BRUCO GEOMETRA (LEPIDOTTERE GEOMETRIDI)

Sono le larve di piccole farfalle della famiglia di lepidotteri che dopo quella delle nottue, è la più numerosa, ne esistono in tutto il mondo almeno 21.000 specie, in Europa sono circa 900. Sono principalmente farfalle notturne, ma a differenza di altre specie di lepidotteri notturne le farfalle di questa famiglia hanno un corpo più esile e un’apertura alare più ampia, dai 10mm ai 60mm, e le colorazioni generalmente servono per confondere o allontanare i predatori, per esempio alcune hanno colorazioni non definite che facilitano la mimetizzazione con l’ambiente, la famiglia dell’eupithecia centaureata, ha una colorazione che la confonde con escrementi di uccelli, altre hanno colori vivaci, ma aposematici che avvisano i predatori del loro sapore ributtante.

A dare il nome di farfalle geometre a questa specie di lepidotteri è la caratteristica andatura delle larve detta a “compasso”, questi bruchi, detti anche comunemente “misurini” possiedono solo due paia di piccole zampe o pseudo zampe alle due estremità del corpo, due vicino al capo e due paia tra il sesto e il nono segmento. La posizione così distanziata delle zampe e la mancanza di altre lungo il resto del corpo costringe il bruco geometra a spostarsi stendendo il più possibile in avanti il corpo per poi riavvicinare le zampe posteriori inarcando il corpo, stendendolo e inarcandolo così come se misurasse lo spazio percorso.

I danni: a seconda della specie attaccano piante da frutto o forestali, la più conosciuta è la geometride betularia che appartiene alla sottofamiglia delle Ennominae . Alcune delle specie appartenenti a questa famiglia si sono rivelate dannose anche per l’agricoltura. I bruchi geometra si nutrono delle foglie degli alberi e sono molto voraci pertanto, possono arrecare gravi danni fino alla defogliazione della pianta.

Strumenti di lotta: l’incrisalimento avviene generalmente sotto terra in prossimità del tronco della pianta, e un metodo colturale consiste nello stendere della colla intorno al tronco in modo che, quando le femmine escono dalla crisalide per salire dal tronco, rimangono incollate impedendo così il normale ciclo di sviluppo.

Sono molto efficaci anche i preparati a base di bacillus thuringenis e infine i metodi chimici da usare contro le larve sono gli insetticidi specifici usati per altri lepidotteri.