L’ARTE DEL RICICLO

Si fa sempre un gran parlare dei valori nella nostra società e l’argomento diventa ogni giorno più scottante in proporzione al crescere del diario con altre culture e con il disagio sociale provocato dal vuoto lasciato dalla cancellazione dei punti di riferimento.
Anche lo scarto fa parte dei punti di riferimento: infatti è l’ombra concreta di qualcosa che è esistito ed è custode dell’esperienza vissuta.

Pochi giorni fa un vecchio negozio con i pavimenti in legno che suonano sotto i passi delle persone, il soffitto basso, una scaletta di legno massiccio che porta ad un soppalco, l’arredamento formato da mobili antichi, è stato sventrato per fare posto ad un’agenzia commerciale e ogni suo piccolo ricordo è stato raccolto e mandato ad una discarica.

In questi ultimi anni ci sono stati mutamenti radicali nel modo di produrre e di arredare e nello stesso tempo è aumentata, in modo esponenziale, la varietà dei materiali utilizzati. Si è creata in questo modo un’enorme discarica fatta di oggetti e di materiali che gradualmente circonda il cosiddetto mondo civile e industrializzato, che prima o poi dovrà confrontarsi con le tensioni sociali e con la fame che spinge all’emigrazione masse sempre più consistenti.

Per affrontare questa situazione occorre dare spazio all’espressione vibrante e tangibile delle idee e promuovere iniziative mirate alla soluzione di quei temi che riguardano l’umanità nel suo complesso.

L’ARTE COME STRUMENO DI CAMBIAMENTO

È in questa ottica che diventa indispensabile un incontro tra tutti coloro che si occupano delle tematiche ambientali, compresi gli artisti, per dare vita ad una nuova dimensione nella quale le attività possano interagire per elaborare nuove soluzioni.

In questo contesto la corrente artistica Trash Art dimostra come con la fantasia e la creatività si possano realizzare opere di grande spessore artistico pur utilizzando materiali obsoleti e destinati alla discarica.

Ma occorre fare di più, utilizzare questa enorme energia artistica per aiutare gli addetti ai lavori a rimuovere questa situazione di stallo e riprendere la marcia a favore dell’ambiente.

Situazione di stallo che può essere superata solo con il coinvolgimento di tutti, e per farlo occorre coinvolgere gli artisti della corrente Trash Art, in grado di incontrare un vastissimo pubblico dando luogo ad un’esperienza spaziale da cui può nascere un flusso, un movimento che può trovare riscontri in ogni parte del globo, poiché la creatività e i rifiuti sono una presenza costante della nostra quotidianità.

Vedi anche  Igiene degli impianti

E’ in questa prospettiva che è in fase di organizzazione l’allestimento di un’esposizione internazionale della “Trash Art” (arte del riciclo). L’Esposizione Internazionale di questa particolare corrente artistica è una ribalta che pone al centro dell’attenzione il “rifiuto”, aprendo intorno ad esso dibattiti e confronti affinché tutto ciò che ha terminato la sua funzione primaria possa trovare una nuova dimensione.

UN NO ALL”‘USA E GETTA”

L’Esposizione Internazionale di Trash Art non è solo un’esposizione delle opere o installazioni realizzate sul posto dagli artisti, ma intende promuovere idee per la soluzione dei vari temi della raccolta, del riciclo e dello smaltimento dei rifiuti.

L’augurio che ci facciamo è che tutti coloro che vi parteciperanno (da protagonisti o da visitatori), percepiscano l’enorme possibilità che offre l’attività di riciclaggio adattando così il proprio sistema di vita perché la stessa possa raggiungere gli obiettivi e i risultati possibili.

L’Esposizione Internazionale di Trash Art vuole anche essere punto d’incontro tra uomini di scienza, artisti, politici e tecnici addetti ai lavori, affinchè la salvaguardia dell’ambiente coinvolga tutti.

Lo stesso catalogo, realizzato per l’occasione, rappresenterà uno strumento di grande utilità in particolare per gli addetti ai lavori, perché renderà possibile un’interpretazione contemporanea della situazione e del livello di sensibilità su cui operare ritrovando affinità, mescolando le diversità, producendo una metamorfosi sulle forme di pressione con cui fino ad oggi si è affrontato il tema.

L’Esposizione Internazionale dell’arte del riciclo può rinnovare il ruolo che l’arte ha nel tessuto sociale, rendendo più accessibili i linguaggi artistici e la mondializzazione della cultura della creatività.

La scelta del luogo è ricaduta su Genova per due motivi: il primo perché la vista di Genova è favolosa da aprile a luglio con la sua luce continuamente mutevole, il vento che increspa la superficie dell’acqua, i vicoli con i suoi tetti di ardesia ora bagnati dalla pioggia ora arsi dalla luce cangiante, che entrano nel cuore velandolo di malinconia per le cose passate e che scivolano ora su uno ora sull’altro come nuvole, simbolo del cambiamento incessante che rendono misteriosa la sostanza di questa città.

Vedi anche  SANITA' E AMBIENTE

Il secondo tiene conto della forte contrapposizione alla cultura del ‘usa e getta” insita nel genovese che ama rielaborare materiali e oggetti che portano impresse le impronte del vissuto o la storia personale. L’Esposizione Internazionale riconsegna a Genova il ruolo di esploratrice di nuove realtà, smentendo la fama di cinica dissacratrice della fantasia e di schiava del pragmatismo economico, aprendosi ad una forma espressiva che diventa ogni giorno più importante tra le forme d’arte tradizionali.

Per quanto riguarda la città di Genova, gli spazi destinati alla mostra possono rappresentare l’opportunità sia per i genovesi sia per i visitatori italiani e stranieri di seguire un percorso turistico e culturale tra le varie concezioni architettoniche, le ville e i parchi della città.

L’esposizione internazionale nasce con la connotazione di una biennale infatti, ogni due anni, artisti e tecnici rinnoveranno il loro appuntamento con incontri per confrontarsi sugli sviluppi della ricerca in questo settore.

Esposizione internazionale che può espandersi e realizzarsi in ogni parte del mondo, perché ovunque è necessario formare la coscienza e la convinzione che con creatività e fantasia si possa fornire un più alto ordine di complessità, di utilità e di vitalità trasformando oggetti ritenuti non più utili nella realtà. Contrapporsi alla cultura dell”‘usa e getta” è un’espressione di civiltà e sensibilità: l’esasperazione del consumismo, oltre a creare un’eccessiva quantità di rifiuti che invade gli spazi vitali, inculca nell’individuo la convinzione che ogni cosa che ha svolto la sua funzione è destinata al rifiuto.

Un abito mentale che, i dati statistici lo confermano, si è esteso all’essere umano e in particolare a quelle persone anziane che, per motivi di salute, sono di intralcio alla quotidianità.

L’EDUCAZIONE AMBIENTALE COMINCIA A SCUOLA

Tra le varie iniziative previste occuperanno un ruolo rilevante quelle svolte nell’ambiente scolastico per orientare i giovani ad una maggiore attenzione alle problematiche ambientali, attenzione che deve attivarsi attraverso i confronti tra la quotidianità e il ciclo della vita umana con lo spazio che ci circonda e l’ecosistema nel suo complesso.

L’educazione ambientale deve innanzitutto evidenziare il mondo che abitiamo, le sue contraddizioni e l’immensa articolazione di pregiudizi, di luoghi comuni e la necessità che abbiamo di ripagare i vecchi debiti che abbiamo nei confronti dello spazio che ci circonda.

Vedi anche  VIRUS

Gli artisti e gli addetti ai lavori metteranno a disposizione la loro competenza per attivare laboratori atti a sviluppare la creatività e la fantasia, aprendo nuovi sbocchi e collaborazioni con le istituzioni scolastiche.

Questi laboratori diverranno un nucleo operativo dedicato all’interazione tra arte ed ambiente, in quanto i progetti e le attività si svilupperanno a partire dal sentimento degli stessi interessati e rappresenteranno un invito aperto alla costituzione di una società multiecologica.

Tutti sono invitati a collaborare portando il contributo delle proprie competenze e professionalità per partecipare ad una trasformazione sociale responsabile che diventa sempre più urgente.

L’esposizione internazionale propone numerose ed interessanti iniziative anche nei mesi che la precedono, per la divulgazione e per aumentare la sensibilità e predisporre il tessuto socio-economico a recepire nella sua interezza questo grande avvenimento.

Avvenimento che fa parte di strategie per affrontare una situazione ambientale così compromessa: la prima consiste nel continuare incessantemente a denunciare le situazioni a rischio, sottolineare gli abusi, gli errori, le carenze del sistema pubblico e privato, usando la paura dell’evento catastrofico, del danno eccessivo, del rischio per la salute dell’individuo come deterrente e come stimolante affinché le istituzioni prendano prowedimenti drastici assicurando nel contempo la collaborazione attiva della popolazione.

Il secondo modo è quello propositivo, che affianca alla denuncia il coinvolgimento di tutti gli addetti ai lavori su scala mondiale attraverso la realizzazione di incontri nel corso dei quali vengono messe a confronto le iniziative e i risultati raggiunti, ma ancor più attraverso una campagna di sensibilizzazione che stimoli l’amore per lo spazio che ci circonda come parte integrante della vita stessa, adoperandosi per un cambiamento della cultura dell’usa e getta, sottolineando l’enorme possibilità che offre l’attività di riciclaggio e l’opportunità di adattare il proprio sistema di vita affinché questa attività possa svilupparsi per raggiungere gli obiettivi previsti.

E’ nostra profonda convinzione che l’energia prodotta dalla creatività e dalla fantasia di un’artista sia tale che può non solo materializzarsi attraverso le opere, ma può fornire, se sapientemente amalgamata al pragmatismo degli addetti ai lavori, elementi di novità e spazi per soluzioni di grosso spessore tecnico.