Differenza tra Ratti e Topi

Topi e ratti sono due differenti tipologie di roditori: eppure, capita spesso di confonderli a causa del loro aspetto simile. Anzi, capita di frequente che il termine “topo” venga genericamente associato a qualsiasi tipo di piccolo roditore. Riuscire a distinguere con una certa chiarezza le varie specie può rivelarsi di grande utilità, soprattutto nei casi di infestazione. I ratti e i topi, infatti, differiscono fra loro non soltanto per alcune caratteristiche morfologiche ma anche per abitudini, habitat e comportamenti.

La conoscenza approfondita di queste differenze aiuta riconoscere la specie infestante dalle tracce rilasciate nell’ambiente e consente di mettere in atto la strategia più efficace per prevenirla o debellarla. Esistono differenze anche molto marcate all’interno della stessa specie. I ratti, ad esempio, si suddividono in varie sottospecie, come il ratto nero dei tetti e il ratto marrone (surmolotto): il primo predilige i luoghi alti e asciutti, mentre il secondo propende per le zone molto umide e interrate, come le fogne e i fossi.

Di carattere più generale ma altrettanto importante è la distinzione fra ratto e topo: nei paragrafi che seguono esamineremo le differenze fisiche e comportamentali fra le due categorie.

Differenze fra topi e ratti: l’aspetto fisico

La prima differenza saliente dal punto di vista fisico riguarda le dimensioni. Topi e ratti, infatti, sono immediatamente riconoscibili in base alla loro lunghezza: il topolino comune (mus musculus) può misurare dai 16 ai 24 cm (coda compresa), mentre il ratto ha dimensioni molto maggiori, che possono raggiungere complessivamente i 40-50 cm.

Il pelo dei topi è morbido ed ha una colorazione che va dal marroncino al nero, sfumando in una tonalità più chiara sul ventre e sui fianchi; i ratti, invece, hanno spesso un manto ispido e dal colore omogeneo (nero, grigio scuro o marrone a seconda della sottospecie d’appartenenza).

La vista del ratto è spesso poco sviluppata rispetto a quella del topo: in compenso, i ratti hanno le vibrisse molto più sensibili. Molto diverso appare in molti casi l’aspetto del cranio: in alcuni ratti, come il surmolotto, esso presenta una forma squadrata e due occhi molto piccoli, mentre nel topo è appuntito e munito di due grandi occhi sporgenti.

Differenze fra topi e ratti: habitat, comportamento e alimentazione

Le piccole dimensioni rendono il topo comune particolarmente idoneo alla vita negli ambienti domestici: nelle case, infatti, il topo si adatta bene negli anfratti ridotti, sotto gli elettrodomestici da cucina, all’interno di crepe e intercapedini e negli angoli più prossimi alle riserve di cibo come la cucina e la dispensa. Anche i garage particolarmente ingombri gli offrono la possibilità di trovare un rifugio sicuro, mentre evita il più possibile gli spazi aperti, i boschi e le campagne dove può diventare facile preda di altri animali.

Molto più robusto e agile, il ratto preferisce invece un habitat più vasto. I ratti neri dei tetti colonizzano solitamente soffitti, sottotetti e solai; i ratti marroni preferiscono i luoghi umidi come le fogne, i fossi, le cantine e le discariche. Un’altra importante differenza riguarda le tane: il topo costruisce semplici giacigli imbottiti di stoffa, carta o foglie, mentre il ratto tende a creare strutture articolate con ambienti dalle diverse destinazioni d’uso. A differenza del topo che si nutre prevalentemente di cereali, il ratto ha un’alimentazione estremamente variache può comprendere carne, larve, insetti, vegetali, uova di uccelli, semi e, in caso di necessità, anche materiali non commestibili come il cuoio e il sapone. Come dimostrato da studi approfonditi, i ratti possiedono rispetto agli altri roditori un’intelligenza più spiccata che consente di addomesticarli facilmente.

Pericolosità per l’uomo

Tratto comune a topi e ratti è la loro pericolosità per la salute umana; diverse, però, sono le malattie che le due specie possono trasmettere. Il topolino comune, solitamente, rappresenta un veicolo per infezioni quali il Tifo Murino, la Salmonella, la sindrome polmonare Hantavirus e il Colera. Tra le patologie trasmesse dal ratto nero dei tetti ci sono laPeste bubbonica, la Febbre bottonosa, la Rabbia e la Febbre da morso. Il ratto marrone, invece, è responsabile soprattutto della Leptospirosi.

Come combatterli?

Per rilevare l’infestazione da roditori in casa o in altri ambienti è sufficiente prestare attenzione alla eventuale presenza di alcuni indizi: escrementi o tracce di unto sulle superfici, mobili o tappezzerie danneggiate, odore di urina e rumori provenienti da pavimenti, soffitti e pareti. Gli escrementi del ratto, in particolare, sono distinguibili da quelli del topo per le loro maggiori dimensioni. Un sopralluogo e una derattizzazione professionale rappresentano la soluzione migliore per stabilire con certezza la specie infestante e per applicare ad ogni caso la strategia di intervento più appropriata.