I pidocchi sono parassiti dell’uomo e degli animali, si nutrono del sangue dell’ospite (le specie che parassitano gli animali non possono parassitare l’uomo e viceversa). La pediculosi è la patologia contagiosa causata dai pidocchi e che si trasmette per contatto diretto con individui e indumenti infestati.

Sono tre le specie di pidocchi che attaccano l’uomo:

  • PIDOCCHIO DEL CAPO (Pediculus Humanus capitis), la specie più comune e più frequente. Oggi i pidocchi del capo non trasmettono malattie, non provocano danni gravi alla salute ma solo situazioni imbarazzanti nell’ambito sociale, in quanto, la loro presenza, può essere erroneamente attribuita alla cattiva igiene. Il pidocchio del capo è diffuso in tutto il mondo e colpisce tutti i ceti sociali, e, i soggetti più a rischio di pediculosi del capo, sono i bambini dai 3 ai 13-14 anni, in quanto offrono un ambiente ideale per il loro sviluppo, che, a differenza di quello che pensano molti, questi parassiti, preferiscono capelli fini, puliti e un ambiente secco non grasso. Non sono insetti che volano o saltano, il passaggio da un individuo ad un altro avviene per contatto diretto testa-testa frequente nei bambini, e le più colpite in genere risultano le bambine per il tipo di giochi e indumenti che spesso si scambiano. Generalmente, per un controllo da infestazione del pidocchio della testa è utile sapere che le zone della testa in cui lendini e adulti si annidano sono: dietro le orecchie, la nuca e nelle tempie.
  • PIDOCCHIO DEL PUBE (Pthirus Pubis), detto più comunemente piattola, ha una vita media di 15-20 giorni. Le uova hanno un ciclo di sviluppo di una settimana e vengono deposte alla base dei peli. La pediculosi del pube è considerata una malattia contagiosa, una MST o Malattia sessualmente trasmissibile perchè si trasmette esclusivamente per via sessuale. Le zone che vengono parassitate dal pidocchio del pube, sono le parti del corpo più umide e ricoperte di peli e sono: le regioni genitali, perineo, cosce, addome, torace, ascelle, ciglia, sopracciglia e barba, se relativamente lunga. I pidocchi del pube, non sono facilmente visibili, ma il sintomo comune è il prurito notturno e la comparsa di piccole croste sugli indumenti, gli escrementi, e delle macule cerulee provocate dalle punture del parassita.
  • PIDOCCHIO DEL CORPO (Pediculus Humanus corporis) in passato conosciuto più comunemente come pidocchio dei vestiti. E’ un parassita legato alle condizioni igieniche personali, lo troviamo spesso nelle popolazioni nomadi anche se oggi la pediculosi da pidocchio del corpo è molto rara. Inoltre, questa specie di pidocchio è l’unica che può essere veicolo di malattie come il tifo esantematico e alterazione frequenti della temperatura, e, più spesso infezioni secondarie causate dal morso dell’insetto oltre a papule o macule emorragiche e un forte prurito. E’ chiamato pidocchio dei vestiti in quanto si annida nei tessuti e lungo le cuciture degli indumenti, dove vengono deposte pure le uova, si trasmette infatti per contatto diretto con vestiti, lenzuola, biancheria da letto già infestata. Difficilmente la si può individuare sul corpo dell’ospite perché vi rimane solo il tempo per nutrirsi, ed è un po’ più grande del pidocchio del capo.

Morfologia

I pidocchi sono piccoli parassiti di 2-3 mm, appartengono all’ordine Phthiraphtera, hanno un corpo arrotondato a forma di granchio, di colore grigio vetrificato con delle escrescenze pelose. Hanno 3 paia di zampe uncinate e sulla testa due antenne. I pidocchi possiedono un apparato boccale col quale succhiano il sangue dell’ospite; con i denti si ancorano poi, penetrano nell’epidermide praticando un piccolo foro per mezzo di stiletti e, infine, raggiungono il vaso sanguigno da cui si nutrono; il prurito e le dermatiti che ne derivano sono causate dalla saliva anticoagulante che il pidocchio inietta quando fora l’epidermide.

I pidocchi adulti possono vivere solo da 1 a 3 giorni al di fuori dell’ospite, in quanto, a differenza di altri insetti parassiti, il pidocchio ha bisogno di calore e di nutrirsi a intervalli regolari di 6 ore e non resistono più di 4 ore sommersi in acqua.

Le lendini che sono le uova del pidocchio possono sopravvivere al di fuori dell’ospite a temperatura ambiente anche 10 giorni, inoltre, sono resistenti all’acqua grazie al contenuto di composti cheratinici della saliva con cui la femmina le ancora ai peli o capelli dell’ospite.

Ciclo vitale

La femmina dopo essere stata fecondata depone dalle 8 alle 10 uova al giorno, vive in media 3 settimane durante le quali può arrivare a deporre 300 uova o lendini, che vengono ancorate ai peli o capelli a una distanza dall’epidermide di 5-10 mm, sono di colore biancastro grigio di circa un millimetro di lunghezza.

Il ciclo vitale da lendine a pidocchio adulto si sviluppa in tre fasi:

  • Lendine o uova che si schiude dopo 1 settimana, hanno forma allungata.
  • Ninfa: si presenta come il pidocchio adulto ma è più piccola e si nutre già di sangue. Questo stadio di ninfa ha una durata media di una settimana.
  • Insetto adulto: la durata media della vita del pidocchio adulto è di circa tre settimane a seconda della specie, il pidocchio maschio ha una vita più lunga della femmina.

TRATTAMENTO DELLA PEDICULOSI

Una delle cause della diffusione dei pidocchi è la loro resistenza ai prodotti antipidocchi, molto simili se non uguali alla composizione degli antiparassitari usati in agricoltura, pertanto il pericolo di questi prodotti è dovuto all’uso prolungato che li rende altamente tossici, soprattutto per i bambini che sono i più colpiti. L’antiparassitario più usato e più efficace è la Permetrina all’1%.

Per pediculosi del capo, la più frequente e la più comune, esistono metodi più naturali come l’uso della pettinina (in vendita nelle farmacie) associata all’uso di un semplice balsamo di colore bianco. Questo trattamento naturale, semplice, sicuro e di poco costo, se eseguito in modo corretto, e ogni due giorni, consente l’eliminazione delle uova e dei pidocchi.

Questo semplice procedimento, che va ripetuto ogni due giorni, consiste nel bagnare i capelli con acqua tiepida e poi frizionarli con il balsamo, successivamente, si passano i capelli ciocca per ciocca con la pettinina sulla quale rimarranno impigliati sia le uova che i pidocchi. Si risciacqua ripetutamente e abbondantemente la pettinina e si ripete il procedimento. Infine si risciacquano i capelli per togliere il balsamo rimasto.

Le lendini infine si possono eliminare anche con l’uso a caldo dell’acido acetico diluito.

Per la pediculosi del pube si possono seguire le stesse indicazioni del trattamento chimico della pediculosi del capo.

Il trattamento della pediculosi da pidocchi del corpo, viene effettuato iniziando dalla decontaminazione dei vestiti e biancheria in acqua calda a 60°, sufficienti per eliminare sia uova che pidocchi, e per gli altri indumenti non adatti al lavaggio in acqua si deve procedere con il lavaggio a secco. Per quanto riguarda il soggetto infestato viene consigliata l’applicazione sul corpo di Pietrine/piretroidi ma, soprattutto deve essere mantenute condizioni igieniche adeguate.

PREVENZIONE DELLA PEDICULOSI

Non esistono sistemi o trattamenti di prevenzione delle infestazioni dei pidocchi, soprattutto con antiparassitari in quanto renderebbero i pidocchi stessi sempre più resistenti a questi prodotti che vanno, invece, utilizzati solo ed esclusivamente su soggetti già infestati. Il controllo, la pulizia dei capelli e l’igiene personale restano i metodi di prevenzione più efficaci.

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