LA CIMICE DEI LETTI: PER CONTROLLARLA E’ NECESSARIO CONOSCERLA

(Cimex lectularius L.), con questo nome scientifico, la cimice dei letti, negli ultimi anni ha aumentato notevolmente la sua sgradevole presenza in alberghi, bed and breakfast, pensioni nonchè nei mezzi di trasporto pubblici.

Benchè comune sino ai primi anni ’50 in molte nazioni europee, spesso legata a condizioni igieniche scadenti, la cimice dei letti sembrava aver diradato molto la sua presenza,  grazie alla messa in commercio di insetticidi efficaci e residuali, come ad esempio il DDT, ed al progressivo miglioramento delle condizioni igieniche generali degli edifici.

IL RITORNO

Negli scorsi 6-8 anni la ricomparsa di questo insetto ha disegnato un’inversione di tendenza rispetto al passato, interessando non solo quelle nazioni dove le condizioni igenico-sanitarie lasciano a desiderare, ma anche alcune nazioni europee famose per il loro elevato livello di industrializzazione. L’Italia non fa eccezione, dovendo affrontare vere e proprie infestazioni di questo insetto, ( un ematofago obbligato), soprattutto nelle cosiddette città d’arte, (Roma, Venezia, Firenze), che per la loro peculiarità sono la meta preferita di un alto numero di turisti provenienti da ogni nazione del globo.

Al 15° European Sove Meeting, tenutosi in Grecia nell’aprile scorso, è stata presentata una comunicazione da parte di alcuni studiosi del fenomeno. In particolare Clive Boase, ha cercato di analizzare i motivi di questa recrudescenza di Cimex lectularius L, giungendo ad alcune interessanti conclusioni. Secondo Boase la presenza della cimice  è da mettere in correlazione con l’incremento esponenziale dei viaggi internazionali, con le modifiche avvenute nell’impiego degli insetticidi per uso civile – in particolar modo per il controllo delle blatte e delle formiche, che vede oggi preferito l’impiego di gel ed esche attrattive, e con la comparsa di resistenza a comuni insetticidi (studi di Fletcher, Axtell, 1993).

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In realtà, a tuttoggi  non è evidenziabile un singolo fattore che funga da  elemento scatenante per l’incremento di presenza di questo parassita ematofago, è invece più logico concludere che il problema sia da associarsi ad una concomitanza dì più fattori, tra cui vi potrebbe essere la frequente difficoltà incontrata da alcuni disinfestatori nei controllare con rapidità ed efficacia la presenza della cimice del letto.

Tale difficoltà da parte degli operatori nel campo delle disinfestazione potrebbe dipendere dalla disabitudine ad affrontare un insetto che, sino a qualche anno fa, era poco diffuso e la cui biologia non è sempre ben conosciuta.

OSSERVIAMOLO PIU’ DA VICINO

Cimex lectularius L. (cimice dei letti, bed bug), è un piccolo insetto (lunghezza: 5 mm, larghezza: 3 mm), di forma ovale e appiattita, di colore marrone rossastro ed evidenzia antenne composte da 4 segmenti.

Il Ciclo biologico

Le cimici dei letti sono insetti notturni e si nutrono di sangue, solitamente appartenente a mammiferi o ad uccelli. Lo sviluppo è caratterizzato da una metamorfosi graduale (uovo – ninfa- adulto), vivono in piccoli gruppi e hanno la tendenza a occupare fessure e altri piccoli anfratti. La fecondazione di più femmine da parte di un solo maschia avviene nell’arco di 24 ore. La  femmina depone da 200 a 500 uova nell’arco della sua vita, deponendone da 1 a 5 al giorno.

La schiusa delle uova avviene in un periodo che va dai 6 ai 10 giorni dopo la deposizione e per reggiungere lo stadio adulto i giovani attraversano 5 stadi ninfali. Il passaggio da uno stato ninfale all’altro avviene necessariamente grazie all’assunzione di almeno un pasto di sangue. Il pasto di sangue richiede da 3 a 12 minuti per essere completato (gli insetti pungono in genere attorno agli occhi o in altre parti del volto). La puntura solitamente non è dolorosa e non ci si accorge di essa. Il ciclo vitale della cimice si completa in 4-5 settimane, quando persistono le condizioni ottimali (75% – 80% di umidità relativa e 28 – 30 °C) e nell’arco di un anno si possono susseguire quattro generazioni.

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Il periodo di sviluppo del insetto si allunga sensibilmente con il cambiare delle condizioni ambientali, ad esempio con la diminuzione della temperatura, oppure per la difficoltà a nutrirsi di sangue per assenza dell’ospite. Gli adulti possono vivere per alcuni mesi senza alimentarsi, anche le ninfe possono farlo ma per un periodo più breve.

Le cimici del letto tendono a vivere aggregate, grazie alla emissione di un feromone di aggregazione. Quando possono si annidano in fessure e anfratti il più vicini possibile al luogo dove potranno entrare in contatto con l’ospite, come ad esempio le testate del letto, i comodini, i mobili, il battiscopa ecc..  La puntura della cimice può dare luogo ad un’ infiammazione dolorosa, comunque al momento non sono stati resi noti casi accertati di trasmissione di agenti patogeni per l’uomo. Nonostante ciò, la ricerca scientifica in questo campo ha isolato microrganismi dannosi per l’organismo umano presenti nelle cimici dei letti.

Il successo nella lotta a questi insetti dipende dalla professionalità degli operatori, è quindi necessario affidarsi a figure professionali qualificate, perché spesso, quando la disinfestazione è stata affidata ad altri, si sono avuti successi solo apparenti, seguiti dal persistere dell’infestazione.

CONSIGLI UTILI

Consigli ad uso dei gestori e disinfestatori che si trovano ad affrontare la cimice dei letti:

  • Al verificarsi dell’infestazione è necessario un intervento immediato e perentorio. Da evitare le “soluzioni tampone” (trattamenti parziali ed estemporanei con formulati aerosol), che non risolvendo il problema  rischiano di causare un allargamento dell’area infestata;
  • sacrificare un giorno della disponibilità della camera, per evitare conseguenze ben più spiacevoli;
  • eseguire l’intervento di disinfestazione radicalmente. Procedendo allo “smontaggio” globale dell’ambiente, al fine di non trascurare ogni possibile rifugio;
  • Monitorare il locale disinfestato per alcune settimane dopo il trattamento.