LA GESTIONE DEGLI UCCELLI

LE MISURE IGIENICHE SONO FONDAMENTALI PER LA PROTEZIONE DEL CIBO DALLA CONTAMINAZIONE DA PARTE DEGLI UCCELLI

Ogni fase di produzione degli alimenti, dalla semina, alla crescita, al raccolto, fino a quando arrivano sulle nostre tavole può essere un’attrattiva per differenti specie di uccelli. Dovunque si trovino o siano conservate materie prime o prodotti, gli uccelli (e altri animali) possono utilizzarli imparando la loro dislocazione.

L’insorgere di questo problema può portare alla contaminazione del cibo con escrementi di uccelli, penne e altri materiali; la conseguenza è il pericolo di trasmissione di malattie e la perdita economica associata alla contaminazione dei prodotti alimentari a causa degli uccelli.

La comparsa di escrementi nella frutta o sugli ortaggi freschi o negli imballaggi non da certo fiducia agli acquirenti sulla sicurezza del cibo coinvolti; proprio per questo esistono precise norme al proposito.

LE SPECIE COINVOLTE

In Europa le specie maggiormente coinvolte sono quelle con le seguenti caratteristiche comportamentali ed ecologiche:

  • una dieta ad ampio spettro;
  • frequenza di habitat modificati dall’uomo;
  • tendenze alimentari opportunistiche;
  • foraggiamento in stormi;
  • tolleranti nei contatti con l’uomo.

Le principali specie che si possono così individuare sono:

  • il colombo di città (Columba livia);
  • lo storno comune (Sturnus vulgaris);
  • il passero (Passer domesticus).

Comunque molte altre sono le specie che rientrano nei requisiti sopra citati e queste possono differire da un luogo all’altro. In Gran Bretagna, ad esempio, il pettirosso (Erithacus rubecula) può causare particolari problemi perché un singolo individuo può sopravvivere in un deposito alimentare per molto tempo, inoltre i piccoli uccelli risultano spesso simpatici ai lavoratori che procurano loro ancor più nutrimento.

Il problema è amplificato dal fatto che il pettirosso è specie protetta dalla legislazione inglese per la fauna selvatica ed è quindi necessaria una speciale licenza per cacciarli e rimuoverli (lo stesso avviene in Italia con tutte le specie selvatiche a norma della legge 157/92, ndt).

SALUTE PUBBLICA

Il problema principale della presenza degli uccelli a contatto con i prodotti alimentari destinati all’uomo o agli animali domestici è la potenziale trasmissione di malattie. Gli uccelli selvatici sono portatori di molti organismi patogeni che sono trasmissibili all’uomo e la loro presenza, dei loro escrementi, piume o materiali dei loro nidi negli alimenti può renderli non vendibili.

La frequenza con cui l’uomo contrae malattie dagli uccelli è sconosciuta soprattutto a causa di grandi difficoltà nel determinare le origini di molte malattie.

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Comunque due casi occorsi in Inghilterra possono ben illustrare i rischi di trasmissione. Il primo risale al 1984, quando un’epidemia della così detta “Malattia di Newcastle” che colpisce i polli, fu scoperta in un deposito di Liverpool, dove erano immagazzinati ingredienti per cibo per polli e dove furono trovati colombi morti o comunque morenti a causa di un paramixovirus.

Il cibo fatto con quegli ingredienti fu distribuito in tutta l’Inghilterra, facendo contrarre la Malattia di Newcastle a sette gruppi di polli che furono successivamente soppressi.

Il secondo caso ci porta nel nord-est dell’Inghilterra dove una esplosione di un’epidemia di Campylobacter nell’uomo fu scoperta per la presenza dell’organismo patogeno nel latte; questo era stato contaminato dalle cornacchie (Corvus monedula) che avevano bucato i tappi delle bottiglie usate per la sua distribuzione nelle case. Alcune persone che avevano bevuto il latte senza prima bollirlo soffrirono di brutti avvelenamenti da cibo.

Sebbene non si possa quantificare il rischio di contrarre queste malattie, questi esempi dimostrano chiaramente che il rischio esiste. Gli organismi potenzialmente patogeni coinvolti possono essere virus, batteri, funghi e loro spore, protozoi parassiti, endoparassiti multicellulari, ectoparassiti e allergeni.

Per di più gli escrementi degli uccelli, se bagnati, possono divenire scivolosi e contribuire così ad ingenerare difficoltà al traffico od incidenti (ciò accade specialmente sotto i posatoi notturni degli storni od in punti di particolare accumulo di escrementi di colombo ndt).

SCHEMI DELL’UK PER RIDURRE IL RISCHIO DI INTRUSIONE DI PATOGENI ALL’INTERNO DELLA FILIERA ALIMENTARE

L’UK possiede due schemi a supporto della coltivazione e della produzione di cibo e ognuno parte da una differente organizzazione. Questi schemi indicano il livello di indesiderabilità da parte dell’uomo nel permettere agli uccelli l’accesso al cibo e il potenziale rischio di trasmissione delle malattie.

La “Grain storage guide” è stata introdotta dalla Home Grown Cereals Authority (HGCA) che consiglia i seguenti punti:
1. Ridurre l’impatto degli uccelli non permettendo l’accesso a ripari e cibo;
2. Identificare le specie che danno problemi e prevenirne la nidificazione nelle vicinanze;
3. Controllare gli edifici per identificare come, dove e perché entrano gli uccelli;
4. Bloccare i punti di accesso e montare appropriate protezioni per prevenirne l’entrata. Tenere le porte chiuse;
5. Prevenire la nidificazione su travi o altri supporti applicando sugli stessi opportune protezioni quali spilli o filo antiappollaiamento (solo per uccelli di grandi dimensioni).

La Farm Assurance Scheme-Assured Combinable Crops è amministrata dalla National Farmers Unioni. Questa funziona come strumento di ispezione per gli stabilimenti da parte di personale competente e comprende circa 1’80% delle fattorie inglesi.

L’essere parte dello schema assicura raccolti vendibili a prezzo maggiore rispetto agli altri; le regole principali dello schema, in relazione agli uc celli, sono:
1. Gli edifici devono avere pavimenti solidi, mura e porte idonee;
2. Gli edifici devono prevenire l’entrata degli uccelli: devono essere messi in sicurezza punti di entrata attorno grondaie, cornicioni, porte tubi di carico, ecc;
3. Le porte devono essere chiuse e gli interni dei depositi tenuti nell’oscurità;
4. I camion devono essere coperti prima e dopo il carico e durante il trasporto.

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LA PROTEZIONE DEI DEPOSITI E DELLE AREE DI TRATTAMENTO

Gli schemi sopra citati forniscono una base strutturale per la prevenzione dall’entrata di organismi patogeni derivati dagli uccelli nella filiera alimentare. Ci sono però ulteriori implicazioni per questi schemi, alcune in relazione all’esclusione degli uccelli dalle aree di stoccaggio e altre relative al fallimento delle strategie di esclusione e alla conseguente necessità d rimozione dei volatili.

ESCLUSIONE DEGLI UCCELLI DALLE AREE DI STOCCAGGIO

Affinché sia possibile impedire agli uccelli la penetrazione nelle zone sensibili, gli edifici in cui i prodotti o le materie prime sono depositate o lavorate devono essere atti all’esclusione degli stessi.

In sostanza, questo significa che le premesse usate per depositare e lavorare cibi devono essere destinate a questi scopi. I giorni in cui una vecchia fattoria poteva essere usata per ospitare animali per parte dell’anno e per immagazzinare cereali in altri momenti sono finiti.

Le aree per immagazzinare i cibi devono essere progettate al fine precipuo dell’esclusione degli uccelli come priorità; tetti, cornicioni, porte, aree di carico, drenaggi e sistemi di areazione, e la sistemazione dei rifiuti e delle aree di stoccaggio devono essere tutte a prova di entrata da parte degli uccelli.

Inoltre, gli edifici usati per immagazzinare prodotti o lavorarli, diventano sicuri solo se vengono adottate opportune procedure nelle varie fasi di produzione.

Gli edifici devono essere usati e mantenuti in maniera appropriata; questo richiede la massima scrupolosità da parte di tutto lo staff che vi opera. L’esclusione della presenza degli uccelli, inoltre, può essere incrementata mantenendo l’ambiente circostante agli edifici con caratteristiche di non attrazione per gli stessi, tramite l’adozione di appropriate misure igieniche.

RIMOZIONE DEGLI UCCELLI ENTRATI NELLE AREE DI IMMAGAZZINAMENTO

Questo è solitamente difficile e dispendioso e poche tecniche possono essere viste come attendibili.

Le tecniche che comprendono tentativi di uccidere gli uccelli possono portare alla contaminazione di edifici e depositi con eventuali prodotti tossici impiegati, e logicamente i resti degli uccelli e i loro escrementi.

Sparargli è difficile e molto impegnativo in termini di tempo e non solo…, arrecando danni agli edifici; l’uso di stupefacenti e veleni richiede il posizionamento di esche attraenti e gustose, che devono essere adeguatamente rimosse dopo l’uso insieme agli uccelli morti o in grado di non volare temporaneamente a causa delle sostanze ingerite.

Con le trappole si richiede che una volta catturati, gli uccelli siano rimossi, uccisi o per alcune specie liberati. L’uso di reti foschia può essere difficile negli interni e richiede persone altamente qualificate, è quindi una tecnica molto costosa.

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Sono stati fatti dei tentativi per allontanare gli uccelli dagli edifici usando congegni deterrenti. Sfortunatamente, pochi di questi hanno mostrato un buon funzionamento in questo senso.

Ogni tentativo di spaventare gli uccelli soffre dell’abilità di questi di imparare ad ignorare congegni che non gli procurano danno, un processo chiamato “abituazione”. Questo processo di apprendimento impiega ad instaurarsi solo poche ore o, al massimo, pochi giorni, dopodiché gli uccelli non rispondono più alla sua presenza.

L’abituazione può essere parzialmente aggirata intervenendo con frequenti cambi nel tipo di stimolo deterrente usato e nella posizione dell’apparecchio emettitore; questo porta un notevole incremento di spesa da cui si evince che non esistono soluzioni a basso costo!

I produttori di apparecchi deterrenti hanno poi la strana capacità di sviluppare nuovi sistemi basati su una inadeguata conoscenza della biologia e del comportamento degli uccelli.

Per esempio, gli apparecchi a ultrasuoni sono stati commercializzati benché il range di sensibilità uditoria degli uccelli sia simile a quello dell’uomo, così che non sono certo superiori a noi nel distinguere suoni ad alta frequenza. La stessa cosa può essere detta per i sistemi magnetici, il cui unico pregio era quello di rappresentare delle novità che si sono però dimostrate anch’esse inefficienti.

Modelli plastici di predatori non hanno alcun effetto dissuasivo sugli uccelli che si abituano facilmente, usandoli talvolta come posatoio.

Questo non è sorprendente quando si realizza che gli uccelli possono capire quando un vero predatore, come un rapace o un gatto, è intento a cacciare oppure no; in questo ultimo caso potenziali prede possono essere trovate mentre mangiano o sono molto vicine a un potenziale predatore. Un importante messaggio è che prima di provare a usare nuovi sistemi deterrenti, molti denari possono essere probabilmente risparmiati sentendo l’opinione di un biologo con particolari interessi nel comportamento degli uccelli, e specialmente verso quegli stimoli che possono essere realmente efficaci come deterrenti.

CONCLUSIONI

1. Gli uccelli possono essere attratti da qualsiasi cibo disponibile durante immagazzinamento e lavorazione dello stesso;
2. Una volta attratti la loro rimozione è difficile, costosa e richiede molto tempo. I sistemi deterrenti non sono sempre appropriati;
3. L’allontanamento preventivo, attraverso protezioni efficaci, da magazzini e aree di lavorazione è la soluzione più duratura.

Punti critici: Un opportuno comportamento e misure igieniche sono fondamentali per il successo della protezione del cibo dalla contaminazione da parte di uccelli. La maggior parte degli insuccessi nella prevenzione è attribuibile ad errori umani.