INNESTI A GEMMA (O A OCCHIO, O A SCUDETTO)

Il nesto (od oggetto) appartenente alla varietà prescelta è costituito da una gemma isolata, detta anche occhio o scudetto.
Si tratta di una tecnica relativamente facile, che consente un’elevata percentuale di attecchimento.

Scelta della gemma

La gemma deve essere "a legno", vaie a dire appuntita e non globosa, ben maturata (non erbacea), portata da rami di un anno sani, mima corteccia lucente e di colore uniforme.

Epoca del prelievo

Quando le piante sono "in succo" e hanno perciò la corteccia facilmente distaccabile.

Innesto a gemma vegetante

Si attua su piante in piena attività, alla ripresa vegetativa. La gemma deve trovarsi in fase di sviluppo più arretrato rispetto al portainnesto; in caso contrario, il germoglio si evolve prima che la saldatura sia completa ed è quindi destinato a soccombere per insufficiente nutrimento.
La gemma, prelevata dal nesto prima che inizi la fase del risveglio, si conserva in frigorifero, dentro un contenitore di plastica, alla temperatura di 4 °C.

Innesto a gemma dormiente

Si attua quando le piante entrano nella fase vegetativa discendente, cioè in luglio settembre, ma tuttavia sono ancora sufficientemente in succo per permettere la formazione di nuovi tessuti. La gemma si preleva all’atto dell’operazione.

Innesto di giugno

Si pratica limitatamente ai climi caldi, che consentono un periodo vegetativo prolungato; si impiegano "gemme ibernanti", cioè portate da rami nuovi e di regola destinate ad evolversi soltanto nella primavera successiva; se innestate su portainnesti ottenuti con la semina nell’autunno precedente, si evolvono nell’estate stessa sviluppando un rametto entro l’autunno.

TECNICA DI BASE PER L’INNESTO A GEMMA

Prelievo della gemma

Mediante l’apposito coltellino, si preleva uno scudetto con al centro la gemma, lungo circa 3-4 cm e con spessore di 5 mm; l’incisione deve interessare anche il legno, per garantire l’integrità dello strato cambiale.

Preparazione del soggetto

  • Si sceglie una pianta giovane, o un ramo giovane di una pianta adulta.
  • Nella porzione prescelta si eliminano rametti e germogli, lasciando eventualmente qualche foglia sotto al punto stabilito, per nutrire meglio la gemma.
  • Nella parte distale si pratica un’incisione a T (cm 3 x 1); la T rovesciata è da preferirsi, in quanto ostacola la penetrazione dell’umidità.
  • L’incisione non deve interessare i tessuti sottostanti la corteccia.
  • Si sollevano i lembi della T mediante la spatolina di cui è munito il coltellino.
  • Si introduce la gemma, rispettandone la polarità.
  • Si lega, per mantenere l’aderenza tra le due parti; non è necessaria la protezione con mastice, anzi è preferibile lasciare libera la gemma.

L’innesto a gemma o scudetto, si prelevano da piante in succo gemme a legno portate da rami di un anno e si introducono in un’incisione a T praticata sulla corteccia

Innesto a salgues

È applicato in particolare alla Vite, nel corso dell’attività vegetativa. Lo scudetto è a forma di lente. Sul portainnesti si pratica, in luogo della incisione a T, una semplice fenditura, che viene fatta aprire incurvando il rametto; quindi si inserisce lo scudetto e si lega.

Innesto a pezza

Si pratica a gemma vegetante o dormiente ed è adatto per piante con corteccia poco elastica, spessa, o che comunque non si prestano a fornire un anello.
Con il coltello a doppia lama si stacca un quadratino di corteccia fornita di legno, con al centro una gemma. Si ricava un intarsio uguale sul soggetto, indi si effettua la sostituzione e si lega.
Il soggetto può avere dimensioni qualsiasi; eventuali dislivelli, dovuti al diverso spessore delle cortecce, si eliminano con il coltellino.

Innesto a pezza: come si vede nelle foto e nei disegni, richiede una tecnica relativamente facile

Innesto a zufolo

Si addice a piante ricche di midollo (Noce, Fico, Vite ecc.) e si effettua a gemma dormiente o vegetante, a seconda della specie.
Mediante il coltello a doppia lama si ricava una striscia di corteccia di nesto, alta circa 3 cm, con al centro una gemma ben formata.
Si stacca una striscia di corteccia, identica, sul portainnesto, risparmiando una piccola porzione verticale che serve per assicurare la circolazione della linfa; poi si inserisce l’anello e si lega.

Innesto alla maiorchina (tecnica a "intarsio")

Si applica in particolare alla Vite, a gemma dormiente.
Lo scudetto, che si ricava da tralci di un anno ben lignificati, deve avere uno spessore di 2 mm nella parte inferiore.
Nel portainnesto si ricava una nicchia, nella quale si inserisce lo scudetto, quindi si lega.
L’innesto si pratica al piede.

Innesto a scheggia o scaglia (chip budding)

Si applica in particolare alla Vite, a gemma vegetante (fine inverno), in luogo di quello alla maiorchina. Lo scudetto, fornito di una porzione di legno, deve avere uno spessore, nella parte inferiore, di circa 3 mm, e una lunghezza di 2-3 cm. Il taglio nel portainnesto deve consentire l’incastro dello scudetto alla base.

Innesto a doppio scudo o intermedio

Si applica allo scopo di far superare l’incompatibilità tra portainnesto e nesto.
Le modalità e l’epoca di esecuzione seguono le regole generali.
Tra le due parti poste a contatto si inserisce uno scudetto privato della sua gemma e prelevato da una varietà o cultivar compatibile sia col soggetto che con l’oggetto.

INNESTI A MARZA

Il nesto (od oggetto) è costituito dalla marza, porzione erbacea, semilegnosa o legnosa, prelevata da rami di un anno, sani, con corteccia lucente e di colore uniforme.

Epoca del prelievo

In genere gli innesti a marza si effettuano quando le piante sono in piena attività, cioè alla ripresa vegetativa; alcuni tipi particolari si possono eseguire nel corso di tutto il periodo vegetativo, e anche nella fase di riposo (per esempio: innesti a ceppo e a piolo).
Poiché il portainnesto deve trovarsi in fase vegetativa più avanzata rispetto al nesto, per poter nutrire fin dall’inizio la gemma, le marze si raccolgono in anticipo e si conservano in frigorifero, anche per qualche mese, a O °C, in sacchetti o in contenitori di plastica; oppure, per tempi più brevi, con l’estremità inferiore immersa nell’acqua e conservando loro le foglie, recise poco sopra il picciolo.
All’atto dell’innesto si eliminano anche i piccioli, fatta eccezione, negli innesti estivi, per quello accanto alla gemma il quale, cadendo, annuncia l’avvenuto attecchimento.

 Per gli innesti a marza si utilizzano rametti erbacei, legnosi o semilegnosi, prelevati in fase vegetativa o di riposo

Innesti sottocorteccia

Fanno parte di questo gruppo gli innesti a becco di luccio, a corona, a elle, a ponte.
L’esecuzione degli innesti di questo gruppo riesce meglio su piante giovani (6-12 mesi di età), che devono essere "in succo" per consentire il facile distacco della corteccia.

INNESTO A BECCO DI LUCCIO

Periodo: aprile-giugno.
Adatto per pomacee, drupacee, Kaki.
La marza, del diametro di 5-10 mm e lunga 10 cm, fornita di 3 gemme, si foggia all’estremità inferiore secondo due superfici convergenti, una più ampia dell’altra, in modo che risultino diversamente inclinate. Il portainnesto si recide obliquamente e sulla corteccia si prepara una fenditura verticale in cui si introduce l’estremità della marza, con la superficie più breve rivolta verso l’esterno, così da ottenere la giusta inclinazione del rametto.
È necessario proteggere con mastice ed eventualmente assicurare la marza a un tutore.

Innesto a corona: utilizza un numero di marze proporzionato al diametro del portainnesto e permette di impostare fin dall’inizio lo scheletro della pianta.

INNESTO A ELLE

Si pratica alla ripresa vegetativa.
È adatto per la sostituzione di rami morti o danneggiati.
La marza, lunga circa 8 cm, con 3 gemme, si foggia inferiormente a cuneo, con una superficie di taglio lunga 4 cm.
Sulla corteccia del portainnesto si pratica un taglio adeguato, a forma di elle, con angolo ottuso.
Si sollevano i lembi di corteccia, si inserisce la marza e si fa aderire legando e coprendo con mastice. L’aderenza è maggiore se la preparazione della marza e del soggetto viene fatta con uno scalpello ricurvo.
L’innesto può venire eseguito esattamente nel punto in cui era inserito il precedente ramo.

INNESTO A SPACCO DIAMETRALE

Si applica, al rigonfiamento delle gemme, sul ceppo e sulle branche principali di piante adulte, a scopo di reinnesto.
È adottato per la Vite, il Kaki e il Noce.
Le marze, lunghe circa 10 cm, con 3 gemme, si foggiano a cuneo all’estremità inferiore, con superfici oblique lunghe circa 5 cm.
Il portainnesti si taglia orizzontalmente e si fende lungo un diametro e tangenzialmente al centro, per una profondità di circa 6 cm.
Nella fenditura, mantenuta aperta con un cuneo, si introducono le marze, curando di far coincidere le zone cambiali; perché ciò sia possibile, occorre sistemare i rametti non esattamente alla periferia, tenendo conto del maggior spessore della corteccia del soggetto.
Tolto il cuneo, si fa penetrare nella fenditura il mastice, che deve anche ricoprire tutta la superficie.

INNESTO A SPACCO INGLESE (SEMPLICE  O DOPPIO)

Periodo: febbraio-aprile; fino a maggio con marze erbacee.
E’ applicato ad alberi giovani per sostituire la varietà (reinnesto) e per l’innesto a tavolino della Vite.
Marza e soggetto devono avere diametro uguale, non superiore a 1 cm; La marza deve essere fornita di una sola gemma.
Entrambe le parti si tagliano obliquamente, secondo superfici identiche, che vanno poste a stretto contatto e mantenute aderenti con la legnatura.
Nell’innesto a doppio spacco si pratica una seconda incisione sulle due superfici, in modo da poter effettuare un incastro che rende più stabile il contatto, così da non richiedere necessariamente la legatura, comunque utile.

Innesto a spacco inglese

INNESTO A SPACCO LATERALE

È praticato alla ripresa vegetativa, allo scopo di sostituire un ramo mancante o di ottenere branche su tronchi nudi.
La marza, lunga circa 8 cm e forni¬ta di 3 gemme, si foggia a cuneo, con una delle due superfici più breve.
Nel soggetto si pratica, mediante uno scalpello, un taglio il più possibile verticale che interessi una profondità di circa 3 cm, così da raggiungere il tessuto cambiale; nei rami di modesto diametro, la spaccatura può anche raggiungere il centro.
Si inserisce quindi la marza, con la superficie più breve verso l’interno, si lega e si copre con mastice.
Per aumentare la stabilità dell’innesto, si può ricavare un’incisione su entrambe le superfici (innesto a linguetta).

INNESTO A SPACCO PIENO O A SELLA

Periodo: febbraio-marzo.
E’ applicato a piante ornamentali. Marza e soggetto devono avere il medesimo diametro.
Si estrae un cuneo dall’estremità in inferiore della marza; si foggia a cuneo il soggetto, in modo da inserirlo esattamente nella cavità della marza.
Si lega e si protegge nel caso rimangano tessuti scoperti.
Per migliorare il contatto tra le zone cambiali, le estremità della marza possono venire inserite sotto la corteccia, preventivamente incisa e sollevata.
Per aumentare la stabilità dell’innesto, si ricavano sulle superfici poste a contatto due linguette mediante una piccola incisione, che vanno incastrate tra loro.
Le marze e il soggetto possono anche venire preparati asportando una porzione di corteccia pari a circa i 2/3 dello spessore nelle prime e a circa 1/3 nel secondo, per una lunghezza di 3 cm. Le due parti devono combaciare perfettamente; quindi si lega e si protegge.

INNESTO A SPACCO GAILLARD

Periodo: al termine dell’inverno, prima che la pianta sia in succo, e in settembre.
E’ praticato in particolare sulla Vite. Le marze, lunghe 10 cm, con 3 gemme, si foggiano a scalpello, come per lo spacco diametrale.
Si innesta al piede, praticando sul ceppo un taglio lungo 30 cm, in senso obliquo e per una profondità di 2 cm. Si preleva una "fetta" lunga 25 cm, in modo che la porzione inferiore rimanga semplicemente distaccata, e si inseriscono nella fessura le marze; si avvolge la porzione innestata con un foglio di plastica che aderisca e si rincalza con terra.

Innesti a incastro: a triangolo

Periodo: all’ingrossamento delle gemme, o in autunno.
È adatto per piante nelle quali, a causa della struttura irregolare del legno, è difficile ottenere una fenditura netta.
La marza, lunga 10-20 cm e fornita di 2-3 gemme, si foggia a cuneo, con superfici diverse: la più ampia verso l’esterno, subito sotto a una gemma.
Si innesta al piede oppure su una branca.
Il soggetto si taglia a 5 cm dal terreno.
Si estraggono dei "cunei" lunghi 10 cm e profondi 3, quindi si inseriscono le marze (3 o 4), si lega e si protegge.
Si può praticare l’innesto anche sulle branche.

Innesti a cella

Periodo: aprile-maggio.

E’ praticato principalmente sull’Olivo adulto, al fine di promuovere la formazione di nuove branche. La marza, di dimensioni modeste, si inserisce in una nicchia (cella) predisposta sul tronco o su un ramo, eventualmente in corrispondenza di una piegatura.
Le celle possono essere più di una, in posizione sfalsata o allineate sulla medesima circonferenza.