Ragni delle abitazioni

 

Negli ambienti urbani italiani e nelle abitazioni sono presenti molte decine di specie di ragni, quasi tutti inoffensivi e innocui per l’uomo, a parte i casi di aracnofobia. Soltanto poche specie possono avere un interesse medico, cioè possono accidentalmente mordere l’uomo, inoculandogli veleno con effetti locali e/o sistemici anche non lievi. Mi sembra quindi utile fare il punto, il più possibile attendibile, della situazione in Italia per quanto riguarda i ragni sinantropici di interesse medico, soprattutto per quelle specie che presentano un veleno ad azione necrotica/emolitica e che accidentalmente possono colpire l’uomo, anche alla luce di un episodio dell’estate del 2000 riguardante la morte di una donna a Milano per una presunta morsicatura di un ragno del genere Loxosceles.

Dalla letteratura e dalle mie osservazioni si può notare che in Italia i ragni sinantropici che hanno una qualche importanza medica appartengono alle seguenti 11 specie: Loxosceles rufescens (Sicariidae), Cheiracanthiurn punctoriurn e C. mildei (Clubionidae), Acnaearanea tepidariorum (Theridiidae), Hogna radiata (Lycosidae), Zoropsis spinimana (Zoropsidae), Segestria florentina (Segestriidae), Agelena labyrintica (Agelenidae) e tra gli Araneidae Cyrtophora citricola, Argiope bruennichi e Araneus diadzmatus.

Per quanto riguarda la “pericolosità” di questi ragni è bene ricordare che in Italia l’unica specie potenzialmente pericolosa per la vita umana è il Theridiidae Latrodectus tredecimguttatus (vedova nera o malmignatta) (Fig. 3), specie che vive su terreni incolti, su pascoli e a volte su coltivi di ambienti a clima temperato caldo; questa specie è stata la responsabile dei fenomeni di tarantismo in Puglia, a torto attribuiti alla tarantola (Lycosa tarantola) (Fig. 4).
A quanto mi risulta questa specie, a differenza della vedova nera americana, non è mai stata rinvenuta in aree urbane, tranne che a Cagliari (dott. Contini in litteris).

Delle 11 specie di ragni indicati nella tabella, mi sembra utile soffermarmi su tre specie, e precisamente Cheiracanthium punctorium, Loxosceles rufescens e Hogna radiata.

Cheiracanthium punctorium (tavola: 1) è un ragno il cui corpo, che può raggiungere i 15 mm, è di colore giallastro e presenta una fascia longitudinale più scura sul dorso dell’addome. L’aspetto di questo ragno è particolarmente minaccioso per la presenza di cheliceri ben sviluppati ed evidenti che il ragno divarica in atteggiamento terrifico, minacciando di mordere, al minimo accenno di disturbo. Questa specie è diffusa in tutta la penisola e vive nell’alto strato erbaceo anche di orti e giardini.

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La femmina risulta particolarmente evidente nel periodo estivo-autunnale, quando costruisce un nido voluminoso e vistoso unendo lembi fogliari con il secreto delle filiere.

L’accidentale morsicatura all’uomo da parte di C. punctorium può avvenire pulendo verdura o recidendo fiori o sedendosi su panchine in giardino. Il veleno ad azione necrotica/emolitica e neurotossica provoca intenso e persistente dolore, gonfiore e perdita di sensibilità della zona colpita, ma a volte anche fenomeni sistemici come nausea, febbre e malessere generale.

Possono comparire inoltre fenomeni di necrosi locale anche persistenti, come avviene anche con la morsicatura della specie affine Cheiracanthium mildei.

Loxosceles rufescens (tavola: 6) è un ragno di 5-7 mm, con zampe lunghe e sottili e il corpo di colore bruno verdastro mentre l’addome va da bruno scuro a grigio ardesia. E’ una specie mediterranea che vive sotto le pietre e nelle grotte delle coste delle regioni italiane centromeridionali e delle isole; più a nord, come a Firenze, Venezia e Trieste questo ragno diventa sinantropico, cioè si può trovare in cantina, nei solai, sotto le tegole e nelle abitazioni dietro i mobili.

L’accidentale morsicatura all’uomo di L. rufescens può avvenire spostando pietre, cercando insetti, oppure durante il sonno o al momento di vestirsi; il ragno é attivo infatti di notte e può introdursi accidentalmente tra le lenzuola e gli indumenti.

L’azione necrotica/emolitica del veleno causa il loxoscelismo cutaneo, cioè bruciore, edema, ma soprattutto ulcerazione profonda della pelle che evolve benignamente anche dopo settimane o mesi. In Italia sono stati segnalati 4 casi di loxoscelismo cutaneo, tutti in abitazioni di Venezia. Non è mai stato accertato, a parte i sospetti su un caso a Milano, alcun caso di loxoscelismo viscero-cutaneo, forma clinica molto rara, a volte letale, che causa febbre, coagulopatia, emolisi ed emoglobinuria.

Hogna radiata (tavola: 8) è un grosso Licoside (ragni lupo) che può raggiungere i 30 mm di lunghezza e che è simile alla tarantola (Lycosa tarantula). Il torace è di colore beige e presenta due bande longitudinali più scure, mentre l’addome ha una colorazione bruno-grigiastra.

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Questa specie mediterranea è diffusa in tutta la penisola e le isole; vive su terreni erbosi, sotto le pietre, in orti e giardini assolati e, soprattutto in inverno, può entrare occasionalmente nelle abitazioni.

L’accidentale morsicatura all’uomo da parte di H. radiata è simile a quello della tarantola e cioè causa bruciore, gonfiore e riduzione della sensibilità nella parte colpita. In passato, soprattutto nella Puglia Salentina, la presunta morsicatura all’uomo da parte delle tarantole veniva “curata” con una danza rituale detta “tarantella”; oggi si sa che i cosiddetti “tarantolati” erano in realtà persone che erano state morsicate dalla vedova nera (Latrodectus tredecimguttatus) che ha un veleno neurotossico il cui effetto, anche grave, scompare generalmente dopo 12-24 ore.

PREVENZIONE

E’ l’aspetto sul quale si può lavorare di più, sopratuttto con alcune attenzioni personali, dato che le morsicature accidentali dei ragni sono sempre dovute alla nostra sbadataggine. Quindi quando si è in giardino, nell’orto o in terrazza guardare dove ci si siede, stare attenti quando si spostano vasi, fiorere, legna, pietre e altro materiale; stare attenti quando si passa tra fitti cespugli o arbusti. Capovolgere e scuotere sempre guanti e stivali prima di calzarli.

Stesso discorso per giacconi o altri indumenti che ci si è’tolti per il caldo, prima di tornare a indossarli. Quando si prende verdura dall’orto c/o fiori in giardino per portarli in casa per metterli nel secchiaio, avere l’accortezza di guardare bene e di scuotere la verdura e di adoperare sempre i guanti.

In casa, soprattutto in cantine, garage, sottoscale e solai, fare attenzione nello spostare mobili, tende, persiane, lucernai e tegole.

Per cercare di ridurre il numero dei ragni che accidentalmente “penetrano” dall’esterno nelle nostre abitazioni, bisognerebbe avere l’accortezza, soprattutto d’estate, di non tenere spalancate finestre, porte, lucernai; i ragni sono dei predatori di insetti che inseguono e cacciano anche nelle nostre abitazioni !! Inoltre spesso siamo noi stessi che possiamo portare dentro casa i ragni, come detto sopra, con la legna, le verdure e i fiori.

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ELIMINAZIONE

Situazione più frequente: qualche ragno in casa: di solito il ragno viene “ciabattato” e buttato via. Sarebbe bene invece catturarlo vivo con un barattolo vuoto “tipo marmellata” a bocca larga, semplicemente bloccandolo contro la parete con la bocca del barattolo e infilando poi, tra muro e imboccatura del barattolo, un foglio di carta e poi rovesciare il barattolo, mettere il tappo e sfilare la carta. In questo modo il ragno può essere osservato da vicino senza problemi e successivamente, se si vuole, lo si può liberare (oppure ucciderlo, ad esempio mettendo il barattolo nel surgelatore).

In questo modo si evita anche di sporcare la parete “spiaccicando” il ragno. In ogni caso se il ragno ha morso una persona bisogna tenerlo (vivo o morto) per poterlo poi fare identificare. Per la presenza sporadica e occasionale di qualche ragno io sarei per evitare l’uso di disinfestanti. Situazione meno frequente: molti ragni in casa o meglio nelle cantine, garage, sottoscale, magazzini e solai: può succedere di riattivare un locale non usato da molti mesi o anni, come appunto una cantina, un magazzino, un solaio; in questi casi il locale può essere “pieno” di ragni e ragnatele e allora conviene una disinfestazione con piretrine di sintesi come la resmetrina; per locali rustici e cumuli di legname possono essere usate le polveri, ad esempio a base di diazinone e propoxur ed il malathion; questi ultimi due prodotti esplicano anche un’azione repellente sui ragni.

CONCLUSIONI

Da quanto detto si può concludere che in Italia non vi sono a livello urbano e casalingo ragni la cui accidentale puntura possa essere considerata pericolosa, cioè tale da mettere in pericolo le funzioni vitali di una persona. Vi sono, comunque, alcune specie che, mordendo fortuitamente l’uomo, possono causare conseguenze anche non lievi, soprattutto per quanto riguarda i fenomeni di necrosi locale.