Le operazioni di finitura dei pezzi si eseguono con attrezzi manuali e con elettroutensili per spianare, carteggiare, livellare, lisciare. Le funzioni di levigatura spesso sono complementari tra loro. Per ultimare il lavoro passa manualmente la carta abrasiva (aiutandoti con un blocchetto di legno duro).

Elimina i minuscoli graffi lasciati dall’attrezzo elettrico. La carta vetrata, molto resistente, porta incollati sulla superficie moltissimi frammenti à vetro che agiscono come i denti della lima. È reperibile in foglio e, per levigare ogni tipo di superficie, puoi avvolgerla intorno a un lisciatoio di legno o a della gommapiuma.

Esegui con il tampone dei movimenti rotatori esercitando una pressione leggera e costante. Inizia la levigatura con un foglio a grana grossa per poi passare a quelle sempre più fini.

Sostituisci la carta non appena s’impregna di polvere. La finitura richiede pazienza e cautela.

Raspe e lime

Sono utili per modellare manualmente le parti in lavorazione. Levigano le asperità e, nello stesso tempo, spianano i pezzi nei punti più difficili da raggiungere.

Si impugnano con due mani: la destra tiene il manico, mentre la sinistra guida la punta. Per non creare dislivelli è necessario esercitare una pressione leggera e uniforme. Il movimento deve essere sempre nella direzione delle fibre, specialmente in prossimità di bordi e spigoli. La capacità abrasiva delle lime è data da due serie incrociate di intagli paralleli. La quantità di punte per centimetro quadrato determina la finezza della lima: quelle a taglio dolcissimo ne hanno 650 per cm quadrato.

Tanto le lime quanto le raspe vanno pulite dalla segatura e dalla polvere con una spazzola metallica. Sono costituite entrambe da un’asta d’acciaio terminante in una coda che può essere inserita nel manico o impugnata.

A differenza delle lime, le raspe hanno lame con denti allineati, più o meno fitti e sporgenti. Queste intaccature semicilindriche mordono il legno nella corsa di andata: devi quindi lavorare a colpi lunghi e paralleli nella direzione delle fibre. Esistono lime e raspe adatte a diversi tipi di lavorazione e legno: a sezione semicircolare, piatta, a coda di topo, triangolare e quadrata.

Levigatrice a nastro

La levigatrice a nastro è comunemente chiamata “carro armato” o “cigolo”. Il suo potere abrasivo, superiore rispetto a quello della levigatrice orbitale, la rende adatta a spianare rapidamente dislivelli e a effettuare carteggiature profonde su legno, laterizio e intonaco.

I nastri hanno larghezza proporzionata alla potenza del motore, mentre la velocità di scorrimento è regolabile a piacere. Il motore trasmette la rotazione a un rullo di supporto del nastro; il secondo rullo tiene tesa la carta abrasiva e, girando, la mantiene diritta. La suola, o lastra di scorrimento, sulla quale il nastro esercita un violento attrito, deve essere in ottimo acciaio o di materiale antiusura.

Alcuni modelli consentono l’uso della macchina capovolta, fissata sul banco di lavoro. Così sistemata, funziona come una piccola pialla per ridurre spessori e uniformare i tagli. Un accessorio indispensabile è il sacco raccoglipolvere, che aspira anche i residui di lavorazione.

Lima elettrica

Impiegata su legno, plastica, metallo, ceramica, laminati e vetro. È utilissima per affilare gli utensili, sverniciare e scrostare.

Per la sua forma particolare, rifila facilmente i bordi delle battute e delle mortase cieche. Sono disponibili nastri a grane più o meno fini.

Levigatrice orbitale

Particolarmente apprezzata per la sua maneggevolezza, è agile e leggera sulle superfici. L’albero motore è dotato di un eccentrico, collegato elasticamente alla piastra portacarta. La rotazione fa muovere il supporto con spostamenti di 1-2 mm.
La successione delle orbite descritte è molto rapida: va dalle 6.000 alle 20.000 ogni minuto primo. Le levigatrici orbitali hanno dischi intercambiabili in relazione al tipo di lavorazione da eseguire.