Mobili pulizia e cura

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Mobili: pulizia e cura

Togliere la polvere regolarmente ed una periodica lucidatura, è il modo migliore per mantenere bello e in buone condizioni ogni tipo di mobile, sia di nuova fabbricazione che d’antiquariato.

E’ molto importante conoscere il tipo di materiale utilizzato, per far questo, è necessario controllare la garanzia al momento dell’acquisto, e conservarla insieme a eventuali etichette contenenti le istruzioni del produttore, o, trattandosi di mobili d’antiquariato, di farvi dare certificati e informazioni sul tipo di materiale o metodi specifici per una buona conservazione del mobile.

Mobili d’antiquariato: per la pulizia giornaliera, per togliere impronte e macchie di unto, consigliamo l’uso quotidiano di una pelle di daino inumidita in acqua e aceto ( 1 p. di aceto in 8 p. di acqua). Come consigliano gli esperti, passare il mobile con cera naturale, una o due volte l’anno usando la pelle di daino, lucidando e strofinando bene fino al completo assorbimento della cera, altrimenti il legno rimane appiccicoso. Gli esperti antiquari consigliano, inoltre, di evitare cere contenenti silicone; queste rendono si, il legno lucido, ma in modo innaturale. Ricordate che questi mobili hanno bisogno di una temperatura massima di 18°-19° e di un ambiente umidificato e che, anche se hanno resistito al tempo, il loro maggior nemico è il riscaldamento di casa, che può danneggiarli, soprattutto se vengono posti vicino a fonti di calore e termosifoni.

Mobili in legno lucido: spolverateli con un panno morbido, mentre, per togliere impronte, residui appiccicosi e unto usate un panno bagnato e strizzato in acqua tiepida saponata; per rimuovere eventuali sedimenti del lucido, usate dell’acquaragia. Periodicamente, se lo ritenete opportuno usate anche per questo tipo di legno una buona cera, ma, se vi sono grafi e aloni particolarmente visibili, in questo caso è utile chiedere l’intervento di un professionista.

Mobili in legno verniciato: usate semplicemente un panno morbido per spolverare, ma se sono necessari altri tipi di interventi di pulizia dovete prima assicurarvi che non danneggino la verniciatura, se non avete indicazioni dal produttore, fate una prova nei punti meno visibili; se il produttore lo consiglia potete usare del detersivo per piatti, per lavare le superfici verniciate.

Mobili in bambù: per spolverare usate una spazzola morbida o l’aspirapolvere, per lavare il bambù usate una spazzola più dura e acqua saponata con l’aggiunta di perborato per bucato, ( 10-15 ml). Per il risciacquo usate acqua tiepida salata, (10ml di sale sciolto in 1l di acqua). Questa soluzione di acqua salata serve a sbiancare e rinforzare il bambù. Alla fine, dopo averlo asciugato, non mancate di passare una buona crema per legno.

Mobili in giunco: se si tratta di mobili in giunco verniciato passate solamente un panno umido, se invece è giunco naturale spolverate sempre usando la spazzola o l’aspirapolvere; per sporco più resistente aiutatevi con una spugna di paglietta fine e della soda sciolta in acqua tiepida, risciacquate sempre con acqua tiepida e un panno e inamidate.

Mobili in pelle e semipelle: i mobili in vera pelle spolverateli spesso, se sono molto sporchi, strofinate con del sapone alla glicerina, un panno umido e passate la pelle senza sciacquare, in questo modo la pelle si mantiene morbida ed elastica grazie all’azione del sapone di glicerina. Periodicamente stendete un leggero strato di crema nutriente per pelli, avendo cura di strofinare bene fino a completo assorbimento per evitare che macchi i vostri vestiti. Anche i mobili in semipelle vanno spolverati spesso, per il lavaggio usate scaglie di sapone sciolte in acqua tiepida, risciacquate sempre con acqua e asciugate con un panno. Non usate altri detergenti. 

Mobili in teak: questo tipo di legno opaco deve essere spolverato spesso e, periodicamente, passato con appositi prodotti in crema od oli specifici per mantenere l’opacità del legno. Quando usate questi prodotti, cercate di farli assorbire completamente, non lasciando residui che possono facilitare il deposito di polvere o renderli appiccicosi.

Mobili con superfici in cuoio: come per la pelle, anche per queste superfici, se sono lavabili, passatele con sapone alla glicerina strofinato su un panno umido; non sciacquate, ma lasciate asciugare, il sapone nutre e ammorbidisce il cuoio, infine passate con una crema adatta per cuoio.Sulle scrivanie in cuoio spesso si trovano macchie di inchiostro: se si tratta di macchie fresche passate subito per togliere l’inchiostro con un panno bagnato in acqua tiepida e poi passate tutto il piano per non lasciare disomogeneità; se invece si tratta di macchie di inchiostro di penne a sfera, non usate acqua ma latte e poi, anche in questo caso, passate tutto il piano.

Mobili in plastica: è sufficiente pulirli con acqua e detergente e poi risciacquare bene e asciugare.

Mobili in vetro: tavoli, vetrine e altri piani in vetro possono essere puliti con gli stessi prodotti, spray sgrassanti e lucidanti che si usano per i vetri delle finestre; per ottenere una lucidatura migliore usate alla fine una pelle di daino pulita. L’alcool denaturato usato su un batuffolo di ovatta, può essere utile per macchie più difficili.

Pianoforti: questo delicato strumento ha bisogno di un ambiente adatto, poca umidità e una temperatura costante di 21°-22°, lontano da termosifoni, finestre e pareti particolarmente umide. A riguardo, sarà molto utile consultare un accordatore, inoltre, nei negozi di strumenti musicali, si trovano i prodotti specifici per pianoforti con finiture in poliestere.

Tasti in plastica: questi tasti non perdono colore, oltre a spolverati spesso, vanno lavati con acqua calda e poco aceto bianco e una pezza di pelle di daino strizzata bene. Per togliere la polvere che si deposita all’interno della cassa del pianoforte, usate l’accessorio con beccuccio dell’aspirapolvere ma senza toccare le corde. I pianoforti a parete o verticali hanno un pannello inferiore che deve essere tolto di frequente e poi pulito il feltro dalla lanugine.

Tasti in avorio: se sono molto sporchi, prendete una soluzione di acqua calda e alcool denaturato in ugual quantità, e un batuffolo di cotone ben strizzato, e passateli uno per uno,se i tasti sono molto scoloriti rivolgetevi ad esperti per farli raschiare e lucidare. Per la normale pulizia usate anche per questi una soluzione di acqua calda e poche gocce di aceto e una pezza di pelle di daino ben strizzate ma fate sempre attenzione a non lasciar cadere liquido fra i tasti, e infine asciugate bene con un panno pulito e asciutto. Per evitare che i tasti ingialliscano, lasciate il copri tastiere aperto nei giorni di sole. Chiedete sempre comunque il parere degli esperti di strumenti musicali.

Interventi di pronto soccorso per mobili in legno

Graffiature: usate un pennarello per legno, che troverete in vendita anche presso un ferramenta, oppure, anche un pastello a cera o del lucido da scarpe possono risolvere il problema.

Ammaccature: i sistemi variano a seconda del tipo di legno:

  • Legno verniciato: si deve prima togliere con un solvente adatto la parte superficiale, formate un tampone di carta assorbente bianca e inzuppatelo di acqua, quindi appoggiatelo sulla parte danneggiata ricoprendolo di pellicola trasparente per non farlo seccare e lasciatelo per almeno 12 ore ad agire poi, tolto il tampone, lasciate asciugare e procedete con una leggera levigatura sempre nel senso della venatura del legno. Infine stendete la vernice.
  • Legno massiccio: lasciate sul punto danneggiato una piccola quantità d’acqua calda, se il legno non si rapprende, usate lo stesso metodo consigliato per il legno verniciato, togliendo prima la cera con dell’acquaragia e poi, al tampone di carta assorbente appoggiate la punta calda di un ferro; quando il legno sarà asciutto rifinite con il pennarello per legno del colore adatto o del lucido da scarpe. Questo metodo non è adatto per mobili d’antiquariato e legno lucido.
  • Legno impiallacciato: in questi caso si deve effettuare un vero e proprio rattoppo: procuratevi del legno imp. Dello stesso tipo o che vi assomigli il più possibile, tagliatene un pezzo utile per coprire tutta la parte danneggiata, cercando di adattare anche le venature e lasciatela appoggiata sopra: con un coltello affilato da falegname incidete contemporaneamente il pezzo sopra e il pezzo danneggiato a forma ovale. Con un coltello a punta arrotondata o un cesello per legno, sollevate la parte da sostituire ammorbidendo, se necessario, con dell’acqua la colla sottostante; ripulite bene da residui di colla e dopo aver inumidito il pezzo nuovo, stendete la colla per legno e adagiatelo sopra, togliendo gli eccessi di colla. Aiutandovi con il manico arrotondato di un cacciavite, posizionatela bene nel suo sito, dopo di che mettete un foglio di carta da pacchi sopra la toppa e un peso sopra e lasciate fino a completa asciugatura. Rifinite con della carta vetrata e con il lucido per scarpe lucidate bene. 

Bruciature: le più frequentibruciature di sigarettasi possono rimediare grattando leggermente con una paglietta fine, poi lasciar penetrare dell’olio di lino e lasciarlo per 8-10 ore e infine lucidare. Le piccole bruciature superficiali, si possono risolvere strofinando con una crema per lucidare metalli. Le bruciature più profonde, sul legno massiccio, raschiare la parte bruciata fino al legno, se il foro non risulta troppo profonda, usare il metodo del tampone di carta assorbente bagnata come indicato sopra per le ammaccature, altrimenti, usate uno stucco di ugual colore del mobile, riempire il foro e livellarlo. Aspettare che sia ben asciutto per dipingere con un pennellino e del colore ad acqua o ad olio, le venature del legno.

Macchie: acqua: quando la parte è ruvida, strofinate delicatamente con una paglietta che avrete prima imbevuta di cera lucidante liquida; se la macchia è superficiale strofinare con del lucido in crema per metalli nel senso della venatura. Alcolici e calore, queste ultime sono riconoscibili per il colore bianco, in tutti e due i casi, trattarle strofinando con il lucido in crema per metalli, nel senso della venatura.

Inchiostro: le piccole macchioline toglietele con un batuffolo di ovatta imbevuto di candeggina, strofinate e asciugate subito con carta da cucina. Per macchie più ampie è necessario togliere la parte superficiale della rifinitura e passare con dello sbiancante per legno.

“Malattie” del legno

Merulio

Trattasi di un fungo che si nutre di cellulosa, sostanza di cui è costituito il legno e altre fibre naturali. E’ un fungo particolarmente infestante, cresce molto velocemente, dai 2-5mm al giorno, attacca ogni tipo di legno passando anche attraverso i muri. Le condizioni ideali di crescita sono caratterizzate da un ambiente caldo-umido con una temperatura ideale di 15°-18°, ma rimane attivo anche con temperature che vanno dai 2° ai 25°, e predilige il legno resinoso e bagnato, ossia, legno con una maggiore percentuale di acqua ( dal 20 al 40%, normalmente è dell’ 8-16% ). E’ riconoscibile in quanto, le spore sviluppano dei filamenti di colore bianco, caratterizzati da macchie arancio o gialle, da queste, si formano poi dei batuffoli bianchi come cotone, alla fine diventano delle incrostazioni, da queste si liberano nuove spore ( circa 10 milioni in un minuto) che si diffondono nell’ambiente, trasportate dal vento, dall’uomo stesso e dagli animali, diventando così un vero e proprio flagello. Infine, quando iniziano a formarsi delle ramificazioni, diventa più pericoloso ed infestante infatti, grazie a queste escrescenze che possono raggiungere anche gli 8mm di diametro, penetra nei muri aprendosi la strada fra crepe e piccoli spazi che trova, passando così da una stanza all’altra e da un’ abitazione ad un’altra. Il merulio, comunque,come altri tipi di funghi e di muffe, non attacca i legni trattati con fungicidi, mentre, quando la percentuale di umidità del legno diminuisce ( inferiore del 20% ), smette di proliferare, ma non muore, rimane in attesa delle condizione adatte per riprendere la sua attività infestante. 

Come intervenire: l’operazione di disinfestazione del merulio è complessa e richiede particolare cura, pertanto noi consigliamo l’intervento di personale specializzato per avere la certezza della riuscita.Oppure procedete come segue: rimuovete e bruciate il legno infestato, decapare le parti in gesso infestate, e passare con un cannello ossidrico i muri al fine di eliminare completamente le spore; trattare con fungicidi tutta la zona infestata, estendendola per un’ ulteriore fascia di almeno 0,5-1m, e andando in profondità praticando dei piccoli fori per iniettarvi il fungicida. Non usate altri prodotti per la pulizia, candeggina, detergenti, o prodotti biologici in quanto non hanno nessuna efficacia su questo particolare fungo.  

Tarli del legno

I più comuni che troviamo solitamente nelle abitazioni sono: Lycteus ( il più dannoso), Hylotrupes bajulus ( o capricorno, più conosciuto come tarlo delle case) Anobium puntactum ( orologio della morte o tarlo domestico, il più diffuso in Italia),  ma il ciclo di riproduzione e di sviluppo è analogo: la femmina depone le uova nelle piccole fessure e imperfezioni del legno, dopo un periodo che va dai 15-60 giorni nascono le larve che penetrano nel legno, formano delle gallerie nutrendosi di lignina. A seconda della specie, la vita delle larve ha una durata che va dai 6 mesi fino a 11 anni; dopo questo periodo più o meno lungo, da larva si trasforma in pupa e infine in tarlo adulto: finalmente questo esce dal foro per l’accoppiamento, poi, la femmina torna sul legno per depositare le uova e il ciclo ricomincia.

Non necessariamente, qualche foro su un mobile o su un trave o altro è indice della presenza di tarli o colonie attive: prima di intervenire è bene assicurarsi che siano effettivamente presenti.

Come fare per individuarli:

  • si riconoscono i fori di larve attive dal colore più chiaro del foro vecchio.
  • cercate sotto i mobili, travi ecc. se vi sono residui di segatura, la loro presenza indica una colonia attiva.
  • Alcuni tarli detti xilofagi, come il tarlo domestico, si possono sentire in quanto producono un rumore simile a un trapano ad aria compressa dovuto al fatto che continuano a battere costantemente la testa sul legno.

Disinfestazione: non sempre la quantità di fori che si vedono in superficie indica l’entità della colonia, in quanto più gallerie possono avere un solo foro di uscita. Se intendete intervenire da soli, potete rivolgervi ad un negozio di colori o bricolage oppure in drogheria e chiedere un prodotto specifico per la disinfestazione del legno. Questi prodotti si possono applicare sia con il pennello o con apposite bombolette con applicatore per iniettare l’insetticida direttamente nei fori. Per ottenere un buon risultato, coprite la superficie da trattare con un telo di plastica a cui avrete praticato un foro per la cannuccia dell’applicatore; questo sistema eviterà la fuoriuscita del prodotto da un altro foro creando un isolamento, riempite anche e soprattutto le fessure. Lasciare asciugare per qualche giorno prima di stendere lo strato di finitura, tenete arieggiata la stanza o, trattandosi di mobili, aspettate qualche altro giorno prima di riportarli all’interno della casa. In alcuni casi questi interventi possono risultare insufficienti ed è necessario l’intervento di personale specializzato, in questo caso consultate più ditte specializzate per avere più preventivi da confrontare.

Accessori, oggettistica, arredi

Spesso sono gli oggetti  più comuni sparsi per la casa che vengono dimenticati durante le pulizie ordinarie, oppure, non conoscendo il metodo di pulizia, vengono facilmente trascurati. Oggetti elettrici, meccanici o di valore consigliamo di rivolgersi ad esperti.

Piante verdi: anche le piante risentono della polvere che si deposita sulle loro foglie: se non ci sono particolari indicazioni che lo sconsigliano, le piante a foglie molli spruzzatele frequentemente con acqua; le piante a foglia larga passatele ogni tanto con un panno per togliere la polvere, e lavatele con dell’acqua a temperatura ambiente. Di tanto in tanto spruzzate con del lucido per piante. 

Fiori secchi o finti: puliteli spesso usando l’asciugacapelli per togliete la polvere, tenendo il getto di aria al minimo.

Fiori in seta: spolverateli spesso per evitare che si formi uno strato di polvere tale, che poi diventa difficile eliminarla: ricordate che questi fiori non possono essere bagnati e anche ambienti umidi possono danneggiare la seta di cui sono fatti. Potete spolverarli con l’asciugacapelli usando però l’aria fredda oppure, il piumino per la polvere.

Ombrelli: usate una piccola quantità di detersivo per piatti diluito in acqua e, con un panno pulito, strofinate il tessuto dell’ombrello poi fatelo asciugare aperto, in una stanza aerata e riscaldata, ma non vicino a fonti di calore, oppure direttamente all’aria aperta.

Giocatoli: se sono lavabili usate acqua e detergente per piatti, diversamente, mettete i giocattoli dentro un sacchetto di plastica insieme a del bicarbonato di sodio e scuotete così che la polvere di bicarbonato si sparga su tutti i giocattoli, poi, possibilmente all’aperto, estraeteli e con una spazzola togliete via la polvere.

Orologi: l’interno degli orologi sia da polso che da arredo, dovrebbero essere puliti esclusivamente da un professionista. Quando spolverate una stanza nella quale si trova un orologio a muro o molto vecchio, vi consigliamo di coprirli sempre con un telo di plastica per evitare che la polvere penetri maggiormente nei delicati ingranaggi. 

Orologi a pendolo: spolverate e lucidateli solo rivestimento esterno, il vetro lo pulite con alcool denaturato, cercate di evitare di toccare il quadrante e i pesi all’interno, questi andrebbero puliti da mani esperte.

Asse da stiro: periodicamente va lavato il tessuto di copertura e rimesso ancora umido affinché non si restringa, vi ricordiamo che, le coperture in tessuto metallizzato facilitano la stiratura più di quelle in cotone in quanto trattengono maggiormente il calore. Per quanto riguarda l’asse stessa non necessita di alcun lavaggio ma solo una spolverata ed un eventuale lubrificante di tanto in tanto, sulle parti pieghevoli.

Lampadari: innanzitutto, quando pulite i lampadari dovete staccare la corrente. Se intendete pulire il lampadario lasciandolo appeso al soffitto, servitevi di guanti asciutti in pelle di daino per strofinare le parti in vetro o in metallo, le lampadine o altre parti in plastica, questi vi faciliteranno il lavoro. Se la pulizia prevede lo smontaggio di parti del lampadario, assicuratevi prima di avere lo schema del produttore, o, eventualmente, fatene uno vostro man mano che lo smontate per eseguire poi un corretto rimontaggio.Per lampadari più preziosi in vetro o altri materiali, se non intendete rivolgervi a personale esperto, smontateli pezzo per pezzo e lavateli con del detersivo per piatti e poche gocce di ammoniaca: dopo aver risciacquato, far asciugare su un panno morbido e poi lucidare con la pelle di daino.

Candelabri: il problema maggiore consiste nel togliere la cera. Per i candelabri in metallo, immergerli capovolti in acqua bollente, mentre quelli in plastica o legno riscaldateli con l’asciugacapelli per poter togliere la cera, ma fate sempre attenzione al legno che se riscaldato eccessivamente c’è il rischio che si formino delle crepe.

Lampade ad olio: i tubi in vetro di queste lampade a fiamma sono molto fragili e si rompono facilmente, per pulirli all’interno quando sono anneriti, usate con molta delicatezza un foglio di giornale, mentre per ridurre la formazione di fumo, quando lo stoppino è ancora nuovo, immergetelo nell’aceto; anche quando lo spegnete tagliate la parte finale dello stoppino.

Lampadine e tubi al neon: periodicamente, affinché diano più luce, vanno pulite: prima di toglierle staccate la corrente o spegnete l’interruttore, svitatele e prendendole dalla parte metallica, pulite la parte in vetro con un panno umido e poi asciugatele con un panno che non lasci residui di peli.

Paralumi: anche questi vanno puliti e spolverati affinché possano diffondere più luce. I metodi di pulizia variano a seconda del materiale del paralume.   

  • Paralumi rigidi: usate una spazzola rigida per togliere la polvere; per lavarli, strofinateli con un panno inumidito di essenza di trementina, passarlo su tutta la sua superficie in modo uniforme.
  • Paralumi in plastica:generalmente sono lavabili; una volta tolti dal porta lume, potete immergerli in acqua e sapone, sciacquati e asciugati accuratamente facendo attenzione sopratutto alle parti in metallo che potrebbero arrugginire se non asciugati perfettamente. Per evitare il rischio della ruggine, provate prima a pulirli con una spugna bagnata in acqua e sapone anziché immergerli in acqua.
  • Paralumi in cartapecora: devono essere soltanto spolverati e le eventuali macchie si possono togliere con una gomma da cancellare. Non usate acqua perché questo materiale si scioglie, è in effetti un materiale vegetale che imita la pergamena.
  • Paralumi in pergamena: in un contenitore richiudibile, mescolare una parte di acqua calda, una parte di sapone a scaglie e due parti di alcool denaturato, quindi strofinate delicatamente il paralume e risciacquate usando un panno pulito e alcool denaturato e infine strofinate sempre delicatamente con della cera specifica per arredi.

Cornici:

  • in legno: come tutti i mobili in legno, oltre che spolverate vanno lucidate con crema per legno.
  • in plastica: usate un panno umido per spolverarle, per le macchie aggiungete del detergente per piatti diluito in acqua.
  • cornici dorate o argentate: queste cornici vanno spolverate spesso, se sono lavorate a rilievi potete usare la spazzola dell’aspirapolvere e per le fessure più marcate, utilizzate un batuffolo di cotone. Col tempo queste cornici possono perdere il colore, in questo caso trattatela  con un panno che avrete bagnato con del surrogato di trementina. Se i punti danneggiati sono particolarmente evidenti, in drogheria potete trovare della cera dorata e argentata per ritocchi, ma questi ritocchi rimangono comunque evidenti e li sconsigliamo per le cornici più preziose.

Quadri:

  • colori ad olio: se non sono quadri di valore,spolverateli periodicamente con un panno morbido o una spazzola morbida facendo molta attenzione a non graffiare la tela.
  • colori acrilici: generalmente questi dipinti non vengono protetti dal vetro, e sono molto delicati, usate un piumino per la polvere con il quale darete dei colpetti leggeri. Il pericolo maggiore per questi colori è il fumo di sigaretta o del camino che rischia di danneggiare il loro colore e farli scolorire. Se dovessero iniziare a staccarsi piccole scaglie di colore vi consigliamo di rivolgervi ad esperti.
  • acquarelli: a seconda del valore, consigliamo di rivolgervi ad esperti per la loro manutenzione. Unico consiglio che possiamo dare riguarda il metodo per togliere eventuali macchie di unto: prendete un panno morbido e bagnatelo di acetone e tamponate delicatamente la macchia. Poi, appoggiate sulla macchia, della carta assorbente, e asciugate con la punta del ferro da stiro caldo.
  • stampe: anche per queste, se trattasi di stampe di particolare valore rivolgetevi ad esperti, e usate lo stesso metodo per le macchie di unto indicato per gli acquarelli.

Libri: anche i libri sono fra gli oggetti che spesso vengono trascurati, ma anche se lo sporco e la polvere non sono visibili, necessitano di molta cura.Il metodo più antico per spolverarli è quello di prenderne uno alla volta, dare prima una soffiata sopra e poi, tenendolo chiuso per impedire alla polvere di penetrare tra le pagine, lo spolverate con un panno o un piumino; mentre, con una gomma da cancellare, togliete le macchie o lo sporco che rimane.

Vecchi libri e di particolare valore: richiedono più attenzione e cura, oltre alla pulizia ordinaria andrebbero fatti controllare da antiquari se iniziano a comparire segni di deterioramento.  

Libri rilegati in pelle: per evitare che la copertura in pelle si screpoli, di tanto in tanto, come per altri oggetti e mobili in pelle, usate una soluzione di acqua calda e scaglie di sapone alla glicerina, dopo aver fatto sciogliere il sapone, inumidite un panno e strofinate la copertina. Fatelo asciugare su un telo bianco, dopodichè passate una crema nutriente per pellame e lucidate.

Librerie: per la pulizia ordinaria degli scaffali usate un prodotto adatto al tipo di materiale facendo attenzione che venga assorbito completamente; quando non avete sufficiente tempo per spolverare accuratamente ogni scafale, aiutatevi con il beccuccio dell’aspirapolvere, quello per gli angoli. Questo metodo vi aiuta a togliere gran parte della polvere e dello sporco dagli scaffali senza peraltro danneggiare i libri, ma lo sconsigliamo se i libri sono molto vecchi o pregiati. Se volete evitare che la polvere si depositi sui libri potreste adottare il metodo rudimentale ma efficace, delle striscioline di pelle applicate al bordo superiore dello scaffale. Ma la soluzione ottimale per conservare bene i libri, sono sempre le librerie chiuse a vetro.  Oltre la polvere, uno dei nemici dei libri e delle librerie, sono i tarli. Se vi siete accorti della loro presenza, innanzitutto dovete pulire gli scaffali, spruzzare un insetticida adatto e stendere un apposito prodotto sul legno degli scaffali, che contenga un antitarlo, ripetere poi l’operazione secondo le istruzioni del prodotto.

Vetri e finestre: dipende dell’ambiente esterno e dal tasso di inquinamento, la frequenza con cui si devono pulire le finestre, in particolare quelle esterne, in ogni caso, quando le pulite, scegliete sempre le giornate senza sole, o quando ancora la sua luce non colpisce le finestre, in questo modo si evita che si formino aloni o macchie dovute proprio al calore del sole sui vetri. Normalmente, la pulizia delle finestre dovrebbe essere eseguita tre volte in un anno, possibilmente quando vengono smontate le tende per il lavaggio; in questo modo non vi saranno di intralcio, altrimenti avvolgetele o legatele in modo che non creino pericolo alcuno ai vostri movimenti.    Per pulire i vetri di finestre e portefinestre, usate un prodotto specifico spray o con nebulizzatore, nel caso invece, vi siano vetrate molto ampie, consigliamo di sciogliere, in un recipiente non tanto grande, una soluzione di acqua calda, 100g di perborato  e circa 30ml di aceto, e  passate i vetri con una pelle di daino. Questa soluzione, efficace, vi permetterà di risparmiare prodotti più costosi.

Specchi: per pulire gli specchi non usate mai acqua in quanto potrebbe penetrare tra l’argentatura e il vetro e creare poi quelle antipatiche chiazze che ne rovinano l’estetica. Queste chiazze si formano spesso sugli specchi che si trovano in bagno o anche in cucina, per effetto del vapore, vi consigliamo quindi di usare un prodotto anti-appannaggio in vendita nei negozi di accessori per auto: può essere utile anche passare lo specchio con una piccola quantità di detersivo liquido puro per piatti.

Ombrelli: usate una piccola quantità di detersivo per piatti diluito in acqua e, con un panno pulito, strofinate il tessuto dell’ombrello poi fatelo asciugare aperto, in una stanza aerata e riscaldata, ma non vicino a fonti di calore, oppure direttamente all’aria aperta.

Giocatoli: se sono lavabili usate acqua e detergente per piatti, diversamente, mettete i giocattoli dentro un sacchetto di plastica insieme a del bicarbonato di sodio e scuotete così che la polvere di bicarbonato si sparga su tutti i giocattoli, poi, possibilmente all’aperto, estraeteli e con una spazzola togliete via la polvere.

Orologi: l’interno degli orologi sia da polso che da arredo, dovrebbero essere puliti esclusivamente da un professionista. Quando spolverate una stanza nella quale si trova un orologio a muro o molto vecchio, vi consigliamo di coprirli sempre con un telo di plastica per evitare che la polvere penetri maggiormente nei delicati ingranaggi.  

Orologi a pendolo:spolverate e lucidateli solo rivestimento esterno, il vetro lo pulite con alcool denaturato, cercate di evitare di toccare il quadrante e i pesi all’interno, questi andrebbero puliti da mani esperte.

Asse da stiro: periodicamente va lavato il tessuto di copertura e rimesso ancora umido affinché non si restringa, vi ricordiamo che, le coperture in tessuto metallizzato facilitano la stiratura più di quelle in cotone in quanto trattengono maggiormente il calore. Per quanto riguarda l’asse stessa non necessita di alcun lavaggio ma solo una spolverata ed un eventuale lubrificante di tanto in tanto, sulle parti pieghevoli.

Serrature: sono da lucidare con un prodotto adeguato al materiale, in genere sono in ottone o cromate. Periodicamente lubrificate la anche la serratura, se si dovesse verificare una difficoltà nell’inserimento della chiave, prendete la punta di una matita e inseritela nel foro: la graffite rende più facile la rotazione della chiave.

Vassoi: soprattutto quelli preziosi e lavorati, spolverateli di quando in quando, e in modo particolare, i bordi dove lo sporco si deposita più facilmente ed è più difficile poi da eliminare: in tal caso usate la punta smussata di un coltello facendo attenzione a non graffiare la superfice.

Penne stilografiche: ormai rare o di collezione, vanno smontate e immerse in un po’ di aceto e poi lasciate asciugare su carta da cucina e poi rimontate. Questa pulizia periodica farà si che inchiostro e polvere si secchino e rovinino la scrittura.

Vimini: il vimini, dopo averlo passato con l’aspirapolvere a bassa velocità, passatelo con un panno umido e lasciatelo asciugare.