Farnetto

Il Farnetto è un albero di prima grandezza, alto sino a 30 (40) m, molto longevo e di maestoso portamento, a rami robusti formanti una corona ampia densa e irregolare; ramuli pelosi in gioventù, indi glabri; gemme grandi ovoidi e ottuse.

Il Farnetto ha foglie alterne, semplici con picciolo breve (2-4 [6] mm), rossiccio e peloso ornato di stipole perduranti sino alla fruttificazione, a lamina obovato-oblunga (10-20 x 6-12 cm), con la massima larghezza nel terzo apicale, troncata alla base, profondamente lobata ai margini per 7-9 paia di lobi oblunghi a loro volta lobulati verso l’apice, ottusa o attenuata all’apice, di colore verde intenso e glabra di sopra, pubescente in gioventù di sotto per peli grigi o brunicci, con 7-9 paia di nervature secondarie decorrenti parallelamente e con scarso reticolo intercalare di nervature terziarie, la coppia inferiore dei lobi fogliari a guisa di 2 orecchiette tonde e disuguali.

Fiori monoici, come nella Rovere; il frutto è un achenio (ghianda) ovato-allungato (2-4 cm) protetto per circa metà lunghezza dalla cupola emisferica a squame embriciate, pubescenti e lesiniformi, le superiori delle quali superano il margine della cupola. Fiorisce in aprile-maggio.

Il Farnetto ha un areale ristretto ai paesi balcanici e all’Italia meridionale ove vive, dal Lazio alle Calabrie e dagli Abruzzi alle Puglie, in boschi puri e misti, spesso in mescolanza con il Cerro, governati ad alto fusto o a ceduo. E’ specie lucivaga e mesofila a rapido accrescimento.

Il legno del Farnetto ha caratteristiche simili a quello della Roverella, serve per i medesimi impieghi ed è apprezzato in particolare nelle costruzioni navali e nella preparazione delle doghe per botti.