Terebinto

Piccolo albero, alto sino a 5 (10) m, o più spesso arbusto molto ramoso, a corteccia grigio-cinerea e liscia; ramuli rotondi, di colore verde-olivaceo e lisci.

Foglie caduche, alterne, composte, lunghe 10-20 cm compreso il picciolo che è senza stipole, rossiccio e non alato, imparipennate, con 2-6 coppie di foglioline subsessili ovato-lanceolate (3-4,5 [81 x 1-2,5 cm), oblique alla base, integre ai margini, mucronulate all’apice, di colore verde-scuro e lucide di sopra, più chiare e opache di sotto, pelose in gioventù, indi glabre, coriacee, aromatiche: la fogliolina terminale è più piccola e più lungamente picciolata delle laterali.

Fiori dioici, piccoli, in racemi terminali, di colore verdastro o bruniccio; stami 5, più lunghi del calice; ovario con una loggia, 3 stili con stigma rosso-scuro.

Terebinto

Il frutto è una drupa ovoideo-compressa, di colore rossastro a maturità. Fiorisce da aprile a luglio.

Il Terebinto è specie mediterranea con distribuzione analoga a quella del Lentisco, ma si spinge più in alto e più all’interno, così in Italia sino sulle rive dei laghi prealpini e in Val d’Adige sino a Bolzano. Specie calcicola, predilige le pendici calde e soleggiate; non vive quasi mai gregaria, ma è sporadica nelle associazioni di macchia e negli arbusteti dell’orizzonte climaxico delle latifoglie eliofile.

Il legno, duro, compatto e pesante è simile a quello del Lentisco; viene talora usato per piccoli lavori di tornio; come combustibile fornisce un carbone pregiato. Per incisione dei tronchi si ricava un’oleoresina detta trementina di Chio.