Moquette tappeto continuo

La moquette è un rivestimento tessile, costituito di lana o altre tre fibre, a pelo di diversa altezza, fissato in modo permanente sul pavimento; se il tappeto rappresentava il lusso o l’accessorio in più, con le sue doti di calore, la moquette si può considerare un’estensione del concetto.

Tipo di scelta preferito intorno agli anni ’70, ha poi subito un’involuzione per quanto riguarda il mercato italiano, a favore di altri tipi di pavimentazione: grès porcellanato, cotto, parquet, mentre in America ha sempre goduto di grande favore. Ora, secondo le più recenti segnalazioni che provengono dalle mostre di settore, un certo ritorno della moquette c’è, anche se è non previsto un ritorno ai fasti di trent’anni fa; in tutti i casi, il settore in cui la moquette non ha mai ceduto il campo, è quello degli hotel: a suo favore gioca il costo relativamente meno importante e la manutenzione meno impegnativa.

IL PUNTO DI PARTENZA

Le fibre comunemente utilizzate si distinguono in:

  • Artificiali – Sono quelle più utilizzate per la fabbricazione delle moquette. Quelle acriliche, si ottengono partendo dal nitrile acrilico, un derivato vinilico: sono le più simili alla lana; il colore viene aggiunto al polimero fuso e diviene parte integrante della fibra. Sono normalmente poco assorbenti e quindi il versamento di liquidi non dà formazione di macchie; la carica elettrostatica è abbastanza bassa. Possono essere impiegate per la fabbricazione della moquette da sole o in combinazione con la lana; ottima la resistenza ai detergenti alcalini.
    Le fibre poliammidiche si ottengono per policondensazione di acidi (adipico e sebacico) con la esametilendiammina. Il più importante prodotto di questa categoria è il nylon, insolubile negli ordinari solventi organici, quali l’alcol e la benzina. Si presenta molto simile alla seta, ma molto più elastico e resistente all’abrasione e quindi all’usura; non viene attaccato dalle tarme né dalle muffe. La trasmissione di elettricità statica è abbastanza elevata. La manutenzione è minima e il lavaggio è molto facile anche impiegando detergenti alcalini; le fibre polipropileniche, si ottengono polimerizzando l’etilene in presenza di catalizzatori. Hanno la caratteristica di una grande antistaticità e di una eccellente resistenza all’abrasione;
  • Naturali – tra le prime la lana, fibra animale che proviene da molte specie di animali, chimicamente è una sostanza proteica cornea (creatina), praticamente inerte elettrostaticamente. La struttura interna è di tipo fibrillare, presenta un elevato grado termoisolante, è molto elastica e allungabile, è assorbente ed è resistente al fuoco: non resiste ai detergenti alcalini.
    La juta è una fibra vegetale proveniente da una pianta della famiglia delle tigliacee, di color giallo pallido o giallo-marrone: è costituita da cellulosa combinata con una sostanza simile al tannino. Viene utilizzata come moquette per pavimenti sottoposti a un traffico intenso o per arredamenti di tipo rustico. L’annodatura è abbastanza spessa; assorbe moltissimo l’umidità e quindi occorre fare attenzione di non posarla in locali aperti.
    Il cocco è una fibra vegetale molto dura proveniente dalla parte fibrosa del guscio del frutto non ancora completamente maturo; viene utilizzata per moquette di tipo grossolano e rustico sottoposte a grande usura (zerbini eccetera).

LA STRUTTURA

La moquette è costituita da uno strato di calpestio, la cosiddetta “felpa”, che viene fissata a un supporto primario che può essere di juta, di cotone o di fibre sintetiche dalle cui caratteristiche dipendono l’inderformabilità e la stabilità dimensionale del telo. La felpa e il supporto primario vengono fissati a un supporto secondario, costituito da juta o da lattice espanso che va a contatto con il pavimento. La parte superiore della moquette può essere lavorata a:

  • bouclé, con occhielli ad altezze uguali oppure diverse fra loro (questo tipo di moquette, pur essendo estremamente piacevole, è il più facile ad essere rovinato con il calpestio);
  • bouclé rasato, è un bouclé a rilievo; gli occhielli più alti sono stati opportunamente tagliati per ottenere un effetto particolare;
  • velluto rasato: rappresenta la moquette classica e l’aspetto si presenta liscio e compatto, le punte non sono individuabili;
  • tipo Saxony, si presenta con peli tagliati, ma più lunghi di quelli rasati e con punte visibili.

TECNICHE DI POSA

La tecnica di posa delle moquette ha una grandissima importanza, sia sul piano estetico, sia per la durata, sia per le proprietà di attutire i rumori e sia per le proprietà termiche. Prima di applicare una moquette, bisogna assicurarsi che il fondo si trovi nelle condizioni ottimali, vale a dire che sia piano, consistente, indeformabile e asciutto.

La posa può avvenire tanto su un semplice massetto di calcestruzzo, liscio e regolare, quanto su di un pavimento preesistente o su una superficie di legno; se il sottofondo non è piano va preventivamente steso un prodotto livellante. In relazione al tipo di materiale i pavimenti tessili si possono applicare con metodi diversi, ciascuno dei quali in determinate condizioni può essere il più conveniente.

Posa libera

La posa libera, la più semplice, consiste nel tagliare su misura il telo di moquette e lasciarlo semplicemente appoggiato, con i bordi trattenuti dallo zoccolino battiscopa lungo le pareti e dagli appositi coprisoglia in corrispondenza delle porte. Si addice solo a pavimenti di limitate dimensioni, da rivestire con materiale che non richieda giunte, e dà i migliori risultati con le moquette a supporto “antiscivolo”, gommato o dotato di sottotappeto in schiuma.

Posa mediante tensione

Tecnica che si può utilizzare con le moquette aventi supporto in juta o fibra sintetica. Questa tecnica di posa conferisce una durata superiore alla moquette; è indispensabile però l’utilizzo di un sottotappeto o feltro che migliora, oltre che la durata, anche l’aspetto estetico della moquette stessa. Questo metodo consiste nel tendere la moquette tra listelli fissati a pavimento e muniti di chiodi d’ancoraggio. È un metodo costoso, compensato però da una maggior durata della moquette.

Posa mediante incollaggio

Si stende il collante sul pavimento, fissando poi sopra la moquette. È indispensabile livellare e preparare adeguatamente il fondo; di fondamentale importanza è l’utilizzo di una colla di qualità, che possa essere asportata facilmente in caso di necessità. Non si ha la morbidezza della moquette posta in opera con tensione con interposto il feltro (eccetto la moquette con supporto a schiuma liscia); l’usura è accelerata per la diminuzione di elasticità.