Disinfezione di superfici e ambienti

  • Il personale addetto alla pulizia/disinfezione dell’apparecchiatura deve indossare camice e guanti robusti di gomma (del tipo usato per le pulizie domestiche)
  • Spegnere l’apparecchiatura, staccare la spina della presa elettrica, svuotarla di tutto il contenuto e, nel caso si tratti di un termostato, attenderne il raffreddamento, quindi rimuovere le parti smontabili (ripiani, supporti, etc.)
  • Lavare con acqua e detergente non abrasivo tutte le superfici (anche quelle già smontate), risciacquare e asciugare (o far asciugare)
  • Applicare il disinfettante sulle superfici già asciutte e, se possibile, lasciare che si asciughi da solo per favorire lo svolgimento dell’azione disinfettante residua In linea di massima, i prodotti utilizzabili per la disinfezione sono:
    a) ipoclorito di sodio (comune candeggina) per tutte le superfici non metalliche ad una concentrazione che va da 20 ml/litro di acqua (per superfici non contaminate da materiale organico) a 100 ml/litro di acqua (per le superfici contaminate). Tale soluzione può essere utilizzata applicandola direttamente sulla superficie da trattare o immergendovi gli oggetti;
    b) soluzioni di polifenoli detergenti o di cetrimide+clorexidina gluconato per tutte le superfici, alle concentrazioni suggerite dal produttore;
    c) alcool etilico denaturato per tutte le superfici tranne quelle in plexiglas
  • Nel caso che le superfici fossero contaminate da materiale biologico:
    a) rimuovere lo sporco con uno straccio (possibilmente monouso) imbevuto di disinfettante (ad esempio soluzione di ipoclorito di sodio 1:10)
    b) nel caso si usassero granuli di sodiodicloroisocianurato, versare i granuli sullo sporco, far solidificare e rimuovere con uno straccio
    c) lavare l’area con detergente per pulizie ambientali
    d) asciugare o far asciugare la superficie
    e) disinfettare l’area con soluzione di ipoclorito di sodio 1:10
    f) lasciar asciugare

N.B.: Le apparecchiature di laboratorio dovrebbero essere sottoposte a procedure di pulizia/disinfezione almeno una volta ogni sei mesi o in occasione delle pulizie straordinarie del reparto; ogni qualvolta siano visibilmente contaminate da materiale biologico; quando devono essere riparate o trasportate al produttore (ad esempio interventi di manutenzione, sostituzione dei filtri, ecc.)

PULIZIA, SANIFICAZIONE E DISINFEZIONE DELLE SALE OPERATORIE

  • Un’ora prima dell’inizio della seduta operatoria, rimuovere la polvere con sistema ad umido sia da pavimenti che dalle suppellettili (scialitica, letto operatorio, etc.)
  • Tra un intervento e l’altro rimuovere da tutte le superfici qualsiasi tipo di materiale organico
  • Alla fine della seduta operatoria rimuovere dalla sala suppellettili, arredi ed apparecchiature mobili ed eseguire una pulizia accurata
  • Settimanalmente effettuare un accurato trattamento su pavimenti, pareti e suppellettili
  • Non eseguire la disinfezione gassosa degli ambienti con vaporizzatori di formaldeide od altri prodotti (procedura inutile e costosa) N
  • on impiegare tappetini adesivi o antisettici, in quanto si sono dimostrati inutili dal punto di vista del controllo delle infezioni
  • Non effettuare campionamenti microbiologici routinari da aria o superfici delle sale operatorie, ma solo eventualmente in occasioni mirate
  • Non ricorrere ai raggi ultravioletti per la disinfezione, per la loro limitata efficacia

PULIZIA, SANIFICAZIONE E DISINFEZIONE DI SUPERFICI (PREMESSA)

Il rischio infettivo, per pazienti ed operatori, legato a pavimenti, pareti, arredi e suppellettili in genere, è irrilevante. Inoltre, corrette procedure di pulizia e disinfezione sono in grado di ridurre in misura sostanziale la carica microbica di qualunque superficie, anche nel caso che sia visibilmente contaminata da sostanze organiche.

Tuttavia, la presenza di materiale organico e/o sporco in genere, può inattivare il disinfettante o può ridurne il potere di penetrazione, pertanto è indispensabile effettuare un’accurata pulizia della superficie prima della sua eventuale disinfezione. In linea di massima, è possibile fornire le seguenti indicazioni per il personale addetto alle procedure di pulizia:
1. usare guanti robusti (del tipo per le pulizie domestiche);
2. usare le stesse misure protettive adottate quando il paziente era presente (ad esempio, se la mascherina era usata solo per attività che richiedevano contatto diretto con il paziente, durante l’esecuzione delle pulizie il suo uso non è necessario)
3. durante la manipolazione degli effetti letterecci, indossare idonei indumenti protettivi ed adottare idonei comportamenti per evitare una contaminazione grossolana dell’ambiente circostante;
4. applicare il disinfettante sulle superfici già asciutte e lasciare, se possibile, che si asciughi da solo per favorire lo svolgimento dell’azione disinfettante residua;
5. dopo il lavaggio (sia manuale che in lavatrice) spugne, panni e frange del Mop devono essere conservati ben puliti e asciutti;
6. mentre per la pulizia si usano detergenti, per la sanificazione si possono scegliere: cloroderivati a bassa concentrazione, polifenoli detergenti, composti di ammonio quaternario, od anche clorexidina gluconato associata a cetrimide.

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Per la disinfezione di superfici od oggetti in ambienti critici, invece, la scelta va fatta solo tra:
a)ipoclorito di sodio (comune candeggina) e derivati del cloro per tutte le superfici non metalliche ad una concentrazione che va da 20 ml/litro di acqua (per superfici non contaminate da materiale organico) a 100 mi/litro di acqua (per le superfici contaminate). Tale soluzione può essere utilizzata applicandola direttamente sulla superficie da trattare o immergendovi gli oggetti per almeno 30 minuti;
b) soluzioni di polifenoli detergenti per tutte le superfici, alle concentrazioni suggerite dal produttore;
c) alcool etilico denaturato per tutte le superfici ad esclusione di quelle in plexiglas.

PULIZIA, SANIFICAZIONE E DISINFEZIONE DI SUPERFICI (PARETI, PAVIMENTI, ETC.)

PRODOTTI

  • Cloroderivati
  • Soluzioni Polifenoliche detergenti
  • Alcool Etilico denaturato
  • Composti di Ammonio Quaternario (solo per reparti non critici)
  • Clorexidina Gluconato + Cetrimide

MODALITÀ DI ESECUZIONE

Superfici non contaminate da materiale organico:

  • dopo aver rimosso preventivamente lo sporco con un sistema “ad umido”, lavare la superficie con la soluzione detergente
  • far asciugare
  • passare sulla superficie un panno imbevuti di disinfettante e lasciare asciugare

Superfici contaminate da materiale organico:

  • con un panno imbevuto di disinfettante, rimuovere lo sporco e gettarlo nel sacco dei “Rifiuti Speciali” se monouso
  • lavare accuratamente la superficie con la soluzione detergente
  • sciacquare
  • lasciar asciugare o asciugare
  • passare sulla superficie un panno imbevuto di disinfettante
  • lasciar asciugare

DISINFEZIONE TERMINALE

  • Il personale addetto alle pulizie deve usare guanti per le pulizie domestiche
  • Il personale addetto alle pulizie deve usare le stesse misure protettive adottate quando il paziente era presente
  • Gli oggetti non monouso (bottiglie di drenaggio, padelle, termometri, flussometri per ossigeno, ecc.) devono essere sottoposti ad adeguata pulizia e disinfezione
  • Tutte le superfici (es. arredi, pareti, maniglie, pavimenti, ecc.) dovranno essere pulite e decontaminate con prodotti idonei
  • Il personale che manipola gli effetti letterecci deve indossare idonei indumenti protettivi ed adottare idonei comportamenti per evitare una contaminazione grossolana dell’ambiente circostante, prima di inviarli alla sezione di lavaggio • In linea di massima, i prodotti utilizzati per la pulizia/disinfezione di superfici e di apparecchiature, oltre ai comuni detergenti, sono:
    a) ipoclorito di sodio (comune candeggina) per tutte le superfici non metalliche ad una concentrazione che va da 20 ml/litro di acqua (per superfici non contaminate da materiale organico) a 100 ml/litro di acqua (per le superfici contaminate). Tale soluzione può essere utilizzata applicandola direttamente sulla superficie da trattare o immergendovi gli oggetti per almeno 30 minuti;
    b) soluzioni polifenoliche per tutte le superfici alle concentrazioni suggerite dal produttore;
    c) alcool etilico denaturato può essere utilizzato su tutte le superfici già pulite.
Vedi anche  INFESTANTI SCONOSCIUTI O QUASI

N.B. Si suggerisce, comunque, di applicare il disinfettante sulle superfici già asciutte e di lasciare, se possibile, che si asciughi da solo per favorire lo svolgimento dell’ azione disinfettante residua.

NEBULIZZAZIONE

L’inutilità della pratiche di disinfezione ambientali e mediante nebulizzazione o aereosolizzazione è ormai ampiamente dimostrata. Infatti, la disinfezione gassosa ambientale non rappresenta un metodo soddisfacente per la decontaminazione dell’aria e delle superfici in quanto:
a) il rischio infettivo, per pazienti ed operatori sanitari correlato a pavimenti, pareti, arredi e suppellettili, in genere è irrilevante;
b) corrette procedure di pulizia/sanificazione sono in grado di ridurre in misura sostanziale la carica microbica di oggetti e superfici anche nel caso che siano visibilmente contaminati da sostanze organiche;
c) la presenza di materiale organico e/o sporco in genere può inattivare il disinfettante o può ridurne il potere di penetrazione.

Pertanto, se da un lato la nebulizzazione che si sostituisce alla pulizia non ha senso, dall’altro la nebulizzazione effettuata successivamente alla pulizia manuale non raggiunge altro scopo che “tranquillizzare” falsamente il personale. Si consiglia, quindi, per ciò che riguarda la disinfezione terminale di stanze di degenza, ambulatori, sale operatorie, ecc. in cui abbiano soggiornato pazienti affetti da malattie infettive contagiose, o che siano temporaneamente chiusi, l’abbandono delle pratiche di nebulizzazione, che dovranno essere sostituite da efficaci procedure correnti di pulizia/sanificazione manuali.

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