Questi interventi hanno lo scopo di predisporre una adeguata preparazione delle condotte perché si realizzino le condizioni ideali per le successive operazioni.

BY-PASS

Intercettazione della condotta a monte dell’intervento e trasferimento dei reflui a valle mediante pompe, viene così sezionata la linea per consentire gli ulteriori interventi di diagnostica.

PULIZIA CONDOTTE

Preliminarmente a qualsiasi intervento è necessario provvedere a idrolavaggi (alta pressione) mediante auto spurghi corredati di pompe a media pressione ed elevata portata (250 bar – 300 l./m.). Per interventi particolarmente gravosi la imprendo Srl dispone di unità mobili di elevata prestazione (1.250 bar – 250 l./m – 700 HP) dedicate ad interventi speciali su condotte di elevate dimensioni o particolarmente ostruite. Il lavaggio con ugelli di varie dimensioni e prestazioni consente la rimozione dei sedimenti depositati. Per la rimozione delle ostruzioni più tenaci quali radici etc, si impiegano speciali sistemi di taglio.

SMALTIMENTO RIFIUTI

I materiali rimossi dalle operazioni di pulizia devono essere smaltiti in impianti autorizzati; eventualmente è possibile una separazione sul posto, mediante automezzi dedicati, della frazione solida da quella liquida.

PROVE DI TENUTA IDRAULICA/PNEUMATICA

Sono il primo gradino nella fase di indagine e possono essere impiegate sia nei collaudi di nuove installazioni che come strumento diagnostico idoneo a verificare in prima istanza la presenza di perdite idrauliche e conseguentemente inquinamento. E’ da sottolineare che i sistemi di riferimento normativi impiegati non possono escludere in assoluto contaminazioni di carattere più teorico che pratico, in quanto le norme di riferimento consentono piccole perdite idrauliche anche se ottenute mediante l’applicazioni di pressioni idrostatiche a condotte che nel campo industriale, normalmente, non sono mai in pressione.

Norme UNI EN 1610. L’intervento eseguito secondo le procedure previste da norme internazionali consiste nella:

  • Chiusura della tratta da pozzetto a pozzetto, o dei giunti fra due tubazioni attigue, mediante palloni di sbarramento, e nella successiva messa in pressione del segmento in esame con aria, od in condizioni particolari con gas inerti
  • Messa in equilibrio del sistema così realizzato
  • Verifica e registrazione delle variazioni di pressione per un dato periodo di tempo e loro confronto con valori di riferimento che stabiliscono dei valori soglia, funzionali al diametro ed al materiale di costruzione della condotta, sotto i quali la prova viene considerata superata positivamente consentendo così di escludere inquinamenti significativi.

Le norme definiscono anche le procedure per la verifica idraulica con acqua delle condotte e quelle relative al controllo dei pozzetti e camerette. L’esito negativo della prova idraulica porta, come conseguenza, l’ accertare i motivi di tale risultato: uno dei sistemi più utilizzati è l’ispezione televisiva delle condotte che ha inoltre la funzione di rilevare utili informazioni per eventuali successivi interventi di risanamento non distruttivo.

RISANAMENTO NON DISTRUTTIVO DI TUBAZIONI E FOGNATURE

Verificata la presenza di rotture, è necessario intervenire sia con tecniche di riparazione tradizionali sia con tecnologie non distruttive: queste sono scarsamente conosciute in Italia, mentre sono applicate da decenni in Europa e nel mondo, consentono il risanamento di tubazioni e condotte di metallo, plastica, cemento etc., sia rette che curve, con diametri oltre i 1.500 mm.

Trovano prevalente applicazione nei casi in cui si renda opportuno intervenire senza realizzare sbancamenti di terreno, demolizioni di pareti e pavimenti, rifacimenti di carattere edile ed impiantistico. Sono così eliminati disagi, intralci alla viabilità, interruzioni di attività produttive, etc. Consentono contemporaneamente di aumentare la resistenza meccanica delle condotte e favorire lo scorrimento dei reflui.

TECNOLOGIE

Le tecnologie utilizzate si basano sul principio di applicare rivestimenti interni, a base di resine termoindurenti, con o senza guaina di rinforzo. Le resine applicate sono di vario tipo in relazione alle caratteristiche chimico fisiche ed alla temperatura del refluo. Lo spessore del rivestimento varia da pochi millimetri a circa 15 mm, in relazione alle caratteristiche di resistenza meccanica che si vogliono ottenere ed è tale da non ridurre la sezione. Preliminarmente è necessario effettuare interventi di videoispezione ed accurati interventi di pulizia e disincrostatine.

Le applicazione sono effettuate secondo standard internazionali, le principali sono le seguenti:

Sistema ad inversione

Risanamento della tratta da pozzetto a pozzetto, eseguito mediante l’introduzione nella condotta di un tubo in feltro impregnato di resina, e posizionato per estroflessione, mediante la pressione esercitata da aria od acqua, all’interno del tubo da rivestire.

Sistema a Packer

Risanamenti solo della tratta interessata eseguiti mediante l’introduzione nella condotta di packer scorrevoli in gomma, rivestiti da guaine impregnate di resina, da posizionarsi sul punto da riparare.

Sistemi di impermeabilizzazione con malte sigillanti

Risanamenti utilizzati in modo particolari su tubazioni in pressione quali le reti idriche ed antincendio. Il sistema di risanamento consiste nella preventiva preparazione della superficie interna della condotta mediante idroscarifica eseguita ad altissima pressione. Successivamente viene introdotta nella tubazione una pompa centrifuga che applica a spruzzo uno strato, di spessore variabile, di malte cementizie speciali addizionate con resine epossidiche ed eventualmente addizionate con fibre di rinforzo a funzione strutturale.