MANUTENZIONE FIBRE E TESSUTI

Le fibre tessili che vengono usate per abbigliamento, arredamento e per calzature hanno varie origini, pertanto verranno considerati  i diversi metodi di trattamento e pulitura dei tessuti, o più specificatamente, le regole di lavaggio che sono strettamente legate alla conoscenza dei tessuti, delle etichette e dei simboli che troviamo sui capi acquistati.

Fibre tessili: per origine si possono distinguere in tre gruppi:

  • fibre naturali
  • fibre sintetiche  
  • fibre artificiali.

Le fibre tessili naturali si dividono in:

  • fibre vegetali ricavate da corteccia, baccelli, foglie, frutti, e lattice di piante e sono:cotone, lino, juta, canapa, batista.
  • Fibre animali si ottengono dal pelo di ovini e animali lanuti e dal baco da seta e sono lana eseta.

Le fibre tessili sintetiche si ottengono da composti chimici di sintesi, e si possono distinguere dalle materie prime da cui sono ricavate (organiche e inorganiche), e anche dal tipo di processo di fabbricazione, e sono: poliammidiche (nailon, perlon, lilion, ortalion, rilsan), poliesteri (terital, dracon, ecc.), poliviniliche (rhovil, movil, ecc), poliacriliche (leacril, orlon, dralon)

Le fibre tessili artificiali: si ottengono da materie prime provenienti da prodotti naturali come cellulosa e proteine vegetali, le quali, tramite diversi processi chimici, vengono sciolte e rese solubili e poi riportate allo stato solido in forma di filamenti. E sono: raion viscosa, cuprammonio, acetato, lanital-merinova.

L’ampia gamma di fibre tessili esistenti sul mercato e i trattamenti che vengono fatti di apprettatura, fissaggio e calandratura possono rendere difficile la distinzione di un tessuto da un altro anche per i più esperti.

L’etichetta che troviamo sul capo, aiuta a riconoscere non solo il tipo di fibra tessile, la composizione e le relative percentuali, ma contiene i simboli guida per la manutenzione e lavaggio del tessuto.

Lavaggio in acqua: è contrassegnato dal simbolo grafico della vaschetta:

  • la temperatura massima che il tessuto può sopportare è indicata in gradi all’interno della vaschetta.
  • lavaggio a mano: all’interno della vaschetta è disegnata la mano, in questo caso, il tessuto non deve essere lavato in lavatrice ma eseguito a mano con una temperatura massima di 40°.
  • la vaschetta con al di sotto una linea, indica che il tessuto deve essere trattato con una centrifuga ridotta e la temperatura indicata all’interno che via via decresce.
  • croce sulla vaschetta: indica chiaramente che il tessuto non può essere lavato in acqua.

Candeggio: è contrassegnato da un triangolo:

  • quando appare nel triangolo la sigle del cloro “CL” il tessuto può essere trattato con candeggina.
  • quando il triangolo è barrato con una croce, il tessuto non sopporta il candeggio.

Lavaggio a secco: è contrassegnato da un cerchio con all’interno delle sigle che indicano il tipo di solvente che deve essere usato:

  • il cerchio con la “A” indica che il capo può essere lavato con i normali solventi che vengono usati nel lavaggio a secco.
  • il cerchio con la “P” significa che nel lavaggio a secco può essere usato il percloroetilene senza l’uso di trielina.
  • il cerchio con la “P” e con un trattino sotto il cerchio indica che oltre al normale procedimento di lavaggio con percloroetilene senza l’uso di trieline, va limitata la quantità di acqua e anche, nell’asciugatura, deve essere limitata la temperatura.
  • il cerchio con la “F” indica che il capo va lavato a secco con l’uso di idrocarburi.
  • il cerchio con la “F” e con il trattino sotto significa, come sopra, il lavaggio a secco con idrocarburi limitando la quantità di acqua e limitando la temperatura dell’asciugatura.
  • il cerchio barrato da una croce, il capo non può sopportare il lavaggio a secco.

Stiratura: il simbolo della stiratura è contrassegnato da un ferro da stiro, e la temperatura è indicata da dei punti all’interno del ferro da stiro:

  • tre punti indicano la temperatura massima fissata a 200° che il capo può sopportare ma deve essere inumidito.
  • due punti indicano che la temperatura non deve superare i 150° e deve essere comunque usato un panno umido da interporre tra piastra e tessuto.
  • un punto indica la temperatura di 100° che il tessuto sopporta usando sempre il panno umido tra la piastra e il tessuto.
  • il ferro barrato con una croce indica che il tessuto non deve essere sottoposto a stiratura.

Asciugatura: non essendo obbligatorio indicarla non sempre compare nell’etichetta il simbolo dell’asciugatura rappresentato da un quadrato:

  • il quadrato con un cerchio all’interno indica che il capo sopporta l’asciugatura a tamburo.
  • il quadrato con il cerchio interno barrato da una croce indica che il capo non sopporta l’asciugatura a tamburo.
  • il quadrato con un semicerchio sul lato superiore del quadrato indica che dopo l’asciugatura il capo deve essere steso ad asciugare.
  • il quadrato con tre linee verticali all’interno indica che non deve essere centrifugato, ma deve essere appeso ancora intriso di acqua.
  • il quadrato con la linea orizzontale all’interno indica che il capo deve essere messo ad asciugare ben disteso su un piano.

FIBRE NATURALI

Canapa: si ricava dalla lavorazione della canapa, una pianta ad alto fusto, erbacea, che viene coltivata nell’Europa orientale. Come fibra risulta essere molto resistente, ruvida, poco elastica e poco assorbente; per queste sue caratteristiche infatti, non viene usata nell’abbigliamento ma nei tessuti di arredo, per rivestimenti, tappezzerie e tendaggi, viene associata ad altri tessuti come cotone e lino per farne telerie adatte per la cucina.
Manutenzione: essendo una fibra molto robusta, la canapa, se di colore bianco, può essere lavata in lavatrice ad alta temperatura e candeggiarla. per i tessuti di canapa colorata controllare le indicazione sulla tenuta dei colori. Per mantenere il suo pelo originale è sconsigliato usare la centrifuga. Infine, per la stiratura, il tessuto va inumidito e stirato usando il ferro alla massima temperatura.

Cotone: è la fibra tessile più diffusa e conosciuta in tutto il mondo per le sue caratteristiche di versatilità, facile assorbimento dei colori, e basso costo.
Manutenzione: il cotone è certamente la fibra tessile che non richiede particolari trattamenti, ma è tra le più facili da lavare, smacchiare e stirare. In lavatrice il cotone bianco può sopportare le temperature più alte, per il cotone colorato è sconsigliato superare i 60° sia per garantire una maggiore longevità dei colori sia per garantire la durata stessa del tessuto. Un ulteriore consiglio che riguarda i tessuti di cotone colorati, è quello di evitare di mescolare colori forti con colori più tenui. Il cotone sopporta molto bene anche il candeggio al cloro, comunque, per il cotone colorato è consigliato l’uso di candeggina delicata specifica per tessuti colorati.
Per la stiratura: anche i capi in cotone vanno inumiditi prima della stiratura, ma per i tessuti di colore scuro è meglio usare un panno umido da interporre tra la piastra e il cotone, e infine, onde evitare il formarsi di pieghe lucide, è bene stirare il tessuto dal rovescio. Quando usate l’appretto non dimenticate che può macchiare la piastra del ferro da stiro e anche il vostro tessuto. Una buona abitudine consiste nel sostituire l’appretto con uno spruzzino dentro il quale potete mettere acqua con aggiunta di acqua profumata o qualche goccia di profumo; evitate gli oli essenziali o sostanze oleose in quanto potrebbero macchiare il tessuto.

Juta: come la canapa, anche questa fibra tessile, è molto resistente, ruvida, poco elastica e idrorepellente, per questo non viene usata nell’abbigliamento e raramente per l’arredamento se non per la tappezzeria.
Manutenzione:  la juta non sopporta il lavaggio in acqua, questo causerebbe il restringimento e la perdita di consistenza del tessuto, e pure la perdita della sua naturale pelosità. in caso di macchie, è opportuno toglierle immediatamente ed evitare che penetrino nel tessuto.

Lino: è tra le fibre tessili più conosciute e più antiche, inoltre la sua lavorazione è quella che rispetta maggiormente l’ambiente. Essendo una fibra molto fresca ed assorbente viene usata, anche mescolata al cotone, nell’abbigliamento ma anche per biancheria e arredamento.
Manutenzione: nel lavaggio, se il lino è bianco, sopporta le alte temperature, mentre per tessuti di lino colorato è consigliato un lavaggio a medie o basse temperature, in quanto, i colori non hanno la stessa resistenza dei colori del cotone e possono scolorire facilmente in modo non omogeneo. I capi di abbigliamento e la biancheria in lino bianco, se lasciati per lungo tempo nell’armadio, può verificarsi un ingiallimento delle pieghe: per evitare ciò è necessario lavare il tessuto una volta l’anno, e meglio se per riporre questi capi li avvolgete in carta di colore scuro. È sconsigliato centrifugare i capi in lino, si sgualcisce molto rendendo poi la stiratura molto difficile. La stiratura, deve essere eseguita con il ferro da stiro ad alta temperatura, usando uno spruzzino per inumidire il tessuto e rendere più facile la stiratura delle stropicciature: per i capi in lino scuro è preferibile stirare il tessuto dal rovescio e usando comunque un panno umido per evitare il formarsi dell’effetto lucido.

Lana: è la fibra tessile che in modo generico indica tutte le fibre che vengono ottenute non solo dal vello delle pecore ma anche da altri anomali come il coniglio d’angora, l’alpaca, capra tibetana, cammello. Dalla lavorazione di questi velli si ottiene una fibra tessile molto resistente allo sporco ma poco ai liquidi in quanto altamente igroscopica, per questo tende a macchiarsi facilmente con i liquidi e la manutenzione di questo tessuto non è particolarmente facile.
Manutenzione: per una maggiore longevità dei capi in lana, è importante seguire le indicazioni dell’etichetta, se viene consigliato, portare il capo di lana in lavanderia; se il lavaggio è possibile eseguirlo in acqua, questo richiede molta attenzione: è sconsigliato il lavaggio in lavatrice, mentre per il lavaggio a mano, l’acqua non deve superare i 30° e possibilmente non deve essere calcarea ( un buon metodo consiste nell’usare l’acqua dello sbrinamento del frigorifero). I detersivi devono essere neutri, per i capi in lana bianca si possono usare sbiancanti o perborati specifici, e nel risciacquo si può usare qualche goccia di ammoniaca anziché l’ammorbidente. Sono sconsigliati anche i trattamenti meccanici di centrifuga o strizzatura, i capi in lana vanno tamponati prima con un asciugamano in spugna e poi stesi su un piano orizzontale, lontano da fonti di calore e non al sole. Anche per quanto riguarda la stiratura, la temperatura del ferro da stiro deve essere al minimo, ed è buona abitudine usare un panno umido per evitare bruciature o l’effetto lucido.

Seta:  la peculiarità di questo tessuto leggerissimo è la capacità di essere un buon isolante per riparare dal calore; è usato sia nell’abbigliamento che per la biancheria e l’arredamento della casa, ma richiede molta cura, essendo una fibra tessile che si sporca facilmente e si macchia anche solo a contatto con l’acqua.
Manutenzione: nei capi in seta è sempre bene controllare le istruzioni dell’etichetta, in genere è consigliato il lavaggio a secco. Mentre, se è previsto il lavaggio in acqua, lavare a mano e a temperatura non superiore ai 40° : i detersivi devono essere neutri, il risciacquo deve essere accurato e in acqua tiepida. Se il tessuto è colorato, va sciacquato velocemente e, aggiungendo un po’ di aceto nell’acqua, si ridona lucentezza ai colori, se il tessuto è bianco aggiungere all’acqua del risciacquo dell’acqua ossigenata. Non usare mai candeggina o ammoniaca. Prima di stendere ad asciugare è bene tamponare il capo in seta con un asciugamano, e poi stendere lontano da fonti di calore e dalla luce diretta del sole. La stiratura  è preferibile eseguirla quando il tessuto è ancora umido, a bassa temperatura, eventualmente con un panno umido. È bene ricordare che la seta pura, come la lana, teme le tarme e la ruggine, inoltre, col passare del tempo può tagliarsi, questo spiega perché spesso viene mischiata ad altre fibre tessili.

FIBRE ARTIFICIALI E SINTETICHE

Le fibre artificiali e sintetiche, pur assomigliandosi tanto da essere spesso confuse, hanno una sostanziale differenza: le fibre artificiali si ottengono dalla cellulosa lavorata  e poi trattata con sostanze chimiche, mentre le fibre sintetiche, dalla trasformazione e sintesi diretta delle sostanze chimiche derivanti dal petrolio.

Le fibre artificiali sono poco resistenti, si stropicciano con molta facilità, i colori tendono a stingere facilmente, e, se non vengono adeguatamente trattati, possono restringersi o allentarsi. Non sono molto adatte per l’abbigliamento in quanto trattengono molto il calore corporeo e inoltre, non lasciano traspirare; sono piuttosto usate per la biancheria intima e, per il loro aspetto serico vengono usati per confezionare abiti drappeggiati.
Manutenzione: è consigliato sempre il lavaggio a secco, ma se consentito il lavaggio in acqua, meglio se eseguito a mano con detersivi neutri. Se è consentito anche il lavaggio in lavatrice, eseguire il lavaggio specifico indicato sull’etichetta. La stiratura va eseguita con ferro tiepido; queste fibre artificiali temono le alte temperature, si possono sciogliere e deformare irrimediabilmente.

Le fibre sintetiche: contrariamente alle fibre artificiali, le fibre sintetiche sono molto resistenti, leggere ed elastiche, non si stropicciano, non hanno quindi bisogno della stiratura, non restringono ma non sono molto adatte per capi di abbigliamento estivi se non vengono mescolate a fibre naturali, in quanto non lasciano traspirate, non assorbono l’umidità e trattengono il calore corporeo. La fibre sintetiche sono molto più adatte per la confezione di costumi, abbigliamento sportivo e biancheria intima proprio per la loro grande elasticità.
Manutenzione: seguire le indicazioni sull’etichetta, generalmente è consigliato il lavaggio in lavatrice specifico per i tessuti sintetici; per il lavaggio a mano utilizzare acqua tiepida senza strizzare e appenderli ad asciugare. La stiratura in genere, non è necessaria se non per ridare forma al tessuto, ma va eseguita a con il ferro da stiro al minimo.

Acrilico: fibra sintetica che assomiglia molto alla lana: il lavaggio in lavatrice non deve superare i 40° e si consiglia di diminuire i giri della centrifuga al minimo. Non sopportano l’uso di aceto, acetone, acquaragia e alcool denaturato.
Manutenzione: come i capi in lana, anche i capi in acrilico,vanno asciugati su un piano orizzontale, e la stiratura va eseguita con il ferro al minimo.

Fibre elastomeriche (elastan, lycra): è una fibra sintetica, molto elastica che viene usata, generalmente, mescolata ad altre fibre, soprattutto cotone.
Manutenzione: per il lavaggio in acqua, non superare i 40° , in lavatrice diminuire i giri di centrifuga al minimo, non strizzare se lavate a mano, stendete per asciugare ma lontano da fonti di calore. La stiratura, come per l’acrilico, va eseguita sempre con ferro al minimo.

Fibre poliammidiche ( nylon, poliammide):   fibre sintetiche molto conosciute, molto resistenti, non si deformano, sono molto leggere e sono tessuti di grande brillantezza.
Manutenzione: non richiede particolari attenzioni: i tessuti bianchi possono essere lavati anche a 60°, per i capi più delicati si consiglia sempre il lavaggio a mano in acqua fredda, la stiratura se necessaria solo a bassa temperatura. Non sopportano il lavaggio a secco e l’uso di solventi nel lavaggio.

Fibre in poliestere ( terital, pile ): sono fibre sintetiche, spesso associate ad altre fibre naturali.
Manutenzione: in genere è semplice: nel lavaggio in acqua si può effettuare a 40°-50°, fino a 60° se sono misti a cotone; nel caso dei tessuti in terital, usati molto nell’abbigliamento, il lavaggio dipende dalle fibre a cui viene mischiato, è pertanto consigliato controllare e seguire scrupolosamente le indicazioni date dall’etichetta. Nel lavaggio in acqua, può essere usato l’ammorbidente. Anche per le fibre in poliestere, la stiratura non è quasi mai necessaria. Le fibre in poliestere temono molto le macchie, in tal caso, rimuovere subito la macchia o con smacchiatori o con semplice acqua e sapone.

Fibre in polipropilene: sono fibre sintetiche, protettive e filtranti rispetto ai liquidi, per queste loro peculiarità sono usate nell’abbigliamento sportivo e per confezionare coperte e altri tessuti per la casa.
Manutenzione: non richiedono particolare manutenzione, si possono lavare in lavatrice e a mano con normali detersivi, si smacchiano con i solventi comunemente usati, non hanno bisogno di stiratura ne del lavaggio a secco.

Microfibra: sono formate dalla sintesi di fibre sintetiche o di fibre artificiali. Sono fibre tecnologicamente avanzate, sono molto traspiranti e allo stesso tempo molto protettive dagli agenti esterni e dal freddo.
Manutenzione devono essere seguite esclusivamente le indicazioni dell’etichetta.

Acetato: fibra artificiale ottenuta dalla cellulosa simile alla seta. È un tessuto morbido e brillante, è discretamente traspirante, antistatico, e ha una buona capacità di assorbire i liquidi.
Manutenzione: il lavaggio in acqua deve essere delicato, non deve superare i 40° per i tessuti chiari, mentre per i colorati, dato che sono tessuti che tendono a scolorire, non superare i 30°. Per smacchiare non usare aceto, acetone, acquaragia o alcool denaturato. Controllare le indicazioni dell’etichetta, qualora fosse richiesto, lavare a secco.

Rayon (viscosa, bemberg, modal ):sono fibre artificiali ricavate dalla cellulosa del legno, molto simili al cotone a cui vengono spesso associate. Il rayon è una fibra molto resistente, morbida, ma si stropiccia facilmente.
Manutenzione: nel lavaggio in acqua, queste fibre sopportano anche i 60°, anche nel caso di colorati, ma è consigliato non superare i 40° per maggiore sicurezza e longevità del capo stesso; per smacchiare, è sconsigliato l’uso di candeggina, l’acetone e alcool denaturato.

Alcuni tessuti artificiali, per caratteristiche e natura stessa del tessuto sono più delicati:

Viscosa: essendo un tessuto delicato, i capi in viscosa vanno lavati in acqua tiepida, stirati altrettanto delicatamente con il ferro tiepido e al rovescio, eventualmente controllare e seguire le istruzioni dell’etichetta per non rischiare di rovinare irrimediabilmente il vostro capo d’abbigliamento.

Bemberg Cupro: fibra tessile artificiale di origine naturale. È un tessuto di origine naturale non è nocivo per la pelle, è traspirante e idroscopico, termico (fresca d’estate e calda d’inverno), resistente, morbido al tatto simile alla seta, brillante e privo di cariche elettrostatiche. Usato sia per l’abbigliamento che per l’arredamento, e da poco anche nell’intimo non essendo nocivo ma traspirabile e anche perché da ai tessuti un tocco di sensualità.
Manutenzione:  è un tessuto lavabile e anche stirabile, ma prima di effettuare il lavaggio in acqua o altre manutenzioni, leggere attentamente le indicazioni che si trovano sull’etichetta.

TIPOLOGIE DI TESSUTI

Tessuto batik: trattasi di tessuti in cotone o seta sui quali viene eseguita un’antica tecnica di tintura di origine indonesiana: i disegni si ottengono sciogliendo della cera sul tessuto che non si intende tingere di un particolare colore, si passa quindi alla tintura e al fissaggi.
Manutenzione: i colori del tessuto batik non sono molto resistenti, pertanto il lavaggio va eseguito a bassa temperatura, a mano e cercando di impiegare meno tempo possibile; fare sempre un controllo bagnando prima un angolo per provare la resistenza dei colori, eventualmente, lavare a secco.

Tessuto batista: questo tipo di tessuto si ottiene sia dal cotone che dal lino; è tanto fine da risultare leggermente trasparente.
Manutenzione: in lavatrice, richiede un lavaggio delicato, senza centrifuga e a una temperatura non superiore ai 60°. Fate asciugare su un piano orizzontale, e eseguite la stiratura quando il capo in tessuto batista non è ancora asciutto completamente. Per dare consistenza, inamidare, tenendo a mente che col tempo questo trattamento rovina il tessuto.

Tessuto bisso: è un tessuto di lino fine, generalmente di colore bianco, è impiegato per biancheria da ricamare, tovaglie e tende.
Manutenzione: è un tessuto delicato che si può strappare, pertanto in lavatrice, eseguite il lavaggio per delicati, senza centrifugare e a temperatura non superiore ai 60°. La stiratura va fatta col tessuto ancora umido, usando anche dell’amido.

Tessuto chiffon: di seta, vaporoso, semitrasparente e delicato.
Manutenzione: essendo delicato va lavato a mano con acqua fredda, non lasciare in ammollo, soprattutto se colorato, usare detersivi delicati e per il risciacquo aggiungete all’acqua qualche goccia di aceto bianco e senza strizzare, far asciugare su piano orizzontale in forma. La stiratura va eseguita con il tessuto ancora umido e con il ferro caldo.

Tessuto chinz: è un tessuto che ha origine in India, è di cotone stampato, a motivi pressoché floreali e a colori molto vivaci, viene reso leggermente lucido dalla gommatura. È un tessuto leggermente antimacchia e idrorepellente, per queste sue peculiarità, viene impiegato molto nell’arredamento.
Manutenzione: il lavaggio in acqua va eseguito a bassa temperatura ( 30°), e non deve essere asciugato al sole. La stiratura si esegue dal rovescio per evitare di rovinare la gommatura, che comunque tende a perdere di lucentezza col passare del tempo.

Tessuto crespo: è un tessuto creato con seta, lino, cotone, lana, ma anche con fibre sintetiche. Il tessuto crespo di cotone e lino, per la sua capacità assorbente, è impiegato per confezionare biancheria da casa, in modo particolare, gli asciugamani.
Manutenzione: il tessuto crespo creato con le fibre sintetiche, lana e seta devono essere lavati a temperature basse, senza usare la centrifuga o, soprattutto il crespo in seta, non deve essere strizzato. Anche la  stiratura va eseguita con il ferro tiepido e molta attenzione in quanto alcuni crespi si restringono sotto la piastra del ferro da stiro.

Tessuto cretonne: è un tessuto di cotone stampato a motivi floreali.
Manutenzione: essendo un tessuto molto resistente si può lavare anche a 50° , ma non oltre altrimenti può perdere colore; evitare di far asciugare al sole, e stirare normalmente.

Tessuto damasco: è un tessuto prezioso e molto delicato,viene tessuto usando seta su appositi telai, monocromatico, la luce riflessa sulla trama e l’ordito rende visibili i disegni.
Manutenzione: essendo un tessuto molto delicato, va lavato a bassa temperatura ( 30°), far asciugare in modo che non si deformi, possibilmente su un piano orizzontale e per la stiratura, va eseguita con il tessuto ancora umido, dal rovescio e usando un panno fra il damasco e la piastra del ferro da stiro.

Tessuto denim: è un tessuto molto resistente, di cotone; è impiegato per confezionare abiti da lavoro o jeans.
Manutenzione: generalmente sono tessuti che vengono lavati prima di essere messi in commercio; possono essere lavati ad alta temperatura, tendono a scolorire per i primi lavaggi, pertanto è consigliato lavarli da soli.

Elastico: per dare l’elasticità vengono usate fibre di sintetiche o di gomma, pertanto il lavaggio, per una maggiore durata devono essere lavati a temperature superiore ai 60°, controllare comunque le indicazioni dell’etichetta, anche per quanto riguarda la centrifuga che tende a snervare questi tessuti.

Felpa: questo tessuto, creato con fibre di cotone o cotone mischiato a fibre sintetiche è usato nell’abbigliamento sportivo e infantile; è un tessuto non molto resistente ma morbido e assorbente; si ottiene con un procedimento che lo rende leggermente peloso da un lato.
Manutenzione: è sconsigliato usare il lavaggio ad alta temperatura, è da evitare anche la centrifuga ad alti giri. Stendete in modo che stia in forma; la stiratura deve essere eseguita dalla parte priva di peluria.

Tessuto feltro: non si tratta di un tessuto vero e proprio, viene infatti ottenuto non dalla tessitura di fibre, ma da processo di pressatura e asciugatura rapida di fibre vegetali, animali e sintetiche: si ottiene quindi, un tessuto non molto resistente impiegato nella confezione di cappelli e per rivestimenti.
Manutenzione: non deve essere lavato in acqua, ma pulito prima con una spazzola e poi tamponato con acqua e ammoniaca. Non va stirato, ma se eventualmente si vuole ridare forma al capo in feltro, prima inumidire e poi mettere su un apposita forma in legno e passare con il ferro caldo.

Tessuto in flanella: tessuto morbido e leggero, ottenuto da fibre di lana, cotone o anche fibre mischiate.
Manutenzione: il lavaggio in acqua può essere eseguito sia a mano che in lavatrice, non sopporta la centrifuga. La stiratura deve essere eseguita con il tessuto ancora umido con l’ausilio di un panno da interporre fra il ferro da stiro e il tessuto. Un ottimo rimedio per ridare morbidezza alla flanella eseguire un risciacquo nell’acqua di cottura dei fagioli bianchi secchi.

Tessuto fustagno: è un tessuto che può essere in fibra di lana o di cotone. Veniva più usato in passato; attualmente è stato sostituito da tessuti come felpa e tessuti sintetici. E’ tuttora utilizzato per confezionare capi sportivi e anche nell’arredamento.
Manutenzione: può essere lavato in acqua a mano o in lavatrice, la temperatura regolata in base al tipo di fibra, se di cotone o lana. È sconsigliato usare la centrifuga o strizzare il fustagno, in quanto è facile rovinare la caratteristica peluria di questo tessuto.

Tessuto gabardine: è un tessuto che può essere sia di lana che di cotone, è riconoscibile dalla sua trama diagonale; data la sua trama molto fitta e consistente viene fatto spesso un trattamento di impermeabilizzazione infatti il gabardine, è un tessuto utilizzato nell’abbigliamento, in modo particolare, per confezionare soprabiti o impermeabili.
Manutenzione: è preferibile il lavaggio a secco che non danneggia l’impermeabilità e la consistenza del tessuto stesso, mentre, per le eventuali macchie usate una soluzione di acqua e ammoniaca. La stiratura va sempre eseguita usando un panno umido fra il ferro e il tessuto per evitare di far perdere la sua caratteristica lucentezza.

Tessuto jersey: anche questo tessuto a maglia molto morbida, può essere in fibra di lana, cotone o sintetico.
Manutenzione: è un tessuto che tende a perdere consistenza, richiede quindi un lavaggio delicato a bassa temperatura senza centrifuga e senza strizzare. Per togliere l’eccesso di acqua usare un asciugamano e tamponare il capo in jersey, e metterlo ad asciugare su un piano orizzontale. Per la stiratura usare anche in questo caso un panno umido da frapporre fra stoffa e ferro da stiro.

Maglia: è un tessuto generalmente in lana, sempre molto delicato da trattare.
Manutenzione: alcuni tessuti in maglia come la lana mohair è preferibile il lavaggio a secco, per altri capi in maglia è consigliato controllare sempre l’etichetta prima di procedere con il lavaggio in acqua. Se le indicazioni lo consigliano, eseguire il lavaggio a mano con la temperatura dell’acqua non superiore ai 30°, usare sempre detersivi neutri. Aggiungere un anticalcare se l’acqua è troppo dura come per esempio del bicarbonato, questo evita l’infeltrimento. Evitare di strizzare o centrifugare, ma tamponare con un asciugamano per togliere l’acqua in eccesso, e asciugare su un piano orizzontale, evitando le fonti di calore. La stiratura in genere non è necessaria, eventualmente interporre fra il tessuto in maglia e il ferro un panno umido.

Tessuto panama: è un tessuto in fibra di cotone, molto resistente a trama molto fitta, leggermente assorbente ma fresco.
Manutenzione: essendo un tessuto resistente, può essere lavato in lavatrice ad alta temperatura, se non è un capo colorato si può anche candeggiare.

Panno: è ottenuto spesso da lana rigenerata, follata e poi pressata. Essendo pertanto una stoffa non tessuta ma pressata, può strapparsi facilmente.
Manutenzione: va lavato a secco, o, eventualmente, spazzolato con una soluzione di acqua e ammoniaca.

Tessuto percalle: è un tessuto di cotone liscio e leggero, resistente.
Manutenzione: è un tessuto che non presenta difficoltà di manutenzione può essere lavato in acqua, in lavatrice ma non sopporta le lunghe centrifughe.

Tessuto popeline: tessuto che può essere di cotone, cotone misto e sintetico; ha un aspetto lucido ed è un tessuto leggero.
Manutenzione: anche il popeline è un tessuto che non richiede particolari attenzioni per il lavaggio. La stiratura va fatta sul rovescio, e può essere molto utile l’uso di un appretto in quanto si sgualcisce molto facilmente.

Tessuto in raso: per questo tessuto lucido e liscio, vengono usate o fibre di seta o fibre sintetiche.
Manutenzione: è più consigliato il lavaggio a secco: se lavato in acqua, non superare i 30° , non centrifugare o strizzare o torcere, ma togliere l’eccesso di acqua con un asciugamano e stendere su piano orizzontale. Stirare con il ferro caldo col tessuto al rovescio e umido.

Tessuto satin: è un tessuto che può essere di cotone, seta o fibre sintetiche, dalla lavorazione, ne risulta un tessuto leggero.
Manutenzione: può essere lavato in acqua a temperatura non superiore ai 40°, senza centrifuga, asciugare su un piano orizzontale. La stiratura eseguirla quando ancora il tessuto è umido e dal rovescio.

Tessuto in spugna: in genere è un tessuto in cotone o misto cotone.
Manutenzione: il lavaggio in acqua può essere fatto alle temperature che sono indicate nell’etichetta, in base al tipo di fibra e anche della colorazione. Sarebbe sconsigliata anche la centrifuga, ma essendo una fibra pesante richiederebbe troppo tempo di asciugatura, pertanto si consiglia di usare una centrifuga più delicata.

Velluto: tessuto che può essere di fibra di cotone, di lino, e fibre sintetiche.
Manutenzione: il velluto in fibra di lino è il più delicato e deve essere lavato a secco per evitare che si deformi. Per il velluto in altre fibre, si può lavare in lavatrice non superando i 40°, senza centrifugare e facendo attenzione di rovesciare il capo in velluto prima del lavaggio. Si può evitare il lavaggio in acqua passando il tessuto con una soluzione di acqua e ammoniaca. Trattandosi di velluto bianco, più delicato, per rinnovarlo, si fa bollire in una pentola una soluzione di acqua e carbonato di ammoniaca e si espone il tessuto al vapore per almeno dieci minuti e poi farlo asciugare all’aria. Le macchie di grasso, si possono eliminare scaldando della crusca fina o della sabbia, coprire la macchia  e poi spazzolare. La stiratura del velluto non è semplice, spesso si rischia di schiacciare il pelo lasciando un segno indelebile; il metodo migliore consiste nello stirare il tessuto in verticale, e dal rovescio, sfruttando l’azione del vapore