Sughera

Sughera

Albero di terza grandezza, alto sino a 15 (25) m, longevo, a tronco contorto e rami irregolari formanti una corona ampia e più rada che nel Leccio; corteccia spessa e suberosa; ramuli tomentosi.

Foglie persistenti, semplici, alterne, brevemente picciolate (5-12 [151 mm) e ornate da piccole stipole caduche, a lamina ovato-oblunga o ellittica (3-7 x 0,5-4 cm), brevemente cuneata alla base, ornata da 4-5 denti acuti o talora anche integra ai margini, acuta all’apice, di colore verde scuro, e lucida di sopra, grigio-tomentosa con nervatura primaria alquanto sinuosa di sotto, di consistenza coriacea.

Fiori monoici; i maschili in amenti lassi e lungamente peduncolati.

Il frutto è un achenio (ghianda) ovale-allungato, protetto sino almeno a metà da una cupola emisferica, brevemente peduncolata, a squame grigio-tomentose. Fiorisce in aprile-maggio.

Sughera

L’areale della Sughera si estende dall’Africa minore e dalla Penisola Iberica sino alla Dalmazia, in Italia vive in Sardegna e sul versante tirrenico della penisola dalla Toscana in giù. Specie mediamente lucivaga e ossifila, vive nell’orizzonte climaxico delle sclerofille localizzandosi nelle stazioni più calde e aride con preferenza per i terreni siliceo-argillosi.

Il legno è molto duro e simile a quello del Leccio; va soggetto a spaccarsi e imbarcarsi, per cui trova un impiego limitato a lavori idraulici e a pezzi da carrozzaio e per imbarcazioni.

Il prodotto principale della Sughera è invece il sughero, cioè la sua corteccia suberosa che viene periodicamente asportata con turni di 7 a 14 anni. Il tronco decorticato assume allora un caratteristico colore rosso-sanguigno. Il sughero si usa nella preparazione dei turaccioli, e come materiale isolante del calore e del suono. La legna della Sughera si usa per ardere e dà una cenere ricca di potassa.