Preparazione area verde

LAVORI PREPARATORI

Dopo aver progettato il giardino, si passa alla pulizia del terreno.

Il primo passo è quello di ripulire l’area interessata eliminando eventuali detriti ed erbe infestanti.

Per quanto riguarda i detriti, vanno eliminati sia quelli superficiali sia quelli coperti dal terreno, che sono di solito abbondanti e distribuiti un po’ ovunque. Il terreno deve essere libero da detriti per almeno 60-70 cm di profondità.

Per quanto riguarda le erbe infestanti o malerbe, se sono in crescita attiva per eliminarle bisogna utilizzare un erbicida a base di glyphosate (che ne uccide le radici), attendere una settimana e quindi asportarle.

Se invece si tratta di erbe non in crescita attiva si può ricorrere a trattamenti con fumiganti, che sono però difficili da usare e che uccidono tutto ciò che c’è nel terreno. La cosa migliore è pianificare il momento del diserbo ed eliminare le infestanti prima della fioritura, primaverile o estiva che sia, così da limitare il numero di semi nel suolo. Anche i semi vanno eliminati. Per farlo bisogna procedere a una “falsa semina” da due settimane a un mese prima di cominciare i lavori di impianto: durante questo periodo bisogna mantenere umido il terreno, per consentire la germinazione dei semi e poi, quando si è pronti per cominciare l’impianto, trattarlo con un erbicida da contatto (che agisce sulle foglie ma non lascia residui nel terreno). Per stimolare la crescita dei semi delle malerbe si può inoltre zappettare il terreno.

Dopo la pulizia del terreno, si passa alla sistemazione così da dare una prima forma al giardino.

Se il terreno ha scarso drenaggio, bisogna aggiungervi della sabbia ma senza eccedere.

IL DRENAGGIO

L’intervento più importante nelle opere di drenaggio è il modellamento della superficie. Se possibile, il terreno andrebbe modellato in modo da assumere un’inclinazione (60-90 cm di caduta ogni 100 m di terreno orizzontale) che permetta di far allontanare l’acqua. [Importante: l’acqua deve defluire lentamente]. L’inclinazione del terreno dovrebbe essere distante di almeno 60 cm dai muri della casa. Bisogna assicurarsi che il giardino inoltre non scarichi l’acqua verso la proprietà dei vicini ma verso canali collettori comuni.

Prima di installare la linea di drenaggio bisogna scegliere dove si desidera dirigere l’acqua, se verso un condotto o nei canali di scarico delle acque bianche. Una volta deciso, si scava un pozzetto di scarico e ispezione a livello della massima caduta dell’acqua; da lì si risale all’indietro nel giardino, cercando di mantenere una pendenza costante (minimo 30 cm ogni 30 m. di terreno orizzontale) e senza mai scendere sotto la pendenza stessa, qualunque sia la forma del terreno o la linea che assumerà il percorso del tubo di drenaggio. Se il fondo dello scavo è roccioso o terroso bisogna preparare un sottofondo di 2,5 cm di sabbia o ghiaietto per il tubo di raccolta dell’acqua, così da evitare che la terra occluda i fori del tubo stesso. Una volta posizionato il tubo, lo scavo va riempito di ghiaia fino a 10 cm sopra il tubo, quindi riempito con la terra precedentemente accantonata. Infine, bisogna bagnare immediatamente per far assestare bene il terreno.

LA PROGETTAZIONE DEL PRATO

La progettazione del prato risulta un momento importante per organizzare lo spazio e fare in modo che sia funzionale e adeguato alle necessità. Si può cominciare con il comporre in pianta uno schema degli spazi e degli elementi scelti, delle parti da chiudere e di quelle da lasciare aperte, dell’area per il gioco dei bambini, delle zone d’ombra, degli arredi (il barbecue, il pergolato, il deposito degli attrezzi), degli angoli destinati alle piante preferite ecc.

 

  • Area soggiorno
  • prato per gioco e relax
  • fontana
  • viottolo in ciottoli

 

 

 

 

 

 

 

 

In particolare il prato deve essere:

  • sgombero e libero da altri vegetali;
  • privo di elementi che ostacolino una facile manutenzione;
  • ben delimitato o separato da lineee di confine per mezzo di arbusti, bordure ecc.;
  • di dimensioni adatte all’uso;
  • possibilmente orizzontale su uno o più livelli; solo per necessità, lievemente in pendio;
  • con tutte le zone di soggiorno, gioco, passeggio, decoro floreale previste e ben rispettate.

Un prato ben progettato e organizzato consente il miglior uso dello spazio e valorizza il giardino in tutte le sue parti.

LA REALIZZAZIONE DEL PRATO

 

IL PRATO PRESISTENTE

Per la realizzazione di un bel prato sono necessarie attenzioni e pazienza, nonché la conoscenza della tecnica, della successione delle fasi di realizzazione e dei materiali adatti.

Per ripulire un’area ricoperta di prato fine mantenendo però intatto il tappeto erboso (da utilizzare magari su un’altra superficie) basta rimuoverlo con una vanga tagliente, asportando assieme 3 cm di terra. La zolla va poi suddivisa in ampie strisce di 30-45 cm, che andranno lasciate all’aperto su una superficie piana e ombreggiata: se mantenute regolarmente umide, si conserveranno per giorni. Nel caso invece non si intenda riutilizzare il tappeto erboso, si può eliminarlo con un trattamento erbicida a base di glyphosate (a volte, il profondo sistema radicale delle piante erbacee le farà rispuntare anche dopo la rimozioni: in questo caso bisognerà procedere a un ulteriore trattamento). Il tappeto erboso rimosso va quindi suddiviso in zolle e irrorato con fertilizzante o letame tra gli strati; una volta decomposto potrà essere utilizzato come composto per l’orto o le aiuole.

LAVORAZIONI PROFONDE

Dopo aver ripulito il terreno da eventuali detriti ed erbe infestanti vanno studiate le quote della superficie e calcolati i riporti di terra idonei a realizzare i livelli e la conformazione finale prevista. La terra di riporto deve essere adatta alle colture agrarie e utilizzata per ripianare buche o realizzare dossi e terrazzamenti. Il terreno deve essere, quindi, lavorato per smuovere il suolo e ripristinare una struttura grumosa che favorisca migliori condizioni per lo sviluppo delle piante. Se il suolo è di buona costituzione e struttura, la sua lavorazione deve raggiungere la profondità di 25 cm; se, invece, è la prima volta che su quel terreno si realizza un prato, è meglio arrivare a una profondità minima di 40 cm, per garantire una buona vegetazione e una migliore e pronta risposta a eventuali condizioni meteorologiche difficili.

IL DRENAGGIO

Per un efficace drenaggio devono funzionare simultaneamente sia il sistema orizzontale (quando l’acqua si muove nel prato in senso orizzontale per scorrimento) sia il sistema verticale (quando l’acqua si muove nel prato in senso verticale per infiltrazione).

Il drenaggio verticale sfrutta tubi di raccolta posti a circa 50 cm di profondità (a seconda dei costituenti del suolo) e alloggiati in strati molto permeabili allo scopo di raccogliere facilmente l’acqua di infiltrazione per gravità.

Il drenaggio orizzontale si ottiene calcolando le pendenze del suolo verso i lati del prato o del giardino, dove possono essere localizzati i canaletti di raccolta e scorrimento delle acque.

Per dare poi al terreno fertilità e una buona riserva di minerali è necessaria la concimazione. I concimi dovranno essere composti di azoto, fosforo e potassio. Le dosi ottimali sono le seguenti:

  • concime organico: da 2000 a 5000 kg/ha;
  • perfosfato minerale: da 200 a 650 kg/ha;
  • solfato di potassio: da 150 a 400kg/ha.

Le specie erbacee da prato richiedono un valore pH compreso tra 5,5 e 7,5 con predilezione per indici inferiori a 7.

E’ possibile aumentare o diminuire il pH di un terreno nel caso in cui non corrisponda ai valori ottimali della coltivazione, con sostanze correttive, rappresentate da concimi a reazione acida o alcalina, a seconda della necessità.

 Per ricoprire di erba la superficie del terreno si può ricorrere alla semina oppure alla posa di zolle erbose.

  • La semina è realizzabile nella maggior parte delle nostre regioni da fine marzo a metà ottobre; per i prati ornamentali o sportivi è consigliabile la semina tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno.

Su ampie superfici si esegue una semina meccanica, distribuendo contemporaneamente semente, concimazione di partenza e leggera copertura con terra e torba. Questa operazione viene seguita da una soffice rullatura per favorire una migliore adesione fra semente e suolo.

La semina manuale si pratica solo su piccole superfici, con passaggi a distribuzione incrociata; per migliorare la distribuzione uniforme del seme è buona norma miscelare semente e sabbia in rapporto 1:1.

  • Le zolle erbose – precedentemente coltivate in vivai specializzati – sono un sistema importato dagli USA molto valido, di effetto immediato e presenta minori rischi per quanto riguarda le infestanti. Installando i rotoli di zolle erbose, si ha l’effetto di copertura immediata e un prato sufficientemente stabilizzato dopo solo tre settimane (il prato tradizionale richiede invece un intervallo di tempo di tre o quattro mesi). La zolla erbosa ha uno spessore di 4-5 cm, con radici fitte e conuna porzione di qualche centimetro di suolo in tempera ben aderente. La posa va eseguita entro poche ore dal prelievo dal vivaio di produzione (36 ore al massimo). L’impianto deve avvenire su un suolo soffice, misto di terra e sabbia, umido e ricco di sostanza organica; una leggera pressione garantirà un buon contatto fra le zolle e il suolo.