliestere, poliammide , fibre acriliche e nylon.

NYLON: è la prima fibra sintetica realizzata in laboratorio, brevettata e commercializzata dalla Du Pont nel 1935; NYLON deriva dalle iniziali di due città, New York e London ( Londra ). Le proprietà di questa fibra sono resistenza, elasticità, leggerezza, indeformabilità, inoltre è atossico e anallergico. E’ una fibra che è facilmente infiammabile.

ACRILICO: è la fibra sintetica che assomiglia molto alla lana, prende il nome da un componente chimico di cui è principalmente composto, l’ Acrilonitrile. Con questa fibra vengono realizzati speciali tessuti protettivi e inoltre viene impiegato nell’abbigliamento e nell’arredamento.

POLIESTERE: fibra sintetica ideata e realizzata nel 1948 negli Stati Uniti. Per le sue notevoli caratteristiche viene usata soprattutto nell’abbigliamento ed è disponibile in diversi tipi di fibre speciali e innovative come per esempio microfibre ancora più sottili della seta, o disponibile in filo continuo e in fiocco per uso diretto. Le proprietà del tessuto in fibra di poliestere sono: durevole, indeformabile, irrestringibile, ingualcibile, leggero, facile da lavare asciugare e stirare, antibatterico e antimuffa.