Interruttore

Gli interruttori prevalentemente usati per uso domestico sono distinguibili per due tipologie o categorie di appartenenza: gli interruttori unipolari e gli interruttori bipolari. Ci sono anche gli interruttori tripolari per apparecchiature che funzionano con tensione elettrica di 400 Volt (trifase) ma essi hanno un campo applicativo tecnico professionale molto specifico.  

E’ unipolare l’ interruttore attraversato da due conduttori (fili), conduttore di fase (positivo) e conduttore di neutro (negativo), il quale se azionato interrompe la continuità di uno dei due conduttori (apre il circuito) impedendo la circolazione di corrente nel circuito e conseguentemente disattiva un utilizzatore.  

Il circuito monofase infatti è come un anello costituito da due conduttori, uno manda corrente (fase) ad un utilizzatore che la sfrutta ad esempio un portalampada (si accende una lampadina), da esso poi esce l’altro conduttore (neutro) che chiude il circuito rendendolo così attivo. Nella categoria degli interruttori unipolari possono rientrare anche: il DEVIATORE per accendere e/o spegnere le luci da due posti distanti tra loro; INVERTITORE per accendere e/o spegnere le luci da più di due punti; PULSANTE che è simile ad un normale interruttore, ma nel suo interno c’è una molla che gli ridà la sua posizione originaria dopo averlo azionato (utile per una suoneria).

Attenzione però, un ELETTRICISTA è a conoscenza che l’ interruttore unipolare se disattiva il circuito (spegne la lampadina) NON vuol dire che nel portalampada NON c’è corrente, l’ interruttore unipolare infatti interrompe solo la circolazione della corrente ma da uno dei due estremi dei conduttori essa potrebbe comunque esserci. Per questo motivo l’ELETTRICISTA quando deve intervenire per qualsivoglia motivo elimina completamente la corrente dal circuito elettrico disattivando sia il conduttore della fase sia il conduttore neutro cioè scollegando totalmente l’utilizzatore dall’impianto agendo sui due poli. Per fare questo l’ELETTRICISTA interviene sull’ interruttore bipolare magnetotermico che è generalmente nel quadro elettrico ed in un appartamento per esempio corrisponde all’interruttore necessario per svolgere le funzioni di sezionamento e di protezione. Esso seziona (attiva-disattiva) i circuiti degli utilizzatori, il circuito luce (da 10 A) oppure il circuito forza motrice (da 16 A). Il "numero" con la lettera (A = ampere) fa riferimento al grado di protezione che ha l’interruttore in virtù dell’uso massimo di corrente che si fa con il circuito da esso protetto. L’ interruttore magnetotermico protegge il circuito (si stacca automaticamente) in caso di corto circuito e/o di sovraccarico infatti con il suo meccanismo manifesta due tipi di reazioni di protezione, funzionamento di tipo magnetico per il corto circuito e di tipo termico per il sovraccarico. Il corto circuito si verifica quando avviene l’unione di due punti di un circuito elettrico realizzando la cosiddetta "resistenza nulla" (collegamento tra polo positivo e polo negativo con assenza di resistenza tra i due). In queste condizioni il circuito "comanda-limita" la tensione ad essere quasi nulla ma non ha "comandi-limitazioni" sul flusso di carica elettrica (corrente) la quale passa nei conduttori fino a raggiungere enorme potenza (ampere) e finiscono col fondersi insieme (effetto Joule). Il sovraccarico si verifica quando i vari utilizzatori (elettrodomestici, utensili, illuminazione etc) assorbono maggiore corrente rispetto a quella disponibile e/o consentita dal contratto di fornitura dell’Ente erogatore del servizio.

Della categoria di interruttori bipolari c’è l’ interruttore differenziale (detto salvavita). Questo particolare interruttore è contraddistinto nel quadro elettrico da un piccolo pulsante (contrassegnato da una "T") che serve da test di funzionamento, infatti è consigliabile di tanto intanto pigiarlo così se scatta ci si assicura dell’efficienza. L’ELETTRICISTA quando assembla un quadro elettrico pone l’ interruttore differenziale "a monte" di tutti gli altri interruttori del quadro perchè esso ha la funzione di verificare che tra la corrente che esce (positiva) e quella che entra (neutra) non ci sia alcuna differenza altrimenti scatta per proteggere dalle dispersioni. L’ELETTRICISTA è a conoscenza del fatto che l’ interruttore differenziale di un appartamento non deve avere un valore di sensibilità maggiore a 30 milliampere.

Quali sono i problemi derivanti dall’interruttore elettrico? Quali sono le soluzioni ai problemi?

Il problema prevalente che presenta l’ interruttore unipolare è l’usura e/o l’ossidazione (molto dipende dall’ambiente che lo circonda) che con il tempo potrebbe fargli perdere le sue caratteristiche meccaniche e/o di conduzione dei morsetti interni.

Se l’ELETTRICISTA dovesse appurare questo inconveniente sostituisce l’ interruttore difettoso. Se l’impianto elettrico e/o i componenti che lo costituiscono sono vecchi e/o non funzionanti perfettamente si possono verificare maggiormente le dispersioni. Quando l’ interruttore bipolare differenziale scatta significa che la corrente uscita col conduttore di fase prima di rientrare attraverso il conduttore neutro si è dispersa in qualche modo.

La dispersione può essere la conseguenza di assorbimento di corrente da parte di una persona (si dice che prende una scossa elettrica) oppure la corrente viene assorbita dall’impianto di terra perchè un elettrodomestico ha perso il suo isolamento (si dice che la massa scarica a terra). Se un circuito è sovraccaricato (uso di energia maggiore a quella sopportabile dall’impianto), l’ interruttore bipolare magnetotermico interviene come limitatore disattivandosi.

L’ interruttore bipolare magnetotermico "scatta" anche nel caso ci sia un elettrodomestico guasto, oppure se i conduttori di una presa e/o quelli di un lampadario perdono il loro isolamento e creano corto circuito tra loro. L’ELETTRICISTA può fare delle verifiche ed attraverso delle misurazioni con strumenti idonei o per esclusione può individuare sia i punti di dispersione sia i corti circuiti e risolve.