Maclura

Maclura

La Maclura è un albero di terza grandezza, alto sino a 20 m, a ramificazione espansa e corona irregolare; corteccia di colore arancione-scuro profondamente fessurata; rametti glabri, verde-chiari, ornati da robuste spine ascellari lunghe da 1 a 2,5 cm.

Foglie alterne, semplici, picciolate (1,5-4 [5] cm), ovato acuminate (5-16 x 3,5-12 cm), lungamente cuneate e cordate alla base, intere ai margini, lungamente acuminate all’apice, di colore verde-olivaceo, glabre e lucide di sopra, pelose di sotto.

Maclura

La Maclura ha fiori dioici; i maschili in racemi brevi (2,5-3,5 cm), lungamente peduncolati e penduli, con perianzio 4-partito e 4 stami; i femminili in capolini subglobosi (2-2,5 cm in diametro) brevemente peduncolati, a perianzio 4-setto e 1 stilo.
L’infruttescenza è un sincarpio subgloboso (10-14 cm di diametro), simile a un arancio, duro, rugoso, di colore giallo-arancione o giallo-verdognolo; semi ovali lunghi 1 cm. Fiorisce in maggio-giugno.

Maclura

La Maclura, originaria degli Stati Uniti centro-occidentali, è stata introdotta in coltivazione in Europa da oltre un secolo, come specie ornamentale e per farne siepi che sono impenetrabili. In Italia viene coltivata nelle regioni settentrionali e in qualche località, così nel Trentino (presso Calliano), si è naturalizzata.

Il legno della Maclura è compatto e di lunga durata. La corteccia delle radici ha proprietà tintòrie (giallo) e quella del tronco è tannica, talora usata per la concia del cuoio. Le foglie vennero usate nell’alimentazione dei bachi da seta.