Scolitide

Sono circa 6000 specie di coleotteri che appartengono a questo ordine suddivise i 181 generi, con morfologie e sviluppo molto simili , ma con comportamenti diversi rispetto all’ambiente o all’ospite.

Nonostante le piccole dimensioni sono coleotteri che possono provocare gravi danni alle piante a causa delle malattie virali e funghi che trasmettono, come ad esempio la moria dell’olmo o grifosi dell’olmo di cui la maggiore responsabile è la scolitide Multistriatis.

Il corpo dello scolitide adulto presenta un torace con il pronoto nero lucido con piccoli puntini, ed elitre di colore bruno rossastro, la lunghezza va da un minimo di 2-3mm per il piccolo scolito, fino ai 6mm per il grande scolito ed hanno lo stesso ciclo vitale. Le larve hanno la testa di colore scuro e il corpo bianco crema. Lo scolitide sverna allo stadio di larva, in qualche caso come adulto non completamente maturo; gli insetti maturi compaiono dopo la metà di aprile e sfarfallano fino alla fine del mese successivo, sono monogami e sviluppano due generazioni all’anno. Alla fine di questo periodo si dirigono sugli alberi idonei alla colonizzazione e iniziano a penetrare nella corteccia dove scavano delle vere e proprie camere nuziali, qui le femmine vengono fecondate. Successivamente le scolitidi femmine iniziano a scavare delle gallerie dette “gallerie materne” qui, ai lati, vi depongono le uova. Queste gallerie hanno un diametro uniforme e sono libere da residui di escrementi o rosura. Da queste gallerie, le larve iniziano a formarne altre, riconoscibili in quanto aumentano di diametro in proporzione alla loro dimensioni e sviluppo, verso l’interno del tronco, scavano seguendo la forma di ventaglio fino alla cella pupale dove la larva completa la sua metamorfosi e si trasforma in pupa. In queste gallerie le larve rimangono fino alla fine dell’inverno lasciando i loro escrementi e materiale di rosura.

I danni: maggiori si riscontrano quando, a fine maggio, gli adulti entrando nelle gallerie di maturazione, che solitamente vengono scavate alla biforcazione dei rami, trasportando sul loro corpo varie spore, queste entrando in contatto col flusso linfatico della pianta provocando alterazioni della circolazione linfatica e la terribile infezione da Grafiosi o moria dell’olmo.

In Europa e nelle regioni settentrionali dell’Italia  desta particolare attenzione la scolitide dai denti curvi in quanto, se presente a grandi masse può infestare ampie zone forestali sane provocando la morte di migliaia di piante fra cui abeti bianchi e rossi, pini silvestri, larici; generalmente però, attacca piante già deboli e danneggiate da altre patologie o agenti atmosferici, per questo, pur essendo molto dannoso è considerato un parassita secondario.

Gli strumenti di lotta sono: a livello colturale devono essere eliminate, tagliate e distrutte col fuoco le piante o i rami infestati prima che abbia inizio lo sfarfallamento. Può risultare molto utile piantare piante già deboli che fungano da trappole per poi bruciarle quando vengono infestate. Chimicamente si deve intervenire al momento dello sfarfallamento nebulizzando insetticidi di contatto a base di piretro.