INFESTANTI SCONOSCIUTI O QUASI

Delle pulci si sa soprattutto che saltano, pungono, e che spesso le portano i nostri animali domestici, alcune persone addirittura fanno confusione tra pulci e pidocchi utilizzando a sproposito i loro nomi. Approfondiamo l’argomento e conosciamo meglio la bio-etologia di alcune specie per poter meglio impostare la lotta e attuare i più corretti sistemi di prevenzione e monitoraggio. Le pulci sono ectoparassiti ematofagi obbligati di vertebrati a sangue caldo.

Oltre il 94% delle specie note parassitizza i mammiferi, mentre le rimanenti gli uccelli. La maggior parte delle specie è strettamente associata al ricovero del proprio ospite (tana, nido, cuccia, giaciglio ecc.) e sale sopra di lui solo per succhiarne il sangue. Sono insetti di piccole dimensioni, atteri (senza ali) con testa piccola e poco mobile, munita di un robusto apparato boccale pungente succhiante e di antenne molto corte, di soli tre articoli, praticamente infossate nel capo. Il corpo è molto compresso ai lati per permetter loro di scivolare meglio tra i peli e le piume dei loro ospiti. Per raggiungerli, le pulci sono dotate di zampe posteriori lunghe e robuste che consentono di compiere salti notevoli: se li equiparassimo a prestazioni umane ci permetterebbero di raggiungere le nostre abitazioni senza nemmeno usare l’ascensore!

Sistematicamente sono pulci gli insetti dell’ordine Aphaniptera (detto anche Siphonaptera): Nel mondo ci sono ben 16 famiglie e con circa 2000 specie. Non possiamo non menzionare i Tungidae (Chigger fleas) cui appartiene la nota Tunga penetrons, la cui femmina penetra nella pelle delle persone facendosi strada tra unghia e dito dei piedi e vi si insedia per deporre le sue uova.

Per quanto concerne il nostro Paese abbiamo le seguenti famiglie:

  • Pulicidae cioè le pulci comuni. La maggior parte delle specie che producono infestazioni appartengono a questo gruppo: la pulce del gatto (Cteenocephalides felis), del cane (Ctenocephalides canis), del ratto (Xenopsylla cheopis), dell’uomo (Pulex irritans), del coniglio (Spilopsyllus cunicoli) e del riccio (Archceopsylla erinacei);
  • Ceratophylludae comprende alcune pulci dei roditori tra cui quella del ratto Nosopsyllus fasciatus e di alcuni uccelli;
  • Hystrichopsyllidae comprende pulci di insettivori;
  • Ischnopsyllidae comprende pulci di pipistrelli;
  • Leptopsyllidae comprende pulci di uccelli e conigli;
  • Vermipsyllidae comprende pulci di mammiferi carnivori
Vedi anche  LOTTA AI PARASSITI

Il loro ciclo di vita è cadenzato dai seguenti stadi vitali che si presentano in questa sequenza: uova, 3 stadi larvali, pupa, insetto adulto. Le pulci adulte salgono sull’ospite per nutrirsi, quindi avviene l’incontro tra i due sessi e l’accoppiamento. La femmina inizia quindi a deporre le uova tra il pelo o le piume del suo ospite. Queste uova non sono fissate e vengono perse dall’animale durante i suoi spostamenti e in particolare quando si sdraia per dormire. La durata del ciclo varia in funzione delle condizioni climatiche da 2-3 settimane a diversi mesi per le specie più comuni.

Le larve delle pulci per svilupparsi più velocemente prediligono livelli di temperatura e umidità elevati e tali condizioni vengono di solito a trovarsi nei ricoveri degli animali: il metabolismo corporeo nei luoghi dove riposano gli animali infatti contribuisce a creare le condizioni ottimali per le pulci. Quando le uova quindi si schiudono le larve che ne fuoriescono sono vermiformi e si rintanano nelle fessure e negli anfratti, confondendosi tra i detriti e la polvere. Si cibano degli stessi detriti e delle feci delle pulci adulte che contengono residui indigeriti di sangue.

Le larve raggiungono la maturità qualche tempo dopo aver effettuato la seconda muta; è il momento in cui iniziano a tessere un leggero bozzolo di seta inglobando, per mimetizzarlo, alcuni detriti che trovano nell’ambiente in cui sono cresciute. Terminato il bozzoletto, avviene una terza muta che le trasforma nello stadio quiesciente di pupa. Nella pupa si sta ora formando l’insetto adulto. Quando è ormai completo, rimane ancora nel suo involucro in attesa del momento propizio per venire fuori.

I morsi delle pulci di solito causano solo arrossamento e prurito. Alcune persone possono però manifestare reazioni allergiche alla saliva inoculata dalle pulci. Le pulci sono inoltre dei potenziali vettori di virus, batteri (salmonellosi, tifo murino, peste, tularemia) e parassiti (Dipylidium caninum).